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La parola ebreo

By Rosetta Loy

(123)

| Paperback | 9788806174033

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Book Description

"La parola ebreo" di Rosetta Loy ci riporta al clima degli anni in cui la sua famiglia, cattolica, e una certa borghesia italiana, accettarono le leggi razziali senza avere coscienza della tragedia che si stava compiendo. L'autrice ritrova i segni mi Continue

"La parola ebreo" di Rosetta Loy ci riporta al clima degli anni in cui la sua famiglia, cattolica, e una certa borghesia italiana, accettarono le leggi razziali senza avere coscienza della tragedia che si stava compiendo. L'autrice ritrova i segni misteriosi e ambigui di quella quotidianità vissuta al riparo della storia e si insinua nelle pieghe dei fatti raccontando, con l'aiuto di lettere, dichiarazioni, discorsi, i passaggi cruciali di un periodo in cui nessuno è stato capace di opporsi alla follia nazista.

26 Reviews

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    In un libro di 150 pagine Rosetta Loy da una delle lezioni tra le più precise e puntuali sulla tragedia degli ebrei e, soprattutto, sulla reazione dell'Italia, degli italiani e del Vaticano.
    Partendo dal 1938, anno in cui Mussolini avviò la campagna ...(continue)

    In un libro di 150 pagine Rosetta Loy da una delle lezioni tra le più precise e puntuali sulla tragedia degli ebrei e, soprattutto, sulla reazione dell'Italia, degli italiani e del Vaticano.
    Partendo dal 1938, anno in cui Mussolini avviò la campagna antisemita, l'autrice torna in un tempo tra infanzia, ricordi e inconscio di quando la parola ebreo si manifestò con tutto il suo mistero e quindi anche con una paura indotta, fatta di luoghi comuni, circoncisioni tremende, lezioni di un Dio senza cuore fino all'arrivo del Cristo, biondo, bello e con gli occhi azzurri...e così tra volti che riaffiorano nella memoria sempre meno bambina e sempre più consapevole, Rosetta Loy ci riporta ad una mentalità di una certa borghesia italiana, inerte, cattolica, neutrale però col fascismo nella sua ipocrisia, adattandosi quindi alle leggi razziali e alle loro grandi e piccole tragedie, macchiate da un qualunquismo terrificante come da una suggestione verso gli articoli e i manifesti più violenti, che accendevano un distorto sentimento di rivalsa alla ricerca del capro espiatorio. E la Loy, di quei volti sempre più ricuperati con l'aiuto della scrittura stessa, ma anche di lettere, documenti, dichiarazioni, comportamenti, riesce a ridisegnare un quadro composito, dalle molte sfumature ma sempre nitido. Dalle esclusioni dei professori che non giurarono al regime, a coloro che invece ne approfittarono prendendosi i loro posti, tranne uno, lo scrittore Massimo Bontempelli, che rifiutò la cattedra assegnatagli. Colpisce quindi questa sequenza nella sua squallida quotidianità, scandita dagli offensivi e deliranti articoli antisemiti di giornalisti e soprattutto di professori, che diedero un contributo fondamentale per avvallare quelle tesi assurde e l'intolleranza che ne seguiva...vennero smembrate intere facoltà, riconosciute in tutto il mondo per l'avanguardia dei programmi e delle scoperte epocali, quella di matematica come quella di fisica dei"ragazzi di via Panisperna", la scuola italiana di geometria algebrica e tanti altri, da tempo precursori delle teorie scientifiche del XX° secolo. Additati dai giornali come "La difesa della razza", calunniati dai fiancheggiatori di "Civiltà cattolica", restarono casi isolati e a volte sorprendenti le prese di posizione nette contro le nuove leggi antisemite(il futurista Marinetti), mentre il corpo accademico di buona lena sfornerà il peggio di se ne "il Manifesto degli scienziati razzisti"...tutti emeriti luminari che nel dopoguerra non dovettero rispondere di nulla e mantennero la cattedra, chi fino agli anni'50 chi addirittura fino ai'60. Sono questi i segni indelebili che l'autrice riporta in luce, questa