La promessa

Un requiem per il romanzo giallo

Di

Editore: Mondadori - De Agostini

4.1
(2265)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 153 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Tedesco , Inglese , Spagnolo , Catalano

Isbn-10: A000220910 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    Libro incredibile. A seguito dell'omicidio di una bambina seguono le indagini della polizia che dopo aver trovato un assassino perfetto si disinteressa al caso. Solo un investigatore infallibile, rinu ...continua

    Libro incredibile. A seguito dell'omicidio di una bambina seguono le indagini della polizia che dopo aver trovato un assassino perfetto si disinteressa al caso. Solo un investigatore infallibile, rinunciando alla sua carriera all'estero, continua un indagine quasi impossibile senza darsi per vinto fino ad arrivare alla pazzia seguendo un'idea assurda. Solo alla fine si scopre però che lui, pur nella sua pazzia è un genio. Il finale mi è sembrato un po' troppo inverosimile, ma inaspettato. Bella anche la cornice narrative che presenta tutta la vicenda come un racconto vissuto in prima persona dal narratore.
    Il libro è molto corto, il testo scorrevole e poco impegnativo si legge in poco tempo. Tutto sommato molto piacevole e interessante.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Quando si cerca di fare il forse "impossibile"

    La Promessa. Ecco come un caso può portare allo sfinimento, e magari nonostante tutte le risorse a propria disposizione, può portare al nulla.
    Siamo abituati a vedere al cinema e alla televisione casi ...continua

    La Promessa. Ecco come un caso può portare allo sfinimento, e magari nonostante tutte le risorse a propria disposizione, può portare al nulla.
    Siamo abituati a vedere al cinema e alla televisione casi che in meno di 60 minuti vengono risolti, più o meno bene, ma pur sempre risolti. Ma quando ci affacciamo alla realtà il tutto è diverso. Averle certe intuizioni! E soprattutto saperle cogliere, poter fare qualcosa effettivamente.

    Mi sono innamorata di questo "libretto" (visto le sole 154 pagine), di come fosse scorrevole, di come potesse procedere il caso, nonostante già nelle prime pagine ci viene detto il finale. E allora vuoi sapere a tutti i costi come può arrivare una persona a quel punto.

    Ora mi segno Durrenmatt per altre letture.
    Primo libro della books challenge del 2017.

    Laura.

    ha scritto il 

  • 4

    La promessa

    “Promisi sulla mia coscienza di trovare l'assassino, solo per non essere costretto a vedere ancora il dolore di quei genitori... e ora devo mantenere la mia promessa."
    Da questo momento in avanti comi ...continua

    “Promisi sulla mia coscienza di trovare l'assassino, solo per non essere costretto a vedere ancora il dolore di quei genitori... e ora devo mantenere la mia promessa."
    Da questo momento in avanti comincia la lenta ed inesorabile discesa all’inferno del commissario Matthäi, uno dei migliori investigatori della polizia cantonale. Legatosi anima e corpo alla promessa di risolvere il caso di una bambina di sette anni orrendamente assassinata, il poliziotto metterà sul piatto della bilancia la propria carriera e le proprie aspettative, arrivando persino ad intuire le mosse dell’omicida… ma senza tener conto del fattore “caso” che – a differenza di quanto accade nei libri – ha sempre un impatto devastante sullo svolgimento della vita umana.
    Ho letto questo libro dopo aver visto – alcuni anni fa – l’omonimo film di Sean Penn, con un grande Jack Nicholson: una pellicola passata un po’ in sordina ma che va senz’altro riscoperta. Una volta tanto, posso dire che entrambe le opere – quella scritta e quella filmata – sono davvero ben riuscite.
    Con questo romanzo breve (154 pagine), Durrenmatt riesce a demolire completamente la concezione del “giallo” così come siamo abituati ad intenderlo nella sua più classica accezione. Sulle macerie dell’indagine analitico–deduttiva che - da Sherlock Holmes in avanti – è stata la base di ogni detective-story che si rispetti, lo scrittore costruisce in maniera originale e realistica una vicenda cruda e dolorosa, ambientata in un mondo ormai senza speranza.
    Il giallo “classico” ha sempre contato su una solida ossatura scientifica: può essere assimilato ad una sorta di calderone in cui l’autore rimescola bene e male, distribuendolo poi in una serie di scatole che nell’epilogo sveleranno il loro contenuto.
    La vita reale, vissuta, concreta è però tutt’altra cosa…
    I meccanismi della narrativa di genere, sollecitati dalla scrittura di Durrenmatt, saltano del tutto in aria; le geometrie precise e studiate del giallo “wudunit” si sciolgono come neve al sole.
    Rimane, alla fine, un senso di sconfitta: l’amarezza di scoprire che il destino, a volte, ha un pessimo senso dell’umorismo ed è capace di prendere in giro anche gli investigatori più brillanti e preparati.
    Il romanzo è bellissimo: diretto, intenso, avvolgente, capace di catturare il lettore sin dalle prime pagine senza mai abbandonarlo neppure per un istante.
    Giudizio: da leggere assolutamente.

    ha scritto il 

  • 3

    "Niente è più crudele di un genio che inciampa in qualcosa di idiota."

