La peste

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Publisher: Quinteto

4.1
(4934)

Language: Español | Number of Pages: 288 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , French , Japanese , Chi simplified , German , Italian , Greek , Swedish , Portuguese , Catalan , Polish , Dutch , Finnish , Indian (Hindi) , Danish , Czech , Afrikaans

Isbn-10: 849633306X | Isbn-13: 9788496333062 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Others , Hardcover , Leather Bound

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Social Science

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Book Description
Una epidemia de peste en la ciudad de Orán provoca una era de tortura y de muerte en el mundo. La narración describe admirablemente la atmósfera de la ciudad acosada por la peste y el denuedo de los hombres que arriesgan sus vida para salvarla del atroz bacilo. 
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  • 3

    Tutto un altro stile rispetto a "Lo straniero", questo libro è tipo il riso, cresce cresce, leggi una pagina e aumenta di due, non finisce mai, eterno. Sarà una grande metafora, sarà pure un classico ...continue

    Tutto un altro stile rispetto a "Lo straniero", questo libro è tipo il riso, cresce cresce, leggi una pagina e aumenta di due, non finisce mai, eterno. Sarà una grande metafora, sarà pure un classico, ma due palle!

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  • 4

    Intenso.

    Questo libro ha, per me, molta importanza. È stato il libro che ha dato inizio a un sentimento grande e duraturo.

    L'intreccio narrativo è molto denso e tratteggiato. Nulla è lasciato al caso. I person ...continue

    Questo libro ha, per me, molta importanza. È stato il libro che ha dato inizio a un sentimento grande e duraturo.

    L'intreccio narrativo è molto denso e tratteggiato. Nulla è lasciato al caso. I personaggi, insieme alla peste, questa epidemia dilaniante che dilaga nella nostra città, cambiano e si rinnovano. Acquisiscono empatia e coraggio. Ma vedono sotto una luce completamente diversa la loro vita e quella dei loro concittadini.
    Con una lucidità comune a pochi Camus riesce a immaginare e a tratteggiare con limpida semplicità e naturalezza un morbo mostruoso e le ripercussioni che questo ha su tutti coloro che colpisce. Più o meno direttamente. Perché la peste non risparmia nessuno. Nessun affetto, parente o piccolo che ha sulla sua strada.

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  • 3

    Non mi piace Camus, sono giunto a questa conclusione dopo aver letto questo terzo suo libro. Tutti e tre sono stati faticosi, il primo lo ritengo uno dei più complicati che abbia mai letto, La Caduta, ...continue

    Non mi piace Camus, sono giunto a questa conclusione dopo aver letto questo terzo suo libro. Tutti e tre sono stati faticosi, il primo lo ritengo uno dei più complicati che abbia mai letto, La Caduta, il secondo, lo Straniero mi ha straniato proprio come la vita e-strania il protagonista, il terzo questo, è quello che mi è piaciuto di più ma l'ho abbandonato a metà per quasi due mesi e l'ho concluso forzandomi di farlo in breve tempo per non riabbandonarlo, anche se la parte finale è quella che scorre meglio. Non che scriva male, anzi, scrive spesso molti pensieri/discorsi profondi ma mi sembra un libro invecchiato male. A sorpresa, per me, la morale finale del libro comunque è estremamente positiva. Non rimpiango comunque il tempo "sprecato" per leggerlo

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  • 3

    Ingredienti: un'epidemia che cambia la vita di un'intera città, un destino che accomuna tanti protagonisti diversi, la sofferenza che colpisce e stimola non solo corpi ma emozioni e sentimenti, la dis ...continue

    Ingredienti: un'epidemia che cambia la vita di un'intera città, un destino che accomuna tanti protagonisti diversi, la sofferenza che colpisce e stimola non solo corpi ma emozioni e sentimenti, la disperata lotta tra il bene e il male (vita contro morte) giocata sia sul campo di battaglia della salute che su quello della salvezza.
    Consigliato: a chi vuol farsi contagiare da un virus di riflessioni che danno nuovi sintomi ad ogni rilettura, a chi vuol sorbirsi una medicina un po' aspra che solo con pazienza rivela i suoi benefici.

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  • 4

    Il Faraone che è in noi (Cardinal Martini)

    Ho riletto questo libro dopo aver letto "La ferocia" di Laioia. Uno rimanda all'altro. Entrambi indagano, con grande coraggio, ma anche con efficacia, quella zona oscura che costituisce il nucleo inqu ...continue

    Ho riletto questo libro dopo aver letto "La ferocia" di Laioia. Uno rimanda all'altro. Entrambi indagano, con grande coraggio, ma anche con efficacia, quella zona oscura che costituisce il nucleo inquietante dell'esistenza: il male perpetrato e il male tollerato. Nella zona d'ombra che i due autori cercano di scansionare si sovrappongono e si intrecciano i due ambiti pervasi dal male: l'anima individuale e la comunità umana. Qui il male prospera, ma solo qui può essere neutralizzato. Infatti sia Camus che Lagioia ci regalano la speranza del lieto fine.

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  • 4

    Con questo libro mi sono davvero resa conto di quanto sia improduttivo far studiare la filosofia sui manuali e quanto al contrario sia semplice e intuitivo lo sviluppo del pensiero di un filosofo/scri ...continue

    Con questo libro mi sono davvero resa conto di quanto sia improduttivo far studiare la filosofia sui manuali e quanto al contrario sia semplice e intuitivo lo sviluppo del pensiero di un filosofo/scrittore partendo direttamente dall'opera. Dalla negazione dell'io davanti alle disgrazie della vita de "Lo straniero" si passa alla fratellanza, alla volontà di combattere per cercare un equilibrio, alla speranza di un domani migliore. La peste è tutto questo: una lotta fra l'uomo e un'entità maligna che opera per l'annientamento delle sue virtù.

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  • 3

    Un pò lento ma bello. Il libro è chiaramente metaforico e la peste può simboleggiare tante cose. Un passaggio in particolare evidenzia come sia importante il ruolo personale di ognuno all'interno di u ...continue

    Un pò lento ma bello. Il libro è chiaramente metaforico e la peste può simboleggiare tante cose. Un passaggio in particolare evidenzia come sia importante il ruolo personale di ognuno all'interno di una comunità se si prende consapevolezza dell'influenza positiva che si può esercitare all'interno della stessa: " Per questo, inoltre, l'epidemia non mi insegna nulla, se non che bisogna combatterla al suo fianco, Rieux. Io so di scienza certa (....) che ciascuno la porta in sè, la peste, e che nessuno, no, nessuno al mondo ne è immune. E che bisogna sorvegliarsi senza tregua per non essere spinti, in un minuto di distrazione, a respirare sulla faccia d'un altro e a trasmettergli il contagio. Il microbo, è cosa naturale. Il resto, la salute, l'integrità, la purezza, se lei vuole, sono un'effetto della volontà e d'una volontà che non si deve mai fermare. L'uomo onesto, colui che non infetta quasi nessuno, è colui che ha distrazioni il meno possibile. E ce ne vuole di volontà e di tensione per non essere mai distratti; si, Rieux, essere appestati è molto faticoso; ma è ancora più faticoso non volerlo essere. Per questo tutti appaiono stanchi: tutti, oggi, si trovano un pò appestati. Ma per questo alcuni che vogliono finire di esserlo, conoscono un culmine di stanchezza, di cui niente li libererà, se non la morte."

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