mancata epurazione e la responsabilità coatta di gente che visse la sua vita scandita dal calendario fascista, all'ombra della storia e delle responsabilità...e se infine Loy, con precisione e lucidità descrive la posizione della Chiesa cattolica, vediamo un Pio XI° arguto ma quasi completamente isolato: "Questo nazionalismo esagerato, che impedisce la salute delle anime, che solleva barriere tra la gente, che è contrario alla legge di Dio ma anche allo stesso Credo(...)" saranno molti gli appelli di quest'uomo arcigno, ma lampante la drammaticità della sua solitudine, come un segno inquietante, come una resa del bene. Alla sua morte il Sacro Collegio e le alte sfere vaticane dormiranno sonni tranquilli, con il più malleabile" diplomatico"(e antisemita) Pio XII°. E più ci si inoltra nel libro, più prendono forma i comportamenti, le paure, il coraggio, l'oblio l'indifferenza e la rimozione; è come se intimismo e collettività si mescolassero, in un viaggio tra il passato e l'attualità di risvolti mai risolti e mai voluti chiarire del nostro paese. Ancora mi accorgo infatti dell'attuale alone che avvolge questi pezzi di storia...appena passa un vento di coraggio ed altruismo, subito campi nebbiosi offuscano ciò che è stato, senza riserve per nessuno, poiché nessuno trovò il coraggio per impedire l'irrompere delle SS nel ghetto. Come in una pellicola di cinecittà questa tragedia immane appare simile ad un'inevitabile disastro naturale, senza protagonisti ne colpevoli, "a pura esaltazione dell'operato del Papa"...uomo incline alla pellicola, al documentario, Pio XII° fu quindi un grande attore e della sua distorta vanità non c'è quindi da stupirsi più di tanto anche se, come nel libro di Rosetta Loy "Un orlo nero segna i nostri giorni incolpevoli, senza memoria e senza storia". E se i Levi come altri non sono riusciti ad immaginare l'inconcepibile, è perché si consideravano nella" città aperta" di Roma protetti anche loro da quella garanzia...ma " La parola ebreo" ci racconta che oltre a questa tante altre parole non furono usate in quei giorni. Parole pesanti come macigni, che avrebbero potuto ma non è stato potuto, o voluto...e mentre nel 1942 la chiesa cattolica tedesca continuava a percepire dal Reich 900 milioni di marchi, il 16 ottobre di un anno dopo le SS di Kappler entravano nel ghetto ebraico di Roma, deportando l'intera comunità. Ciò che non è stato detto e fatto è il risultato della piena riuscita del rastrellamento...stolida indifferenza e folle avidità(i tedeschi davano 5000 lire per ogni delazione)ma anche storie di persone che per mesi ne hanno nascoste altre, dividendo il cibo scarsissimo e la speranza...al Testaccio ci sono ancora nell'aria storie incredibili, di questi incontri dell'ultimo momento, diventati convivenza per mesi, anche se non bastò ad evitare l'immane tragedia. In Danimarca su 5600 ebrei i nazisti ne deportarono 513. Qualcuno avvertì in tempo, usò le parole per chiamare, organizzare e accogliere le vittime predestinate...e la Svezia li accolse tutti, senza limite di numero. Tornando per un attimo a quel 16 ottobre romano, Pio XII° rimase chiuso nelle sue stanze con i suoi amati canarini, Hansel e Gretschen...chissà quali le sue parole, chissà se i canarini parlavano il tedesco, mentre il fischio del treno piombato avvisava della partenza e copriva ancora una volta le parole dette o solamente accennate della città aperta di Roma.

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    LucBon71(de una Luna o una sangre o un beso al cabo) said on Jun 6, 2014 | 2 feedbacks

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    "La parola ebreo" di Rosetta Loy

    Questo libro, a detta dell'autrice stessa, è una testimonianza.

    Una testimonianza in prima persona, che è costata moltissima "fatica", sempre secondo le parole della Loy, perché l'ha costretta a recuperare un'esperienza biografica sicuramente "pesan ...(continue)

    Questo libro, a detta dell'autrice stessa, è una testimonianza.

