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La notte del drive-in 3

La gita per turisti

Di

Editore: Einaudi, Stile libero, Noir

3.7
(745)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 232 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8806175866 | Isbn-13: 9788806175863 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Alfredo Colitto

Disponibile anche come: eBook

Genere: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Cinema, sangue e popcorn: un microcosmo fantastico e delirante che mescola inondazioni di proporzioni bibliche, un pesce gatto che potrebbe ingoiarsi la balena di Giona e oscure creature malvagie quanto può esserlo solo un essere umano al suo peggio... Finalmente Lansdale apre uno squarcio sui meccanismi che regolano il mondo da lui creato, dove gli orrori del mondo attuale prendono la forma di smisurate sinistre ridacchianti fantasie infantili.
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  • 4

    Geniale per la prima metà del libro, eccessivamente onirico verso la conclusione, fastidioso il finale. Probabilmente mi aspettavo un qualcosa in più nonostante il sincero omaggio a P. Dick "Do androi ...continua

    Geniale per la prima metà del libro, eccessivamente onirico verso la conclusione, fastidioso il finale. Probabilmente mi aspettavo un qualcosa in più nonostante il sincero omaggio a P. Dick "Do androids dreem of electric sheep?".
    Il primo libro è una vera e proprio bomba, un cult, uno di quei libri che leggi e subito dopo pensi "ok, è il libro che aspettavo da tutta la vita". Il secondo libro mantiene un certo livello, nonostante io abbia trovato la storia di Poopalong Cassidy qualitativamente inferiore al magnifico Re del Popcorn. Il terzo capitolo illustra scenari degni di Lansdale: Ed il pesce gatto gigante, BJoe (memorabile il suo monologo su Noè e la passione verso la carne umana).
    Come già scritto, ho trovato un po' forzato il finale, nonostante l'occhiolino ai vari Bradbury, Dick etc etc. Avrei preferito la conclusione alla prima dissolvenza, quando **SPOILER** Grace, Reba e Steve si dissolvono sotto gli occhi di Jack. La riapertura con la morte a caso di Steve e lo schianto dell'aereo non l'ho pienamente gustata ma forse Lansdale ha preferito lasciarsi una sorta di finale aperto per un eventuale sequel (nonostante tutto, un quarto libro lo leggerei senza pensarci due volte).

    Concludo citando il finale (perfetto) del primo libro.

    “E’ difficile decidere cosa fare in futuro. La vita è come quel libro di Max Brand di cui parlava il tizio della Città di Merda. Ci sono sempre un paio di pagine strappate, per cui uno non sa come va a finire.
    Tuttavia, io ho un debole per il lieto fine. Diavolo, una volta credevo in Dio e nell’astrologia. Perciò mi darò un lieto fine, anche se non ne avrò uno nella vita reale. Il finale migliore che mi venga in mente è quello che quel tale ha scritto sulla copertina interna del libro. Può darsi che non sia la verità per nessuno di noi, ma, come diceva il bibliotecario, è difficile trovare qualcosa che vada meglio.
    Perciò, vero o falso che sia, eccovelo:

    Cavalcò verso Ovest, e andò tutto bene”.

    ha scritto il 

  • 0

    Incipit

    Tutti loro vivevano nel grande drive-in Orbit, sotto un buco nel cielo popolato di ombre.....

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-titolo/n/la-notte-del-drive-in-3-joe-r-lansdale/

    ha scritto il 

  • 4

    And then there was truth. Sort of

    Ultimo capitolo della saga del drive-in.
    Non parlerò del finale, che francamente non mi ha convinto troppo, ma di come per tre ore io non abbia potuto staccarmi da questo libro. Di come, ricominciate ...continua

    Ultimo capitolo della saga del drive-in.
    Non parlerò del finale, che francamente non mi ha convinto troppo, ma di come per tre ore io non abbia potuto staccarmi da questo libro. Di come, ricominciate le vicende in una realtà onirica, se non fosse per i soliti dettagli pulp al limite del macabro (e oltre), io sia rimasta saldamente incollata al Kindle nell'attesa spasmodica di capire dove le fila si riallacciassero e la storia andasse a parare. Attesa disattesa in qualche modo, ma ripagata nel "viaggio" tra le interiora di Ed e nelle ormai consolidate tirate anti cristiane di Lansdale, che quando può una parolina buona ce la mette sempre.
    Secondo me il primo libro rimane il migliore, forse perché uno non se l'aspetta. Ma nel complesso anche i seguiti tengono botta e che il finale soddisfi o meno, la storia nel suo complesso rimane molto peculiare e ben scritta.
    Ma veniamo alla citazione del brano:
    "Da quello che ci aveva raccontato ero certo che non fosse cristiano, ma Cristo, ne aveva tutti i segni. Mentalità ristretta, spirito meschino, ipocrita e pronto a giudicare il prossimo."

