La panne

Una storia ancora possibile

Di

Editore: Einaudi (Nuovi Coralli, 37)

4.2
(627)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 70 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Tedesco

Isbn-10: 8806345389 | Isbn-13: 9788806345389 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Traduttore: Eugenio Bernardi

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Filosofia

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Descrizione del libro
Ma la casa che lo ospita, quella di un vecchio giudice a riposo, non è quanto si aspettava. Infatti, invece di qualche compagnia femminile, il rappresentante trova quattro vecchietti, tutti ex uomini di legge, che gli spiegano il loro unico passatempo: rifare dei famosi processi storici come quello a Socrate, a Gesù, a Giovanna d'Arco. Ma il gioco, aggiungono, diventa più bello con del materiale vivente. E così Traps, tra una bottiglia di vino e l'altra, si ritrova in veste di imputato. In un'atmosfera sempre più inquietante, il gioco scivola nella realtà per poi tornare gioco, in uno sfasamento continuo abilmente orchestrato dai quattro amici: Traps parla, si confessa, la sua vita banale sembra acquistare improvvisamente risvolti cruenti; sognava un'avventura ma si sente scoperto e si svela attraverso un esercizio di raffinate sevizie mentali, dove la posta finale può sciogliersi in una risata generale o in una condanna senza possibilità di appello.

«Ci sono ancora delle storie possibili, storie per scrittori? Se uno non intende raccontare di sé, né romanticamente, liricamente, generalizzare il proprio io, se non si sente affatto obbligato a parlare con assoluta veridicità delle proprie speranze e delle proprie sconfitte, o del proprio modo di fare all'amore, come se la veridicità ne facesse un caso universale e non piuttosto un caso clinico, psicologico, se uno non intende farlo e vuole invece tirarsi da parte con discrezione, difendere garbatamente le proprie faccende private, ponendosi di fronte al proprio tema come uno scultore di fronte alla materia prescelta, lavorandoci e sviluppandosi attraverso di essa, e voglia, come fosse una specie di autore classico, non lasciarsi prendere subito dalla disperazione, anche se non si possono certo negare le vere e proprie assurdità che ovunque vengono a galla, allora scrivere diventa un mestiere piú difficile, piú solitario e anche piú insensato».
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  • 5

    "Si affaccia il sospetto che non ci sia più nulla da raccontare"

    Racconto grottesco del 1956.
    Tutto nasce da un banale imprevisto: un commesso viaggiatore resta bloccato in un villaggio, la sua auto è in panne. Non essendoci posti nel piccolo albergo viene ospitato ...continua

    Racconto grottesco del 1956.
    Tutto nasce da un banale imprevisto: un commesso viaggiatore resta bloccato in un villaggio, la sua auto è in panne. Non essendoci posti nel piccolo albergo viene ospitato da una anziano ed eccentrico signore, Invitato a partecipare ad una godereccia cena con amici si troverà al centro di un processo in veste d'imputato.
    Il racconto nella sua brevità dimostra non solo sapienza di scrittura ma la magistrale capacità di saper raccontare una storia che non sia incentrata su chi scrive.
    Una storia ancora possibile tra le tante che sono già state raccontate.
    Una storia che sceglie un uomo qualunque perchè chiunque potrebbe essere per una volta e per caso il protagonista di una trama che non avrebbe mai immaginato.

    ha scritto il 

  • 5

    sostanzialmente geniale...

    ... e concordo col giudizio della persona che me lo ha consigliato: Durrenmatt è uno dei non moltissimi motivi che giustificano l'esistenza della Svizzera.

    Oltre a un noto ...continua

    sostanzialmente geniale...

    ... e concordo col giudizio della persona che me lo ha consigliato: Durrenmatt è uno dei non moltissimi motivi che giustificano l'esistenza della Svizzera.

    Oltre a un noto marchio di cioccolata...

    ha scritto il 

  • 3

    “- I destini si assomigliano tutti - spiegò il pubblico ministero”

    Da molte parti si inneggia al capolavoro ma purtroppo questa novella (“novella” poiché La Panne non raggiunge il formato di un romanzo) mi è passata attraverso senza lasciare tracce particolari, bench ...continua

    Da molte parti si inneggia al capolavoro ma purtroppo questa novella (“novella” poiché La Panne non raggiunge il formato di un romanzo) mi è passata attraverso senza lasciare tracce particolari, benché in passato mi fossi molto appassionato alla lettura di Durrenmatt (“Il sospetto” e “La promessa”).

    Quest’opera dell’autore svizzero mi è sembrata innanzi tutto molto prevedibile: sebbene non sia particolarmente perspicace nell’immaginare in anticipo la trama di una storia, fin dalle prime pagine tutto mi è parso scontato come se l’avessi già letto. Non ho insomma trovato alcuna originalità nel nascere e nell’evolversi della storia.

    In secondo luogo ho trovato La Panne un racconto “monotono” nel senso letterale del termine, cioè con un solo tono, che dall’inizio alla fine procede in un’unica direzione ineluttabile, fatta salva un’accentuazione nel finale del tono grottesco e surreale, dovuto anche al progressivo tasso alcoolico dei personaggi: una crescente sarabanda che forse è l’aspetto più interessante e curioso del libro.

    Un po’ poco per condividere l’entusiasmo tributato a questo apologo che, in quanto tale, non mi pare in possesso dei necessari requisiti di universalità.

    ha scritto il 

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