La piazza del Diamante

di | Editore: BEAT
Voto medio di 1071
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La piazza del Diamante è il racconto di una vita: la storia di Natàlia, una ragazza molto semplice, ingenua, abituata a non esprimere le proprie emozioni, che si ritrova a vivere nella Barcellona della Repubblica e della guerra civile, il dramma ... Continua
Ha scritto il 10/04/17
E’ un gran bel romanzo, non c’è che dire. I ritratti di se stessa e del marito Quimet, tracciati da Colombetta (o Colometa), sono indimenticabili, dolenti e melanconici così come alcuni scenari: la torre-piccionaia, l’attraversamento a ...Continua
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Ha scritto il 25/03/17
Per circa metà libro sembra la storia di una ragazza un po' ingenua e facilmente manipolabile, un libro leggero e quasi sbarazzino, poi invece si trasforma e tutto, con la guerra, cambia. E diventa un gran bel libro, angoscioso e disperato e poi ...Continua
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Ha scritto il 03/03/17
Davvero un bel libro, scritto in modo magistrale da un'autrice poco conosciuta in Italia ma davvero meritevole. La storia di Natalia mi ha emozionata e coinvolta fin dalle prime pagine; a fine lettura mi sono rimaste impresse soprattutto alcune ...Continua
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Ha scritto il 12/01/17
VOGLIO FARE UN PO' DI SANO E BUONO INTELLETTUALISMO.LIBRO STUPENDO. PUNTO.per chi è abituato alla lettura e a leggere per davvero.uno stile di scrittura che tratteggia vita e psiche. una storia divisa in due parti dallo stile, con una crescita ...Continua
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Ha scritto il 08/11/16
Tenero, dolce, triste; racconta come meglio non si potrebbe la fatica e (..forse..) il privilegio di essere donna. Probabilmente non lo avrei apprezzato se fossi stata più giovane perchè non lo avrei capito. Può darsi che sia questo il motivo per ...Continua
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Ha scritto il Oct 31, 2016, 13:28
Le donne, dicevano, muoiono spaccate… Comincia quando si sposano. E se non si sono ben spaccate, la levatrice finisce di spaccarle col coltello o a colpi di vetri di bottiglia, e restano così per sempre, o strippate o ricucite, e per questo le ...Continua
Ha scritto il Oct 31, 2016, 13:28
cominciarono a dirmi cose per darmi fastidio e uno più sveglio si avvicinò più degli altri e disse, sei buona. Come se fossi un piatto di minestra. Tutto sommato, la cosa non mi piacque per niente. Era vero però che mio padre mi diceva sempre ...Continua
Ha scritto il Oct 31, 2016, 13:27
Vivevo come deve vivere un gatto: su e giù, a coda bassa, a coda ritta, adesso è ora di mangiare, adesso è ora di dormire; con la differenza che un gatto non deve lavorare per vivere. A casa si viveva senza parole e le cose che portavo dentro mi ...Continua
Ha scritto il Oct 30, 2013, 08:00
(...) e con le braccia sul viso per difendermi da non so che, lanciai un urlo d’inferno. Un urlo che dovevo portarmi dentro da molti anni, e con quell’urlo, così ampio che aveva fatto fatica a passarmi per la gola, dalla bocca mi uscì un ...Continua
Ha scritto il Jul 13, 2009, 18:17
(..) quel pezzetto di niente che mi era vissuto tanto tempo dentro era la mia giovinezza che fuggiva con un urlo che non sapevo bene cosa fosse....distacco?
Pag. 213

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