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La pesta

Per

4.1
(4675)

Language:Català | Number of Pàgines: 254 | Format: Others | En altres llengües: (altres llengües) English , Chi traditional , French , Spanish , Japanese , Chi simplified , German , Italian , Greek , Swedish , Portuguese , Polish , Dutch , Finnish , Indian (Hindi) , Danish , Czech , Afrikaans

Isbn-10: 8496520005 | Isbn-13: 9788496520004 | Data publicació: 

També disponible com: Mass Market Paperback , Paperback

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Social Science

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Descripció del llibre
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  • 5

    Resistere è una scelta

    In questo romanzo la peste arriva, da principio, come un problema personale del singolo, poi diventa uno stato delle cose comune a tutti. Perché non per tutti è un problema, ma una condizione esistenz ...continua

    In questo romanzo la peste arriva, da principio, come un problema personale del singolo, poi diventa uno stato delle cose comune a tutti. Perché non per tutti è un problema, ma una condizione esistenziale nella quale ritrovare equilibri nel nuovo recinto di regole. La peste è un microbo invisibile che colpisce senza preavviso e falcia a decine la popolazione della città. Alcuni sono decisi a scappare, abbandonare il flagello per ricongiungersi con la vita fuori, altri non ci pensano affatto e favoriscono la peste, ne desiderano l'espansione, nel lutto della città malata ritrovano un'assurda e meschina vitalità. Ma la maggioranza tace, non reagisce né opponendosi né facendo affari con il flagello. Sono le decine di cittadini che vagano per le strade della città camminando senza sosta e senza meta, riempiendo l'aria polverosa del loro vigliacco calpestìo silenzioso. Non c'è opposizione, non c'è collaborazione, ma inerzia e ignavia.
    Peste o occupazione tedesca. Non fa differenza. La liberazione è sempre una scelta. Di pochi.

    dit a 

  • 2

    Prigioniera, anzi, separata. La peste stacca dal mondo un’intera città e costringe le persone a fare i conti con il presente e il futuro, con la speranza e l’abbandono. Insieme al dott. Rieux attraver ...continua

    Prigioniera, anzi, separata. La peste stacca dal mondo un’intera città e costringe le persone a fare i conti con il presente e il futuro, con la speranza e l’abbandono. Insieme al dott. Rieux attraverso tutte le fasi della malattia, rifletto con lui sul senso della vita e conosco un raro senso dell’amicizia. Mi piace il giudice Othon, mi piacciono quelli che mettono a disposizione se stessi per gli altri, qualsiasi cosa significhi, senza aspettarsi nulla in cambio.

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  • 3

    l'uomo onesto, colui che non infetta quasi nessuno, è colui che ha distrazioni il meno possibile. e ce ne vuole di volontà per non essere mai distratti; sì, Rieux, essere appestati è molto faticoso; m ...continua

    l'uomo onesto, colui che non infetta quasi nessuno, è colui che ha distrazioni il meno possibile. e ce ne vuole di volontà per non essere mai distratti; sì, Rieux, essere appestati è molto faticoso; ma è ancora più faticoso non volerlo essere

    dit a 

  • 5

    Non ho, in realtà, molto da dire su questo libro. Se non che è uno di quei libri eterni, perché è eterno quel che racconta. La storia, ben nota, è quella di una città sconvolta dalla peste negli anni' ...continua

    Non ho, in realtà, molto da dire su questo libro. Se non che è uno di quei libri eterni, perché è eterno quel che racconta. La storia, ben nota, è quella di una città sconvolta dalla peste negli anni'40 dello scorso secolo. Si narra l'esordio della malattia in pagine di spiccatissima angoscia e lucidissima analisi, indimenticabili per portata e bellezza della prosa. Si narra di topi morti, di un bacillo che si espande, dei morti che iniziano a crescere e dell'omertà delle istituzioni, che per non creare il panico nascondono la realtà dei fatti e minimizzano, intervenendo troppo tardi a epidemia ormai iniziata.
    Si parla di sentimenti collettivi e universali, la paura della peste ma anche della separazione quando le porte della città vengono chiuse, i problemi del vettovagliamento e dello smaltimento dei cadaveri.
    Si parla anche di un manipolo di persone, ognuna animata da fini diversi, ognuna simboleggiante un'ideologia o un modo di pensare o semplicemente un sentimento o una maniera di opporsi al morbo, le quali si riuniscono per lottare contro un bacillo che diventa sinonimo del male universale.
    Perché sì, i paralleli con la guerra sono tanti e chiari, basta sostituire la parola "peste" con la parola "guerra". Orano è una città in guerra, coi suoi drappelli di resistenza, i suoi egoismi, i suoi moti di solidarietà e di isteria.
    Spiccano i poetici Rieux e Tarrou, il medico e l'idealista, che si attivano per aiutare la gente e intanto riflettono sul senso della vita, e il giovane e appassionato Rambert, che inizialmente vorrebbe soltanto uscire dalla città in quarantena ma maturerà esponenzialmente durante il racconto. Spicca anche il piccolo ma grande Grand (cognome non casuale), l'uomo ordinario, piccolo funzionario senza grandi doti ma con cuore e volontà di fare in abbondanza, che lavora senza risparmio per aiutare nell'organizzazione della "resistenza" e intanto lavora a un romanzo di cui scriverà innumerevoli volte soltanto la prima frase, fino a ricominciare da capo.
    Bellissima l'asciutta, poetica prosa di Camus, il solo difetto è che il romanzo è forse un po' lento nella parte centrale, ma contiene righe e pagine che fanno ben dimenticare questa pecca.
    Finale dolceamaro, com'è giusto, e tristemente profetico.
    Manifesto di quanto c'è di umano e disumano nell'uomo.

