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La prima moglie

Di

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

4.3
(1579)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 461 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco , Portoghese , Olandese , Danese , Svedese

Isbn-10: A000110614 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Romance

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Descrizione del libro
C'è, in questo racconto, tutto il fascino di quegli elementi che sono il retaggio dei grandi scrittori del XVIII secolo, da Thackeray alle sorelle Bronte, cui Daphne du Maurier si apparenta, pur serbando una sua moderna originalità, per cui ella si permette financo un intreccio che ha una punta di "Giallo". L'eroina vera della storia che essa ci narra è una morta: una morta la quale, vista attraverso gli occhi di un'altra donna, vive di vita vera, prende a poco a poco forma e sostanza.
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  • 5

    La ricca signora Van Hopper e la sua giovane dama di compagnia si trovano a passare una vacanza a Montecarlo. Nell'albergo dove alloggiano incontrano Maxim de Winter, un ricco e affascinante vedovo ...continua

    La ricca signora Van Hopper e la sua giovane dama di compagnia si trovano a passare una vacanza a Montecarlo. Nell'albergo dove alloggiano incontrano Maxim de Winter, un ricco e affascinante vedovo che dopo qualche giorno di frequentazione propone alla dama di compagnia della ricca signora di sposarlo e di andare con lui a Manderley, la sua splendida residenza in Cornovaglia. Un castello immerso nel verde di una lussureggiante tenuta vicino al mare. La ragazza vede così trasformata tutta la sua esistenza in una meravigliosa favola: da dama di compagnia a castellana di Manderley. Sembra tutto perfetto ma qui, tutti sembrano vivere nel ricordo di Rebecca, la defunta prima moglie del giovane sposo, la cui inquietante presenza incombe ovunque.

    Non conoscevo questa storia, ne avevo mai visto il film di Alfred Hitchcock (1940), quindi per me è stata una vera sorpresa. La Du Maurier è bravissima nel descrivere, nel narrare … La conoscevo già, avevo già letto qualcosa di suo, ma senza dubbio in questo romanzo ha dato il meglio. Mi è piaciuta moltissimo. Le descrizioni di Manderley sono pura poesia. Anche i tempi della narrazione…..A tratti la trama sembra volutamente rallentare, poi cambia repentinamente e accelera, con colpi di scena inaspettati. Una suspense perfetta. Ogni volta rimanevo in trepidazione e sorpresa... Anche i personaggi sono davvero ben caratterizzati. Non posso che dire FANTASTICO !!! Dopo aver letto il romanzo ho anche visto una parte del film e ho ben compreso perché Hitchcock vinse l’Oscar… E‘ stato "Magistrale". Dovrebbero passarli più spesso in televisione film di questo genere, soprattutto per il pubblico più giovane che non lo conosce… ^_^

    ha scritto il 

  • 4

    Rilettura.........

    L'immagine della governante, la signora Danvers, che si illumina d'immenso nel raccontare delle mutande con merletto, dei capelli scuri e dei piedi piccini di questa Rebecca maledetta... Mentre là ...continua

    L'immagine della governante, la signora Danvers, che si illumina d'immenso nel raccontare delle mutande con merletto, dei capelli scuri e dei piedi piccini di questa Rebecca maledetta... Mentre là fuori, oltre la finestra, il vento scompiglia le rose di Manderley... Ansia.

    Gran bel romanzo. Introspezione psicologica ad altissimi livelli.

    ha scritto il 

  • 5

    Non credete che i morti vengano a vedere cosa fanno i vivi?

    In un’atmosfera onirica, la dimora di Manderley è invasa dall’erica e le ortiche ne hanno sbarrato la strada. Una voce narrante, senza nome, attraversa il cancello che dà sui viali. C’è lo ...continua

    In un’atmosfera onirica, la dimora di Manderley è invasa dall’erica e le ortiche ne hanno sbarrato la strada. Una voce narrante, senza nome, attraversa il cancello che dà sui viali. C’è lo scorcio di un paradiso silente e segreto che porta con sé una storia di ombre, la rivalità tra il presente ed un passato che tarda a scivolare nell’oblio. La nuova signora De Winter, oltre a non sembrare un’autorevole padrona di casa, perché vinta dalla paura e sopraffatta da un senso di inferiorità, è costretta a convivere con una presenza impalpabile che perseguita le sue giornate. La stessa che ritrova nelle parole dei camerieri e i nuovi parenti pronti a confrontarla con chi l’ha preceduta, e nello sguardo accigliato di una governante vestita di nero, Danny Danvers , la donna che nutre l’inesorabile astio verso colei che ha sostituito la signora di un tempo.

