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La prima notte

Di

Editore: Baldini Castoldi Dalai (Romanzi e racconti)

3.6
(216)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 280 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8860733731 | Isbn-13: 9788860733733 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Crime , Family, Sex & Relationships , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Milano, marzo 2007: una ragazza e un uomo trascorrono la loro prima notte insieme. Fanno l'amore, mangiano, dormono, si scambiano tenerezze. E parlano. È soprattutto lei, Irene, a parlare: racconta al suo amante la storia straordinaria della propria vita, segnata da eventi spesso drammatici che tuttavia narra con una leggerezza sorridente e irresistibile. Partito da un oscuro, remoto fatto di sangue, il suo racconto finisce per disegnare un quadrilatero amoroso in cui Irene si confronta con un marito ambiguo, un amante geloso, un misterioso e innamoratissimo persecutore. La tensione sale fino a precipitare verso una conclusione inattesa, dove i conti in sospeso con il passato vengono chiusi, ma il futuro è ancora tutto da inventare. E solo nell'ultimo capitolo scopriremo chi è lui: l'uomo che con tanta passione ha vissuto con Irene queste ore.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Caterina:

    Raul Montanari è uno scrittore atipico.
    Questo suo romanzo ne è la prova.
    Avevo letto anche un altro titolo suo, ma non era piaciuto così tanto.
    La trama non è niente di che.
    E' il MODO.
    Le parole, i personaggi dipinti.
    E' la prima notte che due individui passa ...continua

    Raul Montanari è uno scrittore atipico.
    Questo suo romanzo ne è la prova.
    Avevo letto anche un altro titolo suo, ma non era piaciuto così tanto.
    La trama non è niente di che.
    E' il MODO.
    Le parole, i personaggi dipinti.
    E' la prima notte che due individui passano insieme. Lei, 29enne, Irene. E lui.
    Sul letto, dove hanno appena consumato il loro primo atto d'amore, lei si racconta a lui.
    In un fluire ininterrotto di parole.
    Lui ascolta, pende dalle sue labbra.
    E' la storia della sua, dei suoi dolori.
    Raul Montanari è uno scrittore di libri erotici. Ma questo, di erotico, non ha niente. Di erotico ha le mille facce del sesso e della sessualità. Di come virilità e femminilità si intrecciano e si mischiano.
    Delle pericolosità dell'animo umano.
    Della potenza dell'amore.
    Dell'ossessione.

    L'ho letto in poche ore anche questo, proprio perchè è scorrevolissimo.

    ha scritto il 

  • 3

    Tra le onde

    Leggere questo libro per me è stato un po’come trovarsi in mare aperto, spesso senza nemmeno essere a bordo di una barca. Un mare abbastanza agitato, ma non pericoloso, relativamente tranquillo, portatore di qualche scossone e che torna quieto improvvisamente e a lungo, ma niente di più. Questo ...continua

    Leggere questo libro per me è stato un po’come trovarsi in mare aperto, spesso senza nemmeno essere a bordo di una barca. Un mare abbastanza agitato, ma non pericoloso, relativamente tranquillo, portatore di qualche scossone e che torna quieto improvvisamente e a lungo, ma niente di più. Questo era il mio stato d’animo nel corso della lettura.
    In fondo il contenuto apparentemente è semplice, anche se sembra una sfida: Irene, la protagonista della vicenda, racconta tutta la storia della sua vita al suo amante in una sola notte.
    Il bello e il brutto della questione è proprio questo: tutti questi singoli eventi, narrati a poco a poco, apparentemente non mi sono sembrati niente di che, soltanto semplici e comuni fatti e tragedie di vita quotidiana senza niente di particolare (oltre ovviamente a colpi di scena spiazzanti e scene splatter descritti con abile maestria) che potrebbero capitare a chiunque e che spesso e volentieri mi hanno suscitato un misto fra noia, indifferenza, coinvolgimento e stupore a seconda dei vari casi e tipologie di contenuto, ma è Irene stessa a renderli davvero speciali, quasi unici, sempre più complessi e intricati (e la ringrazio per questo, altrimenti non sarei riuscita a finire il libro che, confesso, ho fatto un po’di fatica a terminare) grazie all’enfasi, l’entusiasmo e la memoria fotografica che vi infonde mentre parla al suo interlocutore che la ascolta attentissimo e affascinato.
    Altra pecca, a mio parere: tutte queste vicende raccontate, nonostante siano alquanto particolareggiate e ben descritte, non mi hanno consentito in alcun modo di avvertire in Irene un minimo di personalità. Perché tutte le sue scelte non dipendono da lei, ma da qualcosa dentro di lei che chiama “magia” e che non ha una definizione ben precisa: azzardando un’ipotesi, si può classificare come un campanello d’allarme che le dice cosa fare o meno. Chissà, se questa magia fosse stata del tutto assente magari Irene avrebbe avuto un’anima vera e propria. Ma queste ovviamente sono considerazioni puramente soggettive. Fatto sta che non riuscivo nemmeno a capire se la protagonista fosse una donna insoddisfatta sentimentalmente o semplicemente vogliosa di amore carnale.
    Il finale, poi, mi ha lasciato un po’l’amaro in bocca con tutti i suoi interrogativi.
    Un misto tra noir, romanzo di formazione e autobiografia, oserei dire, che non è affatto male e che merita comunque di essere letto.

