La pianista

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Publisher: Cículo de Lectores

3.4
(636)

Language: Español | Number of Pages: 284 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Italian , French , Catalan

Isbn-10: 8467210176 | Isbn-13: 9788467210170 | Publish date: 

Translator: Pablo Diener Ojeda

Also available as: Paperback , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Book Description
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  • 3

    La morale non c'entra nulla, tanto per chiarire. Altrimenti basterebbe infilare un pò di manie sudicie e morbose in un libercolo per invocare ogni volta il capolavoro.

    Il fastidio sì, c'entra. E a un ...continue

    La morale non c'entra nulla, tanto per chiarire. Altrimenti basterebbe infilare un pò di manie sudicie e morbose in un libercolo per invocare ogni volta il capolavoro.

    Il fastidio sì, c'entra. E a un certo punto non vedi più i personaggi che ripetono le proprie ossessioni come mantra, ma l'autrice sudaticcia che pigia i tasti del computer, trafelata, per paura di non riuscire a fissare nella parola scritta il bailamme interiore.

    Lo scrittore, si sa, parla sempre di se. La Jelinek sarà Erika o sua madre? O non piuttosto Klemmer, biondo e bello ma con la cilecca in agguato e, infine, vincitore della singolar tenzone con la zitella stagionata?

    Il lettore comune si chiede perchè mai tirarla via così lunga: trecento pagine di morbosità piuttosto disgustosa. Notevole qualità letteraria, sia chiaro: fraseggio ricco e articolato, una sottile ironia che fa capolino, e molto belle le immagini che scandiscono le lunghe descrizioni come punteggiatura.

    Quel che dispiace, insomma, è la costrizione patita (e che prepotenza non usare i paragrafi, non si sa dove fermarsi) l'ansia che si protrae troppo, troppo. Nessuno si aspetta l'happy end, ma la scelta della chiosa simbolista sembra piccina e sproporzionata dopo tali e tante premesse. La povera Erika si camuffa da teenager in minigonna per poi scalfirsi appena, mentre il bel Walter svolazza con la bionda coetanea.

    said on 

  • 5

    La quotidianità del male

    Lucido e spietato ritratto di famiglia che si impernia sul rapporto madre figlia e su quello non meno malato tra la protagonista e un ragazzo di belle speranze. La quotidianità del male.

    said on 

  • 3

    Angosciante

    La storia ruota attorno ad un rapporto malato tra madre e figlia. Erika, professoressa di pianoforte, è cresciuta con una madre opprimente, che l’ha privata di qualsiasi forma di amore naturale, spont ...continue

    La storia ruota attorno ad un rapporto malato tra madre e figlia. Erika, professoressa di pianoforte, è cresciuta con una madre opprimente, che l’ha privata di qualsiasi forma di amore naturale, spontaneo e caloroso. Sin da quando era una bambina, è stata tenuta in cattività, all’oscuro dall’affetto e dai piaceri della vita. Solo l’arte potrebbe rappresentare un possibile riparo, eppure anche quella viene vissuta in maniera ossessiva, quasi come una corsa verso premi e nemici da superare.
    Erika vive in incognita, spia e deride tutti, cova malvagità. E’ una squilibrata, al di fuori di ogni concetto di “sano” e “normale”. Quasi un “rifiuto della società”, come la definisce l’autrice stessa. Tanto che anche quando è ad un passo dallo sperimentare e vivere l’amore, Erika non riesce a concepire di poterlo meritare.
    È una storia angosciante, ed è così che viene raccontata. Non posso negarne la potenza a livello di contenuti e soprattutto a livello linguistico, dato che il libro è pieno di metafore e riferimenti molto ricercati e ad effetto, ma ho fatto davvero tanta, troppa fatica a terminare questo libro per poter dire di averlo apprezzato in pieno. Ecco, non che una storia leggera fosse tra gli obiettivi dell’autrice, però ci sono dei punti in cui il romanzo non andava proprio giù.

    said on 

  • 5

    Citazione

    C'è sempre qualcuno che riesce ad insinuarsi nelle SUE percezioni. La plebaglia non solo si impadronisce dell'arte senza essere autorizzata, ma penetra pure nell'artista, prende dimora di lui e rompe ...continue

    C'è sempre qualcuno che riesce ad insinuarsi nelle SUE percezioni. La plebaglia non solo si impadronisce dell'arte senza essere autorizzata, ma penetra pure nell'artista, prende dimora di lui e rompe subito qualunque finestra verso l'esterno, per vedere e farsi vedere.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    2

    La scrittura ha ritmo quasi un Allegretto, azzarderei. Frasi bellissime, che ti chiedi come si possa descrivere tanto con parole semplici di uso comune, scavano l'anima come un martelletto da roccia. ...continue

    La scrittura ha ritmo quasi un Allegretto, azzarderei. Frasi bellissime, che ti chiedi come si possa descrivere tanto con parole semplici di uso comune, scavano l'anima come un martelletto da roccia. ma tutto è intriso di inquietudine e disagio.
    Non ci sono pause, è ingolfato di introspezione e si deve arrivare alle ultime pagine per avere un po' di movimento.
    Comprendo che avrebbe snaturato la struttura del romanzo, ma i dialoghi diretti lo avrebbero reso più leggibile, meno pesante.
    E' tutto intimo, fosco e malato.
    E più che la protagonista, che con cotanta madre meglio di così non si poteva sperare venisse, il "giovane allievo"!
    Voglio dire, l'oggetto della tua voglia (che chiami 'amore' in ossequio alla forma, visto che sai già sarà un trastullo prima di altro) Ti si offre completamente, spoglia la propria anima di ogni preconcetto e falso moralismo e si affida alle tue mani chiedendoti anche una prova d'amore esasperata, borderline, se vuoi, ma totale e tu che fai? Sbrocchi?
    Pirla.
    Avresti dovuto ringraziare devoto, goderne e darne altrettanto. Invece nulla.
    Nel 2004 le venne assegnato il Nobel per la letteratura. Questa la motivazione: “per il flusso melodico di voci e controvoci in romanzi e testi teatrali, che con estremo gusto linguistico rivelano l'assurdità dei cliché sociali e il loro potere”.
    Perfetta.
    La sensazione che pervade alla fine è di incompiutezza e mortificazione.
    L'autrice descrive magnificamente una realtà paludosa ed asfissiante.
    Lei è brava, ma io ne esco provata ed ora ho bisogno di TANTA leggerezza per riavermi.

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  • 2

    Deludente

    È il secondo Nobel (dopo LeClezio) che mi delude: spero proprio che non sia stato questo libro a farle meritare il premio. Scrittura contorta., che mi ha reso difficile la lettura. Sono stato tentato ...continue

    È il secondo Nobel (dopo LeClezio) che mi delude: spero proprio che non sia stato questo libro a farle meritare il premio. Scrittura contorta., che mi ha reso difficile la lettura. Sono stato tentato più volte di abbandonare il libro e sono arrivato alla fine con molta, molta fatica.

    said on 

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