    ha scritto il 

  • 3

    Joe R. Lansdale - La notte del drive in 3

    La conclusione della trilogia del drive in è senza infamia e senza lode, nel senso che alcuni buoni punti e trovate geniali (il pesce su tutte) mostrano un Lansdale in gran forma, peccato che i pregi ...continua

    La conclusione della trilogia del drive in è senza infamia e senza lode, nel senso che alcuni buoni punti e trovate geniali (il pesce su tutte) mostrano un Lansdale in gran forma, peccato che i pregi del capitolo migliore (il primo) e cioè la critica più o meno velata alla società sono andati persi completamente, con l'aggiunta in questo caso di un finale un po' forzato (ma d'altronde dare un degno epilogo ad una storia così bizzarra non è semplice per niente).

    L'inizio di questo terzo volume è molto soft, nel senso che, dopo aver indugiato sui ricordi, lo scrittore americano decide di rimettere in marcia il grande circo con risultati direi eccellenti. Lansdale è in gran forma e visionario al punto giusto con invenzioni e trovate sorprendenti e con il solito linguaggio bello volgarotto che strappa ben più di una risata (alla larga se siete dei bacchettoni). Peccato che poi, mentre ci si avvicina al finale, il ritmo anziché salire per raggiungere il climax cala vorticosamente in uno stato direi quasi catatonico.

    Volendo valutare la serie nel suo complesso, il primo romanzo rimane sicuramente il migliore. Il terzo è quello più debole, forse perché arriva ad anni di distanza con una crescita esponenziale delle aspettative. Io personalmente mi sono divertito ed ho riso anche parecchio, però globalmente questo epilogo è un po' forzato in certi momenti e si conclude un po' sottotono.

    ha scritto il 

  • 4

    Siamo all'inferno,» insisté. «E stiamo scontando il nostro castigo.»
    «Io non merito nessun castigo,» intervenni. «O almeno, non lo meritavo prima. Da quando sono qui ho fatto diverse brutte cose, ma s ...continua

    Siamo all'inferno,» insisté. «E stiamo scontando il nostro castigo.»
    «Io non merito nessun castigo,» intervenni. «O almeno, non lo meritavo prima. Da quando sono qui ho fatto diverse brutte cose, ma se questo è l'inferno, a un certo punto devo essermi messo nella fila sbagliata.»
    «La fila sbagliata,» disse James. «Potrebbe anche essere.»
    Se n'era stato zitto fino a quel momento, forse per evitare che Grace balzasse in aria come una tartaruga ninja e gli girasse la testa di trecentosessanta gradi con un calcio.
    «Credevamo tutti di fare la fila per andare a divertirci, ubriacarci, scopare... Invece non era la fila giusta. E ci siamo trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato.»
    «Non esiste nessun inferno,» disse Grace. «L'inferno secondo me è un posto dove non puoi più scegliere. Non puoi più lottare. Non puoi decidere chi sei indipendentemente dalle circostanze. Se arriviamo a quel punto, allora saremo all'inferno. Ma per adesso siamo ancora vivi.>>

    ha scritto il 

  • 4

    Nel folle, allucinante capitolo conclusivo i protagonisti si ritrovano letteralmente nella cacca, quella vera.
    Si legge tutto d'un fiato: humor nero, asssurdità e una buona dose di splatter.
    La rivela ...continua

    Nel folle, allucinante capitolo conclusivo i protagonisti si ritrovano letteralmente nella cacca, quella vera.
    Si legge tutto d'un fiato: humor nero, asssurdità e una buona dose di splatter.
    La rivelazione finale richiama un classico della fantascienza.

    ha scritto il 

  • 4

    La degna conclusione di un ciclo notevole. Se nel primo avevamo visto il drive in e nel secondo ci siamo trovati in un road movie, qui siamo sulle montagne russe. L'assurdo più assurdo si pone davanti ...continua

    La degna conclusione di un ciclo notevole. Se nel primo avevamo visto il drive in e nel secondo ci siamo trovati in un road movie, qui siamo sulle montagne russe. L'assurdo più assurdo si pone davanti ai nostri stramaledetti eroi per finta, circondati da ancora più follia, paura e devastazione. E come al solito tanta, tanta merda, con una fine tra l'orrore e il metafisico. Pulp/Noir senza freni.

    ha scritto il 

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