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La profezia dell'armadillo

Di

Editore: Bao Publishing

4.5
(2448)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 144 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Isbn-10: 8865431032 | Isbn-13: 9788865431030 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati

Genere: Biography , Comics & Graphic Novels , Humor

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Descrizione del libro
Dopo quattro edizioni autoprodotte andate esaurite nel giro di pochi mesi, il primo, introvabile libro di Zerocalcare torna in tutte le librerie e le fumetterie grazie a BAO Publishing, in un'inedita versione a colori curata da Makkox in persona. Le storie autobiografiche, dolciamare di Zerocalcare come non le avete mai viste prima, in un volume che semplicemente non vi potete permettere di non avere.
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  • 4

    il primo volume di Zercalcare pubblicato dalla Bao. Grandioso, ma non è il mio preferito. Un polpo alla gola e Ogni maledetto lunedì, volumi successivi, sono ancora più belli.

    ha scritto il 

  • 4

    Il mio animale totem chissà qual è. Tipo un cane. Da canile però. Un cane che sono venuto a prenderselo prima della fine del tempo.

    Per le patine fritte sulla sedia elettrica o per gli hamburger alla carne di foca con il commesso che te le bastona al momento dietro al bancone, o per il cartonato della musicassetta “Così com'è” degli Articolo 31 nel negozio di dischi, o per come fa a dire a Malick che l'arte non deve compiacer ...continua

    Per le patine fritte sulla sedia elettrica o per gli hamburger alla carne di foca con il commesso che te le bastona al momento dietro al bancone, o per il cartonato della musicassetta “Così com'è” degli Articolo 31 nel negozio di dischi, o per come fa a dire a Malick che l'arte non deve compiacere le masse, ma perplimerle e annoiarle, o per l'educazione sentimentale del "Nella mia testa continua a significare di più un bianchetto preso in prestito di una serata abbracciati"; per lo scrausosauro, perché la sua psiche a forma di sergente lo chiama 'Palla di calcare', o per il sogno di uscire con Natalie Portman. O è per "Mi manca quando eravamo leggeri"? No, più per come fa dire all'artigiana del circoletto degli artisti che lei fa gli orecchini coi denti di latte del figlio e con gli ami da pesca. No: per come ha capito una differenza fondamentale: gli zombie sono proletariato, i vampiri invece sono i tronisti del sovrannaturale. No, non può essere stato per Pavlov che c'ha insegnato come reagire ai campanacci, mica come reagire ai bonghi. Non può essere stato per come per almeno una notte l'armadillo di Zero e il mostro di Camille siano rimasti fuori dalla porta della cameretta e li abbiano lasciati dormire assieme, leggeri. Io non ho aspettato che la sveglia suonasse, ma non per questo io non gliel'ho giurata al Guardiano del Tempismo. Eccerto che glielo giurata.

    ha scritto il 

  • 3

    Bravo eh...Simpatico eh...Divertente eh...ma mi aspettavo meglio! Pensavo di ridere come una pazza. Sarà che sono della stessa generazione, sarà che usa certi espedienti comici che ho già visto altrove (manga? Ally McBeal?), ma le battute erano un po' scontate...

    ha scritto il 

  • 5

    Bravo Calcare

    Zerocalcare ha il grande merito di aver saputo comunicare in maniera comprensibile anche con chi non legge webcomics. I fumetti virtuali parlano una lingua loro che in genere è ai più incomprensibile, fatta di espressioni e figure nate sul web che hanno senso solo sul web. Gran parte dei webcomic ...continua

    Zerocalcare ha il grande merito di aver saputo comunicare in maniera comprensibile anche con chi non legge webcomics. I fumetti virtuali parlano una lingua loro che in genere è ai più incomprensibile, fatta di espressioni e figure nate sul web che hanno senso solo sul web. Gran parte dei webcomics soffre di questo difetto, è godibile se sei 'nel giro', ma fuori, boh? Quando li rileggi su carta, perdono un sacco. I fumetti di Zerocalcare invece sono leggibilissimi anche da chi non li pratica, perchè diciamolo, lui è bravo, ma veramente bravo. Speriamo continui così.

    ha scritto il 

  • 5

    semplicemente geniale

    "Si chiama profezia dell'armadillo qualsiasi previsione ottimistica fondata su elementi soggettivi ed irrazionali spacciati per logici ed oggettivi, destinata ad alimentare delusione, frustrazione e rimpianti, nei secoli dei secoli. Amen."

    ha scritto il 

  • 4

    Non sono un'esperta di fumetti ma Zerocalcare mi ha colpita sia per i disegni sia per l'ironia delle strisce. È divertente ma non volgare, è leggero ma non stupido, c'è un retrogusto malinconico che penso sia connaturato a noi ragazzi degli anni 80. Comunque anch'io come Camille rimpiango la legg ...continua

    Non sono un'esperta di fumetti ma Zerocalcare mi ha colpita sia per i disegni sia per l'ironia delle strisce. È divertente ma non volgare, è leggero ma non stupido, c'è un retrogusto malinconico che penso sia connaturato a noi ragazzi degli anni 80. Comunque anch'io come Camille rimpiango la leggerezza dell'adolescenza!

    ha scritto il 

  • 5

    Io a Michele Rech, in arte “zerocalcare”, ci sono arrivato con la sempiterna tecnica del passaparola. “Ehi Paolo, prova ad andare su 'sto blog, c'è da morire dal ridere”. Ora, io non so com'è, ma la tecnica del passaparola non falla mai... beninteso se chi ti dà la dritta è persona fidata. Anche ...continua

    Io a Michele Rech, in arte “zerocalcare”, ci sono arrivato con la sempiterna tecnica del passaparola. “Ehi Paolo, prova ad andare su 'sto blog, c'è da morire dal ridere”. Ora, io non so com'è, ma la tecnica del passaparola non falla mai... beninteso se chi ti dà la dritta è persona fidata. Anche questa volta è andata bene. Perchè Michele Rech, in arte “zerocalcare”, è davvero un grande. E' un grande fumettista: lo vedi dal tratto, dalla composizione, dal gusto dell'inquadratura. Ma, e soprattutto, è un grande umorista: lo vedi dall'ironia leggera, dalla capacità di guardare con occhio divertito le mille occasioni ridicole e divertenti che ci passano sotto il naso in ogni momento della giornata ma che non riconosciamo, presi come siamo dalle nostre nevrosi. “Zerocalcare” appartiene ad una delle due grandi tribù giovanili romane, quella delle “zecche” (l'altra, quella dei “fasci”, è meno numerosa, ma comunque rumorosa ed attiva uguale). Glielo concedo: oggi il senso di appartenenza è una delle poche cose che ci può salvare dal senso di alienazione che la società capitalista ci impone. Ma tranquilli: non c'è nulla di “politico” nelle sue strisce. C'è solo tanta vita quotidiana, tanto disagio giovanile vissuto in maniera sana e creativa, tanta ironia, tanta intelligenza. Peccato che, come tutti i fumetti, anche questo libro finisca troppo in fretta.

    ha scritto il 

  • 5

    zerooo sei un grande!!!

    C'è il mio quartiere, ci sono i miei amici, i centri sociali che conosco, il gergo che sento dai ragazzi, i film che ho visto, le insicurezze e le angosce della mia adolescenza... in più c'è un'ironia sferzante e una capacità pazzesca di ricreare atmosfere e tic generazionali. Mi inchino

    ha scritto il