    ha scritto il 

  • 4

    La storia che Irene, la protagonista, racconta durante una lunga notte e' molto coinvolgente, ma il libro ha due difetti: il primo e' che il lui che ascolta e' un cascamorto insopportabile, fuori luogo, l'altro e' che le interruzioni continue (per mangiare, bere, fare l'amore) nuocciono un po' al ...continua

    La storia che Irene, la protagonista, racconta durante una lunga notte e' molto coinvolgente, ma il libro ha due difetti: il primo e' che il lui che ascolta e' un cascamorto insopportabile, fuori luogo, l'altro e' che le interruzioni continue (per mangiare, bere, fare l'amore) nuocciono un po' al ritmo della storia. Comunque interessante.

    ha scritto il 

  • 4

    un romanzo che è un dialogo. un uomo e una donna passano una notta d'amore, raccontandosi l'un l'altro. un buon intreccio narrativo costituito da dialoghi assolutamente quotidiani che colpiscono nel segno. 3 stelle e mezzo.

    ha scritto il 

  • 4

    "Finisce molto. Non tutto. Niente finisce mai del tutto, non credi?"


    Il cuore ha continuato a battermi forte per molto tempo dopo aver terminato la lettura di questo romanzo.


    Amore, odio, violenza, morte: come nelle tragedie greche le grandi passioni umane entrano in scena creando ...continua

    "Finisce molto. Non tutto. Niente finisce mai del tutto, non credi?"

    Il cuore ha continuato a battermi forte per molto tempo dopo aver terminato la lettura di questo romanzo.

    Amore, odio, violenza, morte: come nelle tragedie greche le grandi passioni umane entrano in scena creando situazioni che sconfinano spesso nella follia, mentre emozioni troppo intense si traducono in azioni dirompenti, al di fuori di qualsiasi controllo.

    E’ una lunga notte, quella fra Irene e il suo misterioso amante. Una notte fatta di amore e di una lunga,irruente e magica narrazione, capace di creare fra i due un’intimità quasi forte come quella fisica.

    E’ soprattutto lei, Irene, la protagonista di questo lungo e accattivante racconto. Con parole suadenti, ammalianti, questa giovane donna incanta il lettore, introducendolo negli oscuri meandri della sua vita, segnata fin da ragazzina dalla tragedia. Con il tempo scopriamo che Irene ha cercato, nonostante un destino impietoso , di rifarsi una vita “normale” : amici, casa, studio. Ma il dramma è destinato a ripresentarsi più volte alla sua porta. La prima volta sarà sotto le spoglie di un uomo, “il Mercante”: una sola apparizione, fugace, una sensazione forte, che Irene chiama “la magia",irresistibile, saranno sufficienti a farle decidere istintivamente il ruolo di quell'uomo nella sua vita. Un incontro stregato, maledetto, o forse necessario, foriero di una vicenda torbida e oscura.

    Sarà il primo tassello di un lungo e turbinoso mescolarsi di intrighi, colpi di scena, tuffi in un passato irrisolto, con troppi conti in sospeso col presente.

    La narrazione avviene lungo tutta la notte , in un crescendo fra rimandi temporali, presagi e intrecci, culminando in un pericoloso e inaspettato quadrilatero di ruoli.

