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La pioggia prima che cada

Di

Editore: Feltrinelli

3.6
(3969)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 219 | Formato: eBook | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco , Portoghese

Isbn-10: 8807946866 | Isbn-13: 9788807946868 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Delfina Vezzoli

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Gay & Lesbian

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Descrizione del libro
La Zia Rosamond non è più. È morta nella sua casa nello Shropshire, dove viveva sola, dopo l'abbandono di Rebecca e la morte di Ruth, la pittrice che è stata la sua ultima compagna. A trovare il cadavere è stato il suo medico. Aveva settantatré anni ed era malata di cuore, ma non aveva mai voluto farsi fare un bypass. Quando è morta, stava ascoltando un disco - canti dell'Auvergne - e aveva un microfono in mano. Sul tavolo c'era un album di fotografie. Evidentemente, la povera Rosamond stava guardando delle foto e registrando delle cassette. Non solo. Stava anche bevendo del buon whisky, ma& Accidenti, e quel flacone vuoto di Diazepam? Non sarà stato per caso un suicidio? La sorpresa viene dal testamento. Zia Rosamond ha diviso il suo patrimonio in tre parti: un terzo a Gill, la sua nipote preferita; un terzo a David, il fratello di Gill; e un terzo a Imogen. Gill e David fanno un po' fatica a capire chi sia questa Imogen, perché prima sembra loro di non conoscerla, poi ricordano di averla vista solo una volta nel 1983, alla festa per il cinquantesimo compleanno di Rosamond. Più di vent'anni prima, dunque. Imogen era quella deliziosa bimba bionda di sette o otto anni venuta con gli altri a festeggiare la padrona di casa: una bimba dolcissima e silenziosa, che si muoveva quasi furtivamente. Sembrava che avesse qualcosa di strano. Sì, era cieca. Occorre dunque ritrovare Imogen per informarla della fortuna che le è toccata. Ma per quanti sforzi si facciano, Imogen non si trova. E allora non resta - come indicato dalla stessa Rosamond in un biglietto scritto prima di morire - che ascoltare le cassette. Le cassette incise dalla donna mentre sfogliava l'album di fotografie selezionando le venti istantanee in cui poteva compendiarsi la sua vita. E, assieme a Gill e alle sue due giovani figlie, il lettore ascolta la voce di Rosamond raccontare la storia della famiglia, le drammatiche vicende che hanno portato alla scomparsa di Imogen, tracciando uno spaccato di una certa società inglese.
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  • 4

    Finalmente un libro che si fa leggere tutto d'un fiato. Trama intrigante, struttura architettonica perfetta, ingredienti suggestivi, alcune riflessioni non superficiali!! ottimo compagno del mio viaggio in Tanzania

    ha scritto il 

  • 3

    Libro letto in un sol pomeriggio, cotto e mangiato come uso dire io. Eppure non si tratta di un libro facile. Certo non è facile farsi un'idea precisa di quest'autore. Intuisco che il suo modo di scrivere, così come i suoi personaggi hanno uno strano rapporto con il caso. Sono inafferrabili eppur ...continua

    Libro letto in un sol pomeriggio, cotto e mangiato come uso dire io. Eppure non si tratta di un libro facile. Certo non è facile farsi un'idea precisa di quest'autore. Intuisco che il suo modo di scrivere, così come i suoi personaggi hanno uno strano rapporto con il caso. Sono inafferrabili eppure necessari, ineluttabili come il loro destino. Forse la chiave della lettura si trova in questo dispiegarsi della vicenda per ben tre generazioni e nei ritratti di tre donne che, a modo loro, risultano dominanti: Beatrix, Thea, Imogen, come anche nell' intrecciarsi di ciò che è sbagliato e di ciò che è giusto nella loro storia. Nell'avverarsi di ciò che non può essere evitato e nell'accettazione dei contrasti insanabili che ti avvicinano alla realtà sta il lievito di questa scrittura apparentemente leggera e non per questo meno profonda

    ha scritto il 

  • 4

    Questo romanzo esalta il potere dell'uso della prima persona nel raccontare una storia. Dalla descrizione di una fotografia, zia Rosamond ci conduce nel complesso mondo sentimentale di una vita, dagli intrecci tristi e commoventi. Forse anche troppo.
    La maestria raggiunta in "La casa del sonno" q ...continua

