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Alla ricerca del tempo perduto - vol.5

La prigioniera

By Marcel Proust

(116)

| Paperback

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Book Description

25 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    5 stelle, uno scrittore unico
    non c'è un altro Proust, summa suprema
    dell'umano sentimento. un uomo che diventa la sua opera

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    Alfio said on Aug 23, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Finalmente il Narratore si rivela e riusciamo a scoprire il suo nome (seppure sia, a suo dire, solo una possibilità).

    La convivenza del Nostro con la sua lei è il tema del libro, anche se si stratta di una vera e propria reclusione - m ...(continue)

    Finalmente il Narratore si rivela e riusciamo a scoprire il suo nome (seppure sia, a suo dire, solo una possibilità).

    La convivenza del Nostro con la sua lei è il tema del libro, anche se si stratta di una vera e propria reclusione - ma chi è la vera Prigioniera? Sarà mica la stessa anima di chi scrive, incatenata nel tempo e nello spazio?

    Prosegue l'autodistruzione di quello straordinario personaggio che è il Barone di Charlus, e Proust giunge ad una conclusione: la verità è inconoscibile - nonché impossibile. Il nostro pensiero ha dei limiti insuperabili, decisivi, e non è in grado di rivelarci il mondo.
    Solo il cuore può (forse).

    A breve ---> 'Albertine scomparsa' a volte tradotto come 'la fuggitiva'

    PS. Piacevole sorpresa lo scoprire che i gusti letterari del Narratore sono molto simili ai miei.
    I Grandi sono tali per tutti.

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    Don Blasco di La Fère said on Jul 1, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Nella wikipedia francese si trova molto poco sul quinto volume della Recherche di Proust, La prigioniera (voce tipo: Albertine est constamment surveillée par le narrateur. Il lui offre une robe de Fortuny, che pare poco come “trama” persino per uno p ...(continue)

    Nella wikipedia francese si trova molto poco sul quinto volume della Recherche di Proust, La prigioniera (voce tipo: Albertine est constamment surveillée par le narrateur. Il lui offre une robe de Fortuny, che pare poco come “trama” persino per uno per cui mezzo libro è “un bambino ha difficoltà a prendere sonno perché la mamma non gli ha dato il bacio della buona notte”), cosa che dimostra una delle seguenti ipotesi...

    (continua qua: http://cheremone.wordpress.com/2014/03/14/lumanita-e-mo… )

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    cheremone said on Mar 14, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    ALBERTINE E' L'AMORE PER LO SCRITTORE MA CON UNA MORBOSITA' E UNA VOGLIA DI TOTALE POSSESSO CHE NE ACCECA LA RAGIONE . FRA UN RICEVIMENTO E UN ALTRO IN CASE NOBILIARI AD ASCOLTARE MUSICA IN MARSEL S'INSINUANO DUBBI ,CHE ELLA LO TRADISCA MAGARI CON UN ...(continue)

    ALBERTINE E' L'AMORE PER LO SCRITTORE MA CON UNA MORBOSITA' E UNA VOGLIA DI TOTALE POSSESSO CHE NE ACCECA LA RAGIONE . FRA UN RICEVIMENTO E UN ALTRO IN CASE NOBILIARI AD ASCOLTARE MUSICA IN MARSEL S'INSINUANO DUBBI ,CHE ELLA LO TRADISCA MAGARI CON UNA DONNA, CHE SCARICATI ADDOSSO AD ALBERTINE LA COSTRINGERANNO A FUGGIRE DA QUELLA VITA DIVENTATA UNA VERA E PROPRIA PRIGIONE
    CERTAMENTE DA LEGGERE PER CHI AMA PROUST

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    Gaggarillo said on Jan 18, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il non plus ultra. Vabbè, non vale, perchè io Proust lo adoro. Che dire? C'è tutto. Proprio tutto no, ma quello che siamo sì. In un momento di calma, in qui la vita apparentemente scorre senza bloccarsi per qualcosa di troppo grande, questo è vero, n ...(continue)

    Il non plus ultra. Vabbè, non vale, perchè io Proust lo adoro. Che dire? C'è tutto. Proprio tutto no, ma quello che siamo sì. In un momento di calma, in qui la vita apparentemente scorre senza bloccarsi per qualcosa di troppo grande, questo è vero, non in mezzo al peggio che può succedere, guerra, pestilenza, catastrofi. Ma non è ancora più grande questo?

