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La pesatura dell'anima

Di

Editore: Kipple Officina Libraria (Biblioteca di Avatar)

4.0
(19)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 192 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8895414268 | Isbn-13: 9788895414263 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Illustratore o Matitista: E. Di Matteo

Disponibile anche come: eBook

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
In un Egitto minacciato dalla desertificazione, i Movimentisti si ribellano al tradizionale attaccamento alle Due Terre degli Stanziali. I movimenti centrifughi sono presenti anche nella politica e nella religione, dove i Mitriaci combattono l'ortodossia della Religione tradizionale. In questo scenario i Sette (un gruppo elitario di Giudici, in contatto con l'Aldilà), si rende conto di aver sbagliato un verdetto di condanna a morte per un misterioso infanticidio. Le conseguenze saranno pesanti, il loro patto con il Regno dei morti vacillerà e la situazione sarà aggravata da un nuovo omicidio. Vincitore del Premio Kipple 2010.
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  • 3

    Bella l'ambientazione, i personaggi, la creazione di un Egitto fantascientifico che scivola a volte nel weird, lo stile, le parole. E allora perché solo 3 stelle per un romanzo che avrebbe potuto meritarne 4 con scioltezza?
    Ciò che non mi ha convinto pienamente è la scelta di gestire ...continua

    Bella l'ambientazione, i personaggi, la creazione di un Egitto fantascientifico che scivola a volte nel weird, lo stile, le parole. E allora perché solo 3 stelle per un romanzo che avrebbe potuto meritarne 4 con scioltezza?
    Ciò che non mi ha convinto pienamente è la scelta di gestire la coralità del romanzo attraverso una sequenza di frammenti che rendono difficile seguire un intreccio di per sé non proprio semplicissimo (ai limiti del farraginoso).
    Con il procedere degli eventi il ritmo si ingarbuglia, più che inciampare e rallentare si perde in mille meandri, con l'esito di smorzare la tensione.

    ha scritto il 

  • 5

    Sorprendente ed originale!

    Che lo steampunk stia uscendo fuori dalle sfere maggiormente underground era ormai evidente a tutti. Nel mainstream della letteratura fantastica automobili volanti a vapore e rugginosi sistemi informatici si susseguono copiosi ormai. "La pesatura dell'anima" si inserisce a gamba tesa in un ambien ...continua

    Che lo steampunk stia uscendo fuori dalle sfere maggiormente underground era ormai evidente a tutti. Nel mainstream della letteratura fantastica automobili volanti a vapore e rugginosi sistemi informatici si susseguono copiosi ormai. "La pesatura dell'anima" si inserisce a gamba tesa in un ambiente ormai saturo portando delle innovazioni sia nella sceneggiatura che nell'ambientazione. Lo stile è asciutto e potentemente evocativo, con personaggi abbastanza caratterizzati e parecchi dettagli decisamente rilevanti.
    Consigliato a chiunque voglia leggere qualcosa di veramente innovativo!

    ha scritto il 

  • 4

    un favoloso rompicapo

    Un romanzo veloce e complesso, con una ambientazione di grande impatto disegnata in modo magistrale, sfruttando senza retorica temi dell'immaginario collettivo. In un Egitto fuori dal tempo, sull'orlo del decadimento, i personaggi cercano di dipanare una matassa intricata di misteri e complotti c ...continua

    Un romanzo veloce e complesso, con una ambientazione di grande impatto disegnata in modo magistrale, sfruttando senza retorica temi dell'immaginario collettivo. In un Egitto fuori dal tempo, sull'orlo del decadimento, i personaggi cercano di dipanare una matassa intricata di misteri e complotti che hanno a che fare con il mistico ed il potere. L'Autrice riesce a trasportare con semplicità il lettore in questo mondo fantastico grazie all'agilità della scrittura ed a tenerlo legato alla lettura con una trama avvincente che si tinge dei toni del giallo, del noir e del romanzo ucronico. Una scoperta.

    ha scritto il 

  • 4

    Recensire La pesatura dell'anima, romanzo complesso, affascinante e coinvolgente, incontra innanzitutto un alquanto antipatico ma inevitabile ostacolo di categoria: come classificarlo? A voler fare ricorso alle etichette, lo si potrebbe definire un romanzo ucronico con elementi steampunk: ...continua

