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La notte del raduno

8000 anni fa

Di

Editore: Einaudi (Stile libero Big)

3.3
(15)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 447 | Formato: Paperback

Isbn-10: 880619917X | Isbn-13: 9788806199173 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Carla Palmieri

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Tra le pendici della montagna Grande Madre e le gelide acque dell'Atlantico settentrionale, una piccola comunità dell'èra mesolitica vive in totale fusione con una natura crudele e benigna al tempo stesso. Una vita aspra e irta di pericoli, ma assai meno disperata e primitiva di quanto si immagini.
In un romanzo corale di grande suggestione, narrato dalle voci di uomini e donne vissuti ottomila anni fa.

Quando il giovane Bakar, figlio di Nekané, scompare misteriosamente, la vita della piccola comunità del Mesolitico viene profondamente sconvolta e le cose si complicano ulteriormente con l'arrivo di Kemen, forse unico superstite di un intero popolo ingoiato da un disastroso tsunami.
Gelosie e sospetti si concentrano sullo sconosciuto cacciatore della Lince, appena entrato a far parte della famiglia di Nekané. Lo straniero è stato messo al bando per aver commesso qualche terribile delitto, oppure è davvero rimasto solo al mondo? Difficile stabilirlo con certezza; ma quando le sorti di Kemen cominciano a intrecciarsi con quelle del suo nuovo popolo, le conseguenze di un altro grave crimine minacciano di sgretolare l'intera comunità, costringendola infine a una drammatica resa dei conti.
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  • 3

    Tre stelle e mezzo

    Non so esattamente che dire a proposito di questo libro...Forse perché è ambientato in un'era di cui so poco e allora alcuni aspetti mi sono sembrati un po' troppo "contemporanei" (il rapporto uomini-donne, per esempio), pero' chi lo sa?
    E'stato in ogni caso piacevole leggerlo!

    ha scritto il 

  • 2

    Pareva originale l'idea di ambientare una storia nell'era preistorica, provando ad immaginare cosa pensavano e come parlavano i primi uomini, quali leggi regolamentavano il loro vivere, come si rapportavano con quanto stava loro intorno. Pareva azzeccata pure l'idea di trasformarlo in un racconto ...continua

    Pareva originale l'idea di ambientare una storia nell'era preistorica, provando ad immaginare cosa pensavano e come parlavano i primi uomini, quali leggi regolamentavano il loro vivere, come si rapportavano con quanto stava loro intorno. Pareva azzeccata pure l'idea di trasformarlo in un racconto orale corale, a più voci e punti di vista.
    In realtà tutto questo potenziale si è trasferito in un'autentica pesantezza. Manca di mordente. E di cosa può essere successo al figliol prodigo non mi importa più nulla.

    ha scritto il 

  • 3

    Un romanzo che ha l'inizio di un giallo, ma alla fine la pista non la segue mai.
    Racconta la vita di un clan, di una famiglia nella Scozia preistorica.
    Per quanto la lettura scorra abbastanza velocemente, la mia domanda rimaneva sempre "ma perché mi dice ciò?" visto che il giallo iniz ...continua

    Un romanzo che ha l'inizio di un giallo, ma alla fine la pista non la segue mai.
    Racconta la vita di un clan, di una famiglia nella Scozia preistorica.
    Per quanto la lettura scorra abbastanza velocemente, la mia domanda rimaneva sempre "ma perché mi dice ciò?" visto che il giallo iniziale mi aveva traviata.
    Poi ne seguiva un'altra "ma su che basi dice ciò?" La spiritualità, il concetto di clan e di famiglia, saranno davvero state così? Avendo amici rievocatori neolitici questo libro mi sa un po' di fumo, ma non mi addentro a discorsi che non conosco. Per fortuna non è new age che sarebbe stato stucchevole...di certo è buonista, nell'ottica in cui la violenza umana (molto presente in quei tempi, visto i resti umani...)viene assorbita e metabolizzata e i morti tornano attraverso il nome a rivivere nei nuovi nati.

