La peste scarlatta

Di

Editore: La scuola

3.9
(397)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 192 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese

Isbn-10: 8835023351 | Isbn-13: 9788835023357 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Gabriella D'Anna

Disponibile anche come: Paperback , Copertina morbida e spillati , eBook , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 5

    La storia è affascinante e il libro, scritto nel 1912, per certi versi è molto visionario e paurosamente verosimile. Mi sono bevuto le sue 80 pagine e le parole del nonno che difende con orgoglio il b ...continua

    La storia è affascinante e il libro, scritto nel 1912, per certi versi è molto visionario e paurosamente verosimile. Mi sono bevuto le sue 80 pagine e le parole del nonno che difende con orgoglio il bisogno di parlare, di usare la lingua e saper pensare per non regredire nuovamente all'era della fine di una civiltà

    ha scritto il 

  • 3

    “In un modo o nell’altro, tutti morivano, i buoni e i malvagi, i capaci e gli inetti, quelli che amavano la vita e quelli che la disprezzavano. Tutti morivano. Ogni cosa moriva.”

    Un Jack London inusuale per quelli come me che lo hanno conosciuto solo con i romanzi del ciclo del grande nord, ciclo che gli portò fama e ricchezza che la sua inquietudine caratteriale gli impedì di ...continua

    Un Jack London inusuale per quelli come me che lo hanno conosciuto solo con i romanzi del ciclo del grande nord, ciclo che gli portò fama e ricchezza che la sua inquietudine caratteriale gli impedì di godere in maniera adeguata.
    Questo piccolo racconto, che più che distopico chiamerei catastrofico, appartiene all’ultima fase della sua produzione, quando licenziava racconti “di maniera”, e quando si era ormai rovinato finanziariamente e intrapreso una strada che di li a poco lo avrebbe portato al suicidio.
    Il Racconto non è male e neanche lo scenario di fondo, l’ennesimo “The day after”, questa volta postmalattia virale che uccide tutti gli abitanti della terra, risente però di una costruzione troppo teleguidata su canoni nazionalpopolari, mancando così di una certa originalità.
    Un ottimo racconto con delle buone potenzialità non sfruttate adeguatamente da un London che in quel periodo aveva ben altro per la testa…

    ha scritto il 

  • 4

    Diecimila anni di cultura e civiltà svaniti in un batter d’occhio, “fugaci come schiuma”.

    La peste scarlatta uscì nel 1912 sulla rivista “The London Magazine”. In Italia fu pubblicato nel 1927 dalla ...continua

    Diecimila anni di cultura e civiltà svaniti in un batter d’occhio, “fugaci come schiuma”.

    La peste scarlatta uscì nel 1912 sulla rivista “The London Magazine”. In Italia fu pubblicato nel 1927 dalla casa editrice Sonzogno.

    Nel 2013 un’epidemia falcidiò l’umanità. Pochissimi i sopravvissuti. Sessant’anni dopo, uno di questi, l’ottuagenario professor Smith racconta al nipote dodicenne Edwin e ad altri ragazzi la storia della Morte scarlatta.
    La società è regredita, il sapere perduto; l’unico modo per tramandare la storia è il racconto orale, ma i giovinetti non comprendono il linguaggio del vecchio. Il suo racconto pare loro farneticante.
    “Il mondo era pieno di gente. Stando al censimento del 2010 l’intera popolazione mondiale era di otto miliardi... […]sì, otto miliardi di persone vivevano sulla terra quando attecchì la Morte Scarlatta.”
    A quel tempo comandava il Consiglio dei Magnati dell’Industria. Smith era un professore universitario. Apparteneva, come diversi privilegiati, alla classe dirigente. Poi c’erano gli altri, chiamati da quelli come Smith “uomini liberi”. Ma solo per scherzo. In realtà erano schiavi, vivevano delle briciole, e se osavano ribellarsi subivano punizioni o venivano lasciati morire di fame.
    L’epidemia non fece distinzioni fra potenti e miseri.
    Gli scampati imbarbarirono tutti allo stesso modo col degradare della civiltà.

