La prescelta e l'erede

Kushiel trilogy vol. 2

Di

Editore: Nord

4.3
(1083)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 747 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 884291455X | Isbn-13: 9788842914556 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: E. Villa

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Terre D'Ange: un regno fondato dagli angeli e popolato da individui in cui una bellezza mirabile si accompagna a un'incondizionata libertà fisica e mentale. Un unico precetto guida infatti le Tredici Case che lo dominano: "Ama a tuo piacimento". Abbandonata in tenera età, Phèdre è nata con una piccola macchia scarlatta nell'occhio sinistro: il Dardo di Kushiel, il marchio che contraddistingue le "anguissette", coloro che possono mescolare la sofferenza e il piacere per natura e non per costrizione. Un marchio che non è sfuggito al nobile Anafiel Delaunay, che ha pagato il prezzo di servaggio per la giovanissima Phèdre e poi l'ha accolta presso di sé per insegnarle l'arte di osservare, ricordare e riflettere, e farla diventare così un'abilissima spia.
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  • 5

    Cavolo, alla fine ho ceduto a questa autrice che è davvero capace di farti dare cinque a un libro che inizi a leggere credendolo una porcheria. Il problema è che questo è il secondo di una trilogia, e ...continua

    Cavolo, alla fine ho ceduto a questa autrice che è davvero capace di farti dare cinque a un libro che inizi a leggere credendolo una porcheria. Il problema è che questo è il secondo di una trilogia, e che ho già iniziato a leggere il terzo: quando si dice la scimmia che ti prende e non ti lascia...
    Personaggi per i quali non puoi non fare il tifo, avventura, amore, sesso, magia, tradimenti, pirati e una batteria di pentole ai primi trenta che chiameranno da questo momento in avanti.
    Scherzi a parte, sarà l'estate che invoglia a certe letture, sarà che davvero questo mondo di Terre d'Ange è ben ideato e la storia si legge bene, con leggerezza ma restando attaccati alla pagina per sapere cosa succede, io queste cinque stelline mi sento di darle tutte.
    Unica pecca: la tendenza allo spiegone dell'autrice: a volte si dilunga un po' troppo in particolari o sottotrame delle quali forse non ce ne può fregare molto. Dall'altra parte, in questo secondo volume osa di più nel descrivere le scene hot, senza però esagerare (il sesso è un'arte degli Dei, così dicono a Terre D'Ange, contenti loro).
    Insomma, leggo il terzo, e ho detto tutto.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    degno seguito del primo libro, anzi più bello. davvero un capolavoro, i personaggi sono delineati benissimo, la storia regge in ogni aspetto e la costruzione di un nuovo mondo basato su una religione ...continua

    degno seguito del primo libro, anzi più bello. davvero un capolavoro, i personaggi sono delineati benissimo, la storia regge in ogni aspetto e la costruzione di un nuovo mondo basato su una religione dell Amore è affascinante e struggente al tempo stesso.
    piccola nota: ma fate davvero tutte il tifo x joscelin? solo a me sta sulle scatole??? ma non vi da fastidio il cliché della zoccola innamorata del bigotto? AHAHAH

    ha scritto il 

  • 5

    Se la Carey avesse deciso di pubblicare tutta la trilogia di Phèdre in un maxi-volume da 1500 pagine, il risultato sarebbe stato lo stesso. Questo per far capire quanto sia unitaria questa saga.
    Quest ...continua

