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La parola alla difesa

Di

Editore: Mondadori

3.9
(799)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 194 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Chi semplificata , Tedesco , Francese , Spagnolo , Ceco , Olandese , Catalano , Polacco

Isbn-10: A000031252 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Enrico Andri ; Illustrazione di copertina: Karel Thole

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Agatha Christie nei suoi romanzi ha sempre dimostrato molta competenza in fatto di veleni. La sua esperienza di dispensiera in ospedale, durante la prima guerra mondiale, le aveva reso familiari i sintomi e l'azione di vari veleni. In vari romanzi si servì del veleno come di un mezzo per l'omicidio, sempre con autorevolezza e conoscenza di causa.
In La parola alla difesa la scrittrice descrive con realistica precisione la morte di Mary Gerrard per avvelenamento da morfina. Il libro è praticamente diviso in due parti e nella prima il problema è esposto con chiarezza. Mary Gerrard viene avvelenata durante una colazione alla quale partecipano soltanto 3 persone. Il lettore attraverso una serie di brevissime scene in cui sono coinvolte tutte le persone che fanno parte della tragedia può seguire la sequenza degli eventi che condurranno alla morte di Mary. Poi, nella seconda parte, compare Poirot, il quale, attraverso quella che è in realtà una serie di interviste, giunge alla soluzione del caso. Si tratta di un piccolo e grazioso puzzle e nessuno potrà ritenere di averlo risolto con successo se oltre ad avere capito "chi", non avrà anche capito "come" e "perché".
Scritto nel 1933, La parola alla difesa è uno dei romanzi della Christie di maggiore incisività e profondità ed è molto più ricco di diversivi di quanto non sia di prammatica in questo genere di libri.

(dalla prefazione di Julian Symmons)

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  • 3

    La Christie mi aveva abituato a degli standard decisamente troppo alti a dispetto di questo romanzo che, seppur piacevolissimo, nel finale ha rivelato elementi già intuiti nel corso della narrazione. Peccato!

    ha scritto il 

  • 4

    Miss Agatha lo sa

    c'è l'amore che ti squassa come una tempesta e quello che ti scalda come un sole nell'inverno. Lei lo ha provato e lo ha saputo raccontare. grazie ad Anina per aver richiamato l'attenzione sugli aspetti autobiografici.

    ha scritto il 

  • 4

    sotto il velame ...

    I suoi romanzi andrebbero letti almeno due volte. Una volta per potersi dedicare all’esercizio “vediamo se capisco chi è l’assassino, se mi ha messo tutti gli indizi e se tutto torna”. La seconda, passata l’ansia enigmistica, per goderci l’ambientazione e i personaggi.
    Tanto sono brevi, nie ...continua

    I suoi romanzi andrebbero letti almeno due volte. Una volta per potersi dedicare all’esercizio “vediamo se capisco chi è l’assassino, se mi ha messo tutti gli indizi e se tutto torna”. La seconda, passata l’ansia enigmistica, per goderci l’ambientazione e i personaggi.
    Tanto sono brevi, niente a che vedere con i mallopponi che usano ora.

    Io ho sempre fatto l’inverso: leggo il racconto e solo la seconda volta vado a fare le pulci. Le letture successive (nel corso di molto tempo) hanno un effetto rilassante, come sentir raccontare da un amico o da un nonno una storia che conosco, ma che ascolto sempre volentieri.

    Una zia ricca in una bellissima e vecchia casa e due nipoti, Elinor e Roddy. Una lettera anonima velenosa (non esistono lettere anonime che non lo siano) mette in allarme i due ragazzi. Qualcuno sta circuendo la vecchia. Arrivati sul posto, scoprono che la zia sta abbastanza bene, assistita da un medico del luogo e da due infermiere (per non parlare della maestosa governante), e da una giovane, Mary, figlia del portiere e della di lui moglie defunta.
    La giovane è bella, elegante, ben istruita, assolutamente spontanea e semplice (alla sua educazione ha provveduto la vecchia zia). Nulla di più lontano dalla femme fatale.
    Tuttavia quando la incontrano ha l’effetto di una bomba: Roddy ne rimane affascinato. Elinor se ne accorge ed è lei a proporre a Roddy di rompere il loro fidanzamento.
    Un fidanzamento desiderato da tutti: dalla vecchia zia, da Roddy stesso (Elinor è perfetta, una donna di carattere, non assillante, con tante cose in comune con lui), da Elinor che è innamorata persa del cugino, ma che non lo ammetterà mai.
    Prima muore la zia, poi muore Mary. Ed Elinor viene arrestata.
    E’ il dottor Lord (giovane e innamorato di Elinor) a tirare in ballo Poirot. Lui non sa se la ragazza sia innocente, ma la vuole libera.
    E Poirot, nella seconda parte del libro, farà il suo mestiere.

