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La passione di Artemisia

Di

Editore: Neri Pozza

4.0
(1631)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 318 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Portoghese , Spagnolo

Isbn-10: 8873058876 | Isbn-13: 9788873058878 | Data di pubblicazione:  | Edizione 11

Traduttore: Francesca Diano

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Art, Architecture & Photography , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
"La passione di Artemisia" narra dell'incessante lotta della prima grande pittrice celebrata e riconosciuta nella storia dell'arte: Artemisia Gentileschi, la donna che, in un mondo ostile alle donne, riuscì a imporre la sua arte e a difendere strenuamente la sua visione dell'amore e dell'esistenza.
Violentata dal suo maestro, Artemisia subì, nel corso della sua vita, non soltanto l'onta di un processo pubblico nella Roma papalina, e l'umiliazione di un matrimonio riparatore con Pietro Stiattesi, artista mediocre, ma anche un duro, terribile confronto con il suo avversario più temibile: il grande pittore Orazio Gentileschi, suo padre.
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  • 3

    A cosa si riferisce il termine passione?

    Leggendo questo libro, mi son chiesta a cosa si riferisce...il termine "passione".
    Trattandosi di una pittrice si può pensare che si tratti della sua naturale propensione alla pittura, ma di sicuro il titolo contiene un significato ambivalente.
    Artemisia è una donna che ha subito una ...continua

    Leggendo questo libro, mi son chiesta a cosa si riferisce...il termine "passione".
    Trattandosi di una pittrice si può pensare che si tratti della sua naturale propensione alla pittura, ma di sicuro il titolo contiene un significato ambivalente.
    Artemisia è una donna che ha subito una violenza carnale, che nonostante i pregiudizi dell'epoca denuncia e chiede giustizia per l'ingiustizia subita...
    Ma che ottiene invece diffidenza da parte delle autorità e il perpetuare di nuove ingiustizie, violenze sul suo corpo già violato da l suo molestatore..
    Si dice che sia stata visitata da levatrici e che la sua parola sia stata messa in dubbio...
    In un universo governato da uomini, la sua protesta è inconcepibile...
    Artemisia è la donna che riesce nel corso degli anni a trovare il suo giusto riscatto nella pittura e non a caso le sue pitture rispecchiano l'orrore della violenza subita e anche delle improbabili vendette
    che si affacciano dalle tele.
    Uomini decapitati, pugnalati...percossi da donne volitive...e assassine.
    Pare che Artemisia non abbia mai superato il trauma dello stupro subito e l'abuso che ha segnato
    la sua esistenza se l'è portato alla tomba.
    Ma perlomeno ha saputo sublimare questo avvenimento nell'onda artistica dei suoi capolavori.
    Come per molti altri artisti, l'onta dell'ingiuria è stata un felice avvio per esprimere il loro genio...
    Non giusto e neanche logico, ma come spesso accade l'arte passa attraverso lo scoglio di una terribile sofferenza.
    Consigliato.
    Saluti.
    Ginseng666

    ha scritto il 

  • 5

    La vita, lo sguardo di Artemisia che tramite le sue opere dà voce ed emancipa i sentimenti delle donne. L'intimo umano si fonde nell'arte grazie ad una scrittura perfetta. Emozionante, splendido, lo conserverò con cura, anche nel cuore!

    ha scritto il 

  • 4

    “Nei miei quadri rappresento l’onore, l’orgoglio, il rapimento e il dolore, il dubbio, l’amore e lo struggimento. Spero di vivere tanto a lungo da dipingere ogni emozione umana.”


    La scelta di questo libro è maturata nel tempo. Probabilmente, se non avessi cambiato il mio percorso st ...continua

    “Nei miei quadri rappresento l’onore, l’orgoglio, il rapimento e il dolore, il dubbio, l’amore e lo struggimento. Spero di vivere tanto a lungo da dipingere ogni emozione umana.”

    La scelta di questo libro è maturata nel tempo. Probabilmente, se non avessi cambiato il mio percorso stradale per raggiungere l’ufficio, avrei evitato ancora per molto di leggere di Artemisia Gentileschi e mi sarei persa una bella ricostruzione, seppure romanzata, della vita di una straordinaria donna e artista, prima pittrice ammessa all’Accademia dell’arte del disegno di Firenze.
    Il fatto è che, prendendo la nuova metropolitana di Napoli e percorrendo via Toledo, inevitabilmente si passa davanti palazzo Zevallos.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Palazzo_Zevallos
    http://www.gallerieditalia.com/it/palazzo-zevallos-stigliano/il-palazzo-e-il-percorso-espositivo/il-palazzo-1

