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La pazienza del ragno

By Andrea Camilleri

(303)

| Hardcover

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Book Description

“Può un omo, arrivato oramà alla fine della so carriera, arribillarsi a uno stato di cose che ha contribuito a mantiniri?” Il commissario Montalbano sente il peso degli anni. E della solitudine. Si intenerisce, mentre cerca le parole e i gesti che lo Continue

“Può un omo, arrivato oramà alla fine della so carriera, arribillarsi a uno stato di cose che ha contribuito a mantiniri?” Il commissario Montalbano sente il peso degli anni. E della solitudine. Si intenerisce, mentre cerca le parole e i gesti che lo nascondano agli altri; le parole che facciano barriera. Ascolta la voce di dentro. Si interroga: “Era solo un omo che aveva un personale criterio di giudizio supra ciò che era giusto e ciò che era sbagliato. E certe volte quello che lui pinsava giusto arrisultava sbagliato per la giustizia. E viceversa. Allura, era meglio esseri d’accordo con la giustizia, quella scritta supra i libri, o con la propria cuscienza?” Il dilemma è da tragedia greca. Ma qui, nella malinconia e negli addolcimenti pudichi di una maturità giunta quasi al consuntivo, non l’eccezionalità dell’eroe, importa; ma l’integrità di un individuo normale, che gli adempimenti dell’ufficio mette in rapporto con la falsità “politica”, con la personale ricerca della franchezza, e con l’accertamento (se non pubblico, almeno privato) della verità. Montalbano si confronta pure con le convenzioni romanzesche del genere giallo. Per sottrarsi al “mestiere”: moralista senza moralismi, vulnerato dalla ingiustizia e dalla “libertà” di rapina governativamente legalizzata e accasata; e investigatore in servizio straordinario nel romanzo, che metaforiche “ferite”, date o ricevute, fa pulsare nel non detto delle emozioni e nel clamore dello scandalo. La pazienza del ragno è un giallo anomalo. Senza “delitto” e spargimenti di sangue. A meno che delitto cruento non venga considerato lo splendore di vite costrette a consumarsi e a sprecarsi nell’odio. Nell’attesa di una catarsi che, accompagnata dalla solidale e indulgente compassione di Montalbano, metta in calma le coscienze e le riposizioni nel gioco delle parti: dopo che l’agitazione “teatrale” della “ragnatela”, pazientemente tessuta nell’odio, ha esaurito la funzione strategica di “menzogna” che sulla scena ha portato, irretendolo, il vero colpevole. Camilleri sorprende ancora una volta. E si rinnova. Con questo trepido romanzo dai tempi alternati e dialoganti.

128 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Livia peggiora di romanzo in romanzo, anche se sembra incredibile!

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    Amberle said on Jul 26, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    In classico stile Camilleri, il solito Montalbano risolve l'ennesima storia di scomparsa finita male. Una brutta copia di altri romanzi nella trama, ma di ottima qualità come stile di scrittura.

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    Paoletta said on Mar 30, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Camilleri ha saputo scuotermi da un torpore letterario piuttosto grave che mi aveva presa sin dall'inizio dell'anno.
    Questa storia è un po' diversa dalle precedenti, non ci sono omicidi, non c'è sangue, ma ci sono tristezza, odio, senso di solitudin ...(continue)

    Camilleri ha saputo scuotermi da un torpore letterario piuttosto grave che mi aveva presa sin dall'inizio dell'anno.
    Questa storia è un po' diversa dalle precedenti, non ci sono omicidi, non c'è sangue, ma ci sono tristezza, odio, senso di solitudine e inquietudine per il tempo che vola via. Nonostante tutta l'amarezza che si percepisce tra le pagine di questo romanzo, mi è piaciuto ritrovare i luoghi e le persone a cui mi sono affezionata nei romanzi precedenti e che non rivedevo da molto tempo.

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    Irene la Zia said on Feb 17, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Io me ne catafotto, col tuo permesso!

    Dottori, vossia per catafottersene non avi d'abbisogno del mio permesso... (pag.26)

    Non male... sono tipi di libri che non amo leggere in gran quantità (gialli e simili) ma ogni tanto qualcuno ci può stare. Ben scritto, fa sorridere ogni tanto, la s ...(continue)

    Dottori, vossia per catafottersene non avi d'abbisogno del mio permesso... (pag.26)

    Non male... sono tipi di libri che non amo leggere in gran quantità (gialli e simili) ma ogni tanto qualcuno ci può stare. Ben scritto, fa sorridere ogni tanto, la storia tiene abbastanza, un po' di psicologia dei personaggi... meglio i romanzi veri e propri ma è stata comunque una godevole lettura, questo mio secondo libro con Montalbano.

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    gio' said on Dec 14, 2013 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Sempre Montalbano, sembre una grande storia, sempre un libro divertente, un giallo atipico... un libro per me quasi di relax, poi il fatto del dialetto lo fa essere più vicino (senza però essere difficile da capire anche per uno straniero)

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    Spagnolo said on Oct 18, 2013 | Add your feedback

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