La profezia di Celestino

Di

Editore: Corbaccio

3.2
(2795)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 248 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8879721046 | Isbn-13: 9788879721042 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Alessandra De Vizzi

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , CD audio

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
Nella foresta pluviale del Perù viene alla luce un antico manoscritto del VI secolo a.C.: profetizza grandiose trasformazioni per l'umanità e eventi che si verificheranno negli ultimi anni del XX secolo. Sulle tracce dell'antica pergamena, oltre al protagonista, sono anche la Chiesa e il Governo peruviani, allarmati dall'impatto che certe rivelazioni potrebbero avere sulla popolazione, e quindi determinati a far sparire il manoscritto. Esso contiene nove punti base per raggiungere la Conoscenza in una prossima era di consapevolezza spirituale. Capitolo per capitolo, il protagonista svela una alla volta le chiavi che conducono a scoprire il fine ultimo dell'esistenza, ma per portare in salvo il manoscritto il protagonista dovrà affrontare mille pericoli.
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  • 3

    Letterariamente parlando questo romanzo non merita oltre le tre stelle, sia per lo stile che per la trama e il contenuto.
    Redfield ci fa intraprendere un viaggio attraverso nove stadi di illuminazione ...continua

    Letterariamente parlando questo romanzo non merita oltre le tre stelle, sia per lo stile che per la trama e il contenuto.
    Redfield ci fa intraprendere un viaggio attraverso nove stadi di illuminazione, ma la pecca consiste nel presentarli in modo banale, a volte ripetitivo e un po' trito.
    A suo vantaggio, però, mi è accaduta una cosa singolare: ho letto questo libro nel momento giusto e ne ho tratto delle riflessioni personali che mi hanno ricordato come leggere, attraversare e superare un periodo particolarmente duro. In buona sostanza ho ripreso contatto con me stessa, comprendendo i miei errori e quelli altrui, sfuggendo alla rabbia e al senso di impotenza e abbandono. Bisogna sempre ricordare di non trarre energia dagli altri, ma di ricaricarla attraverso varie fonti di amore, sì da non innescare un esautoramento di energie reciproco e un gioco sottile di potere attuato inconsapevolmente. Laddove le persone coinvolte in un qualunque rapporto traggono luce solo da quello, sbagliano inevitabilmente. Non è sbagliato offrire ma non è giusto disperdere tutta la propria forza, fino ad ammalarsi, senza trarre gioia da altre dinamiche relazionali. Sembra facile...e invece è difficile orientare il proprio atteggiamento nella giusta direzione, poiché ognuno di noi ha dei blocchi o delle paure che prima o poi riversa inconsciamente sull'altro, chiudendosi e non dando il giusto valore all'esperienza che si vive. Ciò accade in ogni ambito dell'esistenza di un individuo. Alcune strade si incrociano non per coincidenza, ma perché devono incrociarsi, perché c'è una funzione, una necessità, in quell'incrocio di strade. Capita però di non essere realmente pronti per progredire lungo tali incroci e bisogna lasciare liberi gli altri di cercare il loro senso, qualunque esso sia, nonostante sia un'impresa ardua.

    ha scritto il 

  • 3

    Un antico manoscritto, contenente nove chiavi per interpretare l'esistenza, viene scoperto e diviene oggetto di studi e di ricerche. Il governo peruviano e la Chiesa cercano di distruggerlo e persegui ...continua

    Un antico manoscritto, contenente nove chiavi per interpretare l'esistenza, viene scoperto e diviene oggetto di studi e di ricerche. Il governo peruviano e la Chiesa cercano di distruggerlo e perseguitano tutti coloro che sono in possesso di alcune sue parti. Uno psicologo americano si lascia coinvolgere nella ricerca del testo completo, per trovare il quale dovrà affidarsi al flusso delle coincidenze della vita di ogni giorno che, una volta interpretate, portano verso il proprio vero destino. Una volta comprese tutte e nove le chiavi si avrà una nuova visione della vita e di come sia possibile salvare il pianeta, le sue creature, la sua bellezza. L’idea è condivisibile, ma non mi è piaciuto il parallelismo finale con Gesù, poiché sono ateo.

    ha scritto il 

  • 0

    Un romanzo che va letto come tale, anche se sicuramente ci sono molti punti su cui riflettere a prescindere da come questi siano astati esposti.
    l'obiettivo dell'autore non credo sia stato quello di d ...continua