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  • 5

    Un sofferto inno alla fratellanza e al senso di umanità che deve legare gli esseri umani, una condizione esistenziale che si riscopre quando ci si trova ad affrontare insieme una situazione eccezional ...continua

    Un sofferto inno alla fratellanza e al senso di umanità che deve legare gli esseri umani, una condizione esistenziale che si riscopre quando ci si trova ad affrontare insieme una situazione eccezionale, tragica e disperata, come è un'epidemia di peste. Tutti i personaggi principali attraversano un travaglio interiore nel corso dell'epidemia di peste e tutti, in tempi e con accenti diversi, approdano alla consapevolezza della necessità, di fronte ai colpi spietati e assurdi del destino, di riscoprire il sentimento di umanità che affratella ogni uomo agli altri. Ciò vale per il medico-narratore, che ritrova nelle cure prodigate instancabilmente il senso della sua missione, ma vale anche per il sacerdote, che dalla spocchiosa e iraconda predica iniziale passa a toni ben più pieni di dolente comprensione verso la fine del romanzo e, infine vale anche per Tarrou, idealista senza più ideale che ha dichiarato una sua personale guerra a tutte le ideologie e le istituzioni che schiacciano il senso di umanità e non tengono conto dell'irriducibile, preziosa unicità di ogni essere umano.

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  • 4

    Quando scoppia una guerra, la gente dice: "Non durerà, è cosa troppo stupida". E non vi è dubbio che una guerra sia davvero troppo stupida, ma questo non le impedisce di durare.

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  • 4

    quando a casa mia passò la gastroenterite

    pensavo di dover morire per carenza di liquidi

    allora buttavo giù la nausea deglutendo

    sono passati dieci anni

    adesso non do un euro ai postulanti per ...continua

    quando a casa mia passò la gastroenterite

    pensavo di dover morire per carenza di liquidi

    allora buttavo giù la nausea deglutendo

    sono passati dieci anni

    adesso non do un euro ai postulanti per ripicca

    sono molto cambiato da allora

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  • 4

    quando a casa mia passò la gastroenterite

    pensavo di dover morire per carenza di liquidi

    allora buttavo giù la nausea deglutendo

    sono passati dieci anni

    adesso non do un euro ai postulanti per ripicca ...continua

    quando a casa mia passò la gastroenterite

    pensavo di dover morire per carenza di liquidi

    allora buttavo giù la nausea deglutendo

    sono passati dieci anni

    adesso non do un euro ai postulanti per ripicca

    sono molto cambiato da allora

    dit a 

  • 3

    Nella città scoppia all’improvviso un’epidemia. All’inizio non si capisce bene di che si tratti, o comunque non si vuol creare allarme tra i cittadini, ma arriva il momento in cui non si può più nasco ...continua

    Nella città scoppia all’improvviso un’epidemia. All’inizio non si capisce bene di che si tratti, o comunque non si vuol creare allarme tra i cittadini, ma arriva il momento in cui non si può più nascondere la testa sotto la sabbia, è necessario prendere delle misure decise per circoscrivere e fermare la peste.

    Il dottor Rieux, illustre e rispettato cittadino di Orano, inizia la cronaca degli eventi, dallo scoppio dell’epidemia fino all’isolamento degli abitanti, per finire con la riapertura delle porte cittadine.

    E’ decisamente un libro da leggere, un classico della letteratura francese del quale non si può ignorare l’esistenza. Però ci sono troppi personaggi dai nomi simili che mettono in non poca difficoltà e l’atmosfera creata dall’autore è esageratamente cupa. Troppa per i miei gusti!

    dit a 

  • 3

    La peste come metafora del male attraverso cui analizzare tutti i sentimenti umani che ne scaturiscono.
    A farla da padrone l'egoismo, la chiusura verso gli altri, la paura anche se qualche esempio pos ...continua

    La peste come metafora del male attraverso cui analizzare tutti i sentimenti umani che ne scaturiscono.
    A farla da padrone l'egoismo, la chiusura verso gli altri, la paura anche se qualche esempio positivo emerge, su tutti la figura del personaggio principale, il dottor Rieux.
    Bel libro, ma a tratti pesante e non all'altezza de L'étranger che ho amato alla follia.

    dit a 

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