La principessa di Clèves

Di

Editore: Rizzoli (Biblioteca Universale)

3.6
(497)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 288 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco , Olandese , Svedese

Isbn-10: 881716559X | Isbn-13: 9788817165594 | Data di pubblicazione:  | Edizione 4

Prefazione: Armanda Guiducci

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Rosa

Ti piace La principessa di Clèves?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Madame de La Fayette visse, fra solitudine ed eletta mondanità, nei tempi fastosi di Luigi XIV. Aristocratica e colta, frequentò i raffinati salotti intellettuali, fu dama d'onore di Enrichetta d'Inghilterra, intima amica di Madame de Sévigné e di La Rochefoucauld. Tutta la complessa problematica della vita interiore che l'esperienza culturale delle Preziose aveva elaborato per quasi mezzo secolo, illuminandosi ai bagliori della spiritualità pascaliana e del razionalismo di Cartesio, si riflette nel suo romanzo più famoso, La principessa di Clèves, uscito anonimo nel 1678. La vicenda, semplice e volutamente esemplare, è ambientata nella cornice della Corte: un mondo che l'autrice sembra guardare frontalmente, con impassibile distacco, mentre in realtà il suo sguardo penetra al di dentro e vi si fissa implacabile, scoprendo il gioco crudele di rivalità e di intrighi celato sotto l'estenuata eleganza delle forme. Su questo sfondo si accampa la figura incantevole della protagonista, che attraverso l'esperienza tormentosa della passione matura alla coscienza di una realtà corrosiva dei più autentici valori umani. Scritto con limpida naturalezza di stile, La principessa di Clèves non è solo un grande romanzo psicologico e un mirabile affresco di costume: è il primo libro dell'autocoscienza femminile, in cui la storia di una formazione spirituale e morale assume come soggetto consapevole una donna, capace di costruire in se stessa le ragioni della propria vita. Il piacere del testo è arricchito dal saggio introduttivo di Armanda Guiducci che in una fitta trama di richiami storici e letterari fa rivivere il clima di alta intellettualità, quello "stile dell'anima" che fu contrassegno delle Preziose del Seicento e in cui trova radice la prima coscienza del femminismo moderno.
Ordina per
  • 3

    Apprezzabile solo per l'autenticità dell'epoca

    Davvero spiacente, ma...ANCHE NO! Le 3 stelle solo perché si tratta di uno scritto dell'epoca, per cui ho apprezzato l'ambientazione (autentica!) e la descrizione della vita che si conduceva alla cort ...continua

    Davvero spiacente, ma...ANCHE NO! Le 3 stelle solo perché si tratta di uno scritto dell'epoca, per cui ho apprezzato l'ambientazione (autentica!) e la descrizione della vita che si conduceva alla corte di Francia nel XVII secolo. Se fosse stato scritto ai tempi nostri lo si sarebbe bollato come "infimo romanzo rosa" stucchevole e melenso, improbabile e assurdo, noioso e ripetitivo (...da una stella, tanto per intenderci). Nel "secolo d'oro", dove spiccano scrittori del calibro di Molière, Balzac, Racine, Corneille e chi più ne ha più ne metta..., sinceramente non so come possa avere un posto così di rilievo una M.me de la Fayette (...forse perché l'unica o una delle poche donne scrittrici?). Sono una grande estimatrice della letteratura francese e l'ho anche studiata a fondo al liceo e confesso di averla soltanto sentita vagamente nominare, per cui ci tenevo a leggere questa sua opera, ma...sono arrivata all'ultima pagina con un senso di liberazione. Non è possibile leggere simili idiozie nel terzo millennio: questa "eroina" che non si concede al suo amato, però lo confessa al marito che...muore di dolore (s'è mai visto un uomo che muore d'amore???), una semi-tragedia per cosa poi...(per un fatto che non c'è mai stato?). Anche lo stile, a mio parere, lascia a desiderare (frasi spesso troppo lunghe e contorte), innumerevoli sono i personaggi con parentele ingarbugliate richiederebbero un block-notes per raccapezzarcisi, dialoghi improbabili (ma realmente parlavano così?), la vita di corte descritta come oggi lo si potrebbe fare su un comune giornaletto di gossip (ma non avevano proprio nient'altro a cui pensare se non l'amore???). No, proprio non lo consiglio! La letteratura francese è splendida: sarà facile trovare qualcosa di molto migliore da leggere!

