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La profezia dell'armadillo

Di

Editore: Bao Publishing

4.5
(2770)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 144 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Isbn-10: 8865431032 | Isbn-13: 9788865431030 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati

Genere: Biography , Comics & Graphic Novels , Humor

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Descrizione del libro
Dopo quattro edizioni autoprodotte andate esaurite nel giro di pochi mesi, il primo, introvabile libro di Zerocalcare torna in tutte le librerie e le fumetterie grazie a BAO Publishing, in un'inedita versione a colori curata da Makkox in persona. Le storie autobiografiche, dolciamare di Zerocalcare come non le avete mai viste prima, in un volume che semplicemente non vi potete permettere di non avere.
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  • 5

    Avevo letto alcune parti di fumetti di Zerocalcare su Facebook e mi avevano colpito, poi mio marito si è deciso ad acquistare il primo libro leggendone la bibliografia riportata nella copertina. Visto ...continua

    Avevo letto alcune parti di fumetti di Zerocalcare su Facebook e mi avevano colpito, poi mio marito si è deciso ad acquistare il primo libro leggendone la bibliografia riportata nella copertina. Visto poi il suo entusiasmo, sia durante la lettura che dopo, ho deciso di "degustarmelo" anch'io, non tutto in una volta ma piano piano...... e mi ha affascinata, ho riso come una matta e mi sono ritrovata moltissimo nella maggioranza delle sue parole... proseguirò immediatamente con il volume successivo!

    ha scritto il 

  • 5

    Che Zerocalcare fosse geniale non mi è nuovo, ma aver scoperto che, oltre alle paranoie e i riferimenti culturali dei tardi anni 80, condividiamo anche "l'approfondita conoscenza" della lingua giappon ...continua

    Che Zerocalcare fosse geniale non mi è nuovo, ma aver scoperto che, oltre alle paranoie e i riferimenti culturali dei tardi anni 80, condividiamo anche "l'approfondita conoscenza" della lingua giapponese mi gasa una cifra! Calcà ora devi tradurre la profezia in giapponese!

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro da gustarsi tutto d'un fiato come un plumcake

    E' il primo libro di Zerocalcare, la storia inizia con un fatto triste ma non manca di sicuro l'ironia e l'humor che caratterizzano il fumettista di Rebibbia. Un libro da gustarsi tutto d'un fiato co ...continua

    E' il primo libro di Zerocalcare, la storia inizia con un fatto triste ma non manca di sicuro l'ironia e l'humor che caratterizzano il fumettista di Rebibbia. Un libro da gustarsi tutto d'un fiato come un plumcake.

    ha scritto il 

  • 4

    L'ho comprato da poco per colmare una lacuna, perché ho letto molto su di lui ma non ho ancora letto i suoi fumetti. E ora che ha risvegliato decine di anobiani silenti (ma saranno veri?) entusiasti d ...continua

    L'ho comprato da poco per colmare una lacuna, perché ho letto molto su di lui ma non ho ancora letto i suoi fumetti. E ora che ha risvegliato decine di anobiani silenti (ma saranno veri?) entusiasti di fargli domande e di venire in contatto con lui su anobii, mi sono incuriosita oltremisura e non posso più aspettare.

    °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

    Genio. Zerocalcare è genio stellare.
    Gravità invincibile, a meno di non spedirlo in un’altra galassia.
    L’unica è arrendersi, ma non è una scelta: è così e basta.
    Alla fine lo ami. Lo ami che dopo aver letto le sue 136 tavole vuoi essere suo amico, che lo vai a trovare a casa col sacco a pelo, che quando lo incontri per strada lo saluti e lui ti saluta perché ti conosce, perché t’è Amico Tuo e dietro di lui vedi anche l’armadillo e saluti anche l’armadillo, ma questo non ti risponde perché è fatto così e diffida, vede in te una possibile invadente rottura di coglioni.
    Ma tu non vuoi rompergli i coglioni piombandogli in casa così, per far caciara: vuoi stare lì zitto e guardarlo mentre disegna, Zerocalcare, mentre racconta la propria vita in quel modo che.
    In quel modo che è una cura. Che m’ha guarito dalla mia malattia. Un po’.
    E gli devo un grazie.
    No, gli devo un Seiungrande!

    Makkox

    E si, decisamente ha conquistato anche me. Fa proprio l'effetto che dice Makkox; magari lui è solo un po' più entusiasta di me perché da addetto ai lavori ne riconosce meglio l'arte sopraffina, la naturalezza di quello a cui i tratti della penna escono spontaneamente dalle mani.
    Io, per parte mia, posso soltanto, come molti altri, sentire un'affinità con molti dei pensieri, delle paranoie, delle insofferenze, delle paure e soprattutto dei conflitti interni al personaggio che popolano le storie raccontate in questo fumetto (che siano passati, presenti o futuri). Ma questo non perché mi senta uguale a lui, anzi, probabilmente siamo molto diversi. Semplicemente perché come lui sono un essere umano e vivo le cose che lui racconta, comuni a tutti noi, a prescindere da chi si è, da come si è, dall’ambiente in cui si vive. Cose semplici o cose grandi, ma umane e condivisibili con chiunque abbia un minimo di coscienza di sé, degli altri e del mondo in cui tutti viviamo.
    Posso, come molti altri, consolarmi delle mie debolezze, rinfrancarmi dei miei difetti, anche fare tesoro di piccoli consigli.
    Insomma, posso fare di queste strisce il mio armadillo.

