La possibilità di un’isola

Di

Editore: Mondolibri (su licenza RCS Libri)

3.8
(1330)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Chi tradizionale , Francese , Spagnolo , Olandese , Galego , Catalano , Portoghese , Lettone , Sloveno

Isbn-10: A000080110 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Fabrizio Ascari

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 5

    Un pugno nello stomaco o lo svelamento del terzo occhio?

    Terribilmente triste, forse perchè terribilmente reale, aldilà della fantasia. Houellebecq ha il cinismo della verità nelle dita, che scrivano o digitino, non lo so. Rimane lo svelamento di ciò che sa ...continua

    Terribilmente triste, forse perchè terribilmente reale, aldilà della fantasia. Houellebecq ha il cinismo della verità nelle dita, che scrivano o digitino, non lo so. Rimane lo svelamento di ciò che sapevo, ma che come tutti tento con pervicacia di occultarmi. In fondo è un vantaggio che certe cose le dicano gli altri, le dica lui. Lo so che la verità fa male, ma oramai il mio modo di difendermi è altamente navigato, non cade, vacilla, ma non cade. Rimane il tempo della lettura, in cui mi sono sentito nudo, e in cui probabilmente guardavo il mondo con un altro occhio. Quello che teniamo nascosto.

    ha scritto il 

  • 4

    Forse il più difficile di Houellebecq che ho letto fino ad ora. Religione e scienza, il Credo e la genetica, la resurrezione indotta dalla scienza. Tante "analogie" miscredenti, paragoni voluti e mai ...continua

    Forse il più difficile di Houellebecq che ho letto fino ad ora. Religione e scienza, il Credo e la genetica, la resurrezione indotta dalla scienza. Tante "analogie" miscredenti, paragoni voluti e mai forzati. Macigni e perle come Michel ci ha ormai abituato, condito dalle sempre illuminate parole come emancipazione, misoginia, sesso e materialismo spirituale. Un libro eccezionale. Serve attenzione e rilettura di qualche paragrafo ogni tanto (almeno a me).

    ha scritto il 

  • 4

    Il libro brilla per la consueta lucidità, per il linguaggio sinceramente prosastico, per un racconto di vita fatto di onestà e nudità. E' un romanzo distopico lontano anni luce dal semplicismo di cui ...continua

    Il libro brilla per la consueta lucidità, per il linguaggio sinceramente prosastico, per un racconto di vita fatto di onestà e nudità. E' un romanzo distopico lontano anni luce dal semplicismo di cui a volte questo tipo di letteratura soffre, anzi vi si possono trovare spunti molteplici, e uno spessore di pensiero direi quasi totalizzante. La vicenda narrata è bella e coinvolgente, purtroppo inizia a dipanarsi solo da circa metà libro in poi: per la prima parte forse la lettura, finché non sono chiare certe coordinate della storia, è un pò faticosa, poiché un pò oscuro è il collegamento che tiene insieme alcuni tratti della narrazione. Questa, tuttavia, è probabilmente l'unica pecca di un romanzo, che per il resto avvince molto, ovviamente a patto che si apprezzi la poetica e la prosa di questo autore così particolare. A mio parere, per onestà intellettuale, chiarezza delle immagini, e acume, è uno dei pochi intellettuali ad aver perfettamente afferrato il senso della vita al nostro tempo.

    ha scritto il 

  • 5

    Houellebecq in piena forma.
    in questo romanzo centrale è l'assunto che il senso della vita è l'amore.
    Houellebecq lo racconta con il suo solito cinismo e disillusione, tanto che a lungo pare che il se ...continua

    Houellebecq in piena forma.
    in questo romanzo centrale è l'assunto che il senso della vita è l'amore.
    Houellebecq lo racconta con il suo solito cinismo e disillusione, tanto che a lungo pare che il senso della vita sia piuttosto il sesso, solo alla fine, quando sia sesso che amore non esistono più ecco che l'equivoco è chiarito.
    Daniel, il protagonista, è un uomo di spettacolo diventato ricco e famoso grazie a rappresentazioni provocatorie, ciniche e scomode.
    a quarant'anni può già permettersi di vivere senza lavorare in una villa della costa spagnola, prima con Isabelle, poi con la giovane Esther.
    Già a quarant'anni percepisce il proprio declino, fisico ed emozionale.
    La sua vita si intreccia con la setta degli Eloimiti, che credono in un'immortalità basata sulla clonazione.
    cosa succederà nei secoli successivi al periodo in cui Daniel è vissuto è raccontato da Daniel25, il suo successore, che è biologicamente ancora Daniel, ma con uno stile di vita "artificiale", neoumano, che tramanda la biografia di Daniel senza riuscire più a comprenderla.
    Il romanzo è ricco di riflessioni profonde su temi difficili quali vecchiaia-giovinezza, ambizione, sesso-amore, solitudine, manipolazione delle masse.
    un romanzo che fa pensare, a lungo.

    ha scritto il 

  • 4

    Lettura prostrante

    Mi sento di usare per questo romanzo le parole con cui lo stesso Houellebecq commentò il Corano: "Una lettura che lascia prostrati". Ci vogliono settimane per riprendersi e non è detto che ci si riesc ...continua

