La plaça del Diamant

Per

Editor: Club Editor

3.9
(1027)

Language: Català | Number of Pàgines: | Format: Paperback | En altres llengües: (altres llengües) Spanish , English , Italian , German

Isbn-10: 8473291069 | Isbn-13: 9788473291064 | Data publicació: 

També disponible com: Others , Softcover and Stapled , Hardcover

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descripció del llibre
Quan la Natàlia se'n va a ballar en un envelat de Gràcia, no sospita pas que la seva vida està a punt de donar un capgirell. Que aquell noi amb ullets de mico li canviarà el nom i li omplirà la casa de coloms i criatures. Ni tampoc que vindrà una república i una guerra. La Natàlia ens explica la seva vida com si no se n'adonés; el pes de la guerra s'hi fa més angoixós com més ingènuament se'ns revela, i la figura de la Colometa va prenent el valor de tota la humanitat anònima. Més de seixanta edicions catalanes i vint-i-set traduccions a altres llengües revelen l'acolliment de La plaça del Diamant arreu del món.
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  • 0

    Concordo con la quarta copertina secondo la quale l'autrice riesce perfettamente a rendere l'atteggiamento ingenuo della protagonista della storia. Processo non facile, quindi complementi a Rodoreda.
    ...continua

    Concordo con la quarta copertina secondo la quale l'autrice riesce perfettamente a rendere l'atteggiamento ingenuo della protagonista della storia. Processo non facile, quindi complementi a Rodoreda.
    Detto questo, dieci pagine di ingenuità sarebbero già pesanti, duecentocinquantacinque sono quasi insopportabili.

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  • 4

    La Piazza Del Diamante

    La Piazza del Diamante è la storia di una donna , dell'amore,la storia di una gioventù frustata . Tra realismo e simbolismo.Ma può essere letta anche come metafora della storia della Catalogna,dagli a ...continua

    La Piazza del Diamante è la storia di una donna , dell'amore,la storia di una gioventù frustata . Tra realismo e simbolismo.Ma può essere letta anche come metafora della storia della Catalogna,dagli anni trenta agli anni sessanta.
    MACONDO

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  • 3

    Tu vivi la tua miglior gioventù possibile – troverà sempre il modo per farti del male e per restare comunque la tua età più bella – che tanto la tua vita un modo per tirarti dentro a una guerra, a una fine del mondo, lo trova sempre.

    Asparagina. La cucina puzzava di scarafaggi. Erano tutti vecchi, almeno quarantenni. E Quimet diceva che lui e io eravamo uguali, perché io avevo fatto i bambini e lui aveva fatto un verme lungo quind ...continua

    Asparagina. La cucina puzzava di scarafaggi. Erano tutti vecchi, almeno quarantenni. E Quimet diceva che lui e io eravamo uguali, perché io avevo fatto i bambini e lui aveva fatto un verme lungo quindici metri. Puzzavo tutta di colombi. Invece di spaventare i colombi perché abbandonassero la covata, cominciai a prendere le uova e a scuoterle furiosamente. Aspettavo che dentro ci fosse il colombino. Che gli si spaccasse la testa contro il guscio dell’uovo. Presi la vergogna per il collo. Non avevo nemmeno un centesimo per comprare l’acido muriatico. La scala puzzava di piume. Bisognava vivere. Avevamo di tutto. Biancheria, piatti, posate, e sapone profumato. Era schiacciato e gli usciva un pezzo di budello mischiato a sangue e dal buchetto di sotto gli usciva il musetto di un topolino che stava per nascere. E ne saliva un puzzo di olive. Il letto era caldo come la pancia di un canarino, ma Antoni tremava.

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  • 4

    Libro davvero bello che vede sullo sfondo la storia della Spagna dal periodo repubblicano (più sereno) al periodo successivo alla guerra civile (più oppressivo), e in primo piano la storia di una donn ...continua

    Libro davvero bello che vede sullo sfondo la storia della Spagna dal periodo repubblicano (più sereno) al periodo successivo alla guerra civile (più oppressivo), e in primo piano la storia di una donna, Nàtalia, semplice, vera e autentica, una donna normale che deve trovare la forza di sopravvivere alle avversità della vita.
    Nàtalia è tutte noi.