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    Glapasi said on Dec 13, 2013 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    Il romanzo delle bugie, del possesso e della gelosia

    Sono abbastanza senza parole - a parte le nove del titolo di questa recensione. Di tutti i libri letti, questo (a mio parere) è di gran lunga il più scorrevole, meno noioso e più utile.
    Ad eccezione di una interminabile serata mondana che occupa l'ul ...(continue)

    Sono abbastanza senza parole - a parte le nove del titolo di questa recensione. Di tutti i libri letti, questo (a mio parere) è di gran lunga il più scorrevole, meno noioso e più utile.
    Ad eccezione di una interminabile serata mondana che occupa l'ultimo centinaio di pagine, ogni azione e riflessione del Narratore si compie in un mondo chiuso, quello della "prigione" di Albertine.
    Non mi soffermo sulla trama, perché facilmente rintracciabile e perché la forza di questo quinto libro della Recherche consiste nella dialettica, reale e immaginaria, diretta o supposta, fra i due protagonisti.
    In certi momenti, l'atmosfera mediata dallo scrittore deravagliava e, volendo tradurre in immagini la prosa, non potevo non pensare che a Buñuel e al surrealismo cinematografico (che surrealtà!). In realtà, persistono, come sempre, le attenzioni maniacali sui particolari che costringono - letteralmente - all'autoanalisi.
    Ogni sentimento, tutti i sentimenti paiono degni, agli occhi del Narratore; anche le più maniacali fissazioni parasessuali sembrano trovare giustificazione nell'ansia di raggiungere il "mondo della contingenza", di fuggire dal "mondo del possibile", raggiungere Venezia, assurta a simbolo di non plus ultra. E, in mezzo a questo mare, il pensiero naufraga inevitabilmente verso la memoria intima, familiare, là dove i ricordi mutano la percezione del tempo con un effetto a volte lisergico e a volte confortante. Inevitabilmente.

    Un (ingiustamente breve) cenno-promemoria personale sul titolo suddetto:
    - L'analisi delle Bugie (montate smantellate restaurate truccate ecc...) è così semplicemente esatta da provocare malcelati sorrisi. Della serie: allora non siamo mica così bravi a ingannare e autoingannarci!
    - Quanto al Possesso (inteso come l'unica forma di felicità possibile al raggiungimento di un obiettivo desiderato) occorre frenarsi nel considerarlo sinonimo di amore. Ho rinunciato a dare un nome ("un nome" in senso proustiano, ovviamente) al legame fra N. e A. E' un "contratto perverso", come avverte il prefatore? Sì, lo è. Quale relazione fra due esseri umani non lo è?
    - Sulla gelosia: vedi alla voce bugia.

    A questi temi, infine, vanno aggiunti altri che esulano un po' dal contratto perverso, ma contribuiscono, stilisticamente e strutturalmente, a rendere sublime la lettura de "La Prigioniera". Tra questi, la musica: veicolo di memoria e acceleratore di azioni.
    Taccio, per noia, sulle riflessioni inerenti all'omosessualità, poiché meglio analizzate nel libro precedente. Basta rilevarne l'inesauribilità, ma si rischia di parteggiare quella critica che continua a leggere la Recherche solo in questa chiave.
    E basta, e su!

    "La Prigioniera" è un libro che dispensa piacere, non necessita di correzioni ed è utile. Perché utile? Fidatevi: lo è.

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    mariafre said on Sep 12, 2013 | 2 feedbacks

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