Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

La parte dell'altro

Di

Editore: E/O

4.2
(275)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 470 | Formato: Altri

Isbn-10: 8876416447 | Isbn-13: 9788876416446 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Bracci Testasecca A.

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature , History

Ti piace La parte dell'altro?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Il male è in ognuno di noi. Per esplorare questa terrificante idea, il romanzosegue le vite parallele dell'Hitler vero e di un Hitler fittizio e "buono".Quale sarebbe stato il corso della storia se l'8 ottobre del 1918 Adolf Hitlerfosse stato ammesso all'Accademia di Belle Arti? Lungi dal ricostruire lastoria del Terzo Reich, Schmitt duplica la figura del triste Cancelliere,gioca sull'artificio di due vite distinte che corrono in parallelo e getta unaluce straniante e violenta sul retroscena affettivo, sessuale e caratterialedi un eccezionale egolatra che cerca di incarnare l'eroe nietzschiano.
Ordina per
  • 0

    Mi sono arenata a metå della storia e ho deciso di abbandonarlo quando al momento di prendere in mano il Kindle, il mio pensiero predominante era "uff...che palle questo libro".

    ha scritto il 

  • 4

    Nessuno ha il potere sulle circostanze, ma tutti hanno il potere delle proprie scelte.

    Schmitt non delude mai! Il soggetto è intrigante: "sliding doors": come le circostanze, attimi non influenzati dalla nostra volontà, possono cambiare il corso delle cose. Nello specifico, se ...continua

    Schmitt non delude mai! Il soggetto è intrigante: "sliding doors": come le circostanze, attimi non influenzati dalla nostra volontà, possono cambiare il corso delle cose. Nello specifico, se Hitler fosse stato ammesso all'Accademia delle Belle Arti, il corso della storia sarebbe potuto essere diverso, sicuramente in meglio. Questo percorso di vite parallele che Schmitt con grande maestria intraprende tra quello che è stato e quello che sarebbe potuto essere, ma, ahinoi, non è stato. Ma c'è un aspetto importante che emerge da questo libro, anzi, per me primario. Quello che potenzialmente il male è in ciascuno di noi, così come lo è il bene e nessuno può ritenersi al sicuro, proprio perchè, come dice Schmitt, nessuno ha il potere sulle circostanze, ma tutto lo abbiamo sulle scelte. L'errore è considerare il male come qualcosa fuori di noi; considerare l'altro il "mostro", come un essere fuori dalla norma, è solo tentare di esorcizzare la paura che l'altro potremmo essere poteenzialmente anche noi stessi."Rendere nero il prossimo per farsi più bianchi: è il modo di pensare di Hitler. E il modo di pensare di quelli che parlano di Hitler".

    ha scritto il 

  • 4

    "Cos'è un uomo?" riprese il padre. "Un uomo è il prodotto di scelte e di circostanze. Nessuno ha il potere sulle circostanze, ma tutti hanno il potere delle proprie scelte"

    Secondo il mio modestissimo parere, Eric-Emmanuel Schmitt è uno scrittore straordinario. Ha una capacità rara di realizzare dei libri di facile lettura, apparentemente semplici, affrontando però ...continua

    Secondo il mio modestissimo parere, Eric-Emmanuel Schmitt è uno scrittore straordinario. Ha una capacità rara di realizzare dei libri di facile lettura, apparentemente semplici, affrontando però tematiche importanti, senza essere banale, o superficiale.

    Questo libro è straordinario. Pur essendo molto diverso dai libri di Schmitt che ho letto finora (altra caratteristica straordinaria di questo autore è che non ho ancora individuato un suo genere: ho letto racconti, romanzi brevi, saggi romanzati legati alla musica classica, romanzi lunghi; tutti molto diversi tra loro, e tutti (o quasi) ben riusciti).

    In questo caso Eric-Emmanuel Schmitt fa una scelta difficile, e decide di raccontare di Hitler. E, diciamocelo, non è per niente facile. Vorrei vedere quanti di voi se ne andrebbero in giro in metro sfogliando una copia del "Mein Kampf" senza sentirsi a disagio...

