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La notte del lupo

Di

Editore: Baldini Castoldi Dalai

3.4
(116)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 182 | Formato: Altri

Isbn-10: 8884904560 | Isbn-13: 9788884904560 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Sebastiano Vassalli, come altri scrittori contemporanei, è rimasto affascinatoda Gesù, o meglio dalla storia delle storie che il figlio di Dio incarna perla cultura occidentale. Yoshua (come ebraicamente viene chiamato Gesù nelracconto) viene spogliato da Vassalli di tutti gli aspetti divini esoprannaturali: le sue vicende, parabole e miracoli, narrate dalle voci deisuoi seguaci e delle donne a lui fedeli, sono raccontate alla stregua distorie poco attendibili, quasi che Yoshua sia uno dei tanti folli chepercorsero la Galilea. Centrale nel romanzo è la figura di Giuda, incarnato inuna metamorfosi finale nella figura del turco Alì Agca.
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  • 2

    Non mi è piaciuto! Scritto in modo molto complicato, non scorrevole. E poi, sarò anticlericale, ma equiparare Giuda Iscariota ad Ali Agca, e quindi Gesù al Papa... No, non mi è piaciuto! Proverò a leggere qualcos'altro di questo autore, sperando che sia migliore di questo!

    ha scritto il 

  • 3

    E se la storia di Gesù di Nazareth fosse stata diversa da come gli apostoli l’hanno raccontata? Un romanzo che insinua il dubbio, poco velato, che dalla sete di potere non ci sono parole e uomini che ci possono salvare. E fa diventare Giuda una vittima triste e ambigua della sua stessa storia. E ...continua

    E se la storia di Gesù di Nazareth fosse stata diversa da come gli apostoli l’hanno raccontata? Un romanzo che insinua il dubbio, poco velato, che dalla sete di potere non ci sono parole e uomini che ci possono salvare. E fa diventare Giuda una vittima triste e ambigua della sua stessa storia. E lo fa rivivere dubitabondo e incerto in Ali Agka.<br />Ma non è una delle migliori prove di Vassalli.

    ha scritto il 

  • 4

    Giuda di Quériot era un assassino e pensava di essere stato uno sciocco a non uccidere Yoshua, il Messìa, colui che aveva fatto miracoli e che affermava che il Regno di Dio eravicino, e che gli uomini dovevano o pentirsi dei loro peccati.
    Gesù di Nazareth, sosteneva Giuda, non si chiamava in r ...continua

