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La passeggiata

Racconto

Di

Editore: Adelphi

3.9
(470)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 106 | Formato: Paperback

Isbn-10: A000120884 | Data di pubblicazione:  | Edizione 8

Traduttore: Emilio Castellani

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 0

    I.
    quando trovo degli orecchini sul tavolo
    del salotto


    capisco che è giunto il momento di uscire per
    andare a incontrare tomzack nel bosco.


    II.
    ho raccontato la scena della libreria, la scena
    più bella di questo libro, alla mia ragazza.


    Se avessi detto alla mia ragazza che ...continua

    I. quando trovo degli orecchini sul tavolo del salotto

    capisco che è giunto il momento di uscire per andare a incontrare tomzack nel bosco.

    II. ho raccontato la scena della libreria, la scena più bella di questo libro, alla mia ragazza.

    Se avessi detto alla mia ragazza che a Salzburg si parla una lingua molto simile al tedesco

    non mi avrebbe risposto con maggiore gioia e entusiasmo.

    III. Io mi chiedo cosa sarà di me. Nel frattempo preparo migliaia di fogliettini

    bianchi.

    IV. Ah, mi ha detto la mia ragazza, è quello che mi hai regalato?

    Purtroppo si era sbagliata perché le avevo regalato i Fratelli Tanner - non la passeggiata. Ma appena esce di casa per

    andare alla coop glielo soffio e me lo porto a casa mia. Non posso accettare simili offese.

    Un Adelphi grande da 22 euro. Ma dove son finito, dove dove.

    Dio, abbi pietà di me. E di lei. E di tutti gli altri.

    [E rivolgi un pensiero alle europee]

    ha scritto il 

  • 5

    La Passeggiata è un racconto veramente sorprendente di Robert Walser, lungo nemmeno 100 pagine, in cui l'autore ci fa immergere in un mondo magico e incantato, quello della sua mente solitaria. All'inizio pare di assistere ad un semplice elenco di ciò che il protagonista incontra durante il suo c ...continua

    La Passeggiata è un racconto veramente sorprendente di Robert Walser, lungo nemmeno 100 pagine, in cui l'autore ci fa immergere in un mondo magico e incantato, quello della sua mente solitaria. All'inizio pare di assistere ad un semplice elenco di ciò che il protagonista incontra durante il suo cammino, ma poi si rimane estasiati dallo stile usato e dalle immagini vive che lo scrittore riesce a creare, dalla sua sottile ironia e dal suo grido disperato e allo stesso tempo gioioso e malinconico, quello di una persona che tenta di trovare il suo posto nel mondo, cercando di trarre l'essenza di tutto ciò che lo circonda, con una incredibile sensibilità, che lo vede però sempre e solo come consapevole spettatore esterno, un escluso. La bellezza delle cose, delle persone e luoghi in cui si imbatte durante la passeggiata sono per lui fonte di incanto continuo, sembra che il protagonista scopra tutto ciò che lo circonda come se lo vedesse per la prima volta, in un'allegoria della vita veramente efficace, in cui non mancano i momenti meno entusiasmanti delle difficoltà di tutti i giorni. Si passa da attimi di vero entusiasmo ed euforia ad altri depressivi, e seguendo l'armonia del linguaggio ricercato si arriva fino al calare della sera e al finale che ho trovato davvero commovente nella sua semplicità. Indispensabile approfondire la biografia e le altre opere di Walser, dopo questa lettura.

    ha scritto il 

  • 2

    Passeggia... passeggia...

    Dite quello che volete ma a me sto libro non è piaciuto granché... una poesia, un'opera d'arte, ... non c'ho trovato niente di tutto questo, m'è parso semplicemente un esercizio di stile che l'autore, forse, avrebbe potuto tenere celato in un simpatico cassetto... Tuttavia, giacché l'autore viene ...continua

    Dite quello che volete ma a me sto libro non è piaciuto granché... una poesia, un'opera d'arte, ... non c'ho trovato niente di tutto questo, m'è parso semplicemente un esercizio di stile che l'autore, forse, avrebbe potuto tenere celato in un simpatico cassetto... Tuttavia, giacché l'autore viene paragonato a nomi come Kafka, non escludo, in futuro, di cimentarmi nuovamente con una sua opera al fine di poter finalmente dire con maggior cognizione di causa.. che fa cacare.

    ha scritto il 

  • 4

    L'io narrante (presumibilmente lo stesso Walser) si sveglia una mattina e decide di andare a passeggio. Questa la trama.
    Incredibile pensare come la potenza della scrittura possa trasformare questa effettiva “inconsistenza” in pagine di pura poesia!


    Il racconto di una passeggiata in pieno ...continua

    L'io narrante (presumibilmente lo stesso Walser) si sveglia una mattina e decide di andare a passeggio. Questa la trama. Incredibile pensare come la potenza della scrittura possa trasformare questa effettiva “inconsistenza” in pagine di pura poesia!