    Quando ho iniziato questo libro pensavo di leggere una specie di fiaba, un'invenzione, di quello che sarebbe stato Adolf Hitler se, anziché diventare il più grande mostro del 20esimo secolo (e forse non solo di quello), fosse stato accettato all'Accademia di Belle Arti e fosse diventato un pittore.

    Ma in questo libro c'è molto di più.

    C'è una ricostruzione meticolosa - per quanto poi romanzata allo scopo - della vita di Hitler, quello vero, e della sua compagine, che ha un grandissimo valore biografico per chi volesse provare ad approfondire la psiche del mostro. ("Solo una comprensione intima e profonda del nemico ti permette di combatterlo.")

    E c'è una costruzione parallela di un altro Hitler, Afolf H., studente d'arte squattrinato, soldato svogliato e deluso, pacifista, poi pittore più o meno di successo, innamorato, e anche un tantinello sfortunato. Non solo, c'è un'interessante costruzione di un 20esimo secolo senza Hitler: ci sarebbe stata la 2a Guerra Mondiale? L'Olocausto? L'istituzione di uno Stato di Israele in Palestina?

    Sembrerebbero due storie che non c'entrano nulla una con l'altra... E invece no. C'entrano eccome. Lo spiega bene l'autore nel suo diario che fa da corollario al romanzo. In un caso c'è un uomo che affronta sé stesso, le sue paure, e impara a mettersi in gioco, sconfiggendo quell'"altro" che c'è in ognuno di noi. Nell'altro caso c'è un uomo che rifugge sé stesso, l'"altro", e gli altri, e diventa un mostro, un mostro di crudeltà, ma di una crudeltà in cui lui crede così tanto da convincere anche milioni di altri...

    Questo libro affronta il tema dell'"altro", quell'"altro", malvagio, che c'è in ognuno di noi, e mette in luce come, oltre alle circostanze, siano le scelte a fare di noi quello che siamo.

    Pensiero che condivido appieno. E che significa anche: attenzione!, perché un altro mostro, al pari di Hitler, o anche peggio, potrebbe esistere ancora, fintanto che esiste la natura umana.

    "Credo che esistano due tipi di mostri su questa terra: quelli che pensano solo a sé stessi e quelli che pensano solo agli altri. Chiamiamoli i "malvagi egoisti" e i "malvagi altruisti". I "malvagi altruisti" fanno più danno perché niente li ferma, né il piacere, né la sazietà, né il denaro, né la gloria. Perché i "malvagi altruisti" pensano solo agli altri, oltrepassano l'ambito della malvagità privata. Si sentono investiti di una missione, ai loro occhi si muovono esclusivamente per il benessere comune, sono convinti di fare del bene sopprimendo le libertà, imprigionando i dissidenti o addirittura facendoli fuori. Hanno perso di vista la parte dell'altro."

    ha scritto il 

  • 5

    Adoro Adolf Hitler. Mi ci riconosco. Lo invidio. E' un pò quello che avrei voluto essere. La pittura. Le donne. L'antimilitarismo. Insegnare Arte.

    Odio Adolf Hitler. è la persona più terribile che ...continua

    Adoro Adolf Hitler. Mi ci riconosco. Lo invidio. E' un pò quello che avrei voluto essere. La pittura. Le donne. L'antimilitarismo. Insegnare Arte.

    Odio Adolf Hitler. è la persona più terribile che sia mai esistito. Mai avrei voluto vivere sotto il Reich. L'antisemitismo. L'odio. La violenza. La paura delle donne.

    Eppure sono sempre io.

    Questo libro di Eric-Emmanuel Schmitt (ben più celebre per la sua carriera di drammaturgo che per quella di romanziere) è proprio questo: da una parte la storia più o meno fedele dell'Hitler che conosciamo, che finisce con una pallottola in un bunker sotto Berlino; dall'altra Adolf H., il personaggio ucronico: pittore, soldato per obbligo, donnaiolo per piacere e poi insegnante di arte in una Berlino non nazista.

    L'evento che causa l'ucronia la domanda di Adolf Hitler di ammissione alla Scuola di Arte di Vienna. Il vero Hitler viene respinto. Cosa sarebbe successo se fosse stato ammesso?