    Il ritmo serrato della vicensda è reso più sofferto e teso dalla pacatezza del racconto ; l’angoscia e il non detto avvolgono come una nebbia sottile ogni avvenimento, in un gioco di specchi, fino alla fine.

    Montanari, oltre a tenere perennemente sulla corda il lettore, lo fa riflettere sul significato e sul peso che coincidenze, intuizioni e suggestioni esercitano sulla nostra vita. La tensione narrativa pervade tutto il romanzo, in un climax emotivo magistralmente creato e interrotto ad arte.

    L’ho trovato un libro intenso, terribile e bellissimo insieme.

    ha scritto il 

  • 4

    a furia di mezze stelline svuoterò il cielo

    Giuro. Non amo il teatro e non amo le stesure teatrali, così come non amo i saggi e leggere poesie. Romanzi e racconti ecco di cosa mi nutro. Delle storie che portano incise, dei personaggi che le vivono, delle città e dei luoghi che ne sono sfondo, delle atmosfere e delle emozioni che ne disegna ...continua

    Giuro. Non amo il teatro e non amo le stesure teatrali, così come non amo i saggi e leggere poesie. Romanzi e racconti ecco di cosa mi nutro. Delle storie che portano incise, dei personaggi che le vivono, delle città e dei luoghi che ne sono sfondo, delle atmosfere e delle emozioni che ne disegnano i contorni. Questo cerco nei libri e questo ho trovato nel libro di Montanari. All'inizio ho pensato che palle! un dialogo ininterrotto, anzi quasi un monologo poi ho cominciato a immaginare i due protagonisti sdraiati nel letto a parlarsi addosso (e immaginavo una trasposizione teatrale) e dimenticando quel sottile fastidio che è il monologo, dimenticando di leggere il riassunto a inizio capitolo mi sono ritrovato anche io a fare l'Uomo Che Ascolta l'Uomo Che Legge. Trama banale ? Forse. Personaggi clichè o improbabili ? Forse. Luoghi stucchevoli ? Forse. Tra tutti questi forse una certezza : ho letto un bel libro, davvero bello.
    P.S. per chi critica la magia di Irene : chiamatela magia, chiamatela sesto senso, chiamatela coscienza, chiamatela mente emotiva, chiamatela come volete ma quello che descrive Irene e la guida, esiste e ci fa fare quelle scelte che non capiamo.

    ha scritto il 

  • 2

    Sono a dir poco sbalordita dalla quantità di recensioni positive lette in giro: è senza dubbio uno dei libri peggiori che mi siano passati sottomano nell'ultimo anno!


    Una protagonista detestabile, Irene, che crede alla "magia" che le fa avere premonizioni di vario genere (tra cui la pl ...continua

    Sono a dir poco sbalordita dalla quantità di recensioni positive lette in giro: è senza dubbio uno dei libri peggiori che mi siano passati sottomano nell'ultimo anno!

    Una protagonista detestabile, Irene, che crede alla "magia" che le fa avere premonizioni di vario genere (tra cui la plausibilissima strage in cui perde genitori e fratello mentre sta dicendo addio alla verginità!) e la incastra tra un marito e un amante che hanno un torbido passato in comune, fatto di omicidi e segreti e che è tutt'altro che finito.

    Costruito in forma di dialogo tra Irene e un uomo (la cui identità si capisce molto presto, per quanto venga svelata solo alla fine), con uno stile di scrittura fin troppo semplice e una sorta di riassuntino in cima ad ogni capitolo, definirlo deludente è veramente riduttivo!

    ha scritto il 

  • 4

    difficile parlare di un libro quando si conosce l'autore - la storia è bella. Plausibile. Lo stile intrigante, questo dialogo senza altro spazio, cattura fin dall'inizio. Ma è impossibile non associare l'Uomo che Ascolta con Montanari stesso, che si bea di autocriticare il suo ruolo di scrittore ...continua

    difficile parlare di un libro quando si conosce l'autore - la storia è bella. Plausibile. Lo stile intrigante, questo dialogo senza altro spazio, cattura fin dall'inizio. Ma è impossibile non associare l'Uomo che Ascolta con Montanari stesso, che si bea di autocriticare il suo ruolo di scrittore famoso. Poi, qua e là, le stesse frasi, gli stessi toni che si ritrovano nelle conversazioni del grande Raul. Bello, insomma, ma probabilmente anche grazie alla conoscenza diretta

    ha scritto il 

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