    ha scritto il 

  • 5

    Mi ha strappato molte risate, Zerocalcare è davvero geniale! L'unica cosa a non essermi piaciuta è che spesso le regole di punteggiatura non sono rispettate. Assolutamente consigliato.

    ha scritto il 

  • 5

    Altro libro di Zerocalcare trovato fortuitamente a metà prezzo. Una raccolta di brevi storie, probabilmente provenienti dal blog, che compongono comunque un percorso logico ed omogeneo, il cui fil rou ...continua

    Altro libro di Zerocalcare trovato fortuitamente a metà prezzo. Una raccolta di brevi storie, probabilmente provenienti dal blog, che compongono comunque un percorso logico ed omogeneo, il cui fil rouge è la vicenda della inattesa morte per anoressia di una ex-compagna di scuola e amica del cuore, investita di un amore mai confessato. L’armamentario narrativo è quello consueto, un disegno espressivo, figure simboliche, il fido alter-ego rappresentato dall’armadillo, e un generale senso di spaesamento dello stare al mondo, fatte salve alcune coordinate culturali comunque note a chi ha vissuto adolescenza e prima giovinezza negli ultimi scorci dello scorso secolo.
    Sarebbe facile dire che le storie di Zerocalcare hanno successo perché vi si possono riconoscere tutti quelli che hanno avuto il destino non troppo fortunato di essere giovani oggi in una zona grigia messa a metà tra il benessere e l’indigenza, perché esse parlano un alfabeto a loro comprensibile. Ma c’è anche dell’altro: la qualità c’è ed è molto alta. Certo, ci sarebbe da capire perché, tanto nel mondo della narrativa quanto in quello del fumetto raccontare di sé è diventato assai più frequente che raccontare d’altro (per restare nel campo del fumetto, si pensi ad eriadan, a Delisle, alla Satrapi), perché sia diventato difficilissimo “creare” situazioni immaginarie dalla prima all’ultima parola.

    ha scritto il 

  • 2

    Esordio promettente di Zerocalcare*; da qui in poi sarà tutto un ripetersi ruffianissimo di racconti di formazione a suon di riferimenti nostalgici all'immaginario infantile e adolescenziale dei nati ...continua

    Esordio promettente di Zerocalcare*; da qui in poi sarà tutto un ripetersi ruffianissimo di racconti di formazione a suon di riferimenti nostalgici all'immaginario infantile e adolescenziale dei nati negli anni '80.
    * Non per niente dopo questo mi comprai subito "Un polpo alla gola" e "Dodici".

    ha scritto il 

  • 5

    Avevo già letto qualche tavola di Zerocalcare pubblicata qua e là (L’Internazionale credo, soprattutto), mi era sembrato carino, divertente, ma niente di più. Mi è poi capitato tra le mani questo libr ...continua

    Avevo già letto qualche tavola di Zerocalcare pubblicata qua e là (L’Internazionale credo, soprattutto), mi era sembrato carino, divertente, ma niente di più. Mi è poi capitato tra le mani questo libro, che raccoglie diverse piccole storie di poche tavole, apparentemente slegate (o almeno, che si possono leggere anche come tali), ma che poste in sequenza acquistano un significato che va molto al di là del semplice divertissement fumettaro, unificate da un filo conduttore tutt’altro che leggero: la morte di un’amica. Della ragazza di cui siamo stati forse innamorati nell’adolescenza, senza mai riuscire a confessarlo. A lei, e forse anche a noi stessi. A nessuno.
    Ed ecco che tutto viene a galla in forma di ricordo: le nostre paure e insicurezze di teenager, le paranoie che ci trasciniamo ancora dietro, gli incubi, le ombre, tutte raffigurate in forma di animali o di personaggi mitici, di saghe antiche e moderne: l’armadillo come coscienza pseudo-razionale, Leonida che impersonifica lo spirito della tattica, la mamma nelle sembianze di Lady –Cocca, il padre come il papà-papero di Kung-fu-panda, e poi Obi-Wan Kenobi, Yoda e altri personaggi di Star Wars, i dinosauri di Jurassic Park,…
    Si riesce così a ridere e a esorcizzare le nostre ombre del passato e del presente. Ed è allora che il dolore vero si fa più vivo e costruttivo. E si tinge di quella tenue nostalgia che, pur nella consapevolezza del vuoto che solo la morte sa creare, riesce a donare quella leggerezza che è il grande pregio che solo gli artisti di grande talento riescono ad esprimere con un tocco magico. E “leggerezza” è proprio il titolo dell’ultimo episodio del libro, il suo traguardo, pienamente colto. Girata la pagina con l’ultima tavola del libro (commovente per la sua poeticità, e che mi ha riportato istintivamente all’ultima immagine che vede Stoner dalla finestra , dal suo letto dove sta morendo, nel romanzo capolavoro di John Williams) la decisione folgorante e imperativa: cinque stelle, e non le quattro che pensavo di assegnare fino a quel momento.

    ha scritto il 

  • 5

    Er Guccini de noartri

    A me fa venire in mente Guccini: poetico, triste, lieve, pesante e anche un po' cazzaro, ma nel senso buono.
    A voler trovare un neo: come Guccini, un po' sempre troppo uguale a sé stesso, il che è al ...continua

    A me fa venire in mente Guccini: poetico, triste, lieve, pesante e anche un po' cazzaro, ma nel senso buono.
    A voler trovare un neo: come Guccini, un po' sempre troppo uguale a sé stesso, il che è al tempo stesso noioso e rassicurante.

    ha scritto il