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La nube purpurea

Di

Editore: Einaudi

4.0
(570)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 343 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8806159933 | Isbn-13: 9788806159931 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback , Copertina morbida e spillati

Genere: Fiction & Literature , Religion & Spirituality , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Presentire, ancor più che immaginare, la fine del mondo, la rovina di questa nostra terra e di tutte le umane esistenze nel naufragio di una solitudine cosmica: è questo il romanzo, scritto nel 1901 e riscoperto in America nel 1928 e poi ancora nel 1948, di Matthew P. Shiel, dove all'annientamento dell'uomo succede la ripetizione del mito di Adamo ed Eva.
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  • 2

    Il protagonista di questa storia è una grandissima testa di cazzo. Narcisista, razzista, maschilista, supponente, un egotico di prima grandezza. Più che l'ultimo uomo sulla terra sembra un Playmobil ,tante sono le cose che sa fare, praticamente tutto. L'autore del romanzo , incredibilmante molto ...continua

    Il protagonista di questa storia è una grandissima testa di cazzo. Narcisista, razzista, maschilista, supponente, un egotico di prima grandezza. Più che l'ultimo uomo sulla terra sembra un Playmobil ,tante sono le cose che sa fare, praticamente tutto. L'autore del romanzo , incredibilmante molto amato dal pubblico,non doveva essere una persona molto diversa. Entrambi due reazionari pezzi di merda ... erudizione scambiata per saggezza.

    ha scritto il 

  • 4

    Molta più fantascienza di quanto mi aspettassi. Stiamo comunque parlando di proto-fantascienza con le nuove tecnologie che quegli anni a cavallo tra XIX e XX secolo cominciavano a far trasparire. Interessanti le considerazioni socio-politiche sui giorni imminenti il disastro e anche quelle geofis ...continua

    Molta più fantascienza di quanto mi aspettassi. Stiamo comunque parlando di proto-fantascienza con le nuove tecnologie che quegli anni a cavallo tra XIX e XX secolo cominciavano a far trasparire. Interessanti le considerazioni socio-politiche sui giorni imminenti il disastro e anche quelle geofisiche che ne sono causa.

    Comunque mi sarei risparmiato volentieri la lunga parte centrale un pochino noiosa.

    ha scritto il 

  • 4

    Adam Jeffson della Terra

    Un'avventura intessuta nel meraviglioso, che muta continuamente atmosfera: sinistri accadimenti e frenetici viaggi ai confini del possibile si alternano a lentezze volutamente opprimenti; e poi deliri, visioni e follia esplosiva che si mescolano e si scontrano di continuo con esoterismo, forze os ...continua

    Un'avventura intessuta nel meraviglioso, che muta continuamente atmosfera: sinistri accadimenti e frenetici viaggi ai confini del possibile si alternano a lentezze volutamente opprimenti; e poi deliri, visioni e follia esplosiva che si mescolano e si scontrano di continuo con esoterismo, forze oscure e riflessi biblici. Visionario e stupefacente.

    ha scritto il 

  • 3

    Un romanzo ambientato in un futuro apocalittico ma lungi dall'essere banale o paragonabile ai molti "fratelli di genere" contemporanei (tipo "La strada" o "Io sono leggenda").
    Già l'inizio denota una certa originalità: il pretesto di un manoscritto da cui parte l'autore potrebbe far pensare ...continua

    Un romanzo ambientato in un futuro apocalittico ma lungi dall'essere banale o paragonabile ai molti "fratelli di genere" contemporanei (tipo "La strada" o "Io sono leggenda").
    Già l'inizio denota una certa originalità: il pretesto di un manoscritto da cui parte l'autore potrebbe far pensare ad uno scopiazzamento dai molti romanzi che iniziano così, ma in questo caso l'origine del manoscritto è decisamente inusuale e stranamente moderna per essere stata pensata nel 1901 (anno di pubblicazione del romanzo!)!
    Poi la storia..sembra di leggere molti libri in uno: prima la spedizione verso il Polo, poi il profumo di mandorle, poi la scoperta di cosa è accaduto nel mondo, poi la ricerca di se stessi e di qualcuno con cui condividere (o forse no) ciò che sta accadendo, fino agli sviluppi dell'ultima parte.... Non è facile parlarne senza anticipare il contenuto, ma vale la pena leggere questo romanzo ed apprezzarne l'originalità e la fantasia...ma anche la bella scrittura.
    Unico neo, non trascurabile: parte molto bene e finisce molto bene (nel senso stilistico del termine, ossia una prosa scorrevole e accattivante) ma la parte centrale è lenta e questo girovagare per le varie città ad un certo punto un po' stanca...ma se tenete duro sarete ricompensati!

