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La profezia dell'armadillo

Di

Editore: Bao Publishing

4.5
(2712)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 144 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Isbn-10: 8865431032 | Isbn-13: 9788865431030 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati

Genere: Biography , Comics & Graphic Novels , Humor

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Descrizione del libro
Dopo quattro edizioni autoprodotte andate esaurite nel giro di pochi mesi, il primo, introvabile libro di Zerocalcare torna in tutte le librerie e le fumetterie grazie a BAO Publishing, in un'inedita versione a colori curata da Makkox in persona. Le storie autobiografiche, dolciamare di Zerocalcare come non le avete mai viste prima, in un volume che semplicemente non vi potete permettere di non avere.
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  • 5

    Mi ha strappato molte risate, Zerocalcare è davvero geniale! L'unica cosa a non essermi piaciuta è che spesso le regole di punteggiatura non sono rispettate. Assolutamente consigliato.

    ha scritto il 

  • 5

    Altro libro di Zerocalcare trovato fortuitamente a metà prezzo. Una raccolta di brevi storie, probabilmente provenienti dal blog, che compongono comunque un percorso logico ed omogeneo, il cui fil rou ...continua

    Altro libro di Zerocalcare trovato fortuitamente a metà prezzo. Una raccolta di brevi storie, probabilmente provenienti dal blog, che compongono comunque un percorso logico ed omogeneo, il cui fil rouge è la vicenda della inattesa morte per anoressia di una ex-compagna di scuola e amica del cuore, investita di un amore mai confessato. L’armamentario narrativo è quello consueto, un disegno espressivo, figure simboliche, il fido alter-ego rappresentato dall’armadillo, e un generale senso di spaesamento dello stare al mondo, fatte salve alcune coordinate culturali comunque note a chi ha vissuto adolescenza e prima giovinezza negli ultimi scorci dello scorso secolo.
    Sarebbe facile dire che le storie di Zerocalcare hanno successo perché vi si possono riconoscere tutti quelli che hanno avuto il destino non troppo fortunato di essere giovani oggi in una zona grigia messa a metà tra il benessere e l’indigenza, perché esse parlano un alfabeto a loro comprensibile. Ma c’è anche dell’altro: la qualità c’è ed è molto alta. Certo, ci sarebbe da capire perché, tanto nel mondo della narrativa quanto in quello del fumetto raccontare di sé è diventato assai più frequente che raccontare d’altro (per restare nel campo del fumetto, si pensi ad eriadan, a Delisle, alla Satrapi), perché sia diventato difficilissimo “creare” situazioni immaginarie dalla prima all’ultima parola.

    ha scritto il 

  • 2

    Esordio promettente di Zerocalcare*; da qui in poi sarà tutto un ripetersi ruffianissimo di racconti di formazione a suon di riferimenti nostalgici all'immaginario infantile e adolescenziale dei nati ...continua

    Esordio promettente di Zerocalcare*; da qui in poi sarà tutto un ripetersi ruffianissimo di racconti di formazione a suon di riferimenti nostalgici all'immaginario infantile e adolescenziale dei nati negli anni '80.
    * Non per niente dopo questo mi comprai subito "Un polpo alla gola" e "Dodici".

    ha scritto il 

  • 5

    Avevo già letto qualche tavola di Zerocalcare pubblicata qua e là (L’Internazionale credo, soprattutto), mi era sembrato carino, divertente, ma niente di più. Mi è poi capitato tra le mani questo libr ...continua

    Avevo già letto qualche tavola di Zerocalcare pubblicata qua e là (L’Internazionale credo, soprattutto), mi era sembrato carino, divertente, ma niente di più. Mi è poi capitato tra le mani questo libro, che raccoglie diverse piccole storie di poche tavole, apparentemente slegate (o almeno, che si possono leggere anche come tali), ma che poste in sequenza acquistano un significato che va molto al di là del semplice divertissement fumettaro, unificate da un filo conduttore tutt’altro che leggero: la morte di un’amica. Della ragazza di cui siamo stati forse innamorati nell’adolescenza, senza mai riuscire a confessarlo. A lei, e forse anche a noi stessi. A nessuno.
    Ed ecco che tutto viene a galla in forma di ricordo: le nostre paure e insicurezze di teenager, le paranoie che ci trasciniamo ancora dietro, gli incubi, le ombre, tutte raffigurate in forma di animali o di personaggi mitici, di saghe antiche e moderne: l’armadillo come coscienza pseudo-razionale, Leonida che impersonifica lo spirito della tattica, la mamma nelle sembianze di Lady –Cocca, il padre come il papà-papero di Kung-fu-panda, e poi Obi-Wan Kenobi, Yoda e altri personaggi di Star Wars, i dinosauri di Jurassic Park,…
    Si riesce così a ridere e a esorcizzare le nostre ombre del passato e del presente. Ed è allora che il dolore vero si fa più vivo e costruttivo. E si tinge di quella tenue nostalgia che, pur nella consapevolezza del vuoto che solo la morte sa creare, riesce a donare quella leggerezza che è il grande pregio che solo gli artisti di grande talento riescono ad esprimere con un tocco magico. E “leggerezza” è proprio il titolo dell’ultimo episodio del libro, il suo traguardo, pienamente colto. Girata la pagina con l’ultima tavola del libro (commovente per la sua poeticità, e che mi ha riportato istintivamente all’ultima immagine che vede Stoner dalla finestra , dal suo letto dove sta morendo, nel romanzo capolavoro di John Williams) la decisione folgorante e imperativa: cinque stelle, e non le quattro che pensavo di assegnare fino a quel momento.

