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La promessa

Un requiem per il romanzo giallo

By Friedrich Dürrenmatt

(2549)

| Paperback | 9788807811425

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Book Description

Un investigatore infallibile, i suoi colleghi ottusi e altezzosi, un delitto raccapricciante la cui vittima è un bambino di sette anni e, infine, la rivelazione dell'assassino.

317 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    “…Sono dell’opinione che in questo Stato