    Se la Carey avesse deciso di pubblicare tutta la trilogia di Phèdre in un maxi-volume da 1500 pagine, il risultato sarebbe stato lo stesso. Questo per far capire quanto sia unitaria questa saga.
    Questo seguito, che non è neanche un seguito quanto una "naturale continuazione", dimostra in pieno che la Carey sa come si gestisce una trama (perché è chiaro che il tutto era stato pensato fin dall'inizio come una trilogia) e come si creano e si fanno interagire personaggi interessanti, sfaccettati e dal carattere non facile da gestire.
    In realtà è ancora valido molto di quello che ho scritto nel commento al primo volume, perché effettivamente questa saga andrebbe trattata come un tutto unico. La sola differenza è che in questo volume non si sente affatto quell'"effetto mattone" che aveva portato qualche danno al primo libro (con la consapevolezza che, comunque, si trattava di un set up necessario).
    Menzione d'onore per il fatto che l'autrice riesce a tenere insieme non soltanto personaggi molto diversi fra loro per indole e carattere, ma anche ambientazioni diversissime: si passa, per dire, da una Francia finto-rinascimentale a una pseudo-civiltà minoica (!!!) con tanto di labirinti di Dedalo senza che questo disturbi minimamente, anzi. Il tutto è egregiamente descritto grazie anche a una scrittura solida, elegante, evocativa, che sorregge ed esalta senza opprimere.
    E niente... Joscelin e Phèdre restano una delle coppie più belle che siano mai apparse su carta.
    In questo volume si fanno molto male a vicenda, fin quasi al punto di rottura. Ma Joscelin non sarebbe l'uomo magnifico che è se non sapesse compiere, ogni volta e non senza soffrire, le giuste scelte. E' sempre bellissimo vederlo, finalmente, sbocciare nella consapevolezza del suo amore per Phèdre, che è il solo vincolo che davvero conti.
    Ecco, tra l'altro, ciò che amo di questa saga: il fatto che i personaggi si prendano sempre le responsabilità delle loro azioni, nel bene e nel male. E la mia adorata Ysandre splende come una stella (indimenticabile la sua dignità regale in quell'ultima, potenzialmente fatale cavalcata tra le fila dell'esercito)!
    Resta da rileggersi con grande piacere il terzo volume, per il crescendo finale, applaudendo Jacqueline Carey.

    ha scritto il 

  • 5

    Confesso che ricordavo molto poco di questo libro. Col passaggio degli anni mi sono cominciata a chiedere perché e ho potuto solo darne la colpa all'immensa sofferenza che ho provato nel leggerlo e an ...continua

    Confesso che ricordavo molto poco di questo libro. Col passaggio degli anni mi sono cominciata a chiedere perché e ho potuto solo darne la colpa all'immensa sofferenza che ho provato nel leggerlo e anche nel rileggerlo. Credo che tutto il male che si fanno all'inizio Phèdre e Joscelin sia troppo da sopportare per il mio povero cuore. No, non sono un'anguisette.
    Ha una struttura molto più lenta del Dardo e la Rosa, veramente fatta di lunghe attese come afferma ad un certo punto nella storia Phèdre in merito agli avvenimenti che le sono accaduti. Ed è anche il tipico episodio centrale da trilogia, sospeso fra quanto accaduto nel primo e necessario a fondare le basi per il terzo. Eppure non è una lettura sterile e fine solo al proseguimento nel libro successivo, per quanto non abbia la potenza del primo episodio ha una sua profondità, soprattutto per quanto riguarda la crescita dei personaggi. Doveva accadere tutto quello che succede, altrimenti il rapporto tra Phèdre e Joscelin sarebbe stato inverosimile. Senza la Dolorosa e il Témenos Phèdre non acquisirebbe la forza necessaria a superare le successive prove che l'attendono.
    Riscoprire questa storia è stato bello, anche se faticoso. La cosa migliore di questa rilettura è che mi sto prendendo il tempo di analizzare il più possibile Mèlisande, prescindendo dall'odio profondo che ho provato per lei dalla prima volta che l'ho incontrata. È un personaggio affascinante in modo terribile e davanti a lei non so se avrei il coraggio di Phèdre nell'affrontarla. E provo una certa compassione nei confronti di Ysandre, che si trova antagonista involontaria nel gioco di questa donna e non se lo sarebbe meritato.
    Mi prendo un po' di tempo prima di affrontare di nuovo l'impresa della Maschera e le Tenebre.

    ha scritto il 

  • 5

    Un egregio sequel

    Il dardo e la rosa mi aveva conquistata. Questo seguito conferma Jaqueline Carey come una scrittrice di enorme talento, forse la migliore contemporanea sul piano dei fantasy. Sembra vivere nella stori ...continua