    ha scritto il 

  • 4

    Madame De La Fayette scrisse questo romanzo tra il 1672 e il 1678 e diventò un classico francese che tutt'ora viene studiato nelle scuole e nelle università. Poiché all'epoca nelle corti l'infedeltà e ...continua

    Madame De La Fayette scrisse questo romanzo tra il 1672 e il 1678 e diventò un classico francese che tutt'ora viene studiato nelle scuole e nelle università. Poiché all'epoca nelle corti l'infedeltà era la padrona indiscussa che aleggiava tra dame di corte, i Re, le Regine ed era oggetto di conversazioni quotidiane, questo romanzo ribalta il tutto introducendo un personaggio utopico, pieno di virtù e moralità. La Principessa di Cleves non è altro che un miraggio e all'epoca creò scalpore in quanto nessuno avrebbe mai confessato l'amore per un'altro uomo al proprio marito. Il romanzo mi è piaciuto molto, La fayette ti fa rivivere un mondo passato e nello stesso tempo moderno di un'epoca che si è evoluta nella società di oggi. Lo consiglio.

    ha scritto il 

  • 4

    Un romanzo che si lascia leggere molto facilmente quello di Madame de Lafayette, che con la sua scrittura raffinata e scorrevole riesce a rendere tutte le sfumature della psicologia dei personaggi, f ...continua

    Un romanzo che si lascia leggere molto facilmente quello di Madame de Lafayette, che con la sua scrittura raffinata e scorrevole riesce a rendere tutte le sfumature della psicologia dei personaggi, facendo del suo romanzo il primo verso romanzo psicologico moderno. Scritto nel 1678, “La Princesse de Clèves” descrive in modo dettagliato gli effetti che la passione amorosa provoca sull’animo umano, e lo fa in modo contenuto, moderato, “puro”, distaccandosi da tutta una tradizione di romanzieri “preziosi” che verso gli inizi del 1600 esaltano in modo eccessivo e “barocco” le avventure amorose con il puro scopo di divertire la corte.

    ha scritto il 

  • 4

    Accostarsi a questo romanzo vuol dire fare un piacevole tuffo in un’epoca storica antica, abitata da personaggi veri , realmente esistiti e inseriti negli ambienti assolutamente realistici dell’epoca. ...continua

    Accostarsi a questo romanzo vuol dire fare un piacevole tuffo in un’epoca storica antica, abitata da personaggi veri , realmente esistiti e inseriti negli ambienti assolutamente realistici dell’epoca. Significa però anche accostarsi ad un mondo complesso di sentimenti, emozioni umane, rappresentate nel loro concreto modo di manifestarsi. Questo lavoro di Mme de La Fayette infatti non è un semplice romanzo storico o di costume, ma molto di più. Certo vi si trovano ricostruite con minuziosamente le vicende legate alla corte di Francia di Enrico II (1559), gli intrighi e le falsità dell’ambiente regale, nei quali si possono vedere però i riflessi quelli di Luigi XIV, sotto il cui regno la scrittrice visse . Nella sua ricostruzione storica si descrive un modo ben preciso di comportarsi, cui opporsi , ribellarsi o semplicemente comportarsi in modo diverso non era contemplato. La protagonista si distingue da tutti gli altri personaggi, non solo per una bellezza straordinaria, che la pone al centro dell’attenzione ma soprattutto per la sua eccezionale sincerità e onestà , virtù queste inusuali per quel tempo e per quell’ambiente sociale. Fedele alla sua coerenza ella si differenzia da tutti i personaggi che vivono un mondo di inganni e finzioni, mentre lei sceglie di conformare la sua vita ad un mondo di virtù e anche di tanta sofferenza. Madame de La Fayette, in un’epoca assolutamente impensabile per immaginare lo sbocciare di così delicati e autentici capolavori, ci presenta una accurata analisi psicologica dei personaggi e in modo particolare della protagonista, l’unica descritta anche minuziosamente nell’aspetto fisico. Degli altri personaggi noi possiamo intuire l’aspetto, ma non è così importante in questo testo dove il fulcro fondamentale è il dispiegarsi della complessità delle passioni umane.