    Questo romanzo esalta il potere dell'uso della prima persona nel raccontare una storia. Dalla descrizione di una fotografia, zia Rosamond ci conduce nel complesso mondo sentimentale di una vita, dagli intrecci tristi e commoventi. Forse anche troppo. La maestria raggiunta in "La casa del sonno" qui non è così evidente, forse. Coe, tuttavia, risulta sempre profondamente sensibile e originale.

    ha scritto il 

  • 4

    "Il disegno che stava cercando era scomparso. Peggio ancora, non era mai esistito. Come avrebbe potuto? Quello in cui aveva sperato era un'invenzione, un sogno, una cosa impossibile: come la pioggia prima che cada."

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    l'essenziale invisibile

    Un intreccio tri-generazionale che racconta il desiderio e l'impegno di restituire una storia e uno sfondo, con la consapevolezza che una storia è un'eredità.
    Zia Rosamond prima della sua morte, registra su dei nastri il racconto della storia che ha fatto da sfondo alla nascita e alla vita di Imo ...continua

    Un intreccio tri-generazionale che racconta il desiderio e l'impegno di restituire una storia e uno sfondo, con la consapevolezza che una storia è un'eredità. Zia Rosamond prima della sua morte, registra su dei nastri il racconto della storia che ha fatto da sfondo alla nascita e alla vita di Imogen, la destinataria di questo dono. La speranza di Rosamond sembra essere quella di restituire alla giovane Imogen la possibilità di ricostruire il senso della sua vicenda personale e della sua identità. Un'identità apparentemente senza radici, perchè quelle radici Imogen non le conosce. Tutto quello che ha portato a Imogen è sbagliato, ma tutto in lei è giusto.. ed è questo il motivo per cui Imogen è per Rosamond felicemente inevitabile.

    Il cerchio potrebbe chiudersi nel passaggio del testimone attraverso la consegna delle memorie di Rosamond, ma le pagine di questo libro hanno in serbo qualcosa di più. Forse il senso può essere più e meno di una storia. Forse può avere la consistenza della pioggia prima che cada: "può ben renderti felice anche se non è reale", puoi sentirla, anche se è intangibile. Il senso, a volte, puoi trovarlo e viverlo, anche se non puoi vederlo e saperlo.

    Nessuna storia è superflua però, anche se i suoi destinatari nel tempo possono cambiare in modo imprevedibile.

    ha scritto il 

  • 3

    Non male ma di sicuro non memorabile.
    La zia rosamond poco prima di morire registra varie audiocassette in cui vuol spiegare la storia della famiglia a una lontana parente (nipote?), Imogen, della quale ha perso le tracce. Rosamond spera che qualcuno sia in grado di rintracciare la ragazza e farl ...continua

    Non male ma di sicuro non memorabile. La zia rosamond poco prima di morire registra varie audiocassette in cui vuol spiegare la storia della famiglia a una lontana parente (nipote?), Imogen, della quale ha perso le tracce. Rosamond spera che qualcuno sia in grado di rintracciare la ragazza e farle avere questa testimonianza.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Lieve. Sarebbe lieve riuscire a scorgere - al di là delle nuvole, là dove alcuni di noi hanno collocato un dio - la pioggia prima che cada. Deve essere un'esperienza lieve, ma allo stesso tempo assoluta, come riuscire a intercettare una lacrima prima che cada al pensiero di Rebecca nuda, per la p ...continua

