La paranza dei bambini

Di

Editore: Feltrinelli (Narratori)

3.6
(479)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 347 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8807032074 | Isbn-13: 9788807032073 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Adolescenti

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Descrizione del libro
Dieci ragazzini in scooter sfrecciano contromano alla conquista di Napoli. Quindicenni dai soprannomi innocui – Maraja, Dragonball, Dentino, Plasmon, Lollipop –, scarpe firmate, famiglie normali e il nome delle ragazze tatuato sulla pelle. Adolescenti che non hanno domani e nemmeno ci credono. Non temono il carcere né la morte, perché sanno che l’unica possibilità è giocarsi tutto, subito. Sanno che “i soldi li ha chi se li prende”. E allora, via, sui motorini, per andare a prenderseli, i soldi, ma soprattutto il potere. La paranza dei bambini narra la controversa ascesa di una paranza – un gruppo di fuoco legato alla Camorra – e del suo capo, il giovane Nicolas Fiorillo. Appollaiati sui tetti della città, imparano a sparare con pistole semiautomatiche e AK-47 mirando alle parabole e alle antenne, poi scendono per le strade a seminare il terrore in sella ai loro scooter. A poco a poco ottengono il controllo dei quartieri, sottraendoli alle paranze avversarie, stringendo alleanze con vecchi boss in declino. Paranza è nome che viene dal mare, nome di barche che vanno a caccia di pesci da ingannare con la luce. E come nella pesca a strascico la paranza va a pescare persone da ammazzare. Qui si racconta di ragazzini guizzanti di vita come pesci, di adolescenze “ingannate dalla luce”, e di morti che producono morti.Roberto Saviano entra implacabile nella realtà che ha sempre indagato e ci immerge nell’autenticità di storie immaginate con uno straordinario romanzo di innocenza e sopraffazione. Crudo, violento, senza scampo.
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  • 3

    Mi piace molto Saviano, ho letto i suoi libri, gomorra con curiosità, zero zero zero con maldistomaco e questo (comprato appena uscito credendo che raccontasse storie vere) con un pò di repulsione, s ...continua

    Mi piace molto Saviano, ho letto i suoi libri, gomorra con curiosità, zero zero zero con maldistomaco e questo (comprato appena uscito credendo che raccontasse storie vere) con un pò di repulsione, scaturita da un duplice considerazione - dal fatto che mi sono un pò stufato di questi argomenti e - dal fatto che arrivato a metà libro ho provato una notevole avversione verso questi bambocci napoletani. Da una parte la mia mente vorrebbe che degli esseri così spregevoli, aculturati, ignoranti di vita non esistessero, dall'altra sapendo che è un libro di fiction ma con il 90% di base reale, ho provato disgusto. Disgusto in quanto italiano come loro e poi disgusto di loro, delle loro famiglie, del loro modo di vivere, della loro mentalità. Insomma mi ero depresso a pensarli (senza dubbio sarà stato uno degli scopi del libri). Poi è subentrato anche il disgusto a pensare a quanto lo stato italiano sta facendo per cambiare le cose, cioè pochissimo. Per tornare al concetto principale tutta questa negatività mi stava facendo troppa tristezza e avere troppa negatività per cui avrei voluto interromperlo ma l'ho finito, quasi con sollievo

    ha scritto il 

  • 4

    un libro ignorante, una storia ignorante....nn saprei definirla diversamente. ignorante e rabbiosa. sembra un altro mondo.....un altro pianeta. leggo sempre con molto interesse Saviano, scrive in modo ...continua

    un libro ignorante, una storia ignorante....nn saprei definirla diversamente. ignorante e rabbiosa. sembra un altro mondo.....un altro pianeta. leggo sempre con molto interesse Saviano, scrive in modo scorrevole, veloce, intrigante. bel romanzo

    ha scritto il 

  • 4

    Adda murì mammà

    Un buon romanzo, perché di romanzo si tratta, ambientato come sempre a Napoli e che ci racconta la camorra vista dal basso. Questa volta si concentra sui ragazzi e devo dire che alla fine viene fuori ...continua

    Un buon romanzo, perché di romanzo si tratta, ambientato come sempre a Napoli e che ci racconta la camorra vista dal basso. Questa volta si concentra sui ragazzi e devo dire che alla fine viene fuori una bella storia. In alcuni punti forse mi ricorda troppo Gomorra (la serie) ma non mi ha annoiato. Il finale invece non mi è piaciuto, non c'entra niente con il libro. Bravo Saviano, però potresti provare anche a scrivere qualcosa di diverso.

    ha scritto il 

  • 0

    Stupore e ammirazione iniziale, poi purtroppo viene fuori il consueto niente di Saviano.

    Perché le prime 100 pagine di questo libro sono potentissime, incredibili. Ti conquistano. Certo con i soliti temi di Saviano, ma che qui sembra riuscite a fare ottima letteratura, a raccontare in mod ...continua