    Giuda di Quériot era un assassino e pensava di essere stato uno sciocco a non uccidere Yoshua, il Messìa, colui che aveva fatto miracoli e che affermava che il Regno di Dio eravicino, e che gli uomini dovevano o pentirsi dei loro peccati. Gesù di Nazareth, sosteneva Giuda, non si chiamava in realtà così.: il villaggio di Nazareth, ai tempi di Yoshua, non era ancora stato fondato e non ci nasceva nessuno. Lui veniva dall'altra riva del Mare di Galilea e a Cafarnao tutti lo chiamavano Ha-Nozri, Lo Straniero; oppure anche Ha-Natzar, L'Oscuro, perché suo padre era uno sconosciuto. Apparteneva alla famiglia di Giuseppe Carpentiere, ma non era uno dei suoi figli legittimi. Pare fosse nato in seguito a uno stupro, di un mercenario di Erode Il Grande che aveva l'abitudine di saltare addosso a tutte le donne che incontrava per strada. Yoshua aveva trattato Giuda come un fratello,e lui, che doveva ucciderlo per ordine dei sacerdoti, era diventato un suo discepolo e l'ha lasciato vivere. Poi, però, c'era stato quell'orribile viaggio a Gerusalemme, nella Pasqua dell'anno sedicesimo del regno di Tiberio. Yoshua era morto sulla croce e i suoi seguaci avevano incominciato a riunire fedeli dappertutto dove andavano, perché non volevano tornare a fare gli operai e perché si erano lasciati convincere dalle loro donne. Se il maestro fosse stato vivo, non avrebbe permesso che dalle sue parole si facesse nascere una nuova religione! Lui era venuto sulla terra per ristabilire un rapporto diretto tra Dio e gli uomini e per mostrare quanto erano false le religioni fatte di edifici, di preti e di animali scannati; ma i suoi discepoli avevano poi costruito, nel suo nome, un Tempio ancora più grande e mostruoso di quello di Gerusalemme e Il Papa era l'erede del loro tradimento. Giuda che aveva visto morire Yoshua in croce, doveva fare in modo che lo scandalo finisse. Per un anno, si era quasi dimenticato di essere uno zelante della Legge ed era vissuto nell'illusione che anche i suoi superiori si sarebbero dimenticati di lui, come se ciò fosse stato possibile! Aveva creduto di avere a disposizione del tempo, molto tempo; e che non ci fosse nessuna particolare urgenza di togliere di mezzo quell'uomo che raccontava le sue storielline morali ai pescatori e ai contadini poveri della Galilea, e che faceva star meglio i loro ammalati. Si era innamorato di Maria di Magdala, la donna dei sette diavoli; era stato felice, o gli era sembrato di esserlo, finché il passato non gli era ricomparso davanti, all'improvviso, con la cicatrice sul viso di Misaele, e lo aveva afferrato con le sue mani a tenaglia. Essendo un diavolo, Giuda di Quériot non morì: o, per meglio dire, morirono i suoi corpi mentre lui vagava da un'epoca all'altra, da una stella all'altra, immemore di ciò che era stato in passato e poi tornava a nascere e ad uccidere, perché così voleva la sua sorte fino dall'origine del tempo. Era un essere informe nelle mani dei sacerdoti, uno zelante della Legge, e come tale, non aveva pensieri né affetti che appartenevano ai vivi; non era vivo, anche se camminava sulle strade del mondo, in via della Conciliazione a Roma, vestito in abiti moderni e con il viso rasato, senza mostrare una particolare fretta o una particolare curiosità per il luogo dove si trovava. Mentre a Gerusalemme, città tragica, ogni gesto finiva sempre per caricarsi di conseguenze e ogni parola, lieta o triste che fosse, alludeva ad un dramma, Roma era il luogo dei significati perduti in un labirinto di ipotesi contrastanti, e delle vicende incompiute. Adesso Giuda di Quériot era un feddayin, un combattente per la libertà della Palestina, ma anche un combattente per la causa del popolo armeno. Si sentiva un palestinese, un armeno, un arabo, un cileno, un turco, un irlandese. Non aveva paura di morire, era già stato condannato a morte, era morto ! Chi può uccidere un morto? Giuda combatteva per la libertà del popolo palestinese,del popolo arabo, del popolo armeno, del popolo cileno,di tutti i popoli oppressi che esistono nel mondo. Non aveva un nome, perché non era una sola persona. Era anche tante altre persone che in quel momento, nel mondo, stavano lottando contro l'imperialismo americano e l'imperialismo sovietico. Aveva dieci, cento, mille nomi e non aveva complici. Uccidere il Papa quella era la sua missione, e lui per quella missione era venuto al mondo. Giuda di Quériot era si Mehemet Ali Agca, ma anche uno dei dodici discepoli: il mondo era ora sospeso sopra un abisso e soltanto io, Ali Agca, era in grado di salvarlo!

    ha scritto il 

  • 3

    Ho comprato e letto "La notte del lupo" subito dopo aver letto lo splendido "La chimera", il primo libro che leggessi di Vassalli.


    "La notte del lupo" non è all'altezza de "La chimera", e in genere, tra i tanti romanzi ispirati al racconto del Vangelo - i più belli che ho letto "Il Vangelo ...continua

    Ho comprato e letto "La notte del lupo" subito dopo aver letto lo splendido "La chimera", il primo libro che leggessi di Vassalli.

    "La notte del lupo" non è all'altezza de "La chimera", e in genere, tra i tanti romanzi ispirati al racconto del Vangelo - i più belli che ho letto "Il Vangelo secondo Gesù Cristo" di Saramago e "L'uomo di Nazareth" di Burgess -, è tra i meno approfonditi, anche se lo spunto è interessante.

