Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

La perla

Un romanzo suggestivo e intenso in cui rivive l'antica favola del tesoro che la fortuna ha gettato nella rete del povero

Di

Editore: Oscar Mondadori

3.8
(859)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 144 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Tedesco , Catalano , Portoghese , Galego , Basco

Isbn-10: A000066278 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Education & Teaching , Fiction & Literature , Philosophy

Ti piace La perla?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 4

    Il bene più prezioso

    Come in ogni suo libro Steinbeck ci regala la lezione più grande, ci dona le parole più acute e profonde e i fatti più crudi e reali. Non è fantasia, è la pura lettura della realtà. La perla è, ovviam ...continua

    Come in ogni suo libro Steinbeck ci regala la lezione più grande, ci dona le parole più acute e profonde e i fatti più crudi e reali. Non è fantasia, è la pura lettura della realtà. La perla è, ovviamente, una immensa metafora della vita, in poche pagine riesce a tratteggiare due figure che potrebbero essere ognuno di noi, ci conduce nel desiderio più reale e forte del nostro profondo e ci accompagna, per mano, nella risalita verso la luce. Altro non si può dire se non che è stato un genio della parola.

    ha scritto il 

  • 4

    Parole e musica

    Un pescatore messicano di nome Kino un giorno trova una perla. “Era grossa come un uovo di gabbiano. Era la più grossa perla del mondo”. Questo è l’avvenimento che caratterizza un racconto di Steinbec ...continua

    Un pescatore messicano di nome Kino un giorno trova una perla. “Era grossa come un uovo di gabbiano. Era la più grossa perla del mondo”. Questo è l’avvenimento che caratterizza un racconto di Steinbeck del 1947 intitolato La perla, in cui la vicenda è in larga parte descritta e i dialoghi quasi assenti per la diffidenza di parola dei personaggi.

    “In quattrocento anni la gente di Kino aveva imparato una sola difesa – un lieve sbirciare degli occhi e un lieve stringer di labbra e un chiudersi in se stessi. Nulla poteva abbattere quel muro, dietro quel muro essi rimanevano illesi.”

    La gente di Kino non vive nel linguaggio ma nella musica, e quando la vicenda evolve si sovrappongono, come stati d’animo istintuali più che come pensieri, i motivi del "canto della famiglia" e della "canzone del male". Ma dal momento in cui il pescatore inizia ad ascoltare anche il "canto della perla", questo proietta un miraggio di rivincita, e così facendo per una volta lo fa parlare, per progettare una nuova vita che subito “diviene una realtà accanto ad altre realtà”, grazie al caso aver trovato un tesoro.

    “Mio figlio leggerà e aprirà i libri, e mio figlio scriverà e saprà scrivere. E mio figlio farà di conto, e tutto questo ci renderà liberi, perché saprà – saprà, e attraverso lui anche noi sapremo” (…) “Questo farà la perla” disse. E mai nella sua vita aveva detto tante parole in una volta sola. E d’un tratto si spaventò di tutto quel parlare, e le mani si chiusero sulla perla e ne allontanarono la luce. Kino aveva paura come chi dica “io voglio” e non sappia.

    Il mondo fuori dal villaggio non canta l’antica lingua di emozioni e pericoli. Ci sono regole economiche da considerare, e la perla dev’essere trasformata in soldi perché i desideri si realizzino. Il medico, il prete, il commerciante non distinguono i pescatori dalle risorse del mare, così Kino e la sua famiglia diventano prede di un sistema in cui quegli uomini che tacciono per sopravvivenza, o restano muti o soccombono. Tacere non è certo un modo di rimanere illesi e quel muro costruito in quattrocento anni è un rifugio fallato, necessario soprattutto a chi dall’esterno ne gode l’ombra; ma per demolirlo occorrono mezzi precisi, non basta un accidente. Il racconto si interroga sulla possibilità di accesso agli strumenti di cambiamento sociale e su come quello che appaia un veicolo d’evoluzione possa portare al paradosso. Lo strumento mancante è il linguaggio come capacità di rappresentazione di una vita ideale ma in un panorama reale, e in questa prospettiva parole come libertà (“ci renderà liberi, questo farà la perla”) hanno un senso solo se indagate attraverso il confronto e la conoscenza di cosa significhino là dove esistono anche il medico, il prete e il commerciante, oltre che il pescatore. Le probabilità che Kino e la sua gente riescano a utilizzare questo strumento sono esigue, nemmeno nel caso si sia benestanti e colti, diversamente incoscienti, questo mezzo viene usato.

