La pell d'un home

Per

Editor: Edicions 62

3.8
(481)

Language: Català | Number of Pàgines: 122 | Format: Paperback | En altres llengües: (altres llengües) Chi traditional , Italian , English , French , Spanish , German , Dutch , Chi simplified

Isbn-10: 8429711090 | Isbn-13: 9788429711097 | Data publicació:  | Edition 5

Translator: Gabriel Bas

Category: Fiction & Literature , Foreign Language Study , Mystery & Thrillers

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Descripció del llibre
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  • 3

    Lettura da rifugio

    Quando vado in montagna da solo, arrivato al rifugio ho sempre un po' di tempi morti da ammazzare prima di cena o dopo cena, finite le solite chiacchiere con gli occasionali compagni di tavolo.
    Di rec ...continua

    Quando vado in montagna da solo, arrivato al rifugio ho sempre un po' di tempi morti da ammazzare prima di cena o dopo cena, finite le solite chiacchiere con gli occasionali compagni di tavolo.
    Di recente, leggo un Maigret: non impegna troppo e rilassa.
    Questa puntata della saga non mi era sembrata granchè, a parte la trovata (credo piuttosto originale, per l'epoca) che innesca il racconto.
    Di lì in poi, la storia si svolge in modo del tutto trascurabile, almeno fino alla conclusione.
    Non voglio rovinare la sorpresa, quindi mi limito a dire che Simenon, invece di piazzare il consueto "spiegone", ricostruisce a ritroso i motivi della vicenda con grande abilità, utilizzando la sua finezza di analisi psicologica in modo sorprendente per i tempi.
    Tratteggia il profilo di un criminale che oggi definiremmo "sociopatico" con toni e argomenti che nel 2016 sono clichè da telefilm, ma immagino che nel 1931 fossero parecchio innovativi.
    Finora, uno dei migliori episodi.

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  • 3

    C’è un tal Heurtin, abbastanza suonato, che sta per finire sulla ghigliottina per gli omicidi di un’anziana riccona statunitense e della di lei dama di compagnia: l’ha arrestato Maigret, che però non ...continua

    C’è un tal Heurtin, abbastanza suonato, che sta per finire sulla ghigliottina per gli omicidi di un’anziana riccona statunitense e della di lei dama di compagnia: l’ha arrestato Maigret, che però non è convinto e riesce a farlo scappare nella speranza che lo aiuti a rintracciare il vero colpevole. Seguendolo, il commissario si imbatte in Crosby, gaudente nipote della defunta coinvolto in uno strano triangolo tra moglie e amante, e in Jean Radek, uno stravagante céco che condivide l’ambiente del primo, ma non il portafoglio. Quest’ultimo ingaggia con il poliziotto una sorta di braccio di ferro mentale che porta a una conclusione già presumibile a metà del romanzo, ma non è di certo lo svolgimento giallo il punto di forza di questa quinta indagine del funzionario parigino. Mentre l’inchiesta procede su di un bianrio a volte traballante, Simenon si concentra sulla caratterizzazione di situazioni e personaggi: gli esseri umani visti da un’angolazione del tutto pessimista – non si sa se sia peggio la deboscia dei ricchi o la grettezza degli strati più popolari – e le psicologie delineate con estrema precisione, come spesso accade nei romanzi ‘altri’ dell’autore. Benché sia Heurtin, sia Crosby non passino inosservati, l’attenzione dello scrittore è tutta per Radek, figura detestabile eppure pietosa nella quale si agitano i germi di molti protagonisti di svariati noir anche molto di là da venire (la stesura è del 1931): di fronte a lui, sta un Maigret sgraziato e musone, più scostante ancora di quello protagonista dei primi volumi del ciclo, che in comune con il pacioso piedipiatti presente nell’immaginario collettivo ha, oltre alle dimensioni, solo la capacità di osservare con acutezza, di attendere in surplace e, ovviamente, di investigare senza paraocchi. A bilanciare i pregi ci sono le forzature della trama e i due lunghi spiegoni – Maigret riepiloga gli eventi prima a se stesso e poi al giudice – che ripartono dall’inizio della vicenda facendo nascere il sospetto che ci fosse l’esigenza di rimpolpare un po’ le pagine di un lavoro conosciuto in Italia anche come ‘La testa di un uomo’, ‘Maigret e la vita di un uomo’ e’Una testa in gioco’: ignorandola, però, ci si perderebbe la Parigi malinconica che scivola nell’autunno e poi nell’inverno intonandosi come meglio non si potrebbe ai brumosi animi dei personaggi.

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  • 3

    Caso di "triplo titolo"

    Titolo originale francese La tête d'un homme, pubblicato in traduzione italiana anche coi titoli "Maigret e la vita di un uomo", "Maigret e una vita in gioco" e "La testa di un uomo".