    Mi sento di usare per questo romanzo le parole con cui lo stesso Houellebecq commentò il Corano: "Una lettura che lascia prostrati". Ci vogliono settimane per riprendersi e non è detto che ci si riesca. Houellebecq mette a nudo il cuore di tenebra dell'uomo, ci costringe, tirandoci per i capelli, a guardarci allo specchio dal nostro profilo peggiore, e non ci offre nessuna consolazione se non, forse, la possibilità di un'isola.

    ha scritto il 

  • 3

    Dentro a tutto il suo spietato scrivere, al disperato cinismo, alla rabbia malcelata dietro all'uso di aggettivi appuntiti come frecce cosparse d'odio e veleno. In mezzo alla ruvida maniera delle inve ...continua

    Dentro a tutto il suo spietato scrivere, al disperato cinismo, alla rabbia malcelata dietro all'uso di aggettivi appuntiti come frecce cosparse d'odio e veleno. In mezzo alla ruvida maniera delle invenzioni e creazioni... per mezzo delle storie allucinate che fa vivere ai suoi personaggi, io ci vedo amore riversato a grandi mani.

    Amore per il genere umano, amore fatto pietà e rabbia. Purissimo.

    Ognuno ha il suo modo di dimostrarlo, l'amore.

    ha scritto il 

  • 5

    Cristo.

    Vita mia, vita mia, mia antichissima vita,
    mio primo voto mal richiuso,
    mio primo amore infirmato,
    sei dovuta ritornare.
    Ho dovuto conoscere
    ciò che la vita ha di migliore,
    quando due corpi gioiscono ...continua

    Vita mia, vita mia, mia antichissima vita,
    mio primo voto mal richiuso,
    mio primo amore infirmato,
    sei dovuta ritornare.
    Ho dovuto conoscere
    ciò che la vita ha di migliore,
    quando due corpi gioiscono della loro felicità
    e si uniscono e rinascono senza fine.
    Divenuto totalmente dipendente,
    conosco il tremito dell’essere,
    l’esitazione a sparire,
    il sole che colpisce al limitare
    e l’amore, in cui tutto è facile,
    in cui tutto è dato nell’attimo;
    esiste in mezzo al tempo
    la possibilità di un’isola.

    ha scritto il 

  • 4

    L'eternità non è per tutti

    Laghi interni salati e dune mutevoli in una terra prosciugata, ecco l’ultimo orizzonte, l’approdo selvatico che
    Houellebecq offre all’uomo occidentale esausto, ormai privo della capacità d’amare e del ...continua

    Laghi interni salati e dune mutevoli in una terra prosciugata, ecco l’ultimo orizzonte, l’approdo selvatico che
    Houellebecq offre all’uomo occidentale esausto, ormai privo della capacità d’amare e del sentimento del dolore.
    Una storia affascinante e ben narrata, lungo un arco temporale di appena due millenni, fra cronaca, storia e visioni fantascientifiche, il percorso epico di un uomo che attraversa tutta la fase traumatica della mutazione della specie.
    Daniel non sa cosa lo attende quando la sua noia lo condurrà ad aderire ad una setta esoterica che riesce a realizzare un programma di clonazione umana su larga scala.
    E’ un uomo rudimentale che trova lenimento alle sue frustrazioni solo attraverso una sessualità compulsiva, a tratti comica, dominata da un desiderio mai appagato di possesso del corpo femminile.
    A ben vedere un erotomane senza eros.
    Nel suo profilo, nella sua psicologia, l’autore trova il pretesto per descrivere ed analizzare in profondità i caratteri decadenti dell’ideologia occidentale, quelli dell’individualismo proprietario che ha consentito la prodigiosa costruzione delle nostre torri di Babele, ma che in sé possedeva i germi dell’autodistruzione.
    Spesso alle pagine di Houellebecq si attribuiscono cinismo e aridità, trovo invece che sotto la sua scrittura acida covino le braci di uno sguardo amorevole sulla possibilità di una salvezza, attraverso il fuoco di una rigenerazione.
    In fondo l’autore prefigura un nuovo umanesimo, dove ciascuno, spogliato del proprio ego, non diviene che la pagliuzza dorata di un’unica luce, di una sola stella che viaggia in un cosmo siderale, misterioso e ancora tutto da scoprire.

    ha scritto il 

  • 5

    La pietà di houllebecq nei confronti del genere umano mi strazia. Può nasconderla dietro tutto il cinismo e la becera sensualità che gli pare, riempirla di peli, di cazzi, di culi, mi strazia. La sua ...continua

    La pietà di houllebecq nei confronti del genere umano mi strazia. Può nasconderla dietro tutto il cinismo e la becera sensualità che gli pare, riempirla di peli, di cazzi, di culi, mi strazia. La sua pietà è la sua grandezza. e a parte questo, molto divertente il modo in cui il protagonista nella prima parte del libro ricalca Dieudonnè, il comico francese antisemita che tanto fece incazzare hollande, trasformandolo in un personaggio nostro malgrado irresistibile.

    ha scritto il 

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