Hooray! You have added the first book to your bookshelf. Check it out now!
Create your own shelf sign up
[−]
  • Search Digit-count Valid ISBN Invalid ISBN Valid Barcode Invalid Barcode

La parte dell'altro

By Eric-Emmanuel Schmitt

(185)

| Others | 9788876416446

Like La parte dell'altro ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free

Book Description

Il male è in ognuno di noi. Per esplorare questa terrificante idea, il romanzosegue le vite parallele dell'Hitler vero e di un Hitler fittizio e "buono".Quale sarebbe stato il corso della storia se l'8 ottobre del 1918 Adolf Hitlerfo Continue

Il male è in ognuno di noi. Per esplorare questa terrificante idea, il romanzosegue le vite parallele dell'Hitler vero e di un Hitler fittizio e "buono".Quale sarebbe stato il corso della storia se l'8 ottobre del 1918 Adolf Hitlerfosse stato ammesso all'Accademia di Belle Arti? Lungi dal ricostruire lastoria del Terzo Reich, Schmitt duplica la figura del triste Cancelliere,gioca sull'artificio di due vite distinte che corrono in parallelo e getta unaluce straniante e violenta sul retroscena affettivo, sessuale e caratterialedi un eccezionale egolatra che cerca di incarnare l'eroe nietzschiano.

66 Reviews

Login or Sign Up to write a review
  • 1 person finds this helpful

    Nessuno ha il potere sulle circostanze, ma tutti hanno il potere delle proprie scelte.

    Schmitt non delude mai! Il soggetto è intrigante: "sliding doors": come le circostanze, attimi non influenzati dalla nostra volontà, possono cambiare il corso delle cose. Nello specifico, se Hitler fosse stato ammesso all'Accademia delle Belle Arti, ...(continue)

    Schmitt non delude mai! Il soggetto è intrigante: "sliding doors": come le circostanze, attimi non influenzati dalla nostra volontà, possono cambiare il corso delle cose. Nello specifico, se Hitler fosse stato ammesso all'Accademia delle Belle Arti, il corso della storia sarebbe potuto essere diverso, sicuramente in meglio. Questo percorso di vite parallele che Schmitt con grande maestria intraprende tra quello che è stato e quello che sarebbe potuto essere, ma, ahinoi, non è stato.
    Ma c'è un aspetto importante che emerge da questo libro, anzi, per me primario. Quello che potenzialmente il male è in ciascuno di noi, così come lo è il bene e nessuno può ritenersi al sicuro, proprio perchè, come dice Schmitt, nessuno ha il potere sulle circostanze, ma tutto lo abbiamo sulle scelte. L'errore è considerare il male come qualcosa fuori di noi; considerare l'altro il "mostro", come un essere fuori dalla norma, è solo tentare di esorcizzare la paura che l'altro potremmo essere poteenzialmente anche noi stessi."Rendere nero il prossimo per farsi più bianchi: è il modo di pensare di Hitler. E il modo di pensare di quelli che parlano di Hitler".

    Is this helpful?

    Morenacioc said on Jul 21, 2014 | Add your feedback

  • 11 people find this helpful

    "Cos'è un uomo?" riprese il padre. "Un uomo è il prodotto di scelte e di circostanze. Nessuno ha il potere sulle circostanze, ma tutti hanno il potere delle proprie scelte"

    Secondo il mio modestissimo parere, Eric-Emmanuel Schmitt è uno scrittore straordinario.
    Ha una capacità rara di realizzare dei libri di facile lettura, apparentemente semplici, affrontando però tematiche importanti, senza essere banale, o superficia ...(continue)

    Secondo il mio modestissimo parere, Eric-Emmanuel Schmitt è uno scrittore straordinario.
    Ha una capacità rara di realizzare dei libri di facile lettura, apparentemente semplici, affrontando però tematiche importanti, senza essere banale, o superficiale.

    Questo libro è straordinario. Pur essendo molto diverso dai libri di Schmitt che ho letto finora (altra caratteristica straordinaria di questo autore è che non ho ancora individuato un suo genere: ho letto racconti, romanzi brevi, saggi romanzati legati alla musica classica, romanzi lunghi; tutti molto diversi tra loro, e tutti (o quasi) ben riusciti).

    In questo caso Eric-Emmanuel Schmitt fa una scelta difficile, e decide di raccontare di Hitler. E, diciamocelo, non è per niente facile. Vorrei vedere quanti di voi se ne andrebbero in giro in metro sfogliando una copia del "Mein Kampf" senza sentirsi a disagio...

    Quando ho iniziato questo libro pensavo di leggere una specie di fiaba, un'invenzione, di quello che sarebbe stato Adolf Hitler se, anziché diventare il più grande mostro del 20esimo secolo (e forse non solo di quello), fosse stato accettato all'Accademia di Belle Arti e fosse diventato un pittore.

    Ma in questo libro c'è molto di più.

    C'è una ricostruzione meticolosa - per quanto poi romanzata allo scopo - della vita di Hitler, quello vero, e della sua compagine, che ha un grandissimo valore biografico per chi volesse provare ad approfondire la psiche del mostro.
    ("Solo una comprensione intima e profonda del nemico ti permette di combatterlo.")