    Uomini, bambini e animali sono ora ugualmente selvaggi, in questo luogo primitivo, dove ognuno cerca di difendersi, domare, prevalere.
    I puma spingono i cavalli fino al mare. I leoni marini mugghiano sulla scogliera. L’ultimo aereo ha solcato il cielo sessant’anni fa. Testimoni di quel mondo lontano rimangono i binari orfani invasi dalle erbacce. E alcuni volumi della biblioteca del professor Smith custoditi in una grotta.
    La Storia tragicamente interrotta riprende il suo cammino, ma il vecchio sa che tutto si ripeterà. Il cerchio si apre. Il cerchio si chiude. In un moto perpetuo.
    “La polvere da sparo tornerà. Niente potrà impedirlo... la stessa vecchia storia si ripeterà. L’uomo si moltiplicherà e gli uomini si combatteranno. La polvere da sparo permetterà agli uomini di uccidere milioni di uomini, e solo a questo prezzo, con il fuoco e con il sangue, si svilupperà, un giorno ancora lontanissimo, una nuova civiltà. E a che pro? Come la vecchia civiltà si è estinta, così si estinguerà la nuova. Ci vorranno forse cinquantamila anni per costruirla, ma finirà per estinguersi. Tutto si estingue.”

    Che ansia.
    3.5

    ha scritto il 

  • 3

    "Fugaci i sistemi come schiuma." (p. 20)

    "Schiuma, e fugacità. Tutta la fatica dell'uomo su questo pianeta si è rivelata altrettanta schiuma." (p. 20)

    ha scritto il 

  • 3

    Credo che si possa chiamare libriccino anche se acquistato presso il Libraccio. In ogni caso, sono 80 pagine, che nel viaggio A/R sul regionale veloce Firenze-Bologna, si leggono tutte e avanza temp ...continua

    Credo che si possa chiamare libriccino anche se acquistato presso il Libraccio. In ogni caso, sono 80 pagine, che nel viaggio A/R sul regionale veloce Firenze-Bologna, si leggono tutte e avanza tempo per scrivere una recensione. Il fatto è che non c'è tantissimo da dire: io credo che si legga per svagare, imparare, sapere, divertirsi o migliorare se stessi. A mio parere, questo racconto non adempie a nessuna di queste missioni. Tuttalpiù si possono tributare i meritati onori a jack London, lo scrittore, che ha saputo vedere piuttosto bene nel futuro, inaugurando un filone che nel tempo è diventato ricco e importante. Tutti quelli che hanno scritto dopo hanno sicuramente dovuto fare i conti con questa peste scarlatta. Per gli sventurati che hanno subito il contagio, i sintomi sono un arrossamento improvviso della pelle, soprattutto del viso, come dopo un bacio prolungato con un uomo mal rasato. Dopo di che, intorpidimento degli arti, cominciando dai piedi e, via via, su a salire. Quando la stanchezza arriva all'altezza del cuore, sopraggiunge la fine come una liberazione. Se si è lettori, c'è da dire che il libro finisce prima che diventi doloroso e si inizi a soffrire.

    ha scritto il 

  • 4

    Il mondo del futuro post-catastrofe dipinto qui da Jack London anticipa largamente l’ambientazione che farà da scenario in diversi altri libri di fantascienza di questo genere che ne sono seguiti e ch ...continua