    Recensire La pesatura dell'anima, romanzo complesso, affascinante e coinvolgente, incontra innanzitutto un alquanto antipatico ma inevitabile ostacolo di categoria: come classificarlo? A voler fare ricorso alle etichette, lo si potrebbe definire un romanzo ucronico con elementi steampunk: un ricco a variegato Egitto che presenta tutte le sue caratteristiche culturali più salienti, contaminate, tuttavia, da sbalorditive innovazioni tecnologiche e con una trama quasi da detective story occidentale. Il risultato è un prodotto davvero unico nel suo genere, credibile, coerente, privo di sbavature, di elementi fuori posto. Tutto si gioca sull'intreccio tra antico e moderno, passato e futuro, religione e tecnologia: da Iside e i Giudici che gestiscono le anime dei defunti alla manipolazione genetica. Il processo di contaminazione, inoltre, è reciproco: l'autrice riesce così a disegnare in un'ottica nuova non solo il lontano antico Egitto ma anche quello scenario ipertecnologico che costituisce l'immaginario di futuro occidentale, riscrivendo i meccanismi ed i funzionamenti del progresso tecnologico riconciliandolo con la natura (tutte le innovazioni tecnologiche che compaiono nel romanzo sono, infatti, "naturali": ragnetti come strumento di comunicazione, porte automatiche vegetali, e così via).
    La storia, che pure ho banalmente presentato come una detective story in realtà può vantare una notevole complessità dell'intreccio ed una discreta carica riflessiva. Naima è una hedja, una poliziotta (uno dei tanti termini che arricchiscono il romanzo e che hanno reso necessaria la presenza di un glossario) che viene arruolata nel prestigioso ed inquietante corpo dei Sette: l'organo massimo dell'amministrazione della giustizia delle Due Terre, i Sette sono gli unici permessi al cospetto di Iside e degli Giudici. Per Naima, la cui principale preoccupazione, fino a quel momento, era di conciliare la vita familiare con quella professionale, è una svolta non priva di conseguenze, alla quale faticherà ad abituarsi - per i metodi scorretti della squadra, per il rapporto, sempre più complicato, con i membri della squadra, e per gli inevitabili conflitti etici. In un contesto sociale e culturale in irrefrenabile mutamento, tra sette di Movimentisti, Battesimali e Mitriaci, Naima cerca di aggrapparsi con forza alle salde certezze che rimangono, e che sono sempre più poche; ma sarà proprio attraverso l'indagine della morte di Menes, predecessore di Naima, che la donna scioglierà l'intrico di inganni, fino all'ultimo, il più grande, il più letale.
    Una storia coinvolgente, un'ambientazione azzeccata ed un frenetico ritmo che tiene incollati alla pagina: questi i primi punti di forza del romanzo. Il background è veramente affascinante, e anche i personaggi suscitano curiosità nel lettore, tuttavia un'ulteriore approfondimento non avrebbe fatto male, ma mi rendo conto di quanto sia difficile tirar fuori dalla propria mente un intero mondo immaginato. Rimane però la sensazione che il romanzo finisca lasciando molto nel regno del non-detto. Infine, ad un livello stilistico e puramente tecnico, la narrazione talvolta cade di tono: i repentini cambi di focalizzazione portano un po' di confusione, mentre la prosa in certi passaggi densi di azione si appiattisce. Piccole ombre, comunque, che certo non guastano il piacere di leggere questo bel romanzo.

    ha scritto il 

  • 4

    sulle rive del Nilo

    troppo breve questo romanzo ucronico ambientato in un Egitto sospeso tra mito e futuro, tra tecnologie genetiche e riti necromantici.


    se l'invenzione di un mondo intero nel quale la giustizia viene amministrata dai morti attraverso la squadra speciale di polizia dei 'Sette', in contatto co ...continua

    troppo breve questo romanzo ucronico ambientato in un Egitto sospeso tra mito e futuro, tra tecnologie genetiche e riti necromantici.

    se l'invenzione di un mondo intero nel quale la giustizia viene amministrata dai morti attraverso la squadra speciale di polizia dei 'Sette', in contatto con la dea Iside è straodinariamente accattivante, lo svolgimento della trama con l'indagine su un omicidio e una serie di retroscena e intrighi politici per il controllo del Paese 'dono del Nilo' è troppo breve e convulsa per permettere al lettore di adeguarsi a un mondo completamente nuovo coi suoi personaggi, i costumi, le istituzioni e una storia lunga quanto il fiume più lungo del mondo ma costretta in pagine troppo brevi.

    chapeau per l'inventiva e l'espressività linguistica!

