La parola ebreo

Di

Editore: Einaudi

3.7
(348)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 156 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806159739 | Isbn-13: 9788806159733 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
"La parola ebreo" di Rosetta Loy ci riporta al clima degli anni in cui la suafamiglia, cattolica, e una certa borghesia italiana, accettarono le leggirazziali senza avere coscienza della tragedia che si stava compiendo.L'autrice ritrova i segni misteriosi e ambigui di quella quotidianità vissutaal riparo della storia e si insinua nelle pieghe dei fatti raccontando, conl'aiuto di lettere, dichiarazioni, discorsi, i passaggi cruciali di un periodoin cui nessuno è stato capace di opporsi alla follia nazista.
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  • 4

    Esame di coscienza.

    Era da diverso tempo che sentivo nominare Rosetta Loy (addirittura da decenni: “cioccolata da Hanselmann” mi era finito tra le mani nell’edizione Superpocket, la supereconomica che si vendeva nelle ed ...continua

    Era da diverso tempo che sentivo nominare Rosetta Loy (addirittura da decenni: “cioccolata da Hanselmann” mi era finito tra le mani nell’edizione Superpocket, la supereconomica che si vendeva nelle edicole alla fine degli anni novanta), senza che mi decidessi mai ad affrontarla. Sbagliavo, ed aver cominciato questo interessantissimo "la parola ebreo” è l’ennesima ragione per cui devo essere grato ad Anobii.

    Da romana nata nei primi anni ’30 da famiglia cattolica tradizionalista, la Loy è nella posizione migliore per quell’ accurato, impietoso ma lucido ed equilibrato esame di coscienza che è questo libro; un esame di coscienza sull’umiliazione della civiltà che sono state le leggi razziali e sulla complicità della chiesa cattolica con la degradante ideologia fascista prima e con la deportazione dopo. Lo sviluppo della storia, messa a nudo con il filtro dei ricordi di bambina ma anche con quello di un’ opera di documentazione rigorosissima, ci restituisce una chiesa Cattolica non esente da colpe anche gravi (che per una autorità morale diventano gravissime), insieme ad una resistenza ed ad un numero di vite salvate che diventeranno comunque importanti quando si tratterà di ricostruire un’identità per l’Europa sfregiata dalla follia nazista.
    Le leggi razziali. Su questo periodo buio che fa da preludio alla nostra più grande tragedia, si può leggere molto: si tratta per lo più di studi storici o storiografici, oppure di opere ferocemente politicizzate al punto da diventare poco più che slogan. Il merito di questo libro è quella di affrontare il significato sociale dell’antisemitismo fascista dal di dentro, restituendo in modo molto intenso il carico di umiliazione e di progressiva deumanizzazione che tanti italiani innocenti hanno dovuto sopportare. Come è possibile che un paese che si è sempre proclamato tra i più civili d’Europa, che ha vissuto sulla propria pelle l’incrocio delle razze e l’emigrazione, abbia potuto abbassarsi a tanto? Le circostanze di certo non hanno aiutato: le necessità di Mussolini di trovarsi un capro espiatorio per il vergognoso fallimento di vent’anni di dittatura fascista e di cementare un’alleanza sempre più salda con Hitler si sono incontrate alla perfezione con quella di decine di migliaia di borghesi immiseriti alla ricerca di qualcosa con cui alimentare il proprio palloncino sgonfio (sono un fallito impoverito che non vale niente, ma almeno sono un ariano).

    E la chiesa? E’ l’istituzione del tempo su cui l’occhio di rosetta Loy si sofferma di più. Per il popolo ebraico alle prese con le leggi razziali e poi con la deportazione poteva essere una grande speranza di salvezza: soprattutto in Italia ma anche in Europa la chiesa cristiana Cattolica romana aveva l’autorità ed i mezzi anche materiali per mettere in seria discussione la riuscita dell’olocausto in diverse nazioni. Per colpa di un uomo assolutamente negativo come Pio XII, della sua irresolutezza e della sua cecità ideologica di fascistello questo è accaduto solo in piccola parte: ahi quanto stona tanto dannoso inattivismo con le numerosissime iniziative che prenderà contro inoffensivi politici di sinistra nel dopoguerra! Io non credo che Ernesto Pacelli fosse un uomo malvagio. La figura che emerge dai ricordi e dalle citazioni di Rosetta Loy è quella di un uomo debole, inetto e disposto a qualsiasi tipo di compromesso morale e politico pur di tenere Stalin lontano dall’ Europa ( ed a posteriori non si può neanche dire che avesse tutti i torti!) Di certo, di fronte al mondo che precipitava nell’abisso, di fronte alle deportazioni, alle camere a gas, di fronte all’imprigionamento nei Lager dell’ ottanta percento del clero cattolico di alcuni paesi, dal papa ci sarebbe potuto e dovuto attendere ben altra durezza ed integrità.