    Il mondo del futuro post-catastrofe dipinto qui da Jack London anticipa largamente l’ambientazione che farà da scenario in diversi altri libri di fantascienza di questo genere che ne sono seguiti e che specialmente oggi godono di particolare successo.
    Il che ne fa senz’altro motivo di interesse e modo di apprezzare le grandi capacità di visione e di narrazione di uno dei grandi padri della letteratura moderna, appartenente all’indiscutibile cerchia dei classici. Qui il racconto è piuttosto breve, e alla fine ne è chiaro l’intento apologetico: anche dopo la catastrofe la razza umana sembra destinata a rifondarsi sulle stesse premesse della società attuale: chi si sente destinato al potere in base alla propria forza, chi in base alla propria intelligenza o furbizia, chi è innvece destinato ad obbedire ed essere sfruttato, credendo supinamente a tutto ciò che gli può essere inculcato perché così destinato dalla sua ignoranza. I tre nipoti del vecchio che narra loro (da ultimo testimone –superstite) di come in pochissimo tempo l’umanità fu annientata da un microrganismo invisibile sembra incarnino già le tre possibilità che la società umana ha sempre creato in ogni luogo del mondo. Il futuro sembra destinato a rigenerare ancora una volta il passato. Da notare che La peste scarlatta, scritto nel primo decennio dello scorso secolo, è ambientato curiosamente proprio ai nostri giorni, nel secondo decennio del nostro secolo.
    Lo sfruttamento dell’ignoranza e l’interesse delle classi al potere perché le masse vi permangano anche con l’uso della coercizione e della forza è peraltro anche il tema portante dell’altro ancora più breve racconto compreso nello stesso libro (“Un frammento curioso”), proiettato in un futuro ancora più spinto (viene riportato come un frammento storico risalente al XXVI o al XXVII secolo pubblicato nel 4427) dove la classica ripartizione nelle tre classi suddette viene sempre più duramente e iniquamente applicata.
    Appare quindi chiaro il pessimismo di London, che spinge però a considerare le armi della cultura e della conoscenza come le sole possibili per risollevare il mondo dall’ingiustizia e ineguaglianza cui sembra inevitabilmente predestinato.
    La lettura è godibile. London, come già detto è un grande scrittore. Ma ben più affascinante, scritto negli stessi anni e con un titolo simile mi è parso il lungo romanzo “La nube purpurea “ di Shiel, ugualmente ambiento dopo una catastrofe distruttiva del mondo e che racconta dell’unico uomo miracolosamente sopravvissuto, unico almeno fino a che non incontra anche una giovane donna…
    Meno intenti politico-sociali, ma un respiro ben più ampio sotto l’aspetto puramente letterario, nello sviluppo di una storia più complessa, nella descrizione delirante di un mondo in lento disfacimento, della follia che lentamente progredisce nell’uomo lasciato solo, padrone del mondo…
    4 stelle, ma più allo scrittore che all'opera. Troppo apertamente apologetica per i miei gusti,.

    ha scritto il 

  • 5

    Una bomba

    ad orologeria condensata in 81 pagine. Un nero denso e pastoso che investe d'oscurità qualsiasi altra sfumatura di colore, scarlatto compreso. Ora mi sparo un bel bicchiere di acqua, limone e bicarbon ...continua

    ad orologeria condensata in 81 pagine. Un nero denso e pastoso che investe d'oscurità qualsiasi altra sfumatura di colore, scarlatto compreso. Ora mi sparo un bel bicchiere di acqua, limone e bicarbonato per digerire e mi leggo Osho per riconciliarmi un po' col mondo; ne sento proprio il bisogno.

    ha scritto il 

  • 4

    London è grande

    Scritto nel 1912, racconto orale sulla catastrofe che sterminò la popolazione mondiale nel 2013. Un vecchio professore, l'unico ancora in vita che ha vissuto l'accaduto, tenta 60 anni dopo di tramanda ...continua

    Scritto nel 1912, racconto orale sulla catastrofe che sterminò la popolazione mondiale nel 2013. Un vecchio professore, l'unico ancora in vita che ha vissuto l'accaduto, tenta 60 anni dopo di tramandare ciò che fu della civiltà umana e spiegare cosa accadde quando arrivò la Morte Rossa. Prima metà stupenda, seconda metà più debole. Epidemiologia piuttosto moderna. Le previsioni che fa London sui numeri della popolazione mondiale ai giorni nostri mi hanno particolarmente colpito per la vicinanza a quelli reali. Certe sue immagini del futuro sono geniali, altre meno riuscite. È indubbio che tutti quelli che sono venuti dopo London, nel filone catastrofico e simili, hanno attinto non poco anche da qui. Il libro si apprezza particolarmente se contestualizzato in quegli anni.

    ha scritto il