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  • 4

    Scritto in prima persona con un linguagio semplice , ma potente;coinvolgenti e trascinanti i pensieri di Natalia ci accompagnano e raccontano la sua vita. Mercè è una scrittrice sicura e raffinata. ...continua

    Scritto in prima persona con un linguagio semplice , ma potente;coinvolgenti e trascinanti i pensieri di Natalia ci accompagnano e raccontano la sua vita. Mercè è una scrittrice sicura e raffinata.

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  • 2

    Mamma che tedio.
    La narrazione con lo stream of consciousness non ha per niente aiutato (tranquilla Mercè, non l'ho apprezzata nemmeno in autori 'grandi' come la Woolf o Joyce.. Non sei tu. E' proprio ...continua

    Mamma che tedio.
    La narrazione con lo stream of consciousness non ha per niente aiutato (tranquilla Mercè, non l'ho apprezzata nemmeno in autori 'grandi' come la Woolf o Joyce.. Non sei tu. E' proprio la tecnica che mi mette sonno e irritazione), così come i personaggi: lei che si fa tiranneggiare e trattare male dal marito deficiente che, giuro, avrei preso volentieri a sberle.

    Grande, grandissima antipatia, il resto della storia passa in terzo o quarto piano..

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  • 4

    Possono le ultime battute di un testo cambiarne tutta la prospettiva?
    Ma andiamo per ordine.
    Questo libro è stato un accavallarsi di parole ordinarie, che descrivevano azioni banali, utili alla vita ...continua

    Possono le ultime battute di un testo cambiarne tutta la prospettiva?
    Ma andiamo per ordine.
    Questo libro è stato un accavallarsi di parole ordinarie, che descrivevano azioni banali, utili alla vita ma superflue alla prosa, una storia di guerra che non parla di Guerra bensì di fatti spicci e meccaniche conseguenze, motivo per cui ho sbuffato per la maggior parte del tempo, poi verso la fine due brani sono stati per me i chiavistelli buoni ad aprire la cassa di un testo la cui Potenza sta nel non dire, uno è il resoconto scarno di una vita qualunque "...lanciai un urlo d'inferno. Un urlo che dovevo portarmi dentro da molti anni, e con quell' urlo, (...) dalla bocca mi uscì un pezzetto di niente, come uno scarafaggio di saliva... e quel pezzetto di niente che mi era vissuto tanto tempo dentro era la giovinezza che fuggiva. .." e l'altro pezzo che mi ha fatto rivalutare tutto il libro è questa frase nascosta nell' ultima pagina , che se leggi in fretta manco la noti, eppure eccola la mia" Stele di Rosetta":
    "...e volevo dirgli tutto quel che pensavo più di quello che dico, e anche cose che non si possono dire, ma non dissi niente...".
    Un po mi ci sono ritrovata in questa frase, sarà per questo, chissà, che mi ha tanto colpita.

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  • *** Aquest comentari conté spoilers! ***

    4

    Un capolavoro non deve per forza essere noioso...

    4 stelle allo stile
    e 4 stelle alla storia
    perché è una storia che è la vita...
    la vita di chi ci ha preceduto, ma anche di molte di noi
    la vita fatta di quotidianità, dove l'eccezionale è appunto ecc ...continua