    Qui, un pannello espositivo indica che, tra le tele esposte nella Galleria, è presente anche un’opera di Artemisia Gentileschi: la tela con Sansone e Dalila, “creazione tipica di Artemisia e del suo repertorio di eroine femminili”.
    http://www.gallerieditalia.com/node/2074
    Passa oggi e passa domani, alla fine inizio ad interessarmi a questa artista (qualcuno diceva che il desiderio nasce da quello che si vede tutti i giorni), e, prima di visitare la Galleria, ho pensato che leggere qualcosa su questa pittrice poteva essermi di aiuto per comprendere meglio la sua arte.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Artemisia_Gentileschi

    Il libro parte subito con un’immagine forte, la testimonianza in tribunale al processo per stupro contro Agostino Tassi, a Roma il 14 maggio 1612. Da quella data in poi Artemisia si riscatterà pienamente, si sposerà (per convenienza, ma riuscirà a provare anche amore per il marito, benché Pietro non riuscirà mai ad essere orgoglioso del lavoro della moglie e ben presto le loro strade si separeranno), si trasferirà a Firenze, diventerà madre, conoscerà Michelangelo Buonarroti il giovane e Galileo Galilei, farà parte degli artisti ammessi alla corte di Cosimo de’ Medici a Palazzo Pitti, sarà la prima donna ammessa all’Accademia di Firenze, vivrà e lavorerà a Genova, a Venezia e infine a Napoli.
    Artemisia “combatte la limitatezza della tradizione, con una sua visione personale”, riuscendo a cancellare il suo dolore con i pennelli, per regalarci eroine come Giuditta, Susanna, Lucrezia, Betsabea.

    “Ma per quale motivo dipingete? Per fare cosa gradita a un committente o per esprimere un’idea?”
    “Per la mia idea, che non è quella di una donna rovinata a vita da una crudele penitenza. Avevo sperato di farne un’eroina, ma una penitente non è una donna che compie un atto coraggioso di cui essere fiera in futuro.”

    Del romanzo (che ha avuto anche il pregio di spingermi ad approfondire il lavoro di Caravaggio, la cui ultima tela è esposta anch’essa a palazzo Zevallos) ho apprezzato particolarmente l’interpretazione delle opere, il modo di descrivere la storia del dipinto, come si sviluppa l’idea del soggetto e della scena da rappresentare, le ragioni sottostanti a certe scelte, le passioni manifestate dalle sue eroine.
    Ma soprattutto ho provato gioia nel leggere la frase “Non ho più dipinto eroine da quando sono a Napoli. Il tempo mi ha liberato dalla tortura.” Forse questo è davvero il riscatto finale di una donna che ha vissuto la pittura, “la passione, l’immaginazione e l’adorazione”.

    ha scritto il 

  • 4

    LA PASSIONE DI ARTEMISIA

    Susan Vreeland è una scrittrice di origine olandese che vive a San Diego, in California. Insegnante di letteratura inglese e americana per trent’anni, decide di dedicarsi alla stesura di fiction e, dodici anni più tardi, diventa una scrittrice famosa in tutto il mondo per la sua narrativa storica ...continua