    Perché le prime 100 pagine di questo libro sono potentissime, incredibili. Ti conquistano. Certo con i soliti temi di Saviano, ma che qui sembra riuscite a fare ottima letteratura, a raccontare in modo romanzato storie, e non fantascienza o altro. Mentre le leggevo, quelle 100 pagine, ho pensato, ecco, se scrive tre o quattro romanzi così, gli danno il Nobel. E con romanzi così sarebbe anche strameritato.
    Invece. Invece 'sti cazzi. Manco in fondo è arrivato. Perché dopo le prime 100 pagine, il racconto di questi ragazzotti che decidono di diventare criminalità e anche alcune scene molto interssanti di rapporti familiari, ecco che improvvisamente tutto comincia a sfarinarsi, a sciogliersi in un niente sempre più privo di tensione, di fascino, di forza e significato.
    Quel racconto romanzato di una realtà terribile diventa una favola. Perché in che altro modo si può definire un gruppo di sedicenni che a Napoli pretende di prendere in mano interi quartieri? Quanto tempo pensate che ci mettono i veri adulti, i boss, a sparargli in testa? Io dico dieci minuti, ma forse sbaglio per eccesso.
    Nel romanzo invece tutto questo scompare. Scompaiono gli adulti, scompaiono le famiglie, scompare la vera criminalità e rimane solo una brutta favola.
    Naturalmente anche qualsiasi storia plausibile se ne va a gambe all'aria e restano solo episodi che si susseguono, spesso senza nessun filo logico e a volte perfino quasi invertiti.
    Resta solo il brand. Il brand Saviano, con un canovaccio che, state tranquilli, prestissimo vedremo tramutato in fiction vendibile in tutto il mondo.
    Lotta alla camorra? Ma figurarsi. Come troppo spesso ultimamente, Saviano sulla camorra ci fa i soldi, non la combatte.
    A concludere questa triste evoluzione, del romanzo, intendo, ecco il finale. Un finale nel quale Saviano recupera tutto il colore e i canoni della sceneggiata napoletana, il mondo del melodramma di bassa lega, quello che non riesce a diventare arte.
    Resta solo l'ennesima fatica di un ragazzotto che si crede un santo ma non ha nessun talento che giustifichi il ruolo assunto nel panorama nazionale.

    ha scritto il 

  • 4

    "Sapete cosa mi piace d'o champagne? Il fatto che una volta che hai levato 'o tappo nun si può più rimettere dentro. Nuje simmo accussì: nisciuno ce pò tappà. Dobbiamo fare uscire solo la nostra schiu ...continua

    "Sapete cosa mi piace d'o champagne? Il fatto che una volta che hai levato 'o tappo nun si può più rimettere dentro. Nuje simmo accussì: nisciuno ce pò tappà. Dobbiamo fare uscire solo la nostra schiuma."

    Parole pericolosissime se messe in bocca a dei ragazzini, che a quell'età non hanno paura di nulla.

    Questo libro ci riporta lo spaccato di una realtà che sembra inconcepibile ma che esiste, e risuona periodicamente nella nostra cronaca nazionale. Saviano descrive in modo crudo e ruvido, fondendo il dialetto napoletano con il gergo giovanile, in un linguaggio che stride e infastidisce. Proprio i contrasti sono per lo scrittore il metodo migliore per sgretolare senza pietà ogni nostra speranza di vedere un bagliore di redenzione in quei ragazzini che sono a malapena in età da patentino per lo scooter.

    Una lettura che ha poco di piacevole ma che è senza dubbio necessaria.

    ha scritto il 

  • 3

    Dieci ragazzini in scooter sfrecciano contromano alla conquista di Napoli. Quindicenni dai soprannomi innocui – Maraja, Dragonball, Dentino, Plasmon, Lollipop –, scarpe firmate, famiglie normali e il ...continua

    Dieci ragazzini in scooter sfrecciano contromano alla conquista di Napoli. Quindicenni dai soprannomi innocui – Maraja, Dragonball, Dentino, Plasmon, Lollipop –, scarpe firmate, famiglie normali e il nome delle ragazze tatuato sulla pelle. Adolescenti che non hanno domani e nemmeno ci credono. Non temono il carcere né la morte, perché sanno che l’unica possibilità è giocarsi tutto, subito. Sanno che “i soldi li ha chi se li prende”.
    E allora, via, sui motorini, per andare a prenderseli, i soldi, ma soprattutto il potere. La paranza dei bambini narra la controversa ascesa di una paranza – un gruppo di fuoco legato alla Camorra – e del suo capo, il giovane Nicolas Fiorillo.
    Primo "romanzo" di Roberto Saviano che come sempre ci descrive Napoli nei suoi aspetti più violenti e crudi, quelli legati alla camorra, alla droga, alla disperazione.
    La storia è interessante e, purtroppo, fin troppo reale. Non mancano dei punti un pò noiosi soprattutto per il linguaggio troppo "tecnico" e pomposo tipico di Saviano.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho trovato questo libro ben scritto e avvincente, a mio parere l'uso del dialetto (che secondo me non intacca comunque la comprensibilità della storia) è un ottimo espediente per coinvolgere ancora di ...continua

    Ho trovato questo libro ben scritto e avvincente, a mio parere l'uso del dialetto (che secondo me non intacca comunque la comprensibilità della storia) è un ottimo espediente per coinvolgere ancora di più il lettore nella realtà narrata. La storia è ben costruita e tiene con il fiato sospeso fino alla fine. Una lettura interessante che consiglio vivamente.

    ha scritto il 

  • 5

    In attesa di un soffio (un grande narratore)

    Saviano è un grande narratore e lo dimostra ancora. La scrittura rapida, senza artifici verbali o eccessi, è messa al servizio del contenuto: Napoli e la sua criminalità sempre più giovane, sempre più ...continua

    Saviano è un grande narratore e lo dimostra ancora. La scrittura rapida, senza artifici verbali o eccessi, è messa al servizio del contenuto: Napoli e la sua criminalità sempre più giovane, sempre più violenta, sempre più folle nella sua ricerca di potere. Immersi nel male, si vive sospesi tra la vita e la morte, in attesa di un soffio qualsiasi che butti giù.

    ha scritto il 

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