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La paura del saggio

Di

Editore: Fanucci (Collezione immaginario)

4.5
(1363)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 1152 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Catalano , Portoghese , Chi tradizionale

Isbn-10: 8834717791 | Isbn-13: 9788834717790 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Gabriele Giorgi

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Travel

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Descrizione del libro
Questa è la storia di un uomo che insegue la verità di una leggenda e strada facendo diventa egli stesso una leggenda. Il giovane Kvothe è ancora alle prese con gli studi all’Accademia e con i suoi esperimenti, ma il carattere, focoso e ribelle quanto la sua chioma, e una lingua tagliente, affilata come una spada, gli hanno procurato diversi nemici. La rivalità crescente con un influente membro della nobiltà lo costringe a lasciare l’Accademia e a cercare fortuna altrove. Solo, alla deriva e senza un soldo, si reca nel regno di Vintas, dove si lascia coinvolgere dagli intrighi di corte, scopre il fallito tentativo di un assassinio e, a capo di una truppa di mercenari, indaga il mistero di chi – o cosa – minacci i viaggiatori della King’s Road. Nel frattempo, prosegue la sua incessante ricerca su Amyr e Chandrian. E mentre Kvothe muove i primi passi come eroe, scopre quanto sia difficile la vita per un uomo che, dopo aver acquisito poteri strabilianti grazie alle esperienze rischiose e straordinarie che ha vissuto, sta diventando una leggenda del suo tempo.
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  • 3

    Troppo allungato

    Sono piuttosto innervosito all'idea di scrivere questa recensione.
    Il libro è avventuroso, ben descritto, il mondo è caratterizzato così bene da sembrare vivo, e i personaggi sono così carismatici da fare il tifo per, o contro di loro.

    Ma tutto è rovinato da un allungamento assurdo d ...continua

    Sono piuttosto innervosito all'idea di scrivere questa recensione.
    Il libro è avventuroso, ben descritto, il mondo è caratterizzato così bene da sembrare vivo, e i personaggi sono così carismatici da fare il tifo per, o contro di loro.

    Ma tutto è rovinato da un allungamento assurdo della trama, dal focalizzarsi su cose che non sono né interessanti né necessarie, con capitoli e capitoli a ripetersi sempre le stesse cose.
    Mi innervosisce, perché poteva essere un capolavoro, ma la voglia di scrivere ha oscurato tutto il resto.

    Leggerò comunque il terzo, perché la storia va conclusa, ma spero sia all'altezza del primo, e non di questo secondo libro annacquato.

    ha scritto il 

  • 5

    Divorato subito dopo il primo. Nonostante fossi molto preoccupata sull'avanzamento della trama e tuttora mi chiedo quanto ci vorrà per concludere sia la storia del passato di Kvothe che il proseguimento delle vicende, penso anche che leggere questi due mi è piaciuto così tanto che ho fiducia nell ...continua

    Divorato subito dopo il primo. Nonostante fossi molto preoccupata sull'avanzamento della trama e tuttora mi chiedo quanto ci vorrà per concludere sia la storia del passato di Kvothe che il proseguimento delle vicende, penso anche che leggere questi due mi è piaciuto così tanto che ho fiducia nella qualità del seguito a venire, e non vedo l'ora di leggerne ancora.
    Per me il fantasy è una gran gioia, ma mi avvicino quasi sempre con scarsa motivazione ai libri del genere, perchè ne ho letti troppi che, seppur d'intrattenimento, alla fine sono risultati mediocri e non mi hanno lasciato nulla, sempre a rivangare gli stessi stereotipi e con personaggi ben poco incisivi. Per questo sono così contenta quando trovo storie come questa, piene di personaggi memorabili, ben scritte, e avvincenti. Ho adorato Kvothe, Bast, Denna, Elodin, Tempi e tanti altri ancora, e soprattutto adorato il mondo creato da Patrick Rothfuss, con le sue arti arcane, il folklore al tempo stesso considerato come storielle da bambini eppure incredibilmente pericoloso, e la storia millenaria da cercare di rispolverare.
    Insomma, convinta in pieno, e attendo con ansia il terzo libro.

    ha scritto il 

  • 5

    Me gustó mucho el primero y esta segunda parte incluso más. Los personajes, el argumento, los diálogos, y las cosas que hacen esta saga tan especial y única (como las frases de siete palabras, por ejemplo). Sin embargo, se me hizo un poco pesado. En mi opinión, hay cosas que sobran y otras en las ...continua

    Me gustó mucho el primero y esta segunda parte incluso más. Los personajes, el argumento, los diálogos, y las cosas que hacen esta saga tan especial y única (como las frases de siete palabras, por ejemplo). Sin embargo, se me hizo un poco pesado. En mi opinión, hay cosas que sobran y otras en las que se centra demasiado.
    Estoy deseando que salga el tercer libro para saber cómo termina el relato de Kvothe.

    ha scritto il 

  • 3

    Además de ser más largo que el primer libro, es también más tedioso y, por partes, aburrido. Le sobran muchas páginas, llenas de explicaciones e historias secundarias innecesarias. Pero y, a pesar de todo esto, el autor sabe mantener cierta expectación a lo largo de toda la novela, lo que consigu ...continua

    Además de ser más largo que el primer libro, es también más tedioso y, por partes, aburrido. Le sobran muchas páginas, llenas de explicaciones e historias secundarias innecesarias. Pero y, a pesar de todo esto, el autor sabe mantener cierta expectación a lo largo de toda la novela, lo que consigue engancharte, manteniéndote en vilo durante todo la lectura. El final es el típico de una saga, dejándote con más preguntas que respuestas.

    En resumen, El temor de un Hombre sabio, ha sido ligeramente decepcionante, resultando pesado en ciertos momentos. Te deja con la sensación de que la historia ha progresado muy poco, pese a ser casi 1200 páginas de libro y te plantea la duda, de como va a encajar el autor, todos los elementos para terminar esta trilogía como se merece.

    ha scritto il 

  • 5

    En definitiva, para aquellos lectores que aún no han leído este fenómeno de ventas, es una de las mejores novelas que he leído en mucho tiempo, y que será difícil de superar.
    http://www.atrapadaenunashojasdepapel.com/2014/10/el-temor-de-un-hombre-sabio-patrick.html

    ha scritto il 

  • 3

    Manca concretezza

    Secondo volume sulle avventure di Kvothe, e come per il primo la scorrevolezza e la semplicità di esposizione sono le armi a suo favore, armi che incatenano il lettore fino alla fine — a parte quel pippone noioso su Felurian, per giunta infilato subito dopo l'unico momento veramente adrena ...continua

    Secondo volume sulle avventure di Kvothe, e come per il primo la scorrevolezza e la semplicità di esposizione sono le armi a suo favore, armi che incatenano il lettore fino alla fine — a parte quel pippone noioso su Felurian, per giunta infilato subito dopo l'unico momento veramente adrenalinico del tomo.
    Ahimè, Rothfuss è tanto bravo a creare atmosfera intorno al protagonista quanto a utilizzare centinaia e centinaia di pagine per non portare avanti la storia di un passo concreto. Sì, lo so, "è tanto bellino assistere alle gesta di Kvote" e bla bla bla, sento qualcuno dire. Non basta, serve più concretezza per dare serietà alla trama, che ancora gigioneggia su interminabili dettagli quando alla resa dei conti, diciamolo chiaramente, con ¼ delle pagine dei due tomi sommate assieme avrebbe ottenuto lo stesso risultato.

    Mi ripeto, come per il primo: la leggibilità è altissima, ma è l'unica vera forza di questa saga.

    ha scritto il 

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