Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

La prescelta e l'erede

Kushiel trilogy vol. 2

Di

Editore: Nord

4.3
(1067)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 747 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 884291455X | Isbn-13: 9788842914556 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: E. Villa

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

Ti piace La prescelta e l'erede?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Terre D'Ange: un regno fondato dagli angeli e popolato da individui in cui una bellezza mirabile si accompagna a un'incondizionata libertà fisica e mentale. Un unico precetto guida infatti le Tredici Case che lo dominano: "Ama a tuo piacimento". Abbandonata in tenera età, Phèdre è nata con una piccola macchia scarlatta nell'occhio sinistro: il Dardo di Kushiel, il marchio che contraddistingue le "anguissette", coloro che possono mescolare la sofferenza e il piacere per natura e non per costrizione. Un marchio che non è sfuggito al nobile Anafiel Delaunay, che ha pagato il prezzo di servaggio per la giovanissima Phèdre e poi l'ha accolta presso di sé per insegnarle l'arte di osservare, ricordare e riflettere, e farla diventare così un'abilissima spia.
Ordina per
  • 5

    Confesso che ricordavo molto poco di questo libro. Col passaggio degli anni mi sono cominciata a chiedere perché e ho potuto solo darne la colpa all'immensa sofferenza che ho provato nel leggerlo e an ...continua

    Confesso che ricordavo molto poco di questo libro. Col passaggio degli anni mi sono cominciata a chiedere perché e ho potuto solo darne la colpa all'immensa sofferenza che ho provato nel leggerlo e anche nel rileggerlo. Credo che tutto il male che si fanno all'inizio Phèdre e Joscelin sia troppo da sopportare per il mio povero cuore. No, non sono un'anguisette.
    Ha una struttura molto più lenta del Dardo e la Rosa, veramente fatta di lunghe attese come afferma ad un certo punto nella storia Phèdre in merito agli avvenimenti che le sono accaduti. Ed è anche il tipico episodio centrale da trilogia, sospeso fra quanto accaduto nel primo e necessario a fondare le basi per il terzo. Eppure non è una lettura sterile e fine solo al proseguimento nel libro successivo, per quanto non abbia la potenza del primo episodio ha una sua profondità, soprattutto per quanto riguarda la crescita dei personaggi. Doveva accadere tutto quello che succede, altrimenti il rapporto tra Phèdre e Joscelin sarebbe stato inverosimile. Senza la Dolorosa e il Témenos Phèdre non acquisirebbe la forza necessaria a superare le successive prove che l'attendono.
    Riscoprire questa storia è stato bello, anche se faticoso. La cosa migliore di questa rilettura è che mi sto prendendo il tempo di analizzare il più possibile Mèlisande, prescindendo dall'odio profondo che ho provato per lei dalla prima volta che l'ho incontrata. È un personaggio affascinante in modo terribile e davanti a lei non so se avrei il coraggio di Phèdre nell'affrontarla. E provo una certa compassione nei confronti di Ysandre, che si trova antagonista involontaria nel gioco di questa donna e non se lo sarebbe meritato.
    Mi prendo un po' di tempo prima di affrontare di nuovo l'impresa della Maschera e le Tenebre.

    ha scritto il 

  • 5

    Un egregio sequel

    Il dardo e la rosa mi aveva conquistata. Questo seguito conferma Jaqueline Carey come una scrittrice di enorme talento, forse la migliore contemporanea sul piano dei fantasy. Sembra vivere nella stori ...continua

    Il dardo e la rosa mi aveva conquistata. Questo seguito conferma Jaqueline Carey come una scrittrice di enorme talento, forse la migliore contemporanea sul piano dei fantasy. Sembra vivere nella storia, disseminando il suo racconto di dettagli, senza mai annoiare. Anche questa volta le prove che Phedre deve affrontare sono numerose, ma la sensazione non è mai che ci sia troppa carne sul fuoco. La Carey bilancia tutto con estrema abilità. E' chiaro che l'idea di scrivere tre libri fosse estremamente chiara nella mente della scrittrice fin dall'inizio: per questo c'è un senso di continuità totale con il primo capitolo e, nonostante la voglia di sapere come vada a finire la trilogia sia tanta, bisogna ammettere che la Carey chiude il romanzo perfettamente. Come ne Il dardo e la rosa ancora una volta è da elogiare l'originalità di questo mondo, che non fa pensare mai per un momento ad altri romanzi fantasy (e oggi è un grandissimo pregio) e il grande risalto che viene dato alla religione e alla spiritualità che conferisce a tutti i personaggi una profondità rara.

    ha scritto il 

  • 5

    Che dire? Il dardo e la rosa è stato bello e volevo vedere come se la sarebbe cavata. Bisogna dire una cosa: la Carey ha capito tutto come funziona una trama. La Carey sa. Sa come si intreccia e sa co ...continua

    Che dire? Il dardo e la rosa è stato bello e volevo vedere come se la sarebbe cavata. Bisogna dire una cosa: la Carey ha capito tutto come funziona una trama. La Carey sa. Sa come si intreccia e sa come chiuderla ma lasciandola aperta.
    Non posso dire niente se non: ottimo. Il secondo libro della saga, se permettete il francesismo, non si sputtana.

    ha scritto il 

  • 4

    Seguito de "Il dardo e la rosa", della Trilogia di Kunshiel. Phèdre nó Delaunay contessa di Montrève, si appresta a riprendere il servizio di Namaah per scoprire gli intrighi della corte e soprattutt ...continua

