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La paura del saggio

Di

Editore: Fanucci (Collezione immaginario)

4.5
(1414)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 1152 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Catalano , Portoghese , Chi tradizionale

Isbn-10: 8834717791 | Isbn-13: 9788834717790 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Gabriele Giorgi

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Travel

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Descrizione del libro
Questa è la storia di un uomo che insegue la verità di una leggenda e strada facendo diventa egli stesso una leggenda. Il giovane Kvothe è ancora alle prese con gli studi all’Accademia e con i suoi esperimenti, ma il carattere, focoso e ribelle quanto la sua chioma, e una lingua tagliente, affilata come una spada, gli hanno procurato diversi nemici. La rivalità crescente con un influente membro della nobiltà lo costringe a lasciare l’Accademia e a cercare fortuna altrove. Solo, alla deriva e senza un soldo, si reca nel regno di Vintas, dove si lascia coinvolgere dagli intrighi di corte, scopre il fallito tentativo di un assassinio e, a capo di una truppa di mercenari, indaga il mistero di chi – o cosa – minacci i viaggiatori della King’s Road. Nel frattempo, prosegue la sua incessante ricerca su Amyr e Chandrian. E mentre Kvothe muove i primi passi come eroe, scopre quanto sia difficile la vita per un uomo che, dopo aver acquisito poteri strabilianti grazie alle esperienze rischiose e straordinarie che ha vissuto, sta diventando una leggenda del suo tempo.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Rothfuss conferma l'abilità mostrata nel libro precedente.
    Partiamo da quello che potrebbe dare fastidio: è lungo (e con alcune parti che, in effetti, si potevano abbreviare, ma sarebbe uscito lungo c ...continua

    Rothfuss conferma l'abilità mostrata nel libro precedente.
    Partiamo da quello che potrebbe dare fastidio: è lungo (e con alcune parti che, in effetti, si potevano abbreviare, ma sarebbe uscito lungo comunque), e potrebbe sembrarvi che alla fine non succeda nulla di effettivo. Potrebbe, se non avete capito come funziona il libro.
    La situazione di Kvothe, in realtà, alla fine del libro è notevolmente diversa rispetto a quella iniziale, e ci sono significativi cambiamenti in quasi tutte le sue relazioni, sebbene possano sembrare sottili. E anche se non si avvicina molto ai Chandrian ed è ancora all'Accademia, siamo alla vigilia della sua espulsione, e scopre una quantità di informazioni e piste sui sette non indifferenti (inoltre, il fatto che le informazioni su loro e gli Amyr siano così poche è uno dei metodi più efficaci di mostrarle come figure misteriose, e farci comprendere quanto difficile sia inseguirli).
    Tuttavia, le avventure fuori dall'Accademia sono il centro di questa storia: se nel libro precedente Kvothe si dedicava allo studio, qui è l'esplorazione ad avere la meglio, mettendolo a contatto con realtà diverse e modi di pensare che non aveva affatto considerato o che gli erano alieni, ampliando la sua visione e comprensione del mondo, scoprendo inoltre molto di più sulla storia e i misteri di quel mondo.
    Inoltre, vediamo anche come le storie su Kvothe inizino a diffondersi, come lui stesso le incoraggi e come, in seguito, comprenda i limiti e le conseguenze negative che può avere tale atteggiamento, ma intanto Kvothe passa dall'essere una celebrità locale a qualcosa di vicino alla figura leggendaria che è nel futuro, e inoltre i capitoli nella Pietra Miliare mostrano quanto sia stanco, disilluso e abbattuto molto più di quanto avvenisse nel primo libro.
    Infine, semplicemente, Rothfuss scrive bene, davvero bene, anche oltre la storia e il suo personaggio, e ci si può semplicemente godere un po' di abilità nel leggere il libro (qualcosa che servirebbe, visto il troppo frequente approccio utilitaristico che si ha verso i libri).

    ha scritto il 

  • 3

    Dunque, questo secondo capitolo è stato più impegnativo del
    precedente, anche perché lo stavo per abbandonare. Detesto lasciare i
    libri a metà e devo dire che per fortuna la seconda parte è
    decisament ...continua