    Il dardo e la rosa mi aveva conquistata. Questo seguito conferma Jaqueline Carey come una scrittrice di enorme talento, forse la migliore contemporanea sul piano dei fantasy. Sembra vivere nella storia, disseminando il suo racconto di dettagli, senza mai annoiare. Anche questa volta le prove che Phedre deve affrontare sono numerose, ma la sensazione non è mai che ci sia troppa carne sul fuoco. La Carey bilancia tutto con estrema abilità. E' chiaro che l'idea di scrivere tre libri fosse estremamente chiara nella mente della scrittrice fin dall'inizio: per questo c'è un senso di continuità totale con il primo capitolo e, nonostante la voglia di sapere come vada a finire la trilogia sia tanta, bisogna ammettere che la Carey chiude il romanzo perfettamente. Come ne Il dardo e la rosa ancora una volta è da elogiare l'originalità di questo mondo, che non fa pensare mai per un momento ad altri romanzi fantasy (e oggi è un grandissimo pregio) e il grande risalto che viene dato alla religione e alla spiritualità che conferisce a tutti i personaggi una profondità rara.

    ha scritto il 

  • 5

    Che dire? Il dardo e la rosa è stato bello e volevo vedere come se la sarebbe cavata. Bisogna dire una cosa: la Carey ha capito tutto come funziona una trama. La Carey sa. Sa come si intreccia e sa co ...continua

    Che dire? Il dardo e la rosa è stato bello e volevo vedere come se la sarebbe cavata. Bisogna dire una cosa: la Carey ha capito tutto come funziona una trama. La Carey sa. Sa come si intreccia e sa come chiuderla ma lasciandola aperta.
    Non posso dire niente se non: ottimo. Il secondo libro della saga, se permettete il francesismo, non si sputtana.

    ha scritto il 

  • 4

    Seguito de "Il dardo e la rosa", della Trilogia di Kunshiel. Phèdre nó Delaunay contessa di Montrève, si appresta a riprendere il servizio di Namaah per scoprire gli intrighi della corte e soprattutt ...continua

    Seguito de "Il dardo e la rosa", della Trilogia di Kunshiel. Phèdre nó Delaunay contessa di Montrève, si appresta a riprendere il servizio di Namaah per scoprire gli intrighi della corte e soprattutto dove è nascosta Melisande Shahrizai, sua acerrima nemica e insieme l'altra metà della mela, una prova piacere nel ricevere dolore e l'altra nel darlo. Inizia il viaggio alla sua ricerca e come al solito gliene capiteranno di tutti i colori: litigio col suo amato cassiliano Joscelin, rinchiusa in una fortezza vicina alla pazzia, salvata da pirati, riconosciuta come prescelta dal dio Kushiel, promette di ripulire il culto della dea del mare, si ripropone di creare nuove alleanze commerciali con una piccola potenza spesso esclusa e maltrattata, riscopre l'amore ma anche il dolore della perdita. Insomma, ne combina di tutti i colori!! il finale, come si conviene a tutti i fantasy che si rispettino, è aperto. C'è quiete ma è prevista un'altra tempesta in arrivo.

    ha scritto il 

  • 4

    Trilogia fantasy al femminile

    Ho aspettato di terminare la trilogia prima di scrivere la recensione("Il dardo e la rosa", "la prescelta e l'erede" e "La maschera e le tenebre")in modo da poter dare un parere globale sull'opera. Sp ...continua

    Ho aspettato di terminare la trilogia prima di scrivere la recensione("Il dardo e la rosa", "la prescelta e l'erede" e "La maschera e le tenebre")in modo da poter dare un parere globale sull'opera. Spesso i cicli narrativi peggiorano man mano che si continua la lettura da un volume all'altro, non è questo il caso. Jacqueline Carey è stata in grado di tenermi incollata ai libri pagina dopo pagina con un intreccio sempre interessante, un mix ben studiato di fantasy, avventura, sentimenti con un pizzico di leggenda. Non resta che mettere alla prova l'autrice con il ciclo di Imriel, seguito con cambio di protagonista, del ciclo di Kushiel.

    ha scritto il 

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