La profe

Diario di un'insegnante con gli anfibi

Di

Editore: Mondadori

3.9
(210)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 213 | Formato: Altri

Isbn-10: 8804568232 | Isbn-13: 9788804568230 | Data di pubblicazione: 

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Adolescenti

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Descrizione del libro
Ci vogliono gli anfibi per calarsi in questa scuola. Ci vuole il coraggio dicontaminarsi, lasciarsi sorprendere, abbandonare i pregiudizi e fidarsi solodi quello che si prova tutti i giorni entrando in classe. Ci vuole una vocenuova, che ha sciacquato i panni in Internet, per raccontare senza caricatureuna nuova generazione che ti manda SMS con scritto "PROFE LVB" e ti scattafoto col cellulare. E allora si scopre, nella sincerità spudorata di undiario, che se la prendi dal verso giusto la scuola è bella, nonostante tutto,anche se non si applica. E che la vita di classe è piena di comicità, e dipoesia. La Profe protagonista di queste pagine è una che indossa gli anfibi,per l'appunto, anziché "completini Luisa Spagnoli e mocassini dal taccobarzotto". Un'insegnante stile Attimo fuggente, che ama gli studenti ma nonsopporta, tanto per capirsi: la sala professori, i "progetti", i colleghi cheinsegnano per ripiego, ma anche quelli "sciatti che puzzano". In questo libro,distillato di un blog che da un paio d'anni è il punto di riferimento diinsegnanti e studenti sparsi per la Rete, Antonella Landi racconta con unafreschezza e una sapidità rare la quotidianità talvolta esaltante e talvoltadeprimente della vita scolastica: gite, supplenze, colloqui coi genitori,Consigli di Classe, slanci didattici e assurdità burocratiche.
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    Antonella non è soltanto una "profe" che ama i suoi studenti ed è attenta alla loro formazione, è davvero esilarante. Chi l'ha detto che la scuola debba essere noiosa? Landi fa centro, e conquista col ...continua

    Antonella non è soltanto una "profe" che ama i suoi studenti ed è attenta alla loro formazione, è davvero esilarante. Chi l'ha detto che la scuola debba essere noiosa? Landi fa centro, e conquista col sorriso non solo i suoi ragazzi, ma anche noi adulti che avremmo tanto voluto un'insegnante come lei.

    ha scritto il 

  • 2

    Un libro divertente, ricco di umorismo e di incredibilmente divertenti opinioni dell'autrice che, sebbene utilizzi come incipit un argomento alquanto inconsueto ("il puzzino scolastico") e parli dei p ...continua

    Un libro divertente, ricco di umorismo e di incredibilmente divertenti opinioni dell'autrice che, sebbene utilizzi come incipit un argomento alquanto inconsueto ("il puzzino scolastico") e parli dei profumi come qualcosa d'irrinunciabile - cosa che, personalmente, non trovo molto seria e inerente all'argomento "scuola" - il diario è un buon resoconto di un anno d'insegnamento in una scuola media.

    E' sconcertante come quest'opera si presenti in modo completamente opposto a "La classe" di François Bégaudeau per l'ottimismo e l'amore attivo verso gli studenti, per quanto possano essere difficili.

    ha scritto il 

  • 4

    Bello, alla protagonista piace il suo mestiere, ama stare con i ragzzi e insegnre, non solo nozioni ma anche il vivere quitidiano. A lei non piciono le relazioni, i progetti.... insomma tutto ciò che ...continua

    Bello, alla protagonista piace il suo mestiere, ama stare con i ragzzi e insegnre, non solo nozioni ma anche il vivere quitidiano. A lei non piciono le relazioni, i progetti.... insomma tutto ciò che è burocrazia e che fa perdere tempo al tuo vero mestiere di insegnante

    ha scritto il 

  • 1

    L'ennesimo dei libri blog. Anche se l'originale (cancellato in un maldestro restyling per richiesta di chi?) era meglio. Ha il merito di essere stato uno della prima ondata di questa nuova vague (che, ...continua

    L'ennesimo dei libri blog. Anche se l'originale (cancellato in un maldestro restyling per richiesta di chi?) era meglio. Ha il merito di essere stato uno della prima ondata di questa nuova vague (che, ci si chiede, quanto durerà?). Originariamente le stelline potevano essere anche due, o una e mezzo. Ridotte, sempre più drasticamente, a causa dell'involuzione dell'autrice. Troppa rete e poca scuola, infine. Peccato.

    ha scritto il