    ha scritto il 

  • 4

    Una vera sorpresa, trattandosi di un'opera del 600 immaginavo una scrittura in prosa ricca di aggettivi o magari espressioni desuete invece è stata una lettura facile e piacevole.
    Anche riguardo la t ...continua

    Una vera sorpresa, trattandosi di un'opera del 600 immaginavo una scrittura in prosa ricca di aggettivi o magari espressioni desuete invece è stata una lettura facile e piacevole.
    Anche riguardo la trama che più semplice non può essere: una donna sposata viene gentilmente corteggiata ma lei resta fedele al marito e per correttezza gli confessa tutto e dopo la dipartita di lui si ritira in convento rinunciando all'amore.
    La descrizione della vita di corte (alquanto libertina) e la personalità della protagonista (cresciuta in campagna con pochi ma saldi principi ma non per questo bigotta) rendono la sua scelta se non condivisibile quanto meno comprensibile. Spostando ai giorni nostri la storia funziona ancora, è questa la cosa meravigliosa.
    Scegliere di resistere alla tentazione, non per assurdi motivi religiosi ma per tenere fede ad una promessa fatta ad una persona che non merita un tradimento è e sempre sarà una scelta controcorrente.
    Più che l'amore forse il vero protagonista è il rispetto: una cosa che purtroppo non capita mai, e nonostante questo l'autrice riesce a costruire una storia interessante e mai noiosa dove sono praticamente assenti la violenza o la passione che in altre mani avrebbero abbondato.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Uno stile eccezionale. La concisione. L'accuratezza. Il modo. Ahimè, anche molta bienséance stilistica. Personaggi - molti -, di cui pochi importanti, trattati con quella familiarità che costringe ad ...continua

    Uno stile eccezionale. La concisione. L'accuratezza. Il modo. Ahimè, anche molta bienséance stilistica. Personaggi - molti -, di cui pochi importanti, trattati con quella familiarità che costringe ad entrare alla corte di Henri II.

    SPOILER

    Dopodiché, però, la nostra eroina è una deficiente crassa che ha paura d'essere felice. Punta estrema del giansenismo? Sarà; ma mi spezza l'identificazione e sfocia in un incomprensibile, inaccettabile totale. Per me, la chiusa rimane ironica.

    ha scritto il 

  • 0

    alla corte di Caterina de Medici

    L'origine del romanzo psicologico francese quindi tout court della grandissima tradizione letteraria europea; insomma prima di Manon e delle relazioni pericolose, prima di Emma Bovary c'era Madame de ...continua

    L'origine del romanzo psicologico francese quindi tout court della grandissima tradizione letteraria europea; insomma prima di Manon e delle relazioni pericolose, prima di Emma Bovary c'era Madame de la Fayette con uno stile elegante e sentimentale.

    ha scritto il 

  • 5

    LA PRINCIPESSA DI CLEVES

    Sulla falsa riga delle eroine alla Bovary, alla Karenina ma più originale e meno patologico di Anna Karenina., compreso il finale meno amaro e tragico.

    ha scritto il 

  • 3

    La degenerazione della "sprezzatura" in "dissimulazione" come dote imprescindibile del perfetto cortigiano. In un microuniverso fondato sopra un rigido codice linguistico, la principessa di Clèves dap ...continua

    La degenerazione della "sprezzatura" in "dissimulazione" come dote imprescindibile del perfetto cortigiano. In un microuniverso fondato sopra un rigido codice linguistico, la principessa di Clèves dapprima sussurra, poi pronuncia sempre più apertamente, una parola imbarazzante: "verità"; ma non è che alla fine le cose le vadano benissimo. Mettiamola così: alla corte di Enrico II "Lie to me" non sarebbe andato oltre la puntata pilota.

    ha scritto il 

Ordina per