    4 stelle allo stile
    e 4 stelle alla storia
    perché è una storia che è la vita...
    la vita di chi ci ha preceduto, ma anche di molte di noi
    la vita fatta di quotidianità, dove l'eccezionale è appunto eccezione
    e ogni giorni ci sono le solite cose che ci rotolano addosso, che ci facciamo rotolare addosso
    tanto da non aver spesso tempo (o anche solo voglia) di ascoltare i nostri sentimenti
    sentimenti che Colombetta chiude nel proprio cuore, sembra cacciare via come caccia via Pere...
    Colombetta che sembra quasi non provare sentimenti, fino all'urlo liberatorio - ed è solo dopo l'urlo che ci racconta che abbraccia Antoni, mettendogli un dito nell'ombelico per non lasciarlo scappare via
    la vita in tempo di pace - e la vita in tempo di guerra da vedova con due bambini
    ho pensato a mia nonna e ho finalmente potuto intuire come ha fatto a resistere alla notizia della morte del marito, che anche a lei come a Colombetta è stata portata: vivendo senza pensare, con il quotidiano dramma della fame e del dover fare... anche lei mi diceva "non ho avuto neanche il tempo per piangere, c'era tua mamma da sfamare"
    E poi Colombetta che torna Natàlia, e si torna a leggere il suo nome, con il droghiere della veccia....
    E la casa, i figli, la nuova vita
    Ma ancora non ha tirato fuori il suo dolore, il suo disperato fragoroso urlo...
    Urlo che forse la riporterà in contatto con la parte più profonda di se stessa

    Sullo sfondo, ma non troppo, la storia della Spagna

    Restano da dire due cose:
    avrei giurate che rimasta vedova (o forse anche prima) finiva tra le braccia di Maure, me lo sentivo già da quando lo guardava lavorare nella sua futura cucina, invece...
    avrei giurato che la povera Maria aveva un ruolo fondamentale nella storia, invece...

    Anche dalla non scontatezza si distiguono i capolavori!

    Sto pensando di passarlo a 5 stelle!

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  • *** Aquest comentari conté spoilers! ***

    3

    Un lungo racconto, questo, di una vita semplice, fatta di 'cose' senza pretese, di affetti gonfi di dolore, di ingenua meraviglia, una tenera vita appena tratteggiata su uno sfondo, velato, di vicende ...continua

    Un lungo racconto, questo, di una vita semplice, fatta di 'cose' senza pretese, di affetti gonfi di dolore, di ingenua meraviglia, una tenera vita appena tratteggiata su uno sfondo, velato, di vicende storiche importanti per la Spagna, ma poco sentite o condivise da chi deve trovare il modo di sopravvivere.
    Al di là delle ripetitive e scontate azioni quotidiane, si percepisce la lenta crescita interiore di "Natália/Colombina" che riesce, con saggezza popolare, a porre in risalto alcuni aspetti della sua esistenza:"A casa si viveva senza parole e le cose che portavo dentro mi facevano paura perché non sapevo se erano mie...”, visto che nessuno è in grado di aiutarla, però, poiché la vita è maestra di vita, di se stessa può affermare: “senza accorgermene, pensavo a cose che mi sembrava di capire ma che non riuscivo a capire... o imparavo cose che cominciavo appena a sapere...”, ma lascia interdetti la sua amara constatazione:“E il freddo in cuore era un freddo infinito”.
    In una realtà in cui spesso è meglio ignorare quanto viene generato da alcuni o imposto da altri, affidando le proprie speranze ad un futuro che si sarebbe dovuto levare in volo grazie a dei 'simbolici colombi' infilatisi di prepotenza nella sua vita, questa donna/bambina si sente smarrita: “non sono io che guardo, non sono io che parlo, non sono io che vedo”, perché diviene preda di una solitudine da cui si lascia avvolgere e accarezzare per non perdersi definitivamente senza più alcun punto di riferimento, tanto da confessare a se stessa:"E avvertii forte il trascorrere del tempo...il tempo dentro di me, il tempo che non si vede e ci impasta. Quello che ruota e ruota in cuore e lo fa ruotare con sé, e ci va cambiando dentro e fuori e pazientemente ci va riducendo come saremo l’ultimo giorno.”.
    Ma arriva sempre il momento in cui la vita presenta a tutti il conto e chiede anche a lei il suo personale 'redde rationem' che finalmente emerge dal profondo della sua anima ora consapevole della sua compiuta evoluzione:“e quel pezzetto di niente che mi era vissuto tanto tempo dentro era la mia giovinezza che fuggiva con un urlo che non sapevo bene cosa fosse... distacco?”, una catarsi dolorosa ma necessaria per cominciare, forse, a vivere in serenità.

    Per tutti noi un invito a riflettere:“...le vite intrecciate tra loro si azzuffano e ci tormentano, e noi non ne sappiamo niente”.

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