    Dunque, questo secondo capitolo è stato più impegnativo del
    precedente, anche perché lo stavo per abbandonare. Detesto lasciare i
    libri a metà e devo dire che per fortuna la seconda parte è
    decisamente migliore della prima.
    Devo essere onesta, la parte che più di tutte non mi è piaciuta, sia
    nel primo libro che nel secondo, è la descrizione delle “avventure” di
    Kvothe all’Accademia. Pagine e pagine e ancora pagine di routine
    assolutamente inutili ai fini della storia. Anche i fatti che
    accadono, tranne rari casi, sono di un piattume disarmate. Ok che il
    protagonista sta raccontando la storia della sua vita, ma non c’è
    bisogno che dia spazio a tutte le inutili giornate passata in
    Accademia, ricordate con un dettaglio maniacale…. Sfiancante. Ed è
    proprio il motivo per cui, stavo per lasciare il secondo libro a metà,
    arrivata al 40% del libro, non succede niente.
    Quando finalmente Kvothe lascia l’Accademia, tutto ha una svolta, la
    trama si trasforma magicamente, prende corpo un’avventura molto
    piacevole, con un buon ritmo e finalmente … azione!
    Che Rothfuss sia bravino, non c’è dubbio, per me il libro inizia solo
    quando Kvothe arriva dal Maer. La sua avventura per conquistarsi la
    fiducia di Alveron, la corte che fa per ingraziarsi la futura moglie
    del Maer, la partenza per sconfiggere i briganti, Felurian,
    l’addestamento con gli Adem e il ritorno a casa, sono fantasy puro. Da
    qui in poi si ragiona, prima no.
    Personalmente la parte più bella dei due libri, rimangono gli
    interludi: sono curiosa di sapere di Bast, di chi sia, di come si sono
    conosciuti. Cosa si è spezzato in Kvothe? Perché non riesce ad essere
    il ragazzo di un tempo?
    Se solo Rothfuss si fosse concentrato di più sugli infiniti piccoli spunti che ha creato, avremmo avuto un nuovo Tolkien.

    ha scritto il 

  • 3

    La segunda parte de esta historia continua con partes superadas por el personaje, en las cuales vuelve a caer en sus mismos errores de siempre.
    La parte que me desconcierta mas es como cuando tiene un ...continua

    La segunda parte de esta historia continua con partes superadas por el personaje, en las cuales vuelve a caer en sus mismos errores de siempre.
    La parte que me desconcierta mas es como cuando tiene un logro tan significativo en su avance y madurez el personaje de Kvothe, el escritor regresa a tratarlo casi con desprecio, de forma casi melodramatica y muy al estilo de Charles Dickens donde cada vez que sale algo bien tienes miedo de lo que sigue porque sabes que va a ser un hoyo para el personaje. Personalmente no me gustan este tipo de escritura, me gusta una forma mas tradicional, donde el problema se lleve a cabo puede ser durante toda la novela, pero al final cuando logra pasarlo, darlo por punto superado y no regresar a lo mismo. La obra me sigue pareciendo entretenida en parte, en otras muy interesante, pero me gusta mas el entorno que los personajes, no logro conectarme por completo con ellos, y de nuevo fue una lectura lenta pero por falta de interes. La disyuntiva que me marca ahora es, compro o no la tercera parte esperando un milagro que se que muy probablemente no llegue nunca

    ha scritto il 

  • 3

    Amazing, but too many loops

    This is another Rothfuss's amazing book.
    It's written gorgeously and keeps you in the absolute physical need of reading any spare moments of your days. And that for all the almost 1000pages it counts ...continua

    This is another Rothfuss's amazing book.
    It's written gorgeously and keeps you in the absolute physical need of reading any spare moments of your days. And that for all the almost 1000pages it counts to.

    But there are too many sub-stories which are looped and which resurface every once a while in the plot.
    And the characters are not much improved form the previous book.

    Yet, what a writing!
    I'm longing for the next book.

    ha scritto il 

  • 5

    "El Temor de un hombre sabio” es un libro lleno de aventuras, emoción y nos une mucho más a Kvothe, preparándonos para el tercer día, para el tercer silencio y para pasar un buen rato en la Roca de Guía.

    Si ya con “El Nombre del Viento” terminé total y absolutamente enamorada de Kvothe, sus aventuras y el modo de escribir de Patrick Rothfuss, ya con “El Temor de un Hombre Sabio” tiene mi amor incondic ...continua

    Si ya con “El Nombre del Viento” terminé total y absolutamente enamorada de Kvothe, sus aventuras y el modo de escribir de Patrick Rothfuss, ya con “El Temor de un Hombre Sabio” tiene mi amor incondicional para siempre.

    El segundo día del relato de Kvothe a Cronista y Bast se avecinaba épico. Y la verdad es que eso es quedarse corto. En este segundo volumen las aventuras de Kvothe se recrudecen y se podría decir que el libro se divide en partes.

    La primera parte nos narra a un Kvothe que continúa su vida como al final del primer libro, pero los acontecimientos cambian y se ve obligado a tomar decisiones que cambiarán su vida para siempre. Estas decisiones cambian el rumbo de la historia y llegamos a la segunda parte.

    En esta segunda parte vemos a un Kvothe maduro, que sabe adaptarse a las circunstancias y donde despliega todos sus encantos. Lo cierto es que a estas alturas yo, personalmente, he caído rendida a sus encantos y el libro era ya un vicio absoluto. Las aventuras que se suceden en esta segunda parte, le llevan a una tercera donde se pone de manifiesto el potencial de Kvothe, no solo mental sino físico también.

    Si bien es cierto que Kvothe despierta tanto amores como odios, nadie puede negar que tiene un carisma que hace tiempo que no se lee en los libros y que sus aventuras y desventuras han conquistado a millones de personas.