    ha scritto il 

  • 4

    In un Egitto decisamente anacronistico, Naїma, hedja della divisione del Giuncheto, viene strappata al caso della strage nel bar Palo d'Ormeggio e affidata all'elitaria squadra dei Sette. I componenti di questa particolare sezione del corpo di polizia sono noti per i loro metodi brutali e sbrigat ...continua

    In un Egitto decisamente anacronistico, Naїma, hedja della divisione del Giuncheto, viene strappata al caso della strage nel bar Palo d'Ormeggio e affidata all'elitaria squadra dei Sette. I componenti di questa particolare sezione del corpo di polizia sono noti per i loro metodi brutali e sbrigativi, e per la loro efficacia nell'individuazione e nella cattura dei rei d'omicidio.
    Escluso il capitano Larissa, i Sette formano una bizzarra accozzaglia: Elin è un'anziana e malata signora che si appoggia a un bastone di cristallo; Sirah è un giovane ex-delinquente proveniente dai sobborghi che utilizza uno strano gergo; Sadou è un muscoloso guardiano proveniente dal deserto; Yannis è un arrogante libertino; Anouk è una bellissima ragazza dall'aria sofisticata. Selezionati personalmente dal capitano Larissa, in comune hanno una sola cosa: quando scendono nel serdab, nel santuario funerario scavato sotto le fondamenta della centrale, entrano in contatto con Iside e con i Giudici e consegnano loro l'anima del colpevole perché venga restituita alla vita quella della vittima. Ma ciò avviene solo se l'anima della vittima è più leggera di quella dell'assassino.
    Naїma è stata scelta da Larissa per sostituire Menes, il sesto componente della squadra, che si è recentemente tolto la vita. L'ingresso tra i Sette getta la donna in un altro mondo, del tutto estraneo alla sua tranquilla vita ripartita tra lavoro e famiglia, ma ben presto il legame con i nuovi compagni diventa inscindibile, e il suo coinvolgimento nel mistero che riguarda la strana morte del suo predecessore appare inevitabile. Dietro la morte di Menes, infatti, sembra esserci la mano della sanguinosa setta dei Mitriaci...

    *

    L'inizio di questo breve romanzo fantapolitico è fulminante.
    Ci si trova immersi in una realtà al confine tra l'onirico e il futuro spinto, una sorta di dimensione parallela, nella quale passato e futuro si incrociano e si sovrappongono.
    La 'psicostasia' o pesatura dell'anima è uno dei rituali descritto nel 'Libro dei Morti', la raccolta di preghiere e scongiuri che costituisce uno dei testi sacri della religione dell'antico Egitto: la realtà in cui è ambientato il romanzo è appunto una fusione tra un futuro possibile e il passato del mito e della storia.
    L'Egitto è retto dagli Stanziali, partito di tradizionalisti e conservatori in perenne conflitto - che, ex-post, ricorda molto la primavera araba che dilaga nel Maghreb - con i Movimentisti, ed è governato da una sorta di consiglio di cinque anziani, la Medithe, divisi tra di loro in fazioni e in questa civiltà - come in quella egizia storica - ha un ruolo importantissimo il culto dei morti e delle loro rimembranze. Nei locali si beve il loto, per comunicare si usa uno strumento chiamato 'aracne', a metà tra tecnologia e biologia, che è in realtà un ragno che va nutrito e produce tela da usare come telescrivente e telefono. Le potenze straniere, con le quali la Rivoluzione Egizia è in rapporti di tensione, sono i Greci, gli Etruschi e gli Iperborei a Nord. All'interno invece l'opposizione è formata da una setta religiosa, i seguaci del culto di Mitra, che hanno loro leggi interne, favoriscono la ricerca nell'ingegneria genetica, ufficialmente vietata, e costituiscono una sorta di lobby dedita anche agli affari, come la speculazione edilizia, che cancellerebbe volentieri i luoghi destinati per legge alle Rimembranze per costruire nuovi edifici.