    Susan Vreeland è una scrittrice di origine olandese che vive a San Diego, in California. Insegnante di letteratura inglese e americana per trent’anni, decide di dedicarsi alla stesura di fiction e, dodici anni più tardi, diventa una scrittrice famosa in tutto il mondo per la sua narrativa storica legata all’arte.
    La passione per questo tipo di scrittura nasce dal suo primo viaggio in Europa dove è travolta dalla ricchezza della cultura artistica dei paesi da lei visitati che la ispira a scrivere d’arte. L’arte ha per lei un forte effetto immaginifico con il potere di aprire una grande finestra su altri mondi e sui differenti modi di vivere nelle varie epoche storiche.
    In “La Passione di Artemisia, ci racconta, in forma romanzata, la vita della pittrice di scuola caravaggesca Artemisia Lomi Gentileschi nata a Roma nel 1593 e morta a Napoli nel 1653. L’autrice, dopo accurati studi sui documenti rimasti e la lettura dei precedenti libri scritti intorno alla figura di questa pittrice ( “Artemisia” di Anna Banti, “Artemisia” di Alexandra Lapierre e soprattutto il testo di Mary D. Garrard “ Artemisia Gentileschi: The image of the female hero in italian baroque art” del 1989 che è stato la principale fonte per una migliore descrizione delle singole opere) ci offre la sua personale interpretazione di questa donna che all’inizio del XVII secolo osò sfidare le convenzioni, anche se non fu l’unica.
    Bella e affascinante, riuscì ad imporre la sua personalità difendendo il suo modo di vedere la vita e di conquistare la libertà vivendo la sua arte su un piano più alto rispetto alla realtà circostante e scendendo a compromessi affettivi, in nome di quella stessa arte che le consentiva di vivere con una intensità maggiore degli altri. Apprendista presso la bottega del padre, il pittore Orazio Gentileschi, Artemisia subì la violenza di Agostino Tassi, pittore amico del padre, noto per la sua bravura nell’arte prospettica. Il padre lo denunciò e ci fu un processo, di cui si conserva ancora la documentazione, in cui ella fu umiliata e torturata, accusata di essere una donna di malaffare, come se fosse lei la colpevole. Agostino Tassi ne uscì con una pena lieve grazie anche al comportamento egoistico del padre che lasciò la figlia priva di sostegno morale sminuendo la portata dell’evento per privilegiare i suoi primari interessi. Questo evento e il rapporto conflittuale con il padre, segneranno profondamente la vita della pittrice e tutte le sue consequenziali scelte. Ma il suo talento prevarrà su ogni difficoltà: sarà lei la prima donna ad essere ammessa all’Accademia delle Belle Arti di Firenze. Richiestissima, si stabilì in diverse città italiane e a Roma, Firenze, Genova, Napoli la sua fama crebbe e le sue amicizie si consolidarono ( documentata quella con Galileo Galilei). Un matrimonio di convenienza che per lei avrebbe potuto tramutarsi in amore ma che non fu corrisposto, dei figli che non seguirono le sue orme (nel romanzo ha una sola figlia), la vita intima di Artemisia fu piena di spine che le graffiarono l’anima e il cuore: l’unico balsamo, il fuoco della passione per la sua arte che travalicava ogni sofferenza e si imprimeva sulle sue tele, sulla luminosità e lucentezza dei colori, sui chiaro-scuri marcati e sui personaggi raffigurati con la potenza di emozioni sincere, profonde e complesse, lo specchio della sua anima.
    La Vreeland, ancora una volta, è riuscita a dipingere con le parole non solo la vita di una donna e di un’artista, non solo il suo mondo interiore ma la realtà circostante di un mondo esteriore magistralmente descritto nei colori, nei profumi e nei dettagli più minuziosi, creando un’infinita magia generatrice di emozioni ad alto grado di coinvolgimento. La scrittura scorrevole e semplice, da alcuni giudicata troppo lineare se non addirittura banale, mitiga la forza delle emozioni suscitate durante la lettura del percorso di vita di questa donna coraggiosa e determinata che alla fine fu in grado di perdonare non solo la fonte di tutto il suo dolore e delle sue mortificazioni, ma soprattutto se stessa nel profondo del cuore.

    ha scritto il 

  • 3

    Versione molto romanzata di taglio femminista della vita di Artemisia Gentileschi. Ma è bello immaginarla così: combattiva, capace di sublimare la rabbia per le ingiustizie subite in espressione artistica. Il riscatto migliore.
    Lettura molto piacevole.

    ha scritto il 

  • 5

    Stupendo

    Primo libro letto di Susan Vreeland e grazie al quale ho consacrato l'autrice a mia scrittrice preferita. Il romanzo mi ha rapita fin dal primo istante. Ben scritto, una storia davvero appassionante e che permette di conoscere una pittrice ben poco commerciale.

    ha scritto il 

  • 4

    Comincio questa recensione con un’ammissione di ignoranza: prima di questo romanzo non conoscevo molto bene la figura storica ed artistica di Artemisia. Il cognome non mi è suonato del tutto oscuro all’orecchio, ma…


    Il romanzo della Vreeland mi ha permesso di colmare questa mia lacuna. E ...continua

    Comincio questa recensione con un’ammissione di ignoranza: prima di questo romanzo non conoscevo molto bene la figura storica ed artistica di Artemisia. Il cognome non mi è suonato del tutto oscuro all’orecchio, ma…

    Il romanzo della Vreeland mi ha permesso di colmare questa mia lacuna. E l’ha fatto in maniera convincente ed appassionante. Una volta ultimato il libro, sono corsa a cercare le immagini migliori reperibili dei quadri citati dall’autrice e ho avuto la netta impressione che le parole che qui leggiamo, siano in un certo modo riuscite a catturare e a restituirci l’animo di Artemisia.

    Una donna violata. Umiliata. Mai veramente amata. Che, però, ha fatto della sua vita un amore totale per l’Arte, per l’emozione che una pennellata può regalare a chi abbia la voglia di mettersi davanti ad un quadro, di contemplarlo, e di lasciarsi “attraversare” da ciò che esso vuole e deve comunicare.