    "Niente è più crudele di un genio che inciampa in qualcosa di idiota."
    E' la frase che più mi ha colpita di tutto il libro.
    Certe cose non dovrebbero accadere, ma capita che accadano.
    E può succedere ...continua

    "Niente è più crudele di un genio che inciampa in qualcosa di idiota."
    E' la frase che più mi ha colpita di tutto il libro.
    Certe cose non dovrebbero accadere, ma capita che accadano.
    E può succedere in quel cammino che qualcuno si perda, irrimediabilmente, per sempre.
    Senza parole.

    ha scritto il 

  • 4

    Una promessa è una promessa.....

    Ci si può rovinare la vita per mantenere una promessa presa con la propria coscienza?
    Che si tratti di un racconto giallo è un "accidens". Il nocciolo del romanzo, sobrio ed equilibrato, è la determin ...continua

    Ci si può rovinare la vita per mantenere una promessa presa con la propria coscienza?
    Che si tratti di un racconto giallo è un "accidens". Il nocciolo del romanzo, sobrio ed equilibrato, è la determinazione del commissario Mattai a rispettare l'impegno preso d'impulso per liberarsi del dolore di due genitori disperati.
    Purtroppo nella parte conclusiva, l'autore, fino a ora di una fredezza cupa e controllata, scivola verso l'eccesso: la confessione della moribonda non è spiritosa come forse intendeva farla apparire l'autore, ma semplice ridicola. Peccato

    ha scritto il 

  • 5

    Bello, ma...

    ...peccato per il "finale" barocco e irreale. ALTRIMENTI UN LIBRO CHE FA SCUOLA. Certo a lettura finita si capisce che le sue debolezze (l'incipit arzigogolato e il finale appunto) sono così perché ne ...continua

    ...peccato per il "finale" barocco e irreale. ALTRIMENTI UN LIBRO CHE FA SCUOLA. Certo a lettura finita si capisce che le sue debolezze (l'incipit arzigogolato e il finale appunto) sono così perché nella mente dell'autore c'era l'idea di scrivere una sceneggiatura. Comunque resta uno dei migliori noir che io abbia letto. Anche la scrittura, certe abilità nei dialoghi e nella narrazione non sono da romanzo degli anni Cinquanta, ma molto moderni. Dá molti punti a parecchi autori contemporanei del "genere".

    ha scritto il 

  • 4

    Dürrenmatt non riesce mai a deludermi e, in questo requiem per il romanzo giallo, ci spinge anche ad interrogarci sui molteplici casi di omicidio irrisolti.
    Non sempre nella realtà tutto avviene con l ...continua

    Dürrenmatt non riesce mai a deludermi e, in questo requiem per il romanzo giallo, ci spinge anche ad interrogarci sui molteplici casi di omicidio irrisolti.
    Non sempre nella realtà tutto avviene con logica come nei romanzi polizieschi.
    Il senso del racconto è spiegato in poche pagine (da 15 a 19) dal dottor H. che, criticando l'intreccio dei romanzi polizieschi, ne mette in evidenza i limiti.
    "Troppo spesso sono unicamente la fortuna professionale e il caso a decidere a nostro favore. O in nostro sfavore".
    Il dottor Matthäi lo sperimenterà sulla sua pelle, perché "ciò che è casuale, incalcolabile, incommensurabile ha una parte troppo grande" nella risoluzione degli omicidii reali.

    ha scritto il 

  • 3

    Gelido...

    Sì lo so, è considerato un capolavoro ma al di là della 'trama' io l'ho trovato freddo, distante, senza emozione, senza pietà, forse era l'intento dell'autore ma io leggo anche per emozionarmi, in ben ...continua

    Sì lo so, è considerato un capolavoro ma al di là della 'trama' io l'ho trovato freddo, distante, senza emozione, senza pietà, forse era l'intento dell'autore ma io leggo anche per emozionarmi, in bene o in male

    ha scritto il 

  • 4

    Niente è più crudele di un genio che inciampa in qualcosa di idiota

    Una lettura che non fa distogliere lo sguardo e fa rallentare la respirazione nonostante il ritmo sia pacato e lo stile non sia nè aggressivo nè ansioso. E' nel genio di chi scrive tenere il lettore s ...continua

    Una lettura che non fa distogliere lo sguardo e fa rallentare la respirazione nonostante il ritmo sia pacato e lo stile non sia nè aggressivo nè ansioso. E' nel genio di chi scrive tenere il lettore sul filo del rasoio, in continua tensione senza scrivere nulla di così eclatante. Perfino l'amaro finale sorprende ma non scuote, spiazza ma non sconvolge. La promessa è quella che fa il poliziotto Matthai ai genitori della piccola Gritli di trovare l'assassino della loro unica figlia. La promessa fatta a cuor leggero in procinto di un trasferimento. La promessa che invece cambia la sua vita.
    La storia triste di un ossessione.
    Un romanzo cupo fatto di ombre di cui ricordo il film estremamente lento di Sean Penn con Jack Nicholson.... forse era alla sua prima regia ;)

    ha scritto il 

  • 4

    Durrenmatt è sempre una lettura intelligente e gustosa; ovviamente importante questo romanzo per la precisa volontà di distruggere le certezze legato ai romanzi gialli (anche se il sottofinale un pò r ...continua

    Durrenmatt è sempre una lettura intelligente e gustosa; ovviamente importante questo romanzo per la precisa volontà di distruggere le certezze legato ai romanzi gialli (anche se il sottofinale un pò riporta tutto in asse). Rimane un pò indietro per la verbosità di molti punti; questo è forse l'unico difetto dello scrittore svizzero e qui ci sono almeno un paio di momenti eccessimanete chiaccherati... e in un romanzo breve può fare la differenza

    ha scritto il 

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