    Il racconto di una passeggiata in pieno giorno che ha in sé paradossalmente qualcosa di onirico, di fiabesco. Tutto è giocato su un'ironia sottilissima, condotta con grande maestria dalla prima all'ultima pagina. Sembra che l'autore stia facendo un semplice resoconto del suo giro e invece ci accorgiamo subito che il vero intento di Walser è di giocare col lettore: lui è uno scrittore, evidentemente ha già fatto la sua passeggiata, ce la sta riportando e quindi sa già in anticipo (rispetto all'andamento del racconto) il succedersi degli eventi. Nonostante questo si diverte a presentarceli come se li stesse vivendo al momento, in presa diretta, e questo continuo gioco di rimandi, questo mescolarsi di impressionismo e di filtro letterario è ciò che rende il racconto così particolare, quasi surreale. Se aggiungiamo il fatto che la maggior parte degli incontri e dei dialoghi sono a dir poco improbabili (è difficile spiegare il perché, lo si capisce solo leggendo), ci rendiamo conto che l'operazione condotta dall'autore è molto più sofisticata di quello che non sembri.

    Una piccola perla. Da non perdere.

    ha scritto il 

  • 4

    Piccirell' è 'o libre, ma chin'e devuzione.... Certo, nella piccola dimensione tutto è più facile, ma è un libricino - un racconto sui geneneris - che si avvicina molto alla perfezione

    ha scritto il 

  • 3

    "Nel contemplare terra, aria e cielo fui preso da un pensiero conturbante e irreprimibile: ero costretto a dirmi che ero un povero prigioniero fra cielo e terra, che tutti qui siamo ugualmente dei poveri reclusi e che per noi tutti non v'è alcuna via verso un altro mondo, se non quell'unica che c ...continua

    "Nel contemplare terra, aria e cielo fui preso da un pensiero conturbante e irreprimibile: ero costretto a dirmi che ero un povero prigioniero fra cielo e terra, che tutti qui siamo ugualmente dei poveri reclusi e che per noi tutti non v'è alcuna via verso un altro mondo, se non quell'unica che ci conduce nella fossa buia, nel grembo della terra, giù nella tomba."

    La baldanza acquisita da questo passeggiatore al mattino, viene mortifica dalle prime luci della sera, una passeggiata vissuta come metafora della vita.

    Troppo pessimista, per me.

    ha scritto il 

  • 0

    Il più celato di tutti gli scrittori (di Alessandro Toppi)

    Le tracce che Robert Walser lasciò del suo cammino furono talmente lievi da essere cancellate dal solo spostamento di qualche granello di polvere.

    LEGGI SU www.ilpickwick.it: http://www.ilpickwick.it/index.php/letteratura/item/160-il-pi%C3%B9-celato-di-tutti-gli-scrittori

    ha scritto il 

  • 4

    “”Per quando mi riesce di ricordare, appena fui sulla strada soleggiata mi sentii in una disposizione d’animo avventurosa e romantica, che mi rese felice.””


    Fa una delle sue passeggiate Walser. Ma in realtà il percorso è dentro la sua mente: campagna, fabbriche, piccoli negozi, incontri in ...continua

    “”Per quando mi riesce di ricordare, appena fui sulla strada soleggiata mi sentii in una disposizione d’animo avventurosa e romantica, che mi rese felice.””

    Fa una delle sue passeggiate Walser. Ma in realtà il percorso è dentro la sua mente: campagna, fabbriche, piccoli negozi, incontri incongrui. Osserva ogni cosa e la descrive amorevolmente, ma nel contempo è al di fuori, estraneo. Eppure nei suoi incontri è esuberante, molto cortese, si getta alla scoperta di un contatto, comunque sia, con persone e cose. Una visita in banca, una puntata in libreria, una bottega di fornaio con la sua insegna pretenziosa, un gigante che muore senza poter morire, una giovane cantante a cui da consigli premurosi, il pranzo da una signora che vuol rimpinzarlo a morte per burla, e via camminando fino al crepuscolo d’estate. Comincia a piovere leggermente e il gocciolare delle foglie fa riemergere antichi errori e la memoria di una donna amata e perduta. Tutto ciò che è stato gioco festoso, colorato dalle parole di Walser, diviene tenera mestizia.

    Smise di scrivere quando fu ricoverato in casa di cura e dopo 27 anni di silenzio letterario, ma senza abbandonare il piacere di passeggiare, passeggiando morì.

    ha scritto il 

  • 4

    scrivere è perdersi in infiniti mondi e ognuno di essi può essere contenuto nel singolo passo di un uomo. scrivere è passeggiare, passeggiare è perdere tempo, perdere tempo è vivere.

    ha scritto il 

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