    ha scritto il 

  • 5

    davvero un bel romanzo, ambientato nella scozia del mesolitico, ricco di spiritualità ma anche avvincente. romanzo corale, narrato in modo molto efficace a più voci.
    La quarta di copertina: "Quando il giovane Bakar, figlio di Nekané, scompare misteriosamente, la vita della piccola comunità ...continua

    davvero un bel romanzo, ambientato nella scozia del mesolitico, ricco di spiritualità ma anche avvincente. romanzo corale, narrato in modo molto efficace a più voci.
    La quarta di copertina: "Quando il giovane Bakar, figlio di Nekané, scompare misteriosamente, la vita della piccola comunità del Mesolitico viene profondamente sconvolta e le cose si complicano ulteriormente con l'arrivo di Kemen, forse unico superstite di un intero popolo ingoiato da un disastroso tsunami. Gelosie e sospetti si concentrano sullo sconosciuto cacciatore della Lince, appena entrato a far parte della famiglia di Nekané. Lo straniero è stato messo al bando per aver commesso qualche terribile delitto, oppure è davvero rimasto solo al mondo? Difficile stabilirlo con certezza; ma quando le sorti di Kemen cominciano a intrecciarsi con quelle del suo nuovo popolo, le conseguenze di un altro grave crimine minacciano di sgretolare l'intera comunità, costringendola infine a una drammatica resa dei conti".

    ha scritto il 

  • 4

    Un romanzo originale, se non altro per l'ambientazione.
    Non capita spesso di leggere un racconto ambientato nel mesolitico, quindi sotto questo aspetto mi è molto piaciuto.
    La trama in sè, non è niente di particolarmente sorprendente, ma comunque si legge con piacere.
    Peccato pe ...continua

    Un romanzo originale, se non altro per l'ambientazione.
    Non capita spesso di leggere un racconto ambientato nel mesolitico, quindi sotto questo aspetto mi è molto piaciuto.
    La trama in sè, non è niente di particolarmente sorprendente, ma comunque si legge con piacere.
    Peccato per i continui cambi di narratore: potrebbe essere uno stratagemma narrativo interessante, e anche utile, se non fossero così frequenti (non ci sono più di dieci pagine narrate dallo stesso personaggio!) ogni tanto, quando la mia lettura non era più che attenta, ho avuto qualche difficoltà a raccapezzarmi su chi appartenesse la voce narrante.

    ha scritto il 

  • 3

    Giallo mesolitico

    Giudizio sostanzialmente positivo, ma il risultato poteva essere migliore se il libro fosse stato più breve: più di quattrocento pagine, quando penso ne bastasse la metà!
    Su tutto, le descrizioni dell'ambiente di cui i personaggi si vivono come parte sono alla lunga un po' noiose: se l'inte ...continua

    Giudizio sostanzialmente positivo, ma il risultato poteva essere migliore se il libro fosse stato più breve: più di quattrocento pagine, quando penso ne bastasse la metà!
    Su tutto, le descrizioni dell'ambiente di cui i personaggi si vivono come parte sono alla lunga un po' noiose: se l'intento evidente è quello di esprimere questa percezione di coappartenenza ancestrale, esso è già conseguito (prima e meglio) dalla vicenda più che dalle descrizioni, e certe lungaggini finiscono con il rallentare la narrazione, la storia vera e propria, che è invece bella e significativa (quasi un giallo, a modo suo).
    I protagonisti della vicenda si alternano a raccontarla sera dopo sera ai membri del loro popolo, quello dell'Alca, raccolti al Campo del Raduno, perché le storie e i Nomi non si perdano, e gli Spiriti continuino a essere alleati nella caccia e nella vita: non esistono Spiriti cattivi, ma l'equilibrio delle cose tra uomini e animali è delicato, e i Mediatori, gli sciamani, vegliano sugli stretti legami che legano ogni cosa e ogni persona al resto. La ricostruzione delle pratiche sciamaniche e delle dinamiche tribali sono, credo, il punto di forza del romanzo, con la bellissima immagine dei Nomi che sono o non sono più nel Mondo e del riconoscimento dei nuovi nati, cui un Nome va attribuito.
    Piccola pecca, invece, sono forse alcuni anacronismi nel linguaggio, quando chi racconta usa termini come "anfiteatro", "dorato" o "ruggine"... impossibili nel lessico mesolitico - e questa è una piccola pecca, certo, ma seccante in un romanzo che vorrebbe offrire una scrupolosa ricostruzione storica... anzi, preistorica!

    ha scritto il