    Entrambe le recenasioni continuano su
    http://www.lastambergadeilettori.com/2011/04/la-pesatura-dellanima-clelia-farris.html

    ha scritto il 

  • 5

    Il deserto avanza minacciando le Due Terre, i fautori della Rivoluzione Verde si battono allo scopo di garantire all'uomo nuovi spazi vitali e, come sempre accade nel corso della storia, fazioni avverse si scontrano nell'intento di affermare le proprie verità. I Movimentisti si ribellano alle tra ...continua

    Il deserto avanza minacciando le Due Terre, i fautori della Rivoluzione Verde si battono allo scopo di garantire all'uomo nuovi spazi vitali e, come sempre accade nel corso della storia, fazioni avverse si scontrano nell'intento di affermare le proprie verità. I Movimentisti si ribellano alle tradizioni degli Stanziali mentre i Mitraici si oppongono all'ortodossia.
    Siamo in un Egitto "parallelo". Ambientazioni, costumi, profumi e suggestioni dell'antica civiltà ci appaiono contaminati dalle innovazioni tecnologiche tanto da proiettarci in una dimensione immaginaria in cui passato e futuro si fondono disegnando un complesso scenario ucronico. Le acque del Nilo vengono solcate da Caimani e Varani, imbarcazioni dotate di parti biologiche derivate dagli animali da cui prendono il nome; nelle tipiche abitazioni egizie lavatrici e lavastoviglie alimentate con farina di riso sostituicono l'uomo nelle incombenze domestiche; il tempo si misura in Lune e rẽ mentre la comunicazione a distanza viene affidata agli ostrakon, conchiglie dal mollusco geneticamente modificato, e le aracne zampettano tessendo fogli di lino.
    I mutamenti prodotti dai cambi climatici si ripercuotono pesantemente anche sulla cultura. La riduzione di spazi vivibili, causata dall'avanzamento del deserto, ha infatti determinato il progressivo abbandono del tradizionale culto dei morti. La cremazione ha sostituito l'imbalsamazione per problemi di spazio e le stesse Rimembranze sono in pericolo.
    In tale contesto si inserisce la storia di Naïma, una giovane Hedja (poliziotta) chiamata, suo malgrado, a sostituire un membro dei Sette misteriosamente scomparso. Il suo ingresso nel Serdab la porrà di fronte e a una scoperta agghiacciante. Nelle Due Terre è noto che i Sette siano giudici in contatto con l'Aldilà, quel che non tutti conoscono è il loro particolare modo di esercitare la giustizia: quasi un commercio di anime che prevede la cessione al regno dei morti di un'anima colpevole in cambio della restituzione alla vita di una vittima innocente.
    Uno scambio di tal fatta può davvero ritenersi giusto? È legittimo punire con la morte chi ha commesso un omicidio? Quale può essere la qualità di vita di un defunto resuscitato? E ancora, se l'anima di un criminale pesa, può essere più leggera quella di un giudice armato di mannaia?
    Tanti gli interrogativi che tormenteranno Naïma e che accompagneranno il lettore.
    "La pesatura dell'anima" si connota così come un romanzo avvincente, in grado di catturare l'attenzione, di affascinare e di intrigare per le sue sfumature gialle ma anche di sollevare questioni di interesse filosofico e di grandissima attualità se si considera che la società civile, in varie parti del mondo, legittima ancora la pena di morte.
    A sostenere una trama di spessore, è infine lo stile personalissimo di questa autrice. In un tessuto narrativo caratterizzato da scorrevolezza e raffinatezza, si inserisce una vera e propria lingua creata ad arte che, insieme alle efficaci descrizioni contribuisce a rendere particolarmente credibile l'universo ucronico proposto. Clelia Farris ha, infatti, coniato un vero e proprio dialetto di Dendera e lo ha fatto con grande magistralità. È sorprendente come, grazie a un abile gioco di assonanze e a una sapiente contestualizzazione, i dialoghi resi in un gergo sconosciuto riescano a suonare quasi familiari, al punto da essere del tutto comprensibili anche in assenza di traduzione e di imprimersi con forza nell'immaginario.
    E proprio come si direbbe a Dendera, "vi depentolo una verità": questo è uno dei più bei romanzi di fantascienza che mi sia capitato di leggere, di quelli che rileggerei e che sento di consigliare a chi abbia voglia di immergersi tra le pagine di un ottimo libro.
    Recensione pubblicata anche su strepitesti
    http://strepitesti.blogspot.com/

    ha scritto il 

  • 4

    In un Egitto decisamente anacronistico, Naїma, hedja della divisione del Giuncheto, viene strappata al caso della strage nel bar Palo d'Ormeggio e affidata all'elitaria squadra dei Sette. I componenti di questa particolare sezione del corpo di polizia sono noti per i loro metodi brutali e ...continua

