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La prima moglie

Di

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

4.3
(1610)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 461 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco , Portoghese , Olandese , Danese , Svedese , Farsi , Ungherese , Polacco , Sloveno

Isbn-10: A000110614 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Romance

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Descrizione del libro
C'è, in questo racconto, tutto il fascino di quegli elementi che sono il retaggio dei grandi scrittori del XVIII secolo, da Thackeray alle sorelle Bronte, cui Daphne du Maurier si apparenta, pur serbando una sua moderna originalità, per cui ella si permette financo un intreccio che ha una punta di "Giallo". L'eroina vera della storia che essa ci narra è una morta: una morta la quale, vista attraverso gli occhi di un'altra donna, vive di vita vera, prende a poco a poco forma e sostanza.
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  • 4

    La narrazione parte in sordina... All'inizio ho fatto un po' fatica a prendere piede con la lettura, ma superato lo scoglio iniziale il romanzo si legge tutto d'un fiato. Le numerose e dettagliate des ...continua

    La narrazione parte in sordina... All'inizio ho fatto un po' fatica a prendere piede con la lettura, ma superato lo scoglio iniziale il romanzo si legge tutto d'un fiato. Le numerose e dettagliate descrizioni paesaggistiche ricordano vagamente i romanzi ottocenteschi. Sicuramente la Du Maurier è un'abile scrittrice, vale la pena di leggere qualcosa di suo.

    ha scritto il 

  • 4

    Splatter ma commovente

    Non è il mio genere, ma ammetto che mi ha preso e anche commosso: l'ho finito in un pomeriggio. Qualche citazione: https://it.wikiquote.org/wiki/Daphne_du_Maurier#Rebecca
    Avvincente, ma non per la tra ...continua

    Non è il mio genere, ma ammetto che mi ha preso e anche commosso: l'ho finito in un pomeriggio. Qualche citazione: https://it.wikiquote.org/wiki/Daphne_du_Maurier#Rebecca
    Avvincente, ma non per la trama in sé quanto per il personaggio.

    Il romanzo in sé si basa sull'ingenuità della protagonista che non riconosce segni abbastanza chiari. Quindi per quasi metà la storia procede lenta o per nulla, poi verso il capitolo 20 si potrebbe chiudere, ma l'autrice decide di rafforzare l'elemento thriller e quindi in cento pagine si susseguono continui ribaltamenti fino alla "rivelazione" delle ultime righe che richiama quella delle prime righe dell'incipit... Forse se ne poteva fare a meno.

    Però l'ho letto perché è un classico del genere, e non mi pento perché davvero costa poca fatica.

    ha scritto il 

  • 4

    Ah questi romanzi inglesi, che si dilungano nelle descrizioni dei giardini fioriti. Ah questi romanzi inglesi, cosi attenti alle condizioni atmosferiche. Ah questi romanzi inglesi, in cui non succede ...continua

    Ah questi romanzi inglesi, che si dilungano nelle descrizioni dei giardini fioriti. Ah questi romanzi inglesi, cosi attenti alle condizioni atmosferiche. Ah questi romanzi inglesi, in cui non succede mai niente. Ah questi romanzi inglesi, mi ingannano sempre!
    ***
    Libro lento e anche un po'noioso, si solleva nelle ultime 50 pagine.
    Il dettaglio che piu mi tormenta e' la completa assenza del nome della protagonista.

    ha scritto il 

  • 4

    Sono rimasta stregata da Rebecca. Dire che la Du Maurier ti coinvolge è poco! L'immedesimazione è inevitabile e completa, ma... sono suggestionata o la protagonista non viene chiamata mai per nome? Si ...continua

    Sono rimasta stregata da Rebecca. Dire che la Du Maurier ti coinvolge è poco! L'immedesimazione è inevitabile e completa, ma... sono suggestionata o la protagonista non viene chiamata mai per nome? Si potrebbe definire un romanzo ciclico perché appena terminato si può ricominciare daccapo, anzi si deve per far combaciare i tasselli mancanti. Almeno una rilettura è d'obbligo.

    ha scritto il 

  • 5

    La ricca signora Van Hopper e la sua giovane dama di compagnia si trovano a passare una vacanza a Montecarlo.
    Nell'albergo dove alloggiano incontrano Maxim de Winter, un ricco e affascinante vedovo c ...continua

    La ricca signora Van Hopper e la sua giovane dama di compagnia si trovano a passare una vacanza a Montecarlo.
    Nell'albergo dove alloggiano incontrano Maxim de Winter, un ricco e affascinante vedovo che dopo qualche giorno di frequentazione propone alla dama di compagnia della ricca signora di sposarlo e di andare con lui a Manderley, la sua splendida residenza in Cornovaglia.
    Un castello immerso nel verde di una lussureggiante tenuta vicino al mare.
    La ragazza vede così trasformata tutta la sua esistenza in una meravigliosa favola: da dama di compagnia a castellana di Manderley.
    Sembra tutto perfetto ma qui, tutti sembrano vivere nel ricordo di Rebecca, la defunta prima moglie del giovane sposo, la cui inquietante presenza incombe ovunque.

