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La nuotatrice

By Nicola Keegan

(54)

| Others | 9788804602262

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Book Description

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  • 1 person finds this helpful

    Anche questa estate «olimpica» e’ finita. Molti di noi, come gli atleti, avevano probabilmente riposto nei pochi giorni di ferie tutte le aspettative accumulate in un anno di lavoro. Quanti possono dirsi pienamente soddisfatti? La medaglia d’oro la v ...(continue)

    Anche questa estate «olimpica» e’ finita. Molti di noi, come gli atleti, avevano probabilmente riposto nei pochi giorni di ferie tutte le aspettative accumulate in un anno di lavoro. Quanti possono dirsi pienamente soddisfatti? La medaglia d’oro la vince uno solo....
    I partecipanti alle Olimpiadi per altro si giocano in 12 giorni ben quattro anni di fatiche, allenamenti, sogni. Durante le gare abbiamo sofferto e sognato con loro, li abbiamo guardati salire sul podio con gli occhi velati da lacrime di commozione. Ma cosa sappiamo realmente di loro? Ho ascoltato con ammirazione la storia di Ruta Meilutyte, nuotatrice lituana classe 1997, medaglia d’oro nei 100 mt rana, mandata a studiare/allenarsi in Inghilterra dall’eta’ di 11 anni. Ma cosa ne sara’ ora di lei? I precedenti non sono tutti rose e fiori. L’ex nuotatrice americana Amanda Beard, 7 medaglie olimpiche di cui le prime vinte a soli 14 anni, ha recentemente pubblicato un libro dal titolo illuminante «In acqua non possono vederti piangere». La Beard rivela che i suoi sorrisi e il fisico da modella (carriera intrapresa dopo aver lasciato il nuoto) nascondevano una realtà fatta di droghe, alcol, anoressia, bulimia ed episodi di automutilazioni. Solo quando e’ riuscita ad ammettere e superare il fatto che «si sentiva obbligata a vincere per non deludere gli altri» si e’ liberata di quel peso psicologico enorme che era stato posato sulle sue spalle di bambina.
    Ho ritrovato molto della storia personale della Beard nel romanzo di Nicola Keegan «La nuotatrice». Un romanzo che definirei subacqueo. Nel primo capitolo veniamo immersi nella mente della neonata Philomena e mentre lei «assaggia» l’acqua per la prima volta noi - da quel momento e per tutta la durata del romanzo - nuoteremo tra i suoi pensieri: a volte trasportati dalle onde, altre cercando di cavalcarle, spesso in apnea, talmente coinvolti da dimenticarci di respirare. Non ci sono dialoghi, la scrittura e’ frammentaria, come il fluire dei pensieri, eppure nemmeno per un attimo si perde il filo della narrazione. Cresciamo con Philomena, soffriamo con lei e quando vince le medaglie d’oro alle Olimpiadi siamo sul podio insieme a lei. Dentro di lei.
    Non e’ un romanzo sportivo in senso stretto, all’autrice non interessa sottolineare la durezza degli allenamenti e nemmeno esplorare le motivazioni che sottendono gli obiettivi da raggiungere. Il punto nevralgico e’ la personalità di Philomena, una ragazza  come tante altre, ma dalla quale possiamo imparare qualche cosa di più. Philomena non nuota per gli altri, ma nemmeno per se stessa. Nuota perché crede sia l’unica cosa che e’ capace di fare ed anche perché tuffandosi può lasciare a bordo piscina, insieme ai vestiti, anche tutti i problemi famigliari. Il nuoto e’ uno sport per solitari, mentre si nuota non si può parlare, non si può ascoltare musica con gli auricolari e, dal momento che non si può smettere di pensare .... Si e’ costretti ad imparare a farlo nel modo giusto, come per la respirazione. Personalmente ho particolarmente apprezzato il pragmatismo americano, che a ragione ritiene che dimostrare un talento sportivo nella vita non e’ sufficiente. Di conseguenza prima che uno sponsor ti danno una borsa di studio e i risultati devono arrivare in entrambi i campi. La concorrenza e’ spietata, la sfortuna (un infortunio, la distrazione di una delusione d’amore o all’opposto di un innamoramento) e’ dietro l’angolo, quindi e’ bene che ognuno sappia che ci sarà un momento in cui dovrà «passare ad altro». Non e’ una cosa facile da accettare e Philomena combatte questo dictat. Non capisce le sue compagne «che mollano» e nemmeno il fidanzato che LA molla, per trasferirsi a New York, perche’ ormai e’ laureato e la sua carriera di nuotatore e’ da tempo finita. Lei, 12 ori in due olimpiadi, pensa che 28 anni non siano ancora troppi per riuscirci ancora, ma il suo corpo non e’ evidentemente d’accordo e un banale strappo mette fine alla sua carriera agonistica. Senza più la protezione di quel microcosmo subacqueo che le permetteva di fuggire dal mondo reale,  Philomena e’ costretta a elaborare il lutto. Compreso quello irrisolto della sorella e del padre. Dopo il rifiuto la rabbia, la depressione giunge in fine la rassegnazione, ma anche la rinascita.
    «So certe cose. So che siamo nati per stare a galla, che siamo animali ansanti, predatori naturali di aria, che respiriamo allo scoccare del nanosecondo, del microsecondo, all’indietro, in avanti.»

