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La peau sur les os

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Editeur: J'ai lu

3.7
(1820)

Language:Français | Number of pages: 376 | Format: Paperback | En langues différentes: (langues différentes) English , Spanish , Italian , German , Chi traditional , Swedish , Dutch , Japanese , Turkish , Polish , Czech , Portuguese , Slovenian

Isbn-10: 2277224359 | Isbn-13: 9782277224358 | Publish date: 

Translator: François Lasquin

Category: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

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Description du livre
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  • 3

    Se non me lo avessero regalato, probabilmente non lo avrei acquistato di mia spontanea volontà. Ammetto che sì, sono andata avanti nella lettura per pura curiosità, non per vero interesse o coinvolgimento. Non è uno dei migliori King della mia libreria.

    dit le 

  • 4

    .

    Discretamente avvincente, non il migliore di quelli che ho letto fino ad ora (di King, intendo), ma sicuramente non mi sono pentita di averlo letto. Storia piuttosto lineare senza particolari colpi di scena, tuttavia è ben spiegata e raccontata. I personaggi non sono memorabili come altri creati ...continuer

    Discretamente avvincente, non il migliore di quelli che ho letto fino ad ora (di King, intendo), ma sicuramente non mi sono pentita di averlo letto. Storia piuttosto lineare senza particolari colpi di scena, tuttavia è ben spiegata e raccontata. I personaggi non sono memorabili come altri creati da King, ma caratterizzati discretamente. Buono, senza particolari acuti... a parte l'incipit inquietante.

    dit le 

  • 3

    Non lo posso paragonare ad altri libri del periodo Bachman per me sicuramente migliori (la lunga marcia, l'uomo in fuga) ma è cmq un bel titolo, con una suspense simile all'uomo in fuga (vedi i chili che diminuiscono). Il finale è carino ma un filo prevedibile. Voto 6,5/10

    dit le 

  • 3

    un abogado atropella a una mujer y se las arregla para salir impune pero resulta que la mujer atropellada pertenecia a una familia gitana de feriantes que lanzan un maleficio contra el abogado que empieza a adelgazar sin control y este trata por todos los medios de deshacerse del maleficio

    dit le 

  • *** Ce commentaire dévoile des détails importants de l\'intrigue ! ***

    3

    ....Dimagra....

    Titolo originale "Thinner"....

    Spoiler: IL LIBRO NON PARLA DI UN OCCHIO ASSASSINO!!

    dit le 

  • 4

    Si tratta di un bel romanzo breve senza pretese. La narrazione procede ad un ritmo serrato ed a volte proprio questo voler dire tutto in poco tempo diventa il problema del libro: alcune sequenze si trasformano in lunghe "liste della spesa". La trama, comunque, per quanto semplice, funziona. Logic ...continuer

    Si tratta di un bel romanzo breve senza pretese. La narrazione procede ad un ritmo serrato ed a volte proprio questo voler dire tutto in poco tempo diventa il problema del libro: alcune sequenze si trasformano in lunghe "liste della spesa". La trama, comunque, per quanto semplice, funziona. Logicamente non si tratta del miglior libro di Stephen King, anche perché sennò non lo avrebbe pubblicato sotto lo pseudonimo di Richard Bachman, ma lo consiglierei sotto l'ombrellone: una lettura leggera e rapida che non brilla ma si lascia leggere benissimo.

    dit le 

  • 4

    Caro vecchio Stephen, col suo alter ego Patrick Bachman quando ancora scriveva quei libri così cattivi che quasi si vergognava di presentarli come suoi.
    L'Occhio del male (adattamento piuttosto casuale del titolo originale: Thinner, che in italiano sarebbe, bo, una roba tipo più magro, magrissimo ...continuer

    Caro vecchio Stephen, col suo alter ego Patrick Bachman quando ancora scriveva quei libri così cattivi che quasi si vergognava di presentarli come suoi. L'Occhio del male (adattamento piuttosto casuale del titolo originale: Thinner, che in italiano sarebbe, bo, una roba tipo più magro, magrissimo, che in effetti fa schifo ma l'Occhio del male è proprio così, to: Il Bastoncino di pesce, La Penna mannara, Il Cellulare bioatomico) racconta la storia di Billy Halleck, avvocato ciccione che per sbaglio investe e uccide una zingara e, dopo averla fatta franca con un inghippo di amicizie e lassismo, si becca una maledizione che ogni giorno lo condanna a dimagrire di diversi chilogrammi. Giunge al punto di credere di essere malato di cancro e scongiurata l'ipotesi della malattia, Billy si mette alla ricerca dello zingaro che l'ha maledetto. Il romanzo è davvero interessante perché è una delle poche volte in cui leggo un romanzo del Re in cui il protagonista è, senza tanti giri di parole, una merda e si merita ampiamente quello che gli succede. Glissando sul fatto che poi, con l'avanzare della storia, si sviluppa una certa empatia per il personaggio e si finisce per sperare comunque che le cose si sistemeranno (e invece il finale è di una cattiveria che voi non potete nemmeno immaginare), Billy Halleck è un protagonista piuttosto atipico negli archetipi kinghiani: all'inizio è insopportabile e alla fine è fuori scala. Comunque il romanzo è consigliato, gode del solito ritmo indiavolato del buon Stephen e di una dose di cattiveria inedita (che effettivamente si ritrova spesso nei romanzi di Bachman, tipo La lunga marcia), con un finale spietato.

    http://paninoalsalame.blogspot.it/2013/08/il-fight-club-del-libro-in-questa-vita.html

    dit le 

  • 4

    Tenía curiosidad por leer algo escrito por SK bajo su pseudónimo porque escuché a muchas personas decir que el estilo literario era diferente del que caracteriza a las obras de SK. Sin embargo, me encontré con el viejo King una vez más y digo esto no como algo malo, sino con una especie de alegrí ...continuer

    Tenía curiosidad por leer algo escrito por SK bajo su pseudónimo porque escuché a muchas personas decir que el estilo literario era diferente del que caracteriza a las obras de SK. Sin embargo, me encontré con el viejo King una vez más y digo esto no como algo malo, sino con una especie de alegría, como encontrarse con un viejo amigo mal disfrazado. Será tal vez porque ya he leído bastante de su obra, pero pude descubrir a Stephen en los primeros párrafos, con ese tono desenfadado y tan ameno que tiene para narrar. Hay algunos cambios, eso sí, en la estructura de oraciones, pero me sorprende que haya pasado desapercibido durante tanto tiempo cuando sus textos gritan a leguas que es él.

    No conforme con el estilo literario, la historia tiene componentes que sólo aparecerían en sus libros y la curiosa paradoja que introduce en sus obras, aunque ésta carece de la profundidad moral que otras plantean, si contiene un dilema que nos deja pensando.

    La historia es bastante interesante y se desarrolla en varios momentos, siempre atrayendo más y más la atención del lector. Pues, ¿qué más puede pasar? ¿Cómo va a terminar todo esto? E incluso cuando parece ya esbozado el final, todo da un giro de 180°, cosa que desagrada a muchos detractores de King, pero a mi me fascina porque sigue hablando de esa impredictibilidad de la vida, donde no se puede tener todo controlado y con final feliz.

    Muy buen libro, me atrapó y la lectura como siempre es muy ligera, las páginas se pasan volando y en ningún momento se torna aburrido.

    dit le 

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