    C’è molto di Agatha in questo romanzo.
    Elinor la ragazza passionale che si nasconde dietro una facciata razionale, che deve accettare la fine di un rapporto che le procura piacere e dolore, a causa del carattere superficiale dell’uomo che ama, che desidera la morte dell’incolpevole rivale, che trascorre ore di solitudine e di tormento in carcere, che comprenderà come l’inizio di una nuova vita possa venirle da un uomo diverso, è la stessa Agatha.

    Agatha, innamorata del giovane e brillante pilota che ha sposato e con il quale ha avuto una figlia, si trova di fronte al tradimento di lui con la segretaria (che banalità). Prima la morte della madre e poi il divorzio (la morte della zia e la rottura del fidanzamento).
    Allora scompare. Viene ritrovata dopo una decina di giorni in un albergo termale dove si era registrata sotto il nome della segretaria (il carcere).
    Di questo episodio non ne parlò mai.
    Più tardi conosce, in un suo viaggio, un archeologo, molto più giovane di lei. Si sposeranno ed avranno una vita serena (il dottor Lord).
    Celebre il suo commento sul nuovo matrimonio « Un archeologo è il marito migliore che una donna possa avere: più lei invecchia, più lui la troverà interessante. »

    ha scritto il 

  • 3

    Un'opera molto ispirata

    Sono stata molto tentata di dare quattro stelle a quest'opera di Agatha Christie.Ho l'impressione che più si risale nel tempo (questo giallo è stato pubblicato nel 1935) e più ci si avvicini alla fonte dell'ispirazione dell'autrice.
    Intendiamoci a me Poirot continua a lasciarmi indifferent ...continua

    Sono stata molto tentata di dare quattro stelle a quest'opera di Agatha Christie.Ho l'impressione che più si risale nel tempo (questo giallo è stato pubblicato nel 1935) e più ci si avvicini alla fonte dell'ispirazione dell'autrice.
    Intendiamoci a me Poirot continua a lasciarmi indifferente e nutro per lui una sana antipatia. Per me è evidente che la mente del giallo non è Poirot, ma la stessa Agatha. Invece trovo notevole la caratterizzazione che la scrittrice ci ha donato attraverso Miss Mrple e vorrei continuare a leggere solo di questa investigatrice.
    Sia come sia, questo è uno dei gialli meglio architettati tra quelli da me letti dell'autrice. Bella la trama e indubbiamente interessante l'espediente di puntare l'obbiettivo sull'aula del tribunale. Temo di avere concesso un'attenzione troppo fugace a queste pagine e mi riprometto una rilettura!

    ha scritto il 

  • 3

    SPOILER! SPOILER! SPOILER!

    Leggere i romanzi di Agatha Christie può essere un'esperienza frustrante. Trattandosi di gialli ormai 'classici' che sono stati letti da tre generazioni e più uno si sente sempre in dovere di parlarne bene ma ho mantenuto sin troppo a lungo il mio riserbo. La caratterizzazione dei personaggi ha i ...continua

    Leggere i romanzi di Agatha Christie può essere un'esperienza frustrante. Trattandosi di gialli ormai 'classici' che sono stati letti da tre generazioni e più uno si sente sempre in dovere di parlarne bene ma ho mantenuto sin troppo a lungo il mio riserbo. La caratterizzazione dei personaggi ha indubbiamente fatto scuola e i libri, con qualche eccezione, sono abbastanza vari e sempre piacevoli ma...sono l'unico a pensare che le soluzioni dei suoi gialli siano tra le più inverosimili a memoria d'uomo? Da questo punto di vista 'La Parola alla Difesa' non è senza dubbio il peggiore ma mentirei se affermassi che la spiegazione finale mi sembra credibile. Ma la puntura di una rosa è davvero così evidente? Aggiungiamo che la dose di melassa qui è particolarmente abbondante e la frittata è fatta. Se volevo un romanzo rosa compravo la Westmacott! :) Prossima fermata: 'Corpi al Sole'.

    ha scritto il