    E i cristiani? Per chi conosce l’ideologia comunista, non è difficile capire che un sentimento di legittimo timore verso questa ideologia violenta, atea e puramente carnale è nella logica delle cose. Pure questo non ha impedito ai fedeli comuni (come la famiglia dell’ autrice) un secco e deciso rifiuto del Fascismo in proporzione alll’incrudirsi della sua politica razziale, e tale rifiuto si manifesterà al momento delle deportazioni con gli atti di eroismo e di coraggio da parte di fedeli e di religiosi che il libro fedelmente riporta. Tanto ignobile e vergognosa è stata la condotta di Pio XII quanto decisiva è stata l’opera di Angelo Roncalli (il futuro papa Giovanni XXIII) e di migliaia di religiosi di ogni ordine e grado per salvare vite umane, spesso a rischio della propria vita.

    Rimane sullo sfondo il racconto della Roma fascista vissuta da una bambina di buona famiglia di quel tempo: l’inquadramento militaresco dei ragazzi, il progressivo peggioramento delle condizioni di vita, fino alla fame assoluta dei giorni prima del crollo.

    Non è un saggio storico e questa è la sua forza. E’ un libro tutto cose, semplice, chiaro e piano che racconta meriti e colpe di Roma e della chiesa senza doppi veli, senza compromessi e senza cercare facili giudizi ideologici (se si escludono le legittime colpe di Pio XII che, come si merita, ne esce veramente male). Per arrivare a capire non ragionando ma con la pancia di chi ci è vissuto dentro quale e quanta degradazione porta con sé una legge razziale, libri come questo sono necessari.

    ha scritto il 

  • 5

    Italiani brava gente

    Ci sono nel mio soggiorno, ricavate da nicchie tra le finestre, tre piccole librerie con sei scaffali ciascuna dove tengo libri di “non narrativa”: letti, dimenticati o mai letti perché, nell’attesa d ...continua

    Ci sono nel mio soggiorno, ricavate da nicchie tra le finestre, tre piccole librerie con sei scaffali ciascuna dove tengo libri di “non narrativa”: letti, dimenticati o mai letti perché, nell’attesa del loro turno, avevano perso la pregnanza che mi aveva spinto all’acquisto.
    Quando per cause fortuite, cercandone consapevolmente uno, me ne capita un altro – e non poche volte mi è accaduto- la sensazione che ho è che non si tratti di libri ma di corde di violino di ricambio per quelle consumate della mia coscienza. Anche con questo.

    “ Discriminare senza perseguire”. Quale filo sottile per dividere gli uomini fra buoni e cattivi. Fra innocenti e colpevoli. Perché se poi gli altri si accaniscono nel perseguire, questo riguarda loro, i carnefici. Non si era Pilato lavato le mani, dimostrandosi in tal modo innocente della morte di Cristo?
    Se vogliamo potrebbe fare il paio, perché l’accusa è la stessa, con:
    Voi che vivete sicuri
    nelle vostre tiepide case,
    voi che trovate tornando a sera
    il cibo caldo e visi amici:
    Considerate se questo è un uomo
    che lavora nel fango
    che non conosce pace
    che lotta per mezzo pane