    E c'è una costruzione parallela di un altro Hitler, Afolf H., studente d'arte squattrinato, soldato svogliato e deluso, pacifista, poi pittore più o meno di successo, innamorato, e anche un tantinello sfortunato.
    Non solo, c'è un'interessante costruzione di un 20esimo secolo senza Hitler: ci sarebbe stata la 2a Guerra Mondiale? L'Olocausto? L'istituzione di uno Stato di Israele in Palestina?

    Sembrerebbero due storie che non c'entrano nulla una con l'altra... E invece no. C'entrano eccome. Lo spiega bene l'autore nel suo diario che fa da corollario al romanzo.
    In un caso c'è un uomo che affronta sé stesso, le sue paure, e impara a mettersi in gioco, sconfiggendo quell'"altro" che c'è in ognuno di noi.
    Nell'altro caso c'è un uomo che rifugge sé stesso, l'"altro", e gli altri, e diventa un mostro, un mostro di crudeltà, ma di una crudeltà in cui lui crede così tanto da convincere anche milioni di altri...

    Questo libro affronta il tema dell'"altro", quell'"altro", malvagio, che c'è in ognuno di noi, e mette in luce come, oltre alle circostanze, siano le scelte a fare di noi quello che siamo.

    Pensiero che condivido appieno.
    E che significa anche: attenzione!, perché un altro mostro, al pari di Hitler, o anche peggio, potrebbe esistere ancora, fintanto che esiste la natura umana.

    "Credo che esistano due tipi di mostri su questa terra: quelli che pensano solo a sé stessi e quelli che pensano solo agli altri. Chiamiamoli i "malvagi egoisti" e i "malvagi altruisti".
    I "malvagi altruisti" fanno più danno perché niente li ferma, né il piacere, né la sazietà, né il denaro, né la gloria. Perché i "malvagi altruisti" pensano solo agli altri, oltrepassano l'ambito della malvagità privata. Si sentono investiti di una missione, ai loro occhi si muovono esclusivamente per il benessere comune, sono convinti di fare del bene sopprimendo le libertà, imprigionando i dissidenti o addirittura facendoli fuori. Hanno perso di vista la parte dell'altro."

    Is this helpful?

    Casper said on Apr 13, 2014 | 7 feedbacks

  • 3 people find this helpful

    Onestamente evitabile.

    Is this helpful?

    MAGIO said on Mar 10, 2014 | 2 feedbacks

  • 3 people find this helpful

    Adoro Adolf Hitler. Mi ci riconosco. Lo invidio. E' un pò quello che avrei voluto essere. La pittura. Le donne. L'antimilitarismo. Insegnare Arte.

    Odio Adolf Hitler. è la persona più terribile che sia mai esistito. Mai avrei voluto vivere sotto il R ...(continue)

    Adoro Adolf Hitler. Mi ci riconosco. Lo invidio. E' un pò quello che avrei voluto essere. La pittura. Le donne. L'antimilitarismo. Insegnare Arte.

    Odio Adolf Hitler. è la persona più terribile che sia mai esistito. Mai avrei voluto vivere sotto il Reich. L'antisemitismo. L'odio. La violenza. La paura delle donne.

    Eppure sono sempre io.

    Questo libro di Eric-Emmanuel Schmitt (ben più celebre per la sua carriera di drammaturgo che per quella di romanziere) è proprio questo: da una parte la storia più o meno fedele dell'Hitler che conosciamo, che finisce con una pallottola in un bunker sotto Berlino; dall'altra Adolf H., il personaggio ucronico: pittore, soldato per obbligo, donnaiolo per piacere e poi insegnante di arte in una Berlino non nazista.

    L'evento che causa l'ucronia la domanda di Adolf Hitler di ammissione alla Scuola di Arte di Vienna. Il vero Hitler viene respinto. Cosa sarebbe successo se fosse stato ammesso?

    Un libro che ha avuto poco successo, ma che è secondo me un capolavoro irripetibile, utile a ricordarci un concetto fondamentale: a volte basta un nulla per creare mostri che hanno messo a ferro e fuoco l'umanità.

    Is this helpful?

    Zorba said on Jul 23, 2013 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    ho pensato fin dall'inizio che l'idea (l'ipotesi) era semplicemente geniale, e la cosa fantastica è che tutto il romanzo regge perfettamente l'idea, la rende realistica. il tutto in un romanzo che rimane appassionante dall'inizio alla fine

    Is this helpful?

    Gireppe said on Jan 23, 2013 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    viaggia sul confine labile (a mio avviso senza varcarlo) tra genialità è cazzata immensa.

    Is this helpful?

    Mimmo81 said on Jan 11, 2013 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (185)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
  • Others 470 Pages
  • ISBN-10: 8876416447
  • ISBN-13: 9788876416446
  • Publisher: E/O
  • Publish date: 2005-01-01
  • Also available as: Paperback
Improve_data of this book

Margin notes of this book