    Una testimonianza in prima persona, che è costata moltissima "fatica", sempre secondo le parole della Loy, perché l'ha costretta a recuperare un'esperienza biografica sicuramente "pesante".
    L'autrice ha dichiarato di aver letto per la prima volta il testo delle leggi razziali all'età di quarant'anni, e di essersi soltanto allora resa conto della vera portata catastrofica di esse.
    Alla fine del volumetto, vengono citate le fonti utilizzate per verificare l'esattezza dei fatti narrati.
    Il valore de La parola ebreo è immenso secondo me: non si tratta della narrazione dei fatti terribili di quegli anni, non è il racconto di un sopravvissuto al lager, bensì è un tentativo di spiegare la prospettiva di persone che, pur non appoggiando il fascismo, tollerarono o non seppero opporsi alle leggi razziali, senza aver consapevolezza di che cosa tutto ciò avrebbe determinato in seguito. [...]

    http://lanostralibreria.blogspot.it/2014/01/oggi-ricorr…

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    Glò said on Mar 21, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Nessuno si senta innocente

    Rosetta Loy è nata nel 1931, IX anno dell'era fascista. E' stata battezzata in San Pietro e le viene imposto, come secondo nome, quello del Papa del tempo, Pio XI. Rosetta è figlia di borghesi piuttosto benestanti. Cresce nella Roma del tempo ed è se ...(continue)

    Rosetta Loy è nata nel 1931, IX anno dell'era fascista. E' stata battezzata in San Pietro e le viene imposto, come secondo nome, quello del Papa del tempo, Pio XI. Rosetta è figlia di borghesi piuttosto benestanti. Cresce nella Roma del tempo ed è seguita ed accudita, come le sorelle e il fratello, da governanti e cameriere. Cresce all'interno di una famiglia cattolica durante uno dei periodi storici più difficili e contorti di sempre. "La parola ebreo" è, nel contempo, il racconto dell'infanzia della scrittrice ma è anche, e soprattutto, la ricostruzione, minuziosa ed accorta, degli anni in cui la parola ebreo è stata trasformata in una condanna. Quella determinata da Hitler e da Mussolini. La Loy si sofferma, ricorrendo a documenti ed eventi storici ben precisi, sugli eventi che hanno portato milioni di persone ad essere sterminate. "Il proclama contro gli ebrei del 29 marzo 1933, meno di due mesi dopo la nomina di Hitler a Cancelliere del Reich, ha diviso i cittadini tedeschi fra ariani e non ariani (basta avere un nonno ebreo per essere non ariano)"...

    Continua qui: http://www.lankelot.eu/letteratura/loy-rosetta-la-parol…

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    Monnalisa said on Feb 4, 2013 | Add your feedback

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    Un mix inaspettato

    Avevo scelto questo libro in biblioteca perchè pensavo fosse uno spaccato di vita dell'autrice nel triste periodo dell'Olocausto.
    In realtà è un parallelismo tra narrazione di eventi storici e brevi camei di vita reali. Tutto interessante, per carità ...(continue)

    Avevo scelto questo libro in biblioteca perchè pensavo fosse uno spaccato di vita dell'autrice nel triste periodo dell'Olocausto.
    In realtà è un parallelismo tra narrazione di eventi storici e brevi camei di vita reali. Tutto interessante, per carità, ho imparato tante cose nuove, però mi aspettavo qualcosa di diverso.
    E' solo per questo che non do 5 stelle, solo perchè preferisco una testimonianza vera che un racconto di storia.

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    La Cocci said on Jan 3, 2013 | Add your feedback

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    Libro molto interessante e da cui si impara molto su un periodo a noi ancora cosi' vicino. Come le letture su schiavi e indiani d'America e' una lettura che suscita disperazione.

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    Elisabetta said on Nov 25, 2012 | Add your feedback

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    "C'è chi gli ha voltato le spalle con stolida indifferenza e c'è chi li ha traditi e venduti per cinquemila lire, tanto davano i tedeschi per ogni ebreo adulto denunciato, perchè poi il prezzo scendeva a tremila lire se si trattava di una donna, e a ...(continue)

    "C'è chi gli ha voltato le spalle con stolida indifferenza e c'è chi li ha traditi e venduti per cinquemila lire, tanto davano i tedeschi per ogni ebreo adulto denunciato, perchè poi il prezzo scendeva a tremila lire se si trattava di una donna, e a mille per un bambino. Ma c'è anche chi non ci ha pensato due volte a rischiare la vita per salvarli." (p. 131)

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    NULLA_DIES_SINE_LINEA said on Sep 7, 2012 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (123)
    • 5 stars
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    • 1 star
  • Paperback 156 Pages
  • ISBN-10: 8806174037
  • ISBN-13: 9788806174033
  • Publisher: Einaudi (Super ET)
  • Publish date: 2006-03-01
  • Also available as: Mass Market Paperback , Hardcover
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