    ha scritto il 

  • 5

    Er Guccini de noartri

    A me fa venire in mente Guccini: poetico, triste, lieve, pesante e anche un po' cazzaro, ma nel senso buono.
    A voler trovare un neo: come Guccini, un po' sempre troppo uguale a sé stesso, il che è al ...continua

    A me fa venire in mente Guccini: poetico, triste, lieve, pesante e anche un po' cazzaro, ma nel senso buono.
    A voler trovare un neo: come Guccini, un po' sempre troppo uguale a sé stesso, il che è al tempo stesso noioso e rassicurante.

    ha scritto il 

  • 5

    Zerocalcare è riuscito a compiere qualcosa che ho sempre trovato difficile: esorcizzare i propri demoni attraverso un linguaggio proprio, dando loro un volto e una voce, imparando a conviverci ed affr ...continua

    Zerocalcare è riuscito a compiere qualcosa che ho sempre trovato difficile: esorcizzare i propri demoni attraverso un linguaggio proprio, dando loro un volto e una voce, imparando a conviverci ed affrontarli. La profezia dell'armadillo parla di qualcosa che ciascuno a suo modo conosce e permette di fare qualcosa che trovo altrettanto difficile: perdonarsi.

    ha scritto il 

  • 5

    sei un grande!

    era tanto tempo che non compravo un albo a fumetti, gli ultimi erano, forse, quelli di Miller di Sin City, o qualche Hugo Pratt d'annata, ma Zerocalcare lo conoscevo solo di nome. avevo letto l'albo i ...continua

    era tanto tempo che non compravo un albo a fumetti, gli ultimi erano, forse, quelli di Miller di Sin City, o qualche Hugo Pratt d'annata, ma Zerocalcare lo conoscevo solo di nome. avevo letto l'albo incluso in un numero di "Internazionale" e mi era di molto garbato. quindi ho voluto provare ad iniziare a leggere un suo fumetto. ho voluto iniziare dal primo e vedeere com'era. è davvero bravo, originale, intenso, drammatico ed ironico al tempo stesso. è bello trovare ancora qualcosa che entusiasma, e che sia italiano. da provare!

    ha scritto il 

  • 4

    Zerocalcare mi ha conquistata col suo umorismo: ci sono stati momenti di lettura in cui sono proprio scoppiata a ridere e non riuscivo a fermarmi ed ero in pubblico...credo che ricorderò a lungo il pa ...continua

    Zerocalcare mi ha conquistata col suo umorismo: ci sono stati momenti di lettura in cui sono proprio scoppiata a ridere e non riuscivo a fermarmi ed ero in pubblico...credo che ricorderò a lungo il paragone coi dinosauri più deboli che si aggregano tutti insieme per fare branco, la lotta per essere il maschio alfa in classe e le scene al mercatino...!
    Mi ha colpito anche la risatina nervosa che ti prende nei momenti drammatici, dove va veramente tutto di merda, e davanti a rivelazioni orribili che ricevi o devi fare ti spunta questo sorriso come davanti a un destino troppo beffardo e prevedibile. Ovviamente incomprensibile da vedere, offensivo per lo spettatore che non può capire, eppure...allora succede anche a qualcun altro!!!

    ha scritto il 

  • 4

    un unico problema

    Si ride di gusto e non solo.Assolutamente positiva la mia prima esperienza con Zerocalcare.Meravigliosa la figura dell'Armadillo che personifica un pò tutte le nostre ansie.Un unico problema.L ho lett ...continua

    Si ride di gusto e non solo.Assolutamente positiva la mia prima esperienza con Zerocalcare.Meravigliosa la figura dell'Armadillo che personifica un pò tutte le nostre ansie.Un unico problema.L ho letto subito dopo Lo scontro quotidiano di Larcenet.Ed è per questo che,probabilmente,non riesco ad assegnargli le 5 stelline.Ma le meriterebbe.

    ha scritto il 

  • 5

    il "Boccalone" della generazione 2000

    Così come "Boccalone" di Palandri ha raccontato le paure e le ansie della generazione dei ragazzi del '77, così Zerocalcare le racconta per la sua generazione, i ragazzi del post-millennio, con un al ...continua

    Così come "Boccalone" di Palandri ha raccontato le paure e le ansie della generazione dei ragazzi del '77, così Zerocalcare le racconta per la sua generazione, i ragazzi del post-millennio, con un altro mezzo ma sempre con la stessa carica espressiva, con ironia ma anche tanta amarezza, con passione e disincanto. cambiano i tempi ma la voglia di raccontare e di mettersi in discussione non cambia mai. E non è un caso che chi scopre questa capacità di narrare la propria epoca siano ragazzi con le mani e i piedi ben ancorati alla propria epoca, nella Bologna degli anni '80 come nei migliori centri sociali del 2000

    ha scritto il