    Rothfuss demuestra en este libro más madurez literaria que en el primero, con tramas más importantes y con un desarrollo de los personajes más profundo e íntimo que facilitan la empatía.

    Desde el primer libro supe que esta saga iba a marcar un antes y un después en mi vida literaria. Y así ha sido. Leer a Rothfuss ha supuesto para mí recuperar la fe en la literatura fantástica, me ha hecho volver a pensar que no todo está inventado y que aún quedan muchas historias por contar.

    Soy consciente de que aún queda un tercer libro por leer, que pueden pasar muchas cosas y que el listón está muy alto para el tercer volumen. Pero confío en que, si ha conseguido mantener el nivel en este segundo libro, hará lo mismo en el tercero y le dará un final digno a esta saga.

    Nota: 9.75 “”El Temor de un hombre sabio” es un libro lleno de aventuras, emoción y nos une mucho más a Kvothe, preparándonos para el tercer día, para el tercer silencio y para pasar un buen rato en la Roca de Guía.”

    ha scritto il 

  • 5

    Sempre una spanna sopra la concorrenza. Forse alcune parti potevano essere asciugate ma completendo ci si rende conto che Rothfuss non lascia nulla al caso...Grandissimo!

    ha scritto il 

  • 4

    Bello come sempre... ma lungo!

    Questo libro in realtà potrebbe essere considerato come 2/3 libri separati. Lo stile, la scorrevolezza e le descrizioni sono ottime. La storia è coinvolgente. Nei suoi 153 capitoli solo 3/4 li ho trov ...continua

    Questo libro in realtà potrebbe essere considerato come 2/3 libri separati. Lo stile, la scorrevolezza e le descrizioni sono ottime. La storia è coinvolgente. Nei suoi 153 capitoli solo 3/4 li ho trovati noiosi, ma non vanno certo ad intaccare il giudizio complessivo dell'opera che, seppur troppo lunga, è comunque micidiale.

    ha scritto il 

  • 3

    Troppo allungato

    Sono piuttosto innervosito all'idea di scrivere questa recensione.
    Il libro è avventuroso, ben descritto, il mondo è caratterizzato così bene da sembrare vivo, e i personaggi sono così carismatici da ...continua

    Sono piuttosto innervosito all'idea di scrivere questa recensione.
    Il libro è avventuroso, ben descritto, il mondo è caratterizzato così bene da sembrare vivo, e i personaggi sono così carismatici da fare il tifo per, o contro di loro.

    Ma tutto è rovinato da un allungamento assurdo della trama, dal focalizzarsi su cose che non sono né interessanti né necessarie, con capitoli e capitoli a ripetersi sempre le stesse cose.
    Mi innervosisce, perché poteva essere un capolavoro, ma la voglia di scrivere ha oscurato tutto il resto.

    Leggerò comunque il terzo, perché la storia va conclusa, ma spero sia all'altezza del primo, e non di questo secondo libro annacquato.

    ha scritto il 

  • 5

    Divorato subito dopo il primo. Nonostante fossi molto preoccupata sull'avanzamento della trama e tuttora mi chiedo quanto ci vorrà per concludere sia la storia del passato di Kvothe che il proseguimen ...continua

    Divorato subito dopo il primo. Nonostante fossi molto preoccupata sull'avanzamento della trama e tuttora mi chiedo quanto ci vorrà per concludere sia la storia del passato di Kvothe che il proseguimento delle vicende, penso anche che leggere questi due mi è piaciuto così tanto che ho fiducia nella qualità del seguito a venire, e non vedo l'ora di leggerne ancora.
    Per me il fantasy è una gran gioia, ma mi avvicino quasi sempre con scarsa motivazione ai libri del genere, perchè ne ho letti troppi che, seppur d'intrattenimento, alla fine sono risultati mediocri e non mi hanno lasciato nulla, sempre a rivangare gli stessi stereotipi e con personaggi ben poco incisivi. Per questo sono così contenta quando trovo storie come questa, piene di personaggi memorabili, ben scritte, e avvincenti. Ho adorato Kvothe, Bast, Denna, Elodin, Tempi e tanti altri ancora, e soprattutto adorato il mondo creato da Patrick Rothfuss, con le sue arti arcane, il folklore al tempo stesso considerato come storielle da bambini eppure incredibilmente pericoloso, e la storia millenaria da cercare di rispolverare.
    Insomma, convinta in pieno, e attendo con ansia il terzo libro.

    ha scritto il 

  • 5

    Me gustó mucho el primero y esta segunda parte incluso más. Los personajes, el argumento, los diálogos, y las cosas que hacen esta saga tan especial y única (como las frases de siete palabras, por eje ...continua

    Me gustó mucho el primero y esta segunda parte incluso más. Los personajes, el argumento, los diálogos, y las cosas que hacen esta saga tan especial y única (como las frases de siete palabras, por ejemplo). Sin embargo, se me hizo un poco pesado. En mi opinión, hay cosas que sobran y otras en las que se centra demasiado.
    Estoy deseando que salga el tercer libro para saber cómo termina el relato de Kvothe.

    ha scritto il 

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