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La pazienza del ragno

Di

Editore: Mondolibri

4.0
(3344)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 224 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco

Isbn-10: A000025641 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , eBook

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
“Può un omo, arrivato oramà alla fine della so carriera, arribillarsi a uno stato di cose che ha contribuito a mantiniri?” Il commissario Montalbano sente il peso degli anni. E della solitudine. Si intenerisce, mentre cerca le parole e i gesti che lo nascondano agli altri; le parole che facciano barriera. Ascolta la voce di dentro. Si interroga: “Era solo un omo che aveva un personale criterio di giudizio supra ciò che era giusto e ciò che era sbagliato. E certe volte quello che lui pinsava giusto arrisultava sbagliato per la giustizia. E viceversa. Allura, era meglio esseri d’accordo con la giustizia, quella scritta supra i libri, o con la propria cuscienza?” Il dilemma è da tragedia greca. Ma qui, nella malinconia e negli addolcimenti pudichi di una maturità giunta quasi al consuntivo, non l’eccezionalità dell’eroe, importa; ma l’integrità di un individuo normale, che gli adempimenti dell’ufficio mette in rapporto con la falsità “politica”, con la personale ricerca della franchezza, e con l’accertamento (se non pubblico, almeno privato) della verità. Montalbano si confronta pure con le convenzioni romanzesche del genere giallo. Per sottrarsi al “mestiere”: moralista senza moralismi, vulnerato dalla ingiustizia e dalla “libertà” di rapina governativamente legalizzata e accasata; e investigatore in servizio straordinario nel romanzo, che metaforiche “ferite”, date o ricevute, fa pulsare nel non detto delle emozioni e nel clamore dello scandalo. La pazienza del ragno è un giallo anomalo. Senza “delitto” e spargimenti di sangue. A meno che delitto cruento non venga considerato lo splendore di vite costrette a consumarsi e a sprecarsi nell’odio. Nell’attesa di una catarsi che, accompagnata dalla solidale e indulgente compassione di Montalbano, metta in calma le coscienze e le riposizioni nel gioco delle parti: dopo che l’agitazione “teatrale” della “ragnatela”, pazientemente tessuta nell’odio, ha esaurito la funzione strategica di “menzogna” che sulla scena ha portato, irretendolo, il vero colpevole. Camilleri sorprende ancora una volta. E si rinnova. Con questo trepido romanzo dai tempi alternati e dialoganti.
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  • 3

    Bello, anche se un po' prevedibile

    Come sempre è un piacere leggere le avventure del commissario Montalbano, ma devo dire che a questo giro ho trovato la trama un po' prevedibile. Se a metà libro capisco io chi è il colpevole, vuol dire che lo possono scoprire veramente tutti, essendo io una capra ignorante! Nel complesso però è s ...continua

    Come sempre è un piacere leggere le avventure del commissario Montalbano, ma devo dire che a questo giro ho trovato la trama un po' prevedibile. Se a metà libro capisco io chi è il colpevole, vuol dire che lo possono scoprire veramente tutti, essendo io una capra ignorante! Nel complesso però è sempre una lettura piacevole. Avrei forse preferito qualche uscita geniale di Catarella in più, ma non è che posso pretendere tutto.

    ha scritto il 

  • 4

    Livia forever

    Viene rapita la giovane figlia di un geologo. E per il suo rilascio viene chiesta una cifra esorbitante. Tutti sanno che il padre della ragazza è nullatenente e non è sicuramente in grado di pagare il riscatto. Lo sanno sicuramente anche i rapitori. E allora? Che retroscena c’è dietro la storia ...continua

    Viene rapita la giovane figlia di un geologo. E per il suo rilascio viene chiesta una cifra esorbitante. Tutti sanno che il padre della ragazza è nullatenente e non è sicuramente in grado di pagare il riscatto. Lo sanno sicuramente anche i rapitori. E allora? Che retroscena c’è dietro la storia di questa famiglia. Indaga Montalbano, alla ricerca di dettagli impalpabili ma essenziali. E tra un piatto di triglie al forno, una nuotata ristoratrice in mare, una razioncina di passuluna e, per finire, una dose di mennuli atturrati, trova la soluzione di questa triste vicenda. Tra le varie difficoltà incontrate, c’è la convivenza con Livia che in questo episodio si fa veramente insopportabile. (Termine educato, castigato ed elegante)

    ha scritto il 

  • 4

    Montalbano si trova davanti ad un caso di sequestro particolare, articolato come una ragnatela di un ragno. Ho trovato il libro pieno della solita ironia e leggerezza, apparente, con cui Camilleri mi fa sentire a casa. Il mitico Montalbano e l'ancora più simpatico Catarella compensano l'odiosa Li ...continua