    Lieve. Sarebbe lieve riuscire a scorgere - al di là delle nuvole, là dove alcuni di noi hanno collocato un dio - la pioggia prima che cada. Deve essere un'esperienza lieve, ma allo stesso tempo assoluta, come riuscire a intercettare una lacrima prima che cada al pensiero di Rebecca nuda, per la prima volta, nel tuo letto, mentre il fidanzato che hai appena scaricato bussa come un folle alla tua porta, chiedendo una spiegazione. Un'esperienza assoluta, dicevo, come vedere Thea sibilare, senza un'emozione, che sua madre Beatrix non ti nomina mai. Questo romanzo è un romanzo sulla condizione umana, vista attraverso lo specchio dei ricordi di una donna, che ripercorre, in una serie di registrazioni ispirate a fotografie in cui ha condensato tutta quella che è stata la sua vita, gli eventi salienti della sua esistenza. I grandi amori che ha perduto, le figlie che non ha mai avuto, e le follie, le crisi di cui ogni vita si compone. Il tocco di Coe è delicato, ma penetrante, come la pioggia quando si decide a cadere, e lascia ogni istante con il sospetto che qualcosa stia tacendo nell'ombra di quelle nuvole che non hanno ancora deciso di liberarsi del loro umido peso. Questo qualcosa è il senso. Il senso della storia di Rosamund, il senso della cecità di Imogen, il senso della fine della storia con Rebecca, del dipinto di Ruth, della fine dell'innocenza di Thea. La storia viene raccontata a Imogen, ragazza cieca, che viene invitata dalla voce di Rosamund a vedere cose che non può - per forza di cose - vedere: la propria storia. Qualcosa che esiste già, anche se in forma impalpabile, per chi non sa e non può vedere. Come la pioggia prima che cada. Questo è stato il senso che ho trovato e seguito fino alle ultimissime pagine, quando mi sono reso conto di un messaggio più subdolo, più profondo: nella catena quasi Nietzschiana di ritorni, deve esistere un senso più profondo, ma anche chi conosce ogni cosa, chi ha ascoltato tutte le cassette di Rosamund, chi ha letto tutta la lettera di Thea, e tutti gli avvenimenti legati a Gill e alle sue figlie, anche tutti loro (ossia noi lettori) non riescono a trovarlo. Perché siamo tutti ciechi in balia di eventi che non riusciamo a spiegarci, ma che sono esattamente come Ruth, inevitabili. Mi viene in mente Baricco... siamo tutti meravigliosi, e facciamo tutti schifo. E chi non lo è, in questo romanzo? Rosamund sembra salvare sul finale solo Imogen, ma perché non la tenera Beatrix bambina? O la piccola Thea? Forse il punto è un altro... quando cresciamo perdiamo quella sensibilità che ci permette di capire che un senso effettivamente esiste (basti pensare al momento in cui Thea pronuncia le parole circa la pioggia che danno il titolo al romanzo), e ci smarriamo nella nostra rabbia, nei nostri dolori, nelle nostre frustrazioni, nei nostri risentimenti. Forse arrendersi all'impossibilitò di vedere, come fa Imogen, è il senso. Perché in fondo possiamo credere a quello che vogliamo, al destino o a un dio, ma resta un dato essenziale: che c'è qualcosa nella pioggia che ci accompagna sempre, e che deve esserci un significato profondo nel momento in cui la pioggia non è ancora pioggia. E questo qualcosa è probabilmente il senso di tutte le nostre vite. Coe non avrebbe potuto usare immagini più profonde. La pioggia cade sui giusti e sugli ingiusti ugualmente. Buon sistema, sì. Ma il senso di questo sistema è al di là delle nuvole. Coe non è dio (che, tra l'altro, a detta di qualcuno è nella pioggia), e non pretende di spiegarci quale sia questo significato. Ci dice solo che deve esserci. Tanto basta.

    ha scritto il 

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