    Il libro è molto ben scritto e godibile, in ogni caso. Peccato perché, con quel tema e visto cosa Vassalli è riuscito a fare della vicenda della "strega" Antonia, mi aspettavo qualcosa di più di un libro semplicemente "divertente" (che poi, magari, era l'intenzione dell'autore).

    ha scritto il 

  • 3

    "Perfino le stelle sognavano nell'immensità degli spazi, e il loro sogno era la luce che, propagandosi nelle tenebre, le rendeva visibili..."

    Yoshua Ha-Nozri (l'Oscuro o lo Straniero), un Gesù (ma non di Nazareth, poiché, ci dice Vassalli, "il villaggio di Nazareth, ai tempi di Yoshua, non era ancora stato fondato, e non ci nasceva nessuno") che è, prima di ogni altra cosa, filantropo umanissimo (molto simile, per certi versi, a ...continua

    Yoshua Ha-Nozri (l'Oscuro o lo Straniero), un Gesù (ma non di Nazareth, poiché, ci dice Vassalli, "il villaggio di Nazareth, ai tempi di Yoshua, non era ancora stato fondato, e non ci nasceva nessuno") che è, prima di ogni altra cosa, filantropo umanissimo (molto simile, per certi versi, alla figura di San Francesco), affascinante comunicatore (nonché seduttore, involontario, di donne che egli non considera mai come tali), rivoluzionario (paradossalmente schierato contro qualsiasi istituzione, tempio o ordine religioso che sia, atto a mediare, ritualizzare, schematizzare il contatto dell'uomo con Dio, e, quindi, rivoluzionario sì, dell'amore, ma anche sociale, se non addirittura politico: "Yoshua non era una fondatore di religioni. Era un uomo che si rivolgeva a Dio come a un padre, ed era il distruttore della religione di allora...") e profeta, strumento per la diffusione di un messaggio che, più che con una supposta verità divina, ha a che fare con il sogno (ed il Gesù di Vassalli è un sognatore, un alienato che s'abbandona alle proprie visioni, lasciando che queste lo conducano lontano dalla realtà) d'un mondo abitato da uomini uguali ed egualmente liberi, capaci, innanzitutto, di provare un amore sincero nei confronti dei propri simili (l'amore per Dio, spiega lo Yoshua di Vassalli durante un discorso fuori il tempio di Gerusalemme, non esiste di per sé ma solamente come corollario all'amore verso il prossimo). E poi Giuda, Giuda di Quériot, uguale nei secoli, eternamente colpevole, per Vassalli, non di tradimento, ma di una pochezza morale e di una debolezza di spirito, che l'hanno confinato, lo confinano e lo confineranno sempre, nel ruolo di ombra della Storia: prima, al tempo di Gesù, zelante della Legge, seguace passivo (tanto che ad un certo punto teme d'essere stato vittima di un incantesimo) di un uomo che ammira ma che non riesce a comprendere (e del quale diventa infine geloso per via di una donna, Maria di Magdala), poi (nel 1981, Giuda è Ali Ağca, attentatore di Giovanni Paolo II) esaltato giustiziere (ma capace di vendersi per un pacchetto di sigarette) che, in nome di una folle rivoluzione politico-religiosa, aspira ad uccidere non solo il Papa, ma persino la Regina d'Inghilterra ed il segretario delle Nazioni Unite. Infine gli altri discepoli, e le loro mogli, uomini semplici, spinti ad agire da un bieco, per quanto umanissimo (c'è forse qualcosa di più costituzionalmente umano di questo?), utilitarismo (ad attirarli è la promessa che Yoshua fa loro per persuaderli a seguirlo: un posto da governatori nel suo Regno). Questi i personaggi principali del romanzo di Vassalli. Il ritratto di Gesù è il solo, tra questi, che mi abbia convinta realmente (Giuda, personaggio potenzialmente straordinario, diventa figuretta scolorita, degna di compassione e di disprezzo). D'altra parte le intenzioni di Vassalli sono confuse e la lingua, incapace di vestire il vuoto, s'affloscia, vaga e nebulosa (dalla lettura de "La Chimera" avevo ricavato l'impressione di una scrittura lucida e precisa). Nulla a che vedere, insomma, né con lo splendido "La Gloria" di Berto, né con il capolavoro bulgakoviano "Il maestro e Margherita" (con il quale condivide i due distinti piani narrativi, per quanto là la narrazione diventi meta-narrazione poiché la storia di Yoshua è contenuta nel libro che il maestro sta scrivendo): Vassalli sembra non riuscire a sviscerare fino in fondo le ragioni per le quali Giuda (un Giuda dalla condotta schizofrenica ed incomprensibile) è conosciuto, ancora oggi, come "simbolo del male", né quelle che stanno alla base della morte di Gesù (per Berto entrambe queste questioni sono, invece, chiarissime). Una buona occasione sprecata.