    ha scritto il 

  • 4

    Una concatenazione di casi fortuiti permettono ad Adam Jefferson di far parte di una missione al Polo.
    Man mano che si prosegue verso il nord l’intero equipaggio viene ridotto e così Adam è il solo a raggiungere la meta. Il viaggio di ritorno rivela una serie di stranezze accompagnate da ...continua

    Una concatenazione di casi fortuiti permettono ad Adam Jefferson di far parte di una missione al Polo.
    Man mano che si prosegue verso il nord l’intero equipaggio viene ridotto e così Adam è il solo a raggiungere la meta. Il viaggio di ritorno rivela una serie di stranezze accompagnate da una misteriosa nube purpurea.

    “In genere osservai che i ricchi si erano preoccupati di più di questo problema del rifugio perché i poveri capivano soltanto ciò che era immediato e visibile, vivevano alla giornata, e vivevano l’illusione che il domani sarebbe stato simile all’oggi.”

    ha scritto il 

  • 5

    Leggo La nube purpurea senza conoscere né la trama né l'autore.
    Rimando la prefazione di Wilcock a fine lettura.
    Però a Manganelli in quarta di copertina non resisto. Misterioso, occulto, magmatico, magnetico, matto, rapinoso, sogno, delirio, allucinazione, perverso... E ...continua

    Leggo La nube purpurea senza conoscere né la trama né l'autore.
    Rimando la prefazione di Wilcock a fine lettura.
    Però a Manganelli in quarta di copertina non resisto. Misterioso, occulto, magmatico, magnetico, matto, rapinoso, sogno, delirio, allucinazione, perverso... E' scontato che mi tiri dentro immediatamente.

    Ad una lettura superficiale è uno scorrevole racconto di avventure: quelle di un medico inglese che all'inizio del 1900 si scopre unico abitante sulla faccia della terra, dopo che una misteriosa nuvola rossa ha avvelenato tutti gli esseri animati risparmiando lui che, durante lo sterminio, era provvidenzialmente impegnato in una spedizione al Polo.

    Più in profondità è un libro che ha una carica devastante, di un autore dal destino segnato. E' già leggenda Shiel, quando a 15 anni viene nominato re di Redonda, una minuscola disabitata isola dei Caraibi, già terra di corsari, munificentemente acquistata del padre in omaggio all'unico figlio maschio.

    Ed è proprio una storia da monarca quella inventata dal nobile scrittore isolano, in cui un novello Adamo – Adam Jeffson nel libro – è l'unico esemplare della razza animale a scorrazzare da una parte all'altra del paradiso/inferno terrestre, bruciando una capitale dopo l'altra e godendo ogni volta della scena da poco lontano, oziosamente sdraiato in abiti sontuosi, fumando sigari indiani o leccando i piatti in stile maomettano, in preda a un delirio di onnipotenza.

    Ma è ancora alla luce del background di Shiel – lettore di Poe e Stevenson, studente di college alle Barbados, laureato in medicina in Inghilterra, nonché detenuto per molestie sessuali – che si capisce come sia uscito dalla sua penna quello stranissimo personaggio, specie di dandy malefico e senza scrupoli, eccentrico megalomane vizioso, tormentato da conflitti interiori tipici del romanzo gotico, che non si fa mancare oscure discese negli abissi della coscienza e sdoppiamenti di personalità.

    Non a caso i suoi testi venivano pubblicati sui Pulp magazines ricordati principalmente per le loro storie sfacciate, violente e qualche volta oscene, e per le loro copertine sexy o raccapriccianti.

    E' inquietante però rendersi conto che l'apocalisse di Shiel suscita sì orrore ma anche fascino per come ci costringe a immaginare una natura lussureggiante, grandiosa e selvaggia, che prende continuamente e inesorabilmente il sopravvento sull'uomo, una natura che in soli vent'anni si era velocemente lasciata andare a un'autentica orgia di selvatichezza, in barba alle rassicuranti idee sul progresso e sulla tecnologia imperanti ai primi del XX secolo.

    Incendiario, in tutti i suoi significati, è il termine più adatto per questo testo.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Quanta noia... le uniche parti meno noiose sono l'inizio (specialmente la parte ambientata al Polo) e un po' la fine (dall'incontro in avanti), ma tutto il resto è da sbadigli continui e incontrollabili...

    ha scritto il 

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