    In un Egitto decisamente anacronistico, Naїma, hedja della divisione del Giuncheto, viene strappata al caso della strage nel bar Palo d'Ormeggio e affidata all'elitaria squadra dei Sette. I componenti di questa particolare sezione del corpo di polizia sono noti per i loro metodi brutali e sbrigativi, e per la loro efficacia nell'individuazione e nella cattura dei rei d'omicidio.
    Escluso il capitano Larissa, i Sette formano una bizzarra accozzaglia: Elin è un'anziana e malata signora che si appoggia a un bastone di cristallo; Sirah è un giovane ex-delinquente proveniente dai sobborghi che utilizza uno strano gergo; Sadou è un muscoloso guardiano proveniente dal deserto; Yannis è un arrogante libertino; Anouk è una bellissima ragazza dall'aria sofisticata. Selezionati personalmente dal capitano Larissa, in comune hanno una sola cosa: quando scendono nel serdab, nel santuario funerario scavato sotto le fondamenta della centrale, entrano in contatto con Iside e con i Giudici e consegnano loro l'anima del colpevole perché venga restituita alla vita quella della vittima. Ma ciò avviene solo se l'anima della vittima è più leggera di quella dell'assassino.
    Naїma è stata scelta da Larissa per sostituire Menes, il sesto componente della squadra, che si è recentemente tolto la vita. L'ingresso tra i Sette getta la donna in un altro mondo, del tutto estraneo alla sua tranquilla vita ripartita tra lavoro e famiglia, ma ben presto il legame con i nuovi compagni diventa inscindibile, e il suo coinvolgimento nel mistero che riguarda la strana morte del suo predecessore appare inevitabile. Dietro la morte di Menes, infatti, sembra esserci la mano della sanguinosa setta dei Mitriaci...

    L'Egitto in cui ci getta Clelia Farris ha dell'incredibile: ha molte delle caratteristiche del periodo pregreco, dotato però di una stravagante tecnologia che si avvale, tra le altre cose, di aracnidi che, tessendo le loro tele, fungono da radio, telefoni portatili, insegne luminose, macchine da scrivere. Riflettendo un sistema politico e ideologico bipartito che divide il mondo dall'alba dei tempi, due sono gli schieramenti che si oppongono: gli Stanziali, attualmente al potere, sono un partito di conservatori che fondano la loro politica sull'immagine di ordine riflessa dal corpo di polizia (e dai Sette in particolare) e che reprimono ogni tentativo d'innovazione (la migrazione in vista dell'imminente espandersi del deserto, la ricerca genetica, il contrabbando di farmaci); a loro si oppone il movimento dei Movimentisti (sic), che vede nel progresso e negli spostamenti l'unica via di sopravvivenza del paese. Lascio al lettore il piacere di scoprire tutte le altre caratteristiche e dinamiche di questo scenario allostorico così originale.
    La storia è avvincente, e il taglio assunto dalla narrazione, più thriller che fantasy, tiene molto bene il ritmo, suscitando continuamente la curiosità di andare avanti con la lettura per scoprire come si evolveranno le vicende dei personaggi, i quali sono approfonditi quel tanto che basta perché risultino interessanti, anche se non eccelsamente.
    Il bel romanzo, tuttavia, non è scevro da qualche difetto:
    - La focalizzazione è altalenante: spesso si perde il filo della narrazione, perché non c'è una divisione in capitoli (solo una tripartizione in sezioni) e avvengono frequenti salti da un punto di vista all'altro. Il tutto è complicato dal fatto che i nomi di molti personaggi sono simili tra loro.
    - L'abbondanza di proposizioni principali nello stesso periodo, separate da una virgola (con conseguente assenza quasi totale di altri segni d'interpunzione come i due punti o il punto e virgola), rende alcuni paragrafi quasi sterili elenchi di azioni.
    - Alcuni elementi chiave della storia, come la distinzione tra Movimentisti e Stanziali e la setta dei Battesimali, vengono poco approfonditi e risultano confusi. E' un vero peccato, perché l'ucronia inventata da Clelia Farris è incredibilmente suggestiva e originale, ma difficile da inquadrare proprio perché diversi elementi che ne compongono l'ambientazione sono appena accennati e quasi dati per scontati e perché talvolta la narrazione subisce improvvise accelerazioni, anche nel finale.
    La prosa dell'autrice, infine, risulta scorrevole e accurata nell'utilizzo di termini di origine egiziana, uniti ad altri appositamente inventati, per identificare oggetti e usi di questo particolare Egitto steampunk. Esclusi i difetti succitati, in definitiva, si tratta un buon romanzo ucronico che funzionerebbe benissimo come anticipazione a una saga di più largo respiro localizzata nella stessa ambientazione.

    ha scritto il