    Per un effetto di suggestioni, molto ben riuscito, lo spirito di Rebecca, la prima moglie del conte Maxim, sembra aleggiare per le stanze, affacciarsi dalla scala, nascondersi dietro sbuffi di tende mosse dal vento, presagi che danno la raggelante impressione di un ritorno inaspettato con l’intento di perseguitare chi ha occupato il suo posto. Anche gli oggetti, lasciati con l'ordine intatto di una volta, fanno quasi credere che Rebecca abbia messo in scena una farsa, nascondendosi in qualche angolo remoto. Si respira la tensione di una lotta impari per l’assenza di un affronto contro carne e sangue perché ad imperare è solo l’astrazione impossibile da combattere, percepita da una mente in cui si fa spazio il dramma del disagio psicologico. Ricorrendo a descrizioni di luoghi e stati d’animo, accurate e piene di trasporto, Daphne Du Maurier rivela una grandissima capacità di saper coinvolgere il lettore, come se quasi riuscisse ad ascoltare, in sottofondo, la voce serafica dell’io-narrante. La costa frastagliata della Cornovaglia, la grande casa e i suoi corridoi, il fitto bosco intorno, sono ambienti che conferiscono al romanzo quel classico aspetto affascinante e buio che lo rende avvincente e ricco di mistero, elementi che si dissolvono quando, sul finire, viene inferto un clamoroso colpo di scena alla storia. Un noir riuscito in modo magistrale e che conquistò la vena artistica di Hitchcock per cui ne produsse una riduzione cinematografica da premio Oscar, con Joan Fontain e Laurence Olivier , nel 1940.

    ha scritto il 

  • 3

    Romanzo veramente "hitchcockiano" (non a caso ha ispirato il grande regista, leggendo sembra di vedere i fotogrammi dei suoi film con le tipiche esitazioni sui dettagli e le pause prolungate ad arte ...continua

    Romanzo veramente "hitchcockiano" (non a caso ha ispirato il grande regista, leggendo sembra di vedere i fotogrammi dei suoi film con le tipiche esitazioni sui dettagli e le pause prolungate ad arte per creare suspence). Molto godibile la prima parte con un'introspezione psicologica portata ad altissimi livelli. L'eccessiva lunghezza e il finale sfumato (comunque chiaro se si rileggono i primi due capitoli dopo aver terminato la lettura dell'ultimo) tolgono qualcosa al romanzo nel complesso. Per certi aspetti ha il canovaccio di certi romanzi gotici ottocenteschi: la fanciulla indifesa, l'oscuro maniero (qui sostituito da un'elegante villa), il marito che nasconde un mistero, il "fantasma" della prima moglie... La Du Maurier riesce però a "novecentizzare" bene questo materiale d'annata, e anche a infondergli, a tratti, una sottile ironia noir. Lettura adatta per chi ama i thriller del grande Alfred e qui può esaminare una delle sue fonti.

    ha scritto il 

  • 4

    Costruzione magistrale, in cui ogni evento, ogni descrizione e ogni dettaglio - che altrove potrebbero sembrare inutili divagazioni - si rivelano funzionali alla (singolarmente ininterrotta) tensione ...continua

    Costruzione magistrale, in cui ogni evento, ogni descrizione e ogni dettaglio - che altrove potrebbero sembrare inutili divagazioni - si rivelano funzionali alla (singolarmente ininterrotta) tensione del romanzo. Nel suo genere, esemplare.

    ha scritto il 

  • 4

    Un'ombra che incombe dal passato

    L’ambientazione del romanzo ha luogo tra Montecarlo, solo all’inizio, e la Cornovaglia, per la rimanente gran parte della vicenda. La protagonista è una giovane e modesta “signorina” di 21 ...continua

    L’ambientazione del romanzo ha luogo tra Montecarlo, solo all’inizio, e la Cornovaglia, per la rimanente gran parte della vicenda. La protagonista è una giovane e modesta “signorina” di 21 anni che vive facendo da dama di compagnia per una non certo simpatica signora che la tratta in malo modo trovando mille occasioni per umiliarla a causa di qualsivoglia motivo. Il caso vuole che, nel contesto monegasco, la protagonista riesca a conoscere un ricco e giovane vedovo, Maxim de Winter, il quale le chiede di sposarlo e di trasferirsi nella sua magione di Manderley in Cornovaglia.