    Seguito de "Il dardo e la rosa", della Trilogia di Kunshiel. Phèdre nó Delaunay contessa di Montrève, si appresta a riprendere il servizio di Namaah per scoprire gli intrighi della corte e soprattutto dove è nascosta Melisande Shahrizai, sua acerrima nemica e insieme l'altra metà della mela, una prova piacere nel ricevere dolore e l'altra nel darlo. Inizia il viaggio alla sua ricerca e come al solito gliene capiteranno di tutti i colori: litigio col suo amato cassiliano Joscelin, rinchiusa in una fortezza vicina alla pazzia, salvata da pirati, riconosciuta come prescelta dal dio Kushiel, promette di ripulire il culto della dea del mare, si ripropone di creare nuove alleanze commerciali con una piccola potenza spesso esclusa e maltrattata, riscopre l'amore ma anche il dolore della perdita. Insomma, ne combina di tutti i colori!! il finale, come si conviene a tutti i fantasy che si rispettino, è aperto. C'è quiete ma è prevista un'altra tempesta in arrivo.

    ha scritto il 

  • 4

    Trilogia fantasy al femminile

    Ho aspettato di terminare la trilogia prima di scrivere la recensione("Il dardo e la rosa", "la prescelta e l'erede" e "La maschera e le tenebre")in modo da poter dare un parere globale sull'opera. Sp ...continua

    Ho aspettato di terminare la trilogia prima di scrivere la recensione("Il dardo e la rosa", "la prescelta e l'erede" e "La maschera e le tenebre")in modo da poter dare un parere globale sull'opera. Spesso i cicli narrativi peggiorano man mano che si continua la lettura da un volume all'altro, non è questo il caso. Jacqueline Carey è stata in grado di tenermi incollata ai libri pagina dopo pagina con un intreccio sempre interessante, un mix ben studiato di fantasy, avventura, sentimenti con un pizzico di leggenda. Non resta che mettere alla prova l'autrice con il ciclo di Imriel, seguito con cambio di protagonista, del ciclo di Kushiel.

    ha scritto il 

  • 5

    Nessun luogo è come casa

    Ah, io non posso proprio essere obbiettiva in questa recensione. Come potrei, io che di Asharat, dea del mare, sono figlia, e che nella Serenissima ci vivo?
    Avventure tutte marittime, questa volta, qu ...continua

    Ah, io non posso proprio essere obbiettiva in questa recensione. Come potrei, io che di Asharat, dea del mare, sono figlia, e che nella Serenissima ci vivo?
    Avventure tutte marittime, questa volta, quelle della piccola Phédrè, che cresce in consapevolezza di sé e dell'altro, temprata dalle onde e dalle acque. Avventure che, non lo nego, nella loro bellezza, mi hanno provocato non poca sofferenza. Sì perché per 3/4 del suo percorso questa volta la nostra piccola, indomita, serva di Naaham si ritroverà separata del quell'idiota del grande amore della sua vita che è Joscelin Verreuil, il quale dovrà crederla morta per arrivare a capire che l'amore è l'unico giuramento degno d'essere rispettato, che "si serve e si protegge" sempre e soltanto per Amore, che Cassiel amava Elua, e che l'amore implica un'infinità d'altri sentimenti che definiscono ciò che siamo, nel bene e nel male. Phédrè questo lo comprende particolarmente bene quando definisce Joscelin "il pugnale su cui è infissa la bussola del suo cuore". L'amore ci restituisce a noi stessi, al di là delle onde, al di là delle tempeste. Così alla fine, se la nostra eroina riuscirà a sventare l'ennesimo attacco alla sua amata sovrana Ysandre de La Courcel, mi piace pensare che ciò accada, al di là dei colpi di fortuna, dell'aiuto degli dei, e della sua stessa arguzia, anche perché in lei c'è, costante, il riflesso di una treccia bionda come il grano maturo e gli occhi del cielo in estate, un nord immutabile.
    Da leggere, per chi può, a Venezia, vicino a una riva, magari a quella degli Schiavoni, se mi è permesso consigliare, con lo sguardo rivolto verso il mare, e il profumo di salsedine nelle narici.
    P.S: mi associo all'esclamazione finale d'Ysandre "era ora"!

    ha scritto il 

  • 4

    Questo libro corregge in parte gli errori del primo: le scene di sesso non sono messe a sproposito e la storia non gira sono intorno a quelle e i personaggi riescono, finalmente, a risultare simpatici ...continua

    Questo libro corregge in parte gli errori del primo: le scene di sesso non sono messe a sproposito e la storia non gira sono intorno a quelle e i personaggi riescono, finalmente, a risultare simpatici (Phedre, tranquilla ti ci sono volute solo 1000 pagine per farti apprezzare, succede..). Però ci sono ancora delle pecche, sia nella scrittura che nella storia. L'autrice usa fino alla nausea le stesse parole per descrivere le cose (es. parliamo dei capelli di Josceline: "i suoi capelli gli ricadevano sulla schiena in una treccia color del grano maturo") e ci ricorda molto più del dovuto che la protagonista è un' anguisette e prova piacere nel dolore. Poi c'è una miriade di personaggi e di avvenimenti storici che insomma, la metà basterebbe! Vogliamo parlare poi delle incredibili e infinite (scusate il fancesismo)botte di culo della protagonista? Rinchiusa nella prigione più sicura e inespugnbaile? Scappa! Cade dalla scogliera e rischia di affogare? Una nave passa di li! La nave è di pirati? Il comandante si innamora di lei e rischia la vita per aiutarla! OVVIO! Vabbè, apparte questo, c'è da dire che l'autrice ha una grande fantasia, le vicende si svolgono sempre in stati diversi, e per ogni stato crea una una cultura, una religione, una storia..e poi, tolti i fronzoli, le storie sono belle e originali! Visto il miglioramento dal primo al secondo, mi aspetto ancora di più dal terzo..speriamo!

    ha scritto il 

Ordina per