    Un romanzo che va letto come tale, anche se sicuramente ci sono molti punti su cui riflettere a prescindere da come questi siano astati esposti.
    l'obiettivo dell'autore non credo sia stato quello di dire che la chiave di lettura del mondo sia tutta errata, ma forse che ci sono dei punti e da rivedere, come il rispetto per il prossimo e la natura.

    ha scritto il 

  • 1

    Una zozzeria unica

    Non commento l'argomento di cui tratta il libro, ognuno è libero di credere ciò che vuole sulla realtà del mondo che ci circonda.
    Dal punto di vista letterario, tuttavia, si tratta di un esempio più u ...continua

    Non commento l'argomento di cui tratta il libro, ognuno è libero di credere ciò che vuole sulla realtà del mondo che ci circonda.
    Dal punto di vista letterario, tuttavia, si tratta di un esempio più unico che raro di vera immondizia, che non si capisce come possa essere stato pubblicato da un editore.
    Sia tecnicamente che narrativamente inconsistente, esile, con uno stile di scrittura che nemmeno in un compito in classe alle medie. Personaggi dai nomi buffi (un peruviano con un nome inglese, così, dal nulla!?), che appaiono dal nulla e spariscono nel nulla senza la più piccola giustificazione, trama praticamente inesistente e meno logica di quella di una favola per bambini, stile narrativo sempliciotto e banale... Se voleva essere un modo per illustrare al mondo l'esistenza delle illuminazioni, poteva farlo in maniera decisamente migliore utilizzando altre tecniche di comunicazione. La narrativa, per James Redfield, decisamente non è il suo mestiere

    ha scritto il 

  • 5

    Mi è stato regalato 4 anni fa, ma solo a dicembre del 2014 ho deciso di leggerlo. Mi ha chiamata dalla mia libreria e devo dire che mi ha trovata nel momento giusto.
    Un libro che ho amato, che mi ha f ...continua

    Mi è stato regalato 4 anni fa, ma solo a dicembre del 2014 ho deciso di leggerlo. Mi ha chiamata dalla mia libreria e devo dire che mi ha trovata nel momento giusto.
    Un libro che ho amato, che mi ha fatto riflettere su tante cose e forse, forse...chissà che non abbia ragione sul manoscritto :)

    ha scritto il 

  • 3

    In ritardo.

    Probabilmente avrei dovuto leggerlo quando mi è stato regalato: 5 anni fa.
    Non mi ha sconvolto, ma capisco come per i più resti una lettura interessante.
    Contenuto opinabile, narrativa di contorno, pe ...continua

    Probabilmente avrei dovuto leggerlo quando mi è stato regalato: 5 anni fa.
    Non mi ha sconvolto, ma capisco come per i più resti una lettura interessante.
    Contenuto opinabile, narrativa di contorno, personalmente ho fatto fatica a non annoiarmi.

    ha scritto il 

  • 4

    Il romanzo è una maschera per illustrare in più punti una filosofia, uno stile di vita, una serie di regole di condotta. Il mezzo è efficace in quanto il testo è strutturato in maniera tale da far ide ...continua

    Il romanzo è una maschera per illustrare in più punti una filosofia, uno stile di vita, una serie di regole di condotta. Il mezzo è efficace in quanto il testo è strutturato in maniera tale da far identificare il lettore con il protagonista, il quale è un uomo del tutto ignaro del messaggio trasmesso nel corso della vicenda: di conseguenza tutto ciò si traduce in un efficacissimo percorso "di scoperta" che assimila personaggio di carta e lettori, rendendo più avvincente, coinvolta, e appassionata l'esposizione del messaggio filosofico che costituisce il fine della narrazione. Inoltre, esso assume con i tratti di un'avventura il carattere di una graduale acquisizione di conoscenza che si vonda su sé stessa, in cui una nuova verità poggia sull'acquisizione delle nozioni che la presuppongono, facendo si che tutta la filosofia esposta sia comprensibilissima e assimilabile in maniera organica e ordinata.
    Lo stile scrittorio pur senza pretese è chiaro e scorrevole, i personaggi sono elementarmente tratteggiati, ma tutto ciò non cosituisce un limite anzi risulta addirittura funzionale al fine del testo, poiché non prevarica con elementi stilistici e particolari significanze letterarie la chiarezza e il protagonismo del messaggio, vero fine del romanzo filosofico.

    ha scritto il 

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