    Tutto sembra procedere secondo le migliori tradizioni riguardanti la famosa favola della sventurata che il destino vuole incontri un uomo ricco e la faccia vivere negli agi e nella prosperità. Ma non appena la giovane donna entra a far parte della famiglia de Winter, e inizia a vivere e frequentare la grandiosa magione del marito Maxim, ecco che inizia l’ossessione per la defunta prima moglie Rebecca. Tutta la vita diuturna si svolge come se l’ombra della stessa Rebecca fosse sempre presente, poiché, a cominciare dalla austera e inquietante governante, la signora Denvers, tutti coloro che collaborano all’amministrazione della splendida dimora, ricordano costantemente, e con estremo rispetto, la prima signora de Winter come se non fosse mai morta.

    Per la novella seconda moglie iniziano gli incubi e le sofferenze, provocate ad arte dalla imperscrutabile governante, che le rendono la vita impossibile. Si rende subito conto che non può minimamente fronteggiare l’algido carisma della sua predecessora e, di conseguenza, la sua mente si avvita addentrandosi in una specie di nevrosi. Ma come mai succede tutto questo? È un segreto ben custodito di cui il lettore potrà rendersene conto sfogliando le pagine del libro fino alla fine e che riserva diversi “coups de théatre”.

    Da questo romanzo sono stati tratti diversi film e serie televisive, tra cui quello famoso del 1940 diretto da Alfred Hitchcock.

    Una peculiarità: il nome della protagonista non viene mai menzionato nella narrazione.

    ha scritto il 

  • 5

    “Tempo e marea non aspettan nessuno”

    Si dice che nella vita ci si può innamorare diverse volta, ma solo una volta si può amare veramente. E quando questo succede, per colei o colui che arriva dopo, che deve in qualche modo ...continua

