La prima sorsata di birra

E altri piccoli piaceri della vita

Di

Editore: Frassinelli

3.3
(1136)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 124 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese , Catalano , Spagnolo , Portoghese

Isbn-10: 8876845356 | Isbn-13: 9788876845352 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Prato Caruso L.

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
La prima sorsata di birra, le more nei boschi d'estate, le conversazioniattorno al tavolo di cucina sgranando piselli, il profumo delle mele incantina, la voce di chi si ama che dice più di quanto dicano le parole, ilrosso cupo di un bicchiere di Porto da centellinare, il lieve fruscio delladinamo contro la ruota durante una pedalata notturna... Istanti preziosi, chevanno colti nella loro immediatezza e assaporati con tranquillità.
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  • 3

    UN COLTELLO IN TASCA

    Da leggere sulla metro (dove c’è). Una serie di minuscoli raccontini. Nei quali non si racconta niente, se non sensazioni, ricordi, nostalgie. Il passato che ritorna inatteso attraverso un oggetto: un ...continua

    Da leggere sulla metro (dove c’è). Una serie di minuscoli raccontini. Nei quali non si racconta niente, se non sensazioni, ricordi, nostalgie. Il passato che ritorna inatteso attraverso un oggetto: un coltello, un croissant, un maglione, un caleidoscopio.
    Eccone un esempio.

    “Non un coltello da cucina, naturalmente, né un coltello da malavitoso a serramanico. Ma neppure un temperino. Diciamo un Opinel n° 6 o qualcosa di simile. Un coltello che sarebbe potuto appartenere a un nonno ipotetico e perfetto. Un coltello che lui avrebbe tenuto nella tasca dei pantaloni di velluto color cioccolato a coste larghe e che avrebbe tirato fuori all’ora di colazione per infilzare con la punta le fette di salame, per sbucciare lentamente la mela, con il pugno stretto intorno alla lama. Un coltello che avrebbe richiuso con un gesto ampio e cerimonioso, dopo il caffè bevuto in un bicchiere -segnale, per ciascuno, di dover tornare al lavoro.
    Un coltello che ci sarebbe parso stupendo da bambini: un coltello per l’arco e le frecce, per foggiare la spada di legno con l’impugnatura intagliata nella scorza - il coltello ritenuto troppo pericoloso dai genitori quando eravamo piccoli.
    Ma un coltello per che cosa? Visto che non siamo più ai tempi del nonno e non siamo più bambini. Un coltello virtuale, dunque, e con un ridicolo alibi: “Ma sì, può servire per un sacco di cose, in gita, durante i picnic, per fare qualche lavoretto se non ci sono utensili…”
    Sappiamo che non servirà. Non consiste in questo, il piacere. Un piacere assolutamente egoistico: una bella cosa inutile di legno caldo oppure di madreperla liscia, con un segno cabalistico sulla lama, da veri iniziati: una mano incoronata, un ombrello, un usignolo, l’ape sul manico. Sì, lo snobismo ha sapore se è legato a questo simbolo della vite semplice. All’epoca del fax, è un lusso rustico. Un oggetto a sé, che riempie inutilmente la tasca e che tiriamo fuori di tanto in tanto, non per servircene, ma per toccarlo, guardarlo, per la soddisfazione ingenua di aprirlo e richiuderlo. In questo presente gratuito sonnecchia il passato. Pochi secondi e ci sentiamo al tempo stesso il nonno bucolico con i baffi bianchi e il bambino in riva all’acqua tra l’odore del sambuco. il tempo di aprire e richiudere la lama e non siamo più di mezza età, ma di due età insieme - questo è il segreto del coltello”.

    ha scritto il 

  • 4

    Breve raccolta di momenti di piacevolezza. Molto intimo, perché legato ai ricordi personali - come molti, ho colto un riferimento alla madeleine inzuppata nel tè di Proust -, questo libricino è di una ...continua

    Breve raccolta di momenti di piacevolezza. Molto intimo, perché legato ai ricordi personali - come molti, ho colto un riferimento alla madeleine inzuppata nel tè di Proust -, questo libricino è di una forte semplicità, ma è anche estremamente ozioso. Ozioso perché c'è un certo languore, c'è una noia molto borghese (e chi conosce la famiglia Delerm sa di cosa parlo) che attraversa le pagine e che può far sembrare che il libro non sia altro che un florilegio di piccole esaltazioni quotidiane. Effettivamente non c'è un grande spessore e non si scende in profondità, ma non siamo neppure davanti a una prosa compiuta, ciclica. Non aspettatevi un romanzo o una storia, orsù.
    Il libro è tutto sommato piacevole da leggere, in un pomeriggio.

    ha scritto il 

  • 1

    Purtroppo una birra calda

    Non mi è piaciuto sia nello stile poco "danzante" che nel contenuto. Pochi sono stati gli eventi da ricordare, raccontati senza tanta enfasi. L'unica nota positiva la dimostrazione che anche in Franci ...continua

    Non mi è piaciuto sia nello stile poco "danzante" che nel contenuto. Pochi sono stati gli eventi da ricordare, raccontati senza tanta enfasi. L'unica nota positiva la dimostrazione che anche in Francia ci siano state le stesse abitudini che in Italia e per quelle non uguali ho imparato qualcosa.

    ha scritto il 

  • 2

    Non mi ha entusiasmato, tutt'altro. Una serie di piccoli quadretti (sulle due pagine ciascuno) sulle piccole cose che rendono più bella la vita, con una forte caratterizzazione francese (mi ha fatto v ...continua

    Non mi ha entusiasmato, tutt'altro. Una serie di piccoli quadretti (sulle due pagine ciascuno) sulle piccole cose che rendono più bella la vita, con una forte caratterizzazione francese (mi ha fatto venir voglia di leggermi un Simenon subito). Letto in giornata, passa e non lascia traccia.

    ha scritto il 

  • 4

    Un breve elenco di situazioni e oggetti che evocano immediatamente sensazioni piacevoli, spesso legati all'infanzia e sul genere delle madeleine, ma non solo.
    Alcuni, ad esempio sgranare i piselli o r ...continua

    Un breve elenco di situazioni e oggetti che evocano immediatamente sensazioni piacevoli, spesso legati all'infanzia e sul genere delle madeleine, ma non solo.
    Alcuni, ad esempio sgranare i piselli o raccogliere le more, fanno anche un po' Amélie Poulain, che è venuta dopo ma guarda caso pure lei è francese.
    Altri ancora in questi vent'anni (il libro è del '97) sono diventati incredibilmente datati (la cabina telefonica!).
    Tuttavia è una lettura gradevole e capace di evocare i piccoli piaceri che descrive: 4 stelline.

    ha scritto il 

  • 4

    L'ho scoperto per caso. Avevo in mente di leggere qualcosa di breve, e questo libro faceva al caso mio. Una raccolta di brevi racconti sugli aspetti più semplici e gratuiti del giorno che molte volte ...continua

    L'ho scoperto per caso. Avevo in mente di leggere qualcosa di breve, e questo libro faceva al caso mio. Una raccolta di brevi racconti sugli aspetti più semplici e gratuiti del giorno che molte volte viviamo inconsapevoli. La scrittura rivela subito la personalità dello scrittore, e le sue parole raggiungono, in alcuni tratti, delle sfumature poetiche. Consiglio di non leggerlo tutto d'un fiato, come ho fatto io: leggetelo a piccoli sorsi, per trarne il senso quasi nascosto che accompagna la composizione.

    ha scritto il 

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