    Montalbano si trova davanti ad un caso di sequestro particolare, articolato come una ragnatela di un ragno. Ho trovato il libro pieno della solita ironia e leggerezza, apparente, con cui Camilleri mi fa sentire a casa. Il mitico Montalbano e l'ancora più simpatico Catarella compensano l'odiosa Livia che attacca briga per qualsiasi sciocchezza.Oltre a ciò il libro è una suspance continua fino alla fine.

    ha scritto il 

  • 2

    In classico stile Camilleri, il solito Montalbano risolve l'ennesima storia di scomparsa finita male. Una brutta copia di altri romanzi nella trama, ma di ottima qualità come stile di scrittura.

    ha scritto il 

  • 4

    Camilleri ha saputo scuotermi da un torpore letterario piuttosto grave che mi aveva presa sin dall'inizio dell'anno.
    Questa storia è un po' diversa dalle precedenti, non ci sono omicidi, non c'è sangue, ma ci sono tristezza, odio, senso di solitudine e inquietudine per il tempo che vola via. Non ...continua

    Camilleri ha saputo scuotermi da un torpore letterario piuttosto grave che mi aveva presa sin dall'inizio dell'anno. Questa storia è un po' diversa dalle precedenti, non ci sono omicidi, non c'è sangue, ma ci sono tristezza, odio, senso di solitudine e inquietudine per il tempo che vola via. Nonostante tutta l'amarezza che si percepisce tra le pagine di questo romanzo, mi è piaciuto ritrovare i luoghi e le persone a cui mi sono affezionata nei romanzi precedenti e che non rivedevo da molto tempo.

    ha scritto il 

  • 4

    Io me ne catafotto, col tuo permesso!

    Dottori, vossia per catafottersene non avi d'abbisogno del mio permesso... (pag.26)


    Non male... sono tipi di libri che non amo leggere in gran quantità (gialli e simili) ma ogni tanto qualcuno ci può stare. Ben scritto, fa sorridere ogni tanto, la storia tiene abbastanza, un po' di psicolo ...continua

    Dottori, vossia per catafottersene non avi d'abbisogno del mio permesso... (pag.26)

    Non male... sono tipi di libri che non amo leggere in gran quantità (gialli e simili) ma ogni tanto qualcuno ci può stare. Ben scritto, fa sorridere ogni tanto, la storia tiene abbastanza, un po' di psicologia dei personaggi... meglio i romanzi veri e propri ma è stata comunque una godevole lettura, questo mio secondo libro con Montalbano.

    ha scritto il 

  • 4

    Sempre Montalbano, sembre una grande storia, sempre un libro divertente, un giallo atipico... un libro per me quasi di relax, poi il fatto del dialetto lo fa essere più vicino (senza però essere difficile da capire anche per uno straniero)

    ha scritto il 

  • 3

    Un Montalbano un po' più fragile emotivamente (vuoi per l'età, vuoi per il brutto caso di commercio minorile sul quale ha dovuto far luce poco prima e che l'ha turbato parecchio), si trova ora alle prese con la scomparsa di una bella ragazza, studentessa al primo anno di università, che sembra un ...continua

    Un Montalbano un po' più fragile emotivamente (vuoi per l'età, vuoi per il brutto caso di commercio minorile sul quale ha dovuto far luce poco prima e che l'ha turbato parecchio), si trova ora alle prese con la scomparsa di una bella ragazza, studentessa al primo anno di università, che sembra un sequestro ma con molte stranezze che danno da pensare...insomma, una storia poco avvincente questa volta, con un finale che mi ha lasciata un po' insoddisfatta.

    ha scritto il 

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