    Il senso del libro e del j' accuse di Rosetta Loy, di ottima borghesia romana, sta nella stigmatizzazione dell’indifferenza, privata e istituzionale.
    Accusa, nel particolare, il mondo privilegiato in cui si è trovata a nascere – non solo ricco e borghese ma soprattutto ariano – di averle deliberatamente negato la consapevolezza di quello che le accadeva intorno, e non solo per risparmiarle dei traumi infantili, ma per tornaconto personale se non per convinzione.
    E mentre lei, i suoi fratelli e quelli della loro classe sociale, continuavano a condurre la loro vita agiata fatta di pasticcini e di scuole cattoliche esclusive, gli italiani “brava gente” accettavano senza batter ciglio le leggi razziali contro gli ebrei.
    Come dire che Salvini & C straparlano, ma non c’è voce o non si dà voce ai pochi che pubblicamente ne prenderebbero le distanze senza i ma e i se (europa, onu, eccc) con cui i “discriminatori e non persecutori” controbattono fievolmente.
    Se, poi, si vuole sapere qualcosa sull’operato di Pio XII ( che vidi di sfuggita in qualche immagine carpita nella TV dei vicini, ma che ricordo per i tre giorni di vacanza subito dopo l’inizio dell’anno scolastico), documentato e puntuale, basta leggere il librino e farsi fugare qualche dubbio sulla riabilitazione tardiva. Nel 1990, (La faccia tosta del papa polacco non ha avuto limiti) a conclusione della prima fase di beatificazione, ha ricevuto il titolo di Servo di Dio. Nel 2009 (siamo nell'era del pastore tetesko), a conclusione della seconda fase, ha ricevuto il titolo di Venerabile, che ne attesta l'eroicità delle virtù per la Chiesa. La causa di canonizzazione è affidata alla Compagnia di Gesù (da Wikipedia).
    Non credo che, Bergoglio regnante, l'insignito del titolo familiare di principe dal re "curtu e malucavatu", andrà al di là del venerabile conquistato.
    Risalta la figura di Pio XI (scolasticamente somministrato come normalizzatore dei rapporti con lo Stato italiano nell'11 febbraio 1929, nell’ottica della sempiterna alleanza stato, meglio se fascista o fascistoide, e Vaticano), che si oppose,invece, all’ideologia razzista italo - tedesca, anche con la preparazione di un enciclica la cui bozza (anche rimaneggiata dal Vaticano e dal Pacelli) è venuta alla luce in quest’ ultimi anni.

    Consigliato e per me 5 stelle

    ha scritto il 

  • 3

    Gli indifferenti

    Come è stato possibile che migliaia di cittadini inermi venissero gradualmente spogliati di ogni diritto e infine fisicamente eliminati senza che si levasse una voce in loro difesa? Dove erano la Chie ...continua

    Come è stato possibile che migliaia di cittadini inermi venissero gradualmente spogliati di ogni diritto e infine fisicamente eliminati senza che si levasse una voce in loro difesa? Dove erano la Chiesa Cattolica, gli intellettuali, la società civile , mentre i fascisti si lanciavano alla rincorsa delle politiche razziali dei nazisti? E' quello che Rosetta Loy cerca se non di spiegare- perché come si può spiegare l'inspiegabile?- almeno di rappresentare, partendo dalla propria famiglia,estranea all'ideologia fascista e alle ideologie antisemite,e con una cerchia di conoscenze di razza ebraica abbastanza consistente. La Loy ci mostra la connivenza di alcuni-coloro che sperano di trarre profitto dalla disgrazia altrui;il silenzio di tanti altri-schiacciati dal peso della propaganda ; la solidarietà di pochi,il coraggio di pochissimi, ma soprattutto l'indifferenza della maggioranza di fronte al destino dell'"altro". Il "non mi riguarda " che ritorna sempre più attuale nella storia del nostro Paese.

    ha scritto il 

  • 5

    "La parola ebreo" di Rosetta Loy

    Questo libro, a detta dell'autrice stessa, è una testimonianza.

    Una testimonianza in prima persona, che è costata moltissima "fatica", sempre secondo le parole della Loy, perché l'ha costretta a recup ...continua

    Questo libro, a detta dell'autrice stessa, è una testimonianza.

    Una testimonianza in prima persona, che è costata moltissima "fatica", sempre secondo le parole della Loy, perché l'ha costretta a recuperare un'esperienza biografica sicuramente "pesante".
    L'autrice ha dichiarato di aver letto per la prima volta il testo delle leggi razziali all'età di quarant'anni, e di essersi soltanto allora resa conto della vera portata catastrofica di esse.
    Alla fine del volumetto, vengono citate le fonti utilizzate per verificare l'esattezza dei fatti narrati.
    Il valore de La parola ebreo è immenso secondo me: non si tratta della narrazione dei fatti terribili di quegli anni, non è il racconto di un sopravvissuto al lager, bensì è un tentativo di spiegare la prospettiva di persone che, pur non appoggiando il fascismo, tollerarono o non seppero opporsi alle leggi razziali, senza aver consapevolezza di che cosa tutto ciò avrebbe determinato in seguito. [...]

    http://lanostralibreria.blogspot.it/2014/01/oggi-ricorre-lanniversario-della.html

    ha scritto il 

  • 5

    Nessuno si senta innocente

    Rosetta Loy è nata nel 1931, IX anno dell'era fascista. E' stata battezzata in San Pietro e le viene imposto, come secondo nome, quello del Papa del tempo, Pio XI. Rosetta è figlia di borghesi piuttos ...continua