    ha scritto il 

  • 4

    Giuda di Quèriot è un assassino,uno “zelante della legge”,incaricato dai Farisei di Gerusalemme di uccidere Yoshua Ha-Nozri(Gesù lo straniero) ,che in Galilea si proclama Messia e re dei Giudei,fomentando disordini e contravvenendo ai dogmi ebraici. Giuda arriva al villaggio Cafarnao e conosce G ...continua

    Giuda di Quèriot è un assassino,uno “zelante della legge”,incaricato dai Farisei di Gerusalemme di uccidere Yoshua Ha-Nozri(Gesù lo straniero) ,che in Galilea si proclama Messia e re dei Giudei,fomentando disordini e contravvenendo ai dogmi ebraici. Giuda arriva al villaggio Cafarnao e conosce Gesù ,subisce il fascino del predicatore e di Maria di Magdala di cui si innamora,le sue certezze vacillano,inconsapevolmente diverrà l’unico vero apostolo. Vassalli con coraggio,e in maniera pertinente propone una rilettura della vicenda,del tradimento nel “Getsemani”,mai del tutto chiarita. Come del resto confusa e discordante nei vangeli è tutta la vita del Gesù di Nazareth(città che alla sua nascita non esisteva),la paternità di Cristo,attribuita a un mercenario greco al soldo di Erode,la sua nascita il 6 ottobre del 6 a.C.(?),alle sue fattezze,che contrariamente all’iconografia classica sono tutt’altro che ariane,ecc. Ma è soprattutto l’insegnamento di Cristo nei vangeli, che l’autore con la vicenda da lui rivisitata, mette in discussione. Sarà Alì Agca, due millenni dopo,erede genetico di quel Giuda di Quèriot protagonista a svelare, alla sua mancata vittima Giovanni Paolo II,durante la sua visita al carcere di Rebibbia,la verità. “La Notte del Lupo” rimette in discussione una storia,la vicenda che più di ogni altra ha segnato il destino della civiltà,ci presenta i personaggi spogliati dall’alone mistico,una vicenda di uomini,di sentimenti,di emozioni,di interessi,una storia credibile,forse un insegnamento più sostenibile di quello che ci hanno tramandato i vangeli. Scorrevole e intrigante.

    ha scritto il 

  • 3

    Inizio accattivante, conclusione deludente

    L'inizio mi aveva fatto sperare in un secondo "Il maestro e margherita", con le due storie che si sviluppano parallele, ma in epoche lontanissime l'una dall'altra, e si intrecciano nei personaggi. Un po' dopo la metà del libro il senso del racconto ha cominciato a sfuggirmi, per poi dematerializz ...continua

    L'inizio mi aveva fatto sperare in un secondo "Il maestro e margherita", con le due storie che si sviluppano parallele, ma in epoche lontanissime l'una dall'altra, e si intrecciano nei personaggi. Un po' dopo la metà del libro il senso del racconto ha cominciato a sfuggirmi, per poi dematerializzarsi del tutto nelle ultime pagine. Peccato, perché Vassalli ha un bello stile.

    ha scritto il 

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