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    Arkiclo said on Aug 20, 2012 | Add your feedback

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    L'annoiatrice

    Cara Keegan, non ci siamo.
    Ho provato ad inquadrarlo come diario di un'atleta, ma no, non era certo questo il tuo scopo, visto che il titolo trae totalmente in inganno: si parla sì di nuoto, ma il lato sportivo è solo una sottile cornice per niente a ...(continue)

    Cara Keegan, non ci siamo.
    Ho provato ad inquadrarlo come diario di un'atleta, ma no, non era certo questo il tuo scopo, visto che il titolo trae totalmente in inganno: si parla sì di nuoto, ma il lato sportivo è solo una sottile cornice per niente approfondita (da ex atleta mi sarei aspettato per lo meno un minimo di cura in più riguardo al monologo interiore che il nuotatore ha prima e durante la gara o anche semplicemente all'allenamento)
    Ho provato ad interpretarlo come libro adolescenziale, ma no, non è riuscito neppure da questo punto di vista: più di tutto traspare la noia e l'immedesimazione con la protagonista, di un'antipatia rara, risulta davvero difficile.
    Ho infine provato a collocarlo nel gruppo dei drammi familiari ma è fallito anche su questo fronte: per rendere vivi i drammi non basta srotolare una semplice lista di fatalità e ricordare più volte quanto la protagonista sia sfortunata e tapina.
    Non ho potuto neppure permettermi il privilegio di abbandonarti: libro "caldamente" prestato, perciò devo pure dare il resoconto alla fine (in più riservo questo diritto solo alla letteratura russa).
    Evitabile

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    Adriano Yourcenar said on Apr 9, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Odioso e ridondante, con molto angst e poca sostanza. Basta, non ho neppure voglia di mettermi a fare una recensione come si deve, è un secolo che non leggo un libro degno di questo nome.

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    Ais Quin said on Jun 7, 2011 | Add your feedback

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    Ridondante e complicato..risultato ? Piuttosto noioso!

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    Fitzroy said on Apr 19, 2011 | Add your feedback

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    L'autrice racconta questa storia come un avvicendarsi di fotografie istantanee, usando il flash anche in pieno giorno per far risaltare i personaggi e la storia stessa di una luce vivida e livida al contempo. Il nuoto, passione divorante, è l'unico m ...(continue)

    L'autrice racconta questa storia come un avvicendarsi di fotografie istantanee, usando il flash anche in pieno giorno per far risaltare i personaggi e la storia stessa di una luce vivida e livida al contempo. Il nuoto, passione divorante, è l'unico mezzo attraverso cui la nostra protagonista riesce a vivere, che in cambio cheidere ed ottiene sacrifici inimmaginabili per una ragazzina. Sarà la passione divorante che quando non potrà + essere ricambiata diventerà depressione, per poi tornare ad essere l'anciora a cui la ragazzina ormai divenuta donna si aggrapperà per tornare a galla e a "vivere".

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    Crys said on Mar 28, 2011 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (54)
    • 4 stars
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    • 2 stars
    • 1 star
  • Others 500 Pages
  • ISBN-10: 8804602260
  • ISBN-13: 9788804602262
  • Publish date: xxxx-xx-xx
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