    Un libro che ha avuto poco successo, ma che è secondo me un capolavoro irripetibile, utile a ricordarci un concetto fondamentale: a volte basta un nulla per creare mostri che hanno messo a ferro e fuoco l'umanità.

    ha scritto il 

  • 5

    ho pensato fin dall'inizio che l'idea (l'ipotesi) era semplicemente geniale, e la cosa fantastica è che tutto il romanzo regge perfettamente l'idea, la rende realistica. il tutto in un romanzo che ...continua

    ho pensato fin dall'inizio che l'idea (l'ipotesi) era semplicemente geniale, e la cosa fantastica è che tutto il romanzo regge perfettamente l'idea, la rende realistica. il tutto in un romanzo che rimane appassionante dall'inizio alla fine

    ha scritto il 

  • 5

    un doppio ritratto

    Tutto comincia un giorno,il giorno in cui Adolf Hitler adolescente viene giudicato nel salone interno dell'Accademia di Belle arti di Vienna.Da quel giorno inizia il racconto,incanalandosi fin da ...continua

    Tutto comincia un giorno,il giorno in cui Adolf Hitler adolescente viene giudicato nel salone interno dell'Accademia di Belle arti di Vienna.Da quel giorno inizia il racconto,incanalandosi fin da subito nei 2 sentieri che l'autore seguirà fino alla fine,il primo che narrerà il percorso di Adolf H. un semplice uomo comune e il secondo che seguirà le vicende del noto Hitler,uomo anch'esso (l'autore tiene a precisare che si tratta pur sempre di un uomo come noi,non di un mostro alieno).A pagina 602 l'autore scrive in poche righe il succo del suo lavoro: "Adolf cerca di conoscersi,Hitler si ignora;A riconosce che in sè vivono dei problemi,H li seppellisce;A guarisce e si apre agli altri,H sprofonda nella propria nevrosi troncando ogni rapporto umano;A affronta la realtà,H se contraria ai propri desideri la nega;A impara l'umiltà,H diventa il Fuhrer dio vivente;A si apre al mondo,H lo distrugge per rifarlo"

    Consigliato per chi vuole entrare nella testa di Hitler,per capire o interpretare,senza relegarlo a figura mostruosa inavvicinabile. Consigliato per chi è curioso di vedere il mondo del 1900 senza Hitler,come sarebbe potuto andare il corso della Storia alternativamente.

    ha scritto il 

  • 4

    A tutti gli uomini:

    A tutti gli uomini: http://www.motoclubsirente.com/Segnaletica/Incrocio%20Pericoloso.jpg Non so come sia possibile, ma Schmitt è riuscito a farmi entrare in empatia con Hitler e farmi follemente ...continua

    A tutti gli uomini: http://www.motoclubsirente.com/Segnaletica/Incrocio%20Pericoloso.jpg Non so come sia possibile, ma Schmitt è riuscito a farmi entrare in empatia con Hitler e farmi follemente innamorare di una fanciulla, undici-e-mezzo, personaggio veramente scoppiettante e mai prevedibile. Unica nota negativa è la scrittura che, a differenza di altri qui dentro, non trovo affatto elegante, anzi mi sembra piuttosto elementare, un cincinnino troppo elementare.

    ha scritto il 

  • 5

    Libro ucronico che racchiude due storie. La prima è la storia, precisa, dettagliata, veritiera, per quanto romanzata, della vita di Adolf Hitler, l'altra l'ipotetica storia dello stesso se avesse ...continua

    Libro ucronico che racchiude due storie. La prima è la storia, precisa, dettagliata, veritiera, per quanto romanzata, della vita di Adolf Hitler, l'altra l'ipotetica storia dello stesso se avesse superato l'esame e fosse entrato all'accademia di belle arti di Vienna. L'autore considera l'ammissione all'accademia il momento "bivio" della vita di Hitler e da quel momento in poi ci racconta due storie. La prima purtroppo la conosciamo già ma è comunque una biografia precisa. La seconda storia, cioè la vita alternativa di un Hitler pittore sensibile, è interessante e vivace. E' intrigante il concetto di momenti bivio, che cambiano le nostre vite e di conseguenza la nostra personalità. Libro ben scritto, interessante, scorrevole. Un arricchimento ulteriore è il diario dell'autore in coda al romanzo.

    ha scritto il 

Ordina per