    “Ricordò come un luogo grande e lussuoso la stanza che aveva abitato, e ricordò la donna dal volto duro con cui era vissuto, come una bella e gentile ragazza, sebbene non fosse in realtà nessuna delle tre cose. Il dottore guardò oltre la sua paziente, e si rivide seduto in un ristorante a Parigi e davanti a sé un cameriere che apriva una bottiglia di vino.”

    Il pescatore non è un uomo libero, non lo è il medico né il commerciante, figurarsi il prete. Per questi ultimi Steinbeck prova un’amarezza rassegnata, ma riserva comprensione per chi ha creduto che bastasse “un colpetto affettuoso sulle spalle” da parte della fortuna. La chiara partecipazione dell’autore al destino del povero trova ragione in ciò che lo distingue dall’uomo borghese: la sopravvivenza di un istinto umano espresso dalla musica, che si traduce in accoglienza nel canto della famiglia, e in solidarietà nella canzone del pericolo. Nonostante nessuno dei personaggi descritti abbia speranza di evoluzione, la via per il cambiamento è indicata, e parte dall’istinto di partecipazione, passando per la coscienza della propria condizione integrata al confronto con il mondo, sempre attraverso il linguaggio, perché non basta sapere, è la condivisione dei contenuti che determina e affina la capacità di azione. Questo è un percorso aperto ad ognuno: “se per l’esistenza della disuguaglianza sociale è ancora possibile trovare ragioni di fondo puramente fisiche o materiali, per la disuguaglianza intellettuale ragioni analoghe sono inconcepibili. In questo campo (…) l’uguaglianza ci è stata garantita dalla natura. Non parlo di educazione, ma dell’educazione del linguaggio: qui la più lieve imprecisione può aprire un varco fatale nella vita dell’uomo, spingendolo a una falsa scelta.” (Iosif Brodskij in Dall’esilio). Solo seguendo questa strada il pescatore avrebbe un sostegno per una vita diversa, da questo momento in avanti la perla avrebbe un senso. Se infine questo senso venisse ancora disatteso da una realtà di nuovo avversa, anche se conosciuta, Kino sarebbe sconfitto da uomo libero e “Un uomo libero, quando è sconfitto, non dà la colpa a nessuno” (Brodskij), come chiaramente dimostra di sapere Steinbeck nel descrivere con disincanto un mondo iniquo in cui domina l’incoscienza di oppressori e oppressi, che specchia ancora terribilmente il nostro.

    ha scritto il 

  • 3

    Brutta bestia l'avidità umana.
    Lo stile di Steinback, nonostante la semplicità della storia, non delude: originalissima la trovata relativa al personaggio di Kino, che si lascia guidare dalla colonna ...continua

    Brutta bestia l'avidità umana.
    Lo stile di Steinback, nonostante la semplicità della storia, non delude: originalissima la trovata relativa al personaggio di Kino, che si lascia guidare dalla colonna sonora, trasmessa di generazione in generazione dalla comunità del suo villaggio, delle diverse emozioni che un uomo può provare

    ha scritto il 

  • 4

    Il canto della perla

    Un racconto breve e doloroso di come il ritrovamento di una perla di eccezionale bellezza e grandezza possa rendere la vita di un povero cercatore di perle messicano un inferno.
    La storia in sè è bana ...continua

    Un racconto breve e doloroso di come il ritrovamento di una perla di eccezionale bellezza e grandezza possa rendere la vita di un povero cercatore di perle messicano un inferno.
    La storia in sè è banale, quello che rende speciale questo romanzo è lo stile dell'autore e i canti legati alle sue origini indios che si rincorrono nelle orecchie del protagonista.

    ha scritto il 

  • 3

    El primer libro de Steinbeck que leo me ha resultado anodino y muy simple.
    A mi juicio, Steinbeck se maneja con una maestría impecable en el relato corto. El resultado es un cuento magníficamente escr ...continua

    El primer libro de Steinbeck que leo me ha resultado anodino y muy simple.
    A mi juicio, Steinbeck se maneja con una maestría impecable en el relato corto. El resultado es un cuento magníficamente escrito, adornado, a veces, con excelentes descripciones del paisaje y de la psicología de los personajes. Pero, más allá de que sea realmente o no una canción popular, hay que reconocer que la historia es un poco pestiño. Si, enseña una valiosa lección sobre la avaricia, pero en mi opinión, no lo hace mejor que otros cuentos.

    ha scritto il 

  • 5

    Joya literaria

    Cuento genial, una “perla” como dice el título. Gran relato corto, característico de Steinbeck (me gustó más que “Las uvas de la ira”, pero menos que “De ratones y hombres”) donde posee su dura crític ...continua

    Cuento genial, una “perla” como dice el título. Gran relato corto, característico de Steinbeck (me gustó más que “Las uvas de la ira”, pero menos que “De ratones y hombres”) donde posee su dura crítica social haciendo hincapié en la pobreza y la miseria humana.