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  • 4

    credo sia uno dei primi Maigret, e si vede dallo stile non eccelso della scrittura. Frasi brevi, non particolarmente raffinate.
    In compenso, Simenon ti butta lì, senza tanto stare ad arzigogolarci sop ...continua

    credo sia uno dei primi Maigret, e si vede dallo stile non eccelso della scrittura. Frasi brevi, non particolarmente raffinate.
    In compenso, Simenon ti butta lì, senza tanto stare ad arzigogolarci sopra e senza spendere parole di elogio per il suo uomo, che Maigret rischia di rovinarsi per correggere un errore di superficialità commesso nel corso di un'indagine che ha portato alla condanna a morte di un innocente. Come se fosse una cosa che capita tutti i giorni.
    In più la storia gialla è originale.
    Le quattro stelle vanno, quindi, ai concetti, più che alla letteratura.

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  • 3

    La trama è particolare e la costruzione interessante.
    Un po' di sorpresa per la rurezza del comportamento scontroso, sgarbato e arrogante di Maigret.
    Mi ha disturbato un po', ma è anche vero che poi c ...continua

    La trama è particolare e la costruzione interessante.
    Un po' di sorpresa per la rurezza del comportamento scontroso, sgarbato e arrogante di Maigret.
    Mi ha disturbato un po', ma è anche vero che poi ci si abitua e riesci ad apprezzare comunque l'attenzione con cui il personaggio è stato 'assemblato' e la forza che esprime.
    Suppongo che in 76 episodi si sia evoluto; questo è stato pubblicato nel '31 e sarebbe interessante seguirne la maturazione e il cambiamento nel corso di quarant' anni. Non ho neanche idea se l'ha fatto un po' invecchiare oppure è sempre attorno ai cinquant'anni; boh, vedremo.
    Per il momento è un inizio abbastanza incoraggiante, ma credo di preferire la produzione extra Maigret.

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  • 4

    Ho trovato curioso il fatto che in questo quinto episodio della saga Maigret, il commissario metta a rischio la propria carriera per salvare la vita ad un condannato a morte, in quanto da lui ritenuto ...continua

    Ho trovato curioso il fatto che in questo quinto episodio della saga Maigret, il commissario metta a rischio la propria carriera per salvare la vita ad un condannato a morte, in quanto da lui ritenuto non colpevole dei crimini per cui accusato. Fra l'altro arrestato da Maigret stesso. Ho trovato curioso questo aspetto soprattutto perché nel romanzo precedente Maigret si rende "colpevole" del suicidio di una persona…

    Ma al di là dei possibili confronti rispetto agli scritti anteriori, "Una testa in gioco" rimane un'altra perla di Simenon. La parte relativa al rapporto Maigret-Radek è di assoluta intensità psicologica; entrambi decisi a non mollare, impostano una guerra di nervi, in cui Maigret, chiaramente, esce vincitore alla distanza.

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  • 5

    Un Maigret tra i migliori, sebbene concepito quando Simenon aveva già deciso pensionato il commissario e scritto, quindi, praticamente su commissione.

    Ma Maigret era ormai entrato nelle fibre dell'aut ...continua

    Un Maigret tra i migliori, sebbene concepito quando Simenon aveva già deciso pensionato il commissario e scritto, quindi, praticamente su commissione.

    Ma Maigret era ormai entrato nelle fibre dell'autore, che ne aveva fatto il proprio ritratto di Dorian Gray in positivo, totem cioè di virtù e qualità umane che a Simenon mancavano, o meglio erano in lui sopraffatte dal disordine esistenziale.

    Il campionario umano del libro è il solito e si compone di ricchi deboli e un pò debosciati, di uomini ai margini della società - pur diversissimi, Radek e Heurtin si somigliano - di bistrot e bar di lusso, nel solito contrappasso.

    Ma la fabula - abbastanza cervellotica e improbabile - passa in secondo piano rispetto ad un profiling chirurgico e ad un incalzare degli eventi appassionante.

    Succede in realtà molto poco, come in quasi tutti i Maigret, ma il crescendo d'ansia sui due livelli - quello del commissario che ha i giorni contati per chiudere il caso e quello simmetrico del gioco psicologico di Radek - incalza il lettore in modo straordinario tenendolo ben avvolto nel bozzolo di odori e atmosfere che costituisce, come sempre, l'inimitabile valore aggiunto delle pagine di Simenon .

    Una curiosità: neanche una telefonata alla signora Maigret, altro riflesso freudiano di Simenon.

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  • 4

    seconda indagine a segno!

    poca azione molta meditazione, lo stile di maigret è semplice: attendere che il colpevole venga alla luce, che mostri la vera indole, la sua vera inclinazione... l'ispettore attende e incassa il banco ...continua

    poca azione molta meditazione, lo stile di maigret è semplice: attendere che il colpevole venga alla luce, che mostri la vera indole, la sua vera inclinazione... l'ispettore attende e incassa il banco...

    un condannato a morte aiutato nella fuga da maigret per trovare il vero colpevole

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