    La lettura è intensa e scorrevole. Merita!

    ha scritto il 

  • 5

    Artemisia Gentileschi nacque a Roma dal padre Orazio, famoso pittore da cui apprese lo stile caravaggesco. Fu la prima pittrice donna ad essere riconosciuta nel mondo dell'arte, nonché la prima ad essere ammessa all'Accamedia delle Arti del Disegno di Firenze; divenne simbolo del femminismo inter ...continua

    Artemisia Gentileschi nacque a Roma dal padre Orazio, famoso pittore da cui apprese lo stile caravaggesco. Fu la prima pittrice donna ad essere riconosciuta nel mondo dell'arte, nonché la prima ad essere ammessa all'Accamedia delle Arti del Disegno di Firenze; divenne simbolo del femminismo internazionale grazie all' impegno nel perseguire la propria indipendenza economica e affermazione artistica contro i pregiudizi che incontrò nella sua travagliata vita.

    Susan Vreeland è una di quelle scrittrici che mi ha sempre attratta, scrive narrativa principalmente legata all'arte e ho scelto di avvicinarmici proprio con questo suo secondo romanzo, considerato proprio il suo capolavoro.

    Conosciamo Artemisia durante il processo per lo stupro subito da parte di Agostino Tassi, un aiutante del padre che lo denunciò quando non riuscì ad organizzare un matrimonio riparatore. La vediamo raccontare davanti a tutta Roma la violenza subita ed essere additata come tentatrice e bugiarda, la vediamo subire torture dall'Inquisizione per accertarsi della verità e infine la vediamo essere umiliata, davanti ad un padre che sembra imperturbabile, e visitata davanti ad un tribunale di pregiudizi e ignoranza.

    La personalità di Artemisia è ciò che mi ha colpito particolarmente: è una donna forte e indipendente, coraggiosa ma molto sensibile è cresciuta senza madre, riceve in dono dal padre la passione per la pittura in tal misura che decide di farne un lavoro, ma per una donna del 1600 essere indipendente e non destare scandalo non è una cosa facile. Quando, dopo il processo, viene concessa sposa ad un modesto pittore fiorentino con la speranza di poter riguadagnare il suo stato di onorabilità, conoscerà l'amore e la passione, diventerà una donna ma soprattutto una madre; dovrà imparare a convivere con l'invidia di un marito che capisce di non essere al livello della moglie, dovrà prendere coscienza che sua figlia non è interessata all'arte, dovrà lottare per ottenere successo e posizioni...e alla fine le otterrà, non facilmente ma con costanza e devozione, non senza dolori e rinunce, smettendo di essere una moglie e una
    madre che vive per la proprio prole.

    Interessante è il rapporto con il padre: Orazio Gentileschi sicuramente non è una figura amabile soprattutto per il comportamento menefreghista che usa con la figlia, al primo posto ci sarà sempre la propria arte e tutti i legami passano in seconda posizione, quando riallaccerà i rapporti con Agostino sarà l'ennesima scelta sbagliata che rovinerà il rapporto con Artemisia che non riuscirà a perdonarlo se non sul letto di morte.

    Leggere questo romanzo storico è stata veramente una bella soddisfazione, avevo aspettative altissime e la Vreeland le ha soddisfatte tutte: ci ha raccontato la vita roccambolesca di una grande figura italiana, ha celebrato la pittura con uno stile accurato ma mai ridondante o pesante, e presentandoci la sua visione di personaggi come Galileo Galilei, Cosimo de' Medici e molti altri...
    Consiglio il libro a tutti gli amanti del genere storico, a chi ama l'arte e la pittura in particolare.

    http://geekybookers.blogspot.it/2014/09/recensione-la-passione-di-artemisia-di.html

    ha scritto il 

  • 5

    romanzo biografia, biografia romanzata? Tutto questo ed anche di più.
    Artemisia vive, soffre, dipinge e noi con lei.
    Il mondo intorno pulsa, suda, combatte incessante e l'autrice ci fa vivere tutto questo senza cadute.
    Uno spendido viaggio nella creazione artistica e nel dolore ...continua

    romanzo biografia, biografia romanzata? Tutto questo ed anche di più.
    Artemisia vive, soffre, dipinge e noi con lei.
    Il mondo intorno pulsa, suda, combatte incessante e l'autrice ci fa vivere tutto questo senza cadute.
    Uno spendido viaggio nella creazione artistica e nel dolore e la dignità.

    ha scritto il 

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