    La reacción del ser humano ante su desgracia es desesperada (y compresible) por su situación, pero también significa una derrota ante la pobreza al intentar salir de ese “pozo”. Toda lucha (por lo menos individual) está determinada al fracaso debido a la carencia de poder, justicia o la educación y cultura necesaria para hacer frente a las injusticias. Quien nace pobre morirá pobre, ni siquiera la suerte de encontrar una fortuna le librará de la implacable penuria, incluso destruirá su vida.

    Aparte de interpretaciones o gustos por el relato, es una gran historia que merece ser leída, con un final inesperado y tremendo con pocas posibilidades para el optimismo.

    Mi nota: 9.

    ha scritto il 

  • 5

    Un relato muy corto, pero que como siempre consigue Steinbeck, te revuelve las entrañas...
    Un retrato de las gentes desfavorecidas y como todo está planteado para aprovecharse de los que menos tienen. ...continua

    Un relato muy corto, pero que como siempre consigue Steinbeck, te revuelve las entrañas...
    Un retrato de las gentes desfavorecidas y como todo está planteado para aprovecharse de los que menos tienen. Desolador...

    ha scritto il 

  • 4

    Quando l'autore è un cavallo di razza.

    Che piacere leggere questi racconti di Steinbeck. Davvero una bella sorpresa. Lo scrittore di razza non tradisce mai. Bellissime le descrizioni sulla natura. E bella la genuinità delle storie sorrette ...continua

    Che piacere leggere questi racconti di Steinbeck. Davvero una bella sorpresa. Lo scrittore di razza non tradisce mai. Bellissime le descrizioni sulla natura. E bella la genuinità delle storie sorrette dalle ferree linee guida della realtà, senza intrusioni da parte dell’autore, giudizi morali o pedagogici. Praticamente tutti ambientati nella contea di Monterey dove Steinbeck è nato e cresciuto.

    La perla. Una famiglia di indios vive in riva al mare in una capanna di foglie. Sono poverissimi ma “la musica della famiglia” riempie le loro giornate. Un giorno uno scorpione punge il piccolo che rischia di morire perché non hanno i soldi per farlo curare. Allora Kino trova la perla più grande del mondo e diventa ricco. Questi avvenimenti cambieranno per sempre le loro semplici esistenze. Intenso.

    Il cavallino rosso, La promessa e Un capo sono collegati. Raccontano di una fattoria vicino a Salinas nel centro della California. Il figlio è un ragazzino di 10 anni che riceve in dono un puledro sauro. Tutto ciò che ruota intorno alla vita nella fattoria, animali piante pascoli stalla e personaggi, luci e ombre, albe e tramonti, brezze e venti, sono un quadro cinematografico perfetto e la poetica delle descrizioni ambientali è una delizia.

    L’omicidio è un racconto perfetto. Contea di Monterey, California centrale. Canyon del Castillo. Jim Moor è un proprietario terriero che sposa Jelka una ragazza di origine jugoslava. Il padre di Jelka il giorno delle nozze consiglia Jim di battere la moglie come si usa dalle loro parti, ma Jim è americano, moderno e Jelka si dimostra una moglie perfetta … Un quadro illuminante sul ferreo ruolo fra maschio e femmina e sulle precise regole che lo governavano.

    Johnny Orso. Sempre Valle di Salinas. Una piccola comunità e un personaggio autistico che riproduce voci e parole svelando i segreti degli abitanti, rivelando che certi modelli morali sono completamente contro natura.

    I crisantemi. Una storia piccola, un piccolo inganno. Ma di nuovo ambientazione e personaggi disegnati alla perfezione.

    Questo libro del pavone edito da Mondadori nel ’56 l’ho comprato a una vendita di beneficienza della canonica, 50 centesimi. E’ ancora in perfetto stato, le pagine appena ingiallite.
    Ottima la traduzione di Bruno Maffi.

    ha scritto il 

Ordina per