    Rosetta Loy è nata nel 1931, IX anno dell'era fascista. E' stata battezzata in San Pietro e le viene imposto, come secondo nome, quello del Papa del tempo, Pio XI. Rosetta è figlia di borghesi piuttosto benestanti. Cresce nella Roma del tempo ed è seguita ed accudita, come le sorelle e il fratello, da governanti e cameriere. Cresce all'interno di una famiglia cattolica durante uno dei periodi storici più difficili e contorti di sempre. "La parola ebreo" è, nel contempo, il racconto dell'infanzia della scrittrice ma è anche, e soprattutto, la ricostruzione, minuziosa ed accorta, degli anni in cui la parola ebreo è stata trasformata in una condanna. Quella determinata da Hitler e da Mussolini. La Loy si sofferma, ricorrendo a documenti ed eventi storici ben precisi, sugli eventi che hanno portato milioni di persone ad essere sterminate. "Il proclama contro gli ebrei del 29 marzo 1933, meno di due mesi dopo la nomina di Hitler a Cancelliere del Reich, ha diviso i cittadini tedeschi fra ariani e non ariani (basta avere un nonno ebreo per essere non ariano)"...

    Continua qui: http://www.lankelot.eu/letteratura/loy-rosetta-la-parola-ebreo.html

    ha scritto il 

  • 3

    Un mix inaspettato

    Avevo scelto questo libro in biblioteca perchè pensavo fosse uno spaccato di vita dell'autrice nel triste periodo dell'Olocausto.
    In realtà è un parallelismo tra narrazione di eventi storici e brevi c ...continua

    Avevo scelto questo libro in biblioteca perchè pensavo fosse uno spaccato di vita dell'autrice nel triste periodo dell'Olocausto.
    In realtà è un parallelismo tra narrazione di eventi storici e brevi camei di vita reali. Tutto interessante, per carità, ho imparato tante cose nuove, però mi aspettavo qualcosa di diverso.
    E' solo per questo che non do 5 stelle, solo perchè preferisco una testimonianza vera che un racconto di storia.

    ha scritto il 

  • 4

    Libro molto interessante e da cui si impara molto su un periodo a noi ancora cosi' vicino. Come le letture su schiavi e indiani d'America e' una lettura che suscita disperazione.

    ha scritto il 

  • 4

    "C'è chi gli ha voltato le spalle con stolida indifferenza e c'è chi li ha traditi e venduti per cinquemila lire, tanto davano i tedeschi per ogni ebreo adulto denunciato, perchè poi il prezzo scendev ...continua

    "C'è chi gli ha voltato le spalle con stolida indifferenza e c'è chi li ha traditi e venduti per cinquemila lire, tanto davano i tedeschi per ogni ebreo adulto denunciato, perchè poi il prezzo scendeva a tremila lire se si trattava di una donna, e a mille per un bambino. Ma c'è anche chi non ci ha pensato due volte a rischiare la vita per salvarli." (p. 131)

    ha scritto il 

  • 4

    "Per quanto voi vi crediate assolti, siete per sempre coinvolti".
    Una rievocazione documentata e sincera, senza sconti (l'autrice è dichiaratamente una scrittrice di matrice cattolica) ma anche senza ...continua

    "Per quanto voi vi crediate assolti, siete per sempre coinvolti".
    Una rievocazione documentata e sincera, senza sconti (l'autrice è dichiaratamente una scrittrice di matrice cattolica) ma anche senza giudizi con il sopracciglio alzato. Nella linearità del racconto emergono colpe e miserie umane, ma l'intento è palesemente quello di comprendere, non di emettere sentenze.

    ha scritto il 

  • 5

    Sua Crudeltà Pio Ponzio Pacelli XII

    E proprio come fece Ponzio Pilato, anche Pio XII Papa Pacelli se ne lavò le mani di tutti quei crimini che i nazifascisti commettevano proprio sotto i suoi occhi.
    Merita di essere letta questa testimo ...continua

    E proprio come fece Ponzio Pilato, anche Pio XII Papa Pacelli se ne lavò le mani di tutti quei crimini che i nazifascisti commettevano proprio sotto i suoi occhi.
    Merita di essere letta questa testimonianza coraggiosa ed importante di Rosetta Loy, che in quegli anni vedeva con gli occhi di bambina le atrocità che venivano commesse intorno a lei.

    ha scritto il