    Non conoscevo questa storia, ne avevo mai visto il film di Alfred Hitchcock (1940), quindi per me è stata una vera sorpresa.
    La Du Maurier è bravissima nel descrivere, nel narrare … La conoscevo già, avevo già letto qualcosa di suo, ma senza dubbio in questo romanzo ha dato il meglio. Mi è piaciuta moltissimo.
    Le descrizioni di Manderley sono pura poesia.
    Anche i tempi della narrazione…..A tratti la trama sembra volutamente rallentare, poi cambia repentinamente e accelera, con colpi di scena inaspettati. Una suspense perfetta. Ogni volta rimanevo in trepidazione e sorpresa... Anche i personaggi sono davvero ben caratterizzati.
    Non posso che dire FANTASTICO !!!
    Dopo aver letto il romanzo ho anche visto una parte del film e ho ben compreso perché Hitchcock vinse l’Oscar… E‘ stato "Magistrale".
    Dovrebbero passarli più spesso in televisione film di questo genere, soprattutto per il pubblico più giovane che non lo conosce… ^_^

    ha scritto il 

  • 4

    Rilettura.........

    L'immagine della governante, la signora Danvers, che si illumina d'immenso nel raccontare delle mutande con merletto, dei capelli scuri e dei piedi piccini di questa Rebecca maledetta...
    Mentre là fu ...continua

    L'immagine della governante, la signora Danvers, che si illumina d'immenso nel raccontare delle mutande con merletto, dei capelli scuri e dei piedi piccini di questa Rebecca maledetta...
    Mentre là fuori, oltre la finestra, il vento scompiglia le rose di Manderley...
    Ansia.

    Gran bel romanzo. Introspezione psicologica ad altissimi livelli.

    ha scritto il 

  • 5

    Non credete che i morti vengano a vedere cosa fanno i vivi?

    In un’atmosfera onirica, la dimora di Manderley è invasa dall’erica e le ortiche ne hanno sbarrato la strada. Una voce narrante, senza nome, attraversa il cancello che dà sui viali. C’è lo scorcio di ...continua

    In un’atmosfera onirica, la dimora di Manderley è invasa dall’erica e le ortiche ne hanno sbarrato la strada. Una voce narrante, senza nome, attraversa il cancello che dà sui viali. C’è lo scorcio di un paradiso silente e segreto che porta con sé una storia di ombre, la rivalità tra il presente ed un passato che tarda a scivolare nell’oblio. La nuova signora De Winter, oltre a non sembrare un’autorevole padrona di casa, perché vinta dalla paura e sopraffatta da un senso di inferiorità, è costretta a convivere con una presenza impalpabile che perseguita le sue giornate. La stessa che ritrova nelle parole dei camerieri e i nuovi parenti pronti a confrontarla con chi l’ha preceduta, e nello sguardo accigliato di una governante vestita di nero, Danny Danvers , la donna che nutre l’inesorabile astio verso colei che ha sostituito la signora di un tempo.

    Per un effetto di suggestioni, molto ben riuscito, lo spirito di Rebecca, la prima moglie del conte Maxim, sembra aleggiare per le stanze, affacciarsi dalla scala, nascondersi dietro sbuffi di tende mosse dal vento, presagi che danno la raggelante impressione di un ritorno inaspettato con l’intento di perseguitare chi ha occupato il suo posto. Anche gli oggetti, lasciati con l'ordine intatto di una volta, fanno quasi credere che Rebecca abbia messo in scena una farsa, nascondendosi in qualche angolo remoto. Si respira la tensione di una lotta impari per l’assenza di un affronto contro carne e sangue perché ad imperare è solo l’astrazione impossibile da combattere, percepita da una mente in cui si fa spazio il dramma del disagio psicologico. Ricorrendo a descrizioni di luoghi e stati d’animo, accurate e piene di trasporto, Daphne Du Maurier rivela una grandissima capacità di saper coinvolgere il lettore, come se quasi riuscisse ad ascoltare, in sottofondo, la voce serafica dell’io-narrante. La costa frastagliata della Cornovaglia, la grande casa e i suoi corridoi, il fitto bosco intorno, sono ambienti che conferiscono al romanzo quel classico aspetto affascinante e buio che lo rende avvincente e ricco di mistero, elementi che si dissolvono quando, sul finire, viene inferto un clamoroso colpo di scena alla storia. Un noir riuscito in modo magistrale e che conquistò la vena artistica di Hitchcock per cui ne produsse una riduzione cinematografica da premio Oscar, con Joan Fontain e Laurence Olivier , nel 1940.

    ha scritto il 

  • 3

    Romanzo veramente "hitchcockiano" (non a caso ha ispirato il grande regista, leggendo sembra di vedere i fotogrammi dei suoi film con le tipiche esitazioni sui dettagli e le pause prolungate ad arte p ...continua

    Romanzo veramente "hitchcockiano" (non a caso ha ispirato il grande regista, leggendo sembra di vedere i fotogrammi dei suoi film con le tipiche esitazioni sui dettagli e le pause prolungate ad arte per creare suspence).
    Molto godibile la prima parte con un'introspezione psicologica portata ad altissimi livelli. L'eccessiva lunghezza e il finale sfumato (comunque chiaro se si rileggono i primi due capitoli dopo aver terminato la lettura dell'ultimo) tolgono qualcosa al romanzo nel complesso.
    Per certi aspetti ha il canovaccio di certi romanzi gotici ottocenteschi: la fanciulla indifesa, l'oscuro maniero (qui sostituito da un'elegante villa), il marito che nasconde un mistero, il "fantasma" della prima moglie...
    La Du Maurier riesce però a "novecentizzare" bene questo materiale d'annata, e anche a infondergli, a tratti, una sottile ironia noir.
    Lettura adatta per chi ama i thriller del grande Alfred e qui può esaminare una delle sue fonti.

    ha scritto il 

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