    Si dice che nella vita ci si può innamorare diverse volta, ma solo una volta si può amare veramente. E quando questo succede, per colei o colui che arriva dopo, che deve in qualche modo “sostituire” quella persona nel cuore dell’altro o dell’altra, è un dilemma. La gelosia è umana, tutti la proviamo, chi più e chi meno, ma si può essere gelosi di un’entità astratta che non esiste? Si può essere gelosi del passato del proprio partner, di ciò che questo ha rappresentato per lui? Si può vivere una storia d’amore nell’ombra di ciò che è stato? Sono gli interrogativi che mi sono posta appena terminata la lettura di questo romanzo di Daphne Du Maurier. Montecarlo. Una giovane dama di compagnia è in vacanza con una anziana signora di cui si prende cura. Incontra un affascinante vedovo, Maxim, di cui subitaneamente si innamora e che sposa di lì a poco. La novella coppia dopo il matrimonio si trasferisce nella immensa tenuta di lui, Manderely, dove a ogni angolo recesso sembra nascondersi lo spirito di Rebecca, la prima moglie di Maxim. Per la giovane sposa ha inizio una sorta di incubo, tutto sembra ricordarle la donna, la stanza dove lei ha dormito, gli oggetti che lei ha custodito, tutto le ricorda Rebecca, lei è sempre lì, presente, un fantasma che distrugge la sua quiete e il suo sistema nervoso. A poco a poco nell’anima della ragazza comincia a crescere un turbamento sempre maggiore, un insicurezza tale, esasperata anche dalla presenza della governante tanto legata a Rebecca e che non perde un’occasione per mettere in mostra questo attaccamento verso la defunta signora De Winter, che la porta quasi sull’orlo della follia. Nella sua mente comincia a insinuarsi l’idea che Rebecca era una donna perfetta, una donna inarrivabile, l’unica donna che suo marito abbia mai amato e che ama tuttora…comincia a idealizzarla, ogni giorno sempre di più…ma la verità verrà fuori ben presto, una verità amara, cruda, una verità che ci fa comprendere come molto spesso l’insicurezza che proviamo nei confronti di noi stessi ci porta a demonizzare troppo noi stessi e a incensare troppo gli altri… Avevo già visionato anni fa il film di Alfred Hitchcock, uno dei massimi capolavori del grande cineasta, un film carico di suspense recitato divinamente dai due grandissimi attori protagonisti, un giovane Laurence Oliver, all’epoca nel culmine della sua bellezza e del suo fascino e una giovanissima ed eterea Jane Fontaine e devo dire che il romanzo non è assolutamente da meno(di solito rimango delusa dai romanzi da cui vengono tratti dei veri capolavori cinematografici, mi viene in mente “Shining” di Stephen King ma anche “Picnic a Hanging Rock” di Joan Lindsay), un thriller/noir con un leggerissimo tocco di gotico, un romanzo affascinante, oscuro, misterioso come lo scenario in cui è ambientato, il maniero di Menderley e i suoi reconditi segreti. E’ un romanzo molto descrittivo, l’oscura casa con i suoi lunghi e bui corridoi, i timori, le insicurezze, la gelosia che colpisce l’animo della giovane signora De Winter, la freddezza della governante, l’insofferenza del signor De Winter, la prima moglie Rebecca, una presenza misteriosa, silenziosa, ossessiva…tutto è raccontato dalla Du Maurier con grande maestria e grande sensibilità. E grande maestria ha dimostrato la Du Maurier anche nel creare una storia intrigante e affascinante dove amore, odio, gelosia, morte, dolore, rabbia, paura si mescolano indissolubilmente tra di loro. Un’unica cosa non mi è piaciuta rispetto al film, il finale, in questo caso piuttosto deludente mentre nel film pieno di pathos(anche la figura della signora Danvers viene maggiormente messa in risalto da Hitchcock), ma sono davvero delle bazzecole in confronto a un romanzo semplicemente meraviglioso, un romanzo dove passato e presente si intrecciano inesorabilmente(come spesso accade anche nella vita di ognuno di noi), che un’autentica opera d’arte che attrae il lettore e lo tiene incollato alla lettura pagina dopo pagina grazie anche a una scrittura elegante e raffinata. Una perla rara da non lasciarsi assolutamente sfuggire, una lettura intensa e viscerale che ti mozza quasi il fiato. Consigliatissimo, così come lo splendido film di Hitchcock.

    ha scritto il 

  • 5

    BELLISSIMO.

    Non avevo mai letto nulla dell'autrice ed ho deciso di partire da quello che, forse, è il suo libro più famoso, divenuto celebre anche grazie alla trasposizione cinematografica del Maestro del ...continua

    Non avevo mai letto nulla dell'autrice ed ho deciso di partire da quello che, forse, è il suo libro più famoso, divenuto celebre anche grazie alla trasposizione cinematografica del Maestro del brivido. Che dire? Bellissimo. Amore, mistero, tensione, ricchezza si mescolano insieme e formano un capolavoro di suspense.

    Davvero, non ho altre parole, proprio bello, bello, bello.

    ha scritto il 

  • 4

    Una joven mojigata e ingenua se mete en un trigal al casarse con un maduro viudo Max Winder,que la lleva a la propiedad Manderley sin saber que el ama de llaves le hará la vida insoportable, puesto ...continua

    Una joven mojigata e ingenua se mete en un trigal al casarse con un maduro viudo Max Winder,que la lleva a la propiedad Manderley sin saber que el ama de llaves le hará la vida insoportable, puesto que estaba enamorada de la difunta,que el viudo la había matado por promiscua y que ella no puede eclipsar su recuerdo. La soledad,la casona,las brumas y la tristeza se mastican en el ambiente de Cornualles.

    ha scritto il 

  • 0

    Bello bello bellissimo! Giallo, suspense, emozioni, elucubrazioni, c'è' tutto in questo romanzo. Pagina dopo pagina, tra i pensieri della giovane protagonista, si svolge una vicenda ricca di fascino ...continua

    Bello bello bellissimo! Giallo, suspense, emozioni, elucubrazioni, c'è' tutto in questo romanzo. Pagina dopo pagina, tra i pensieri della giovane protagonista, si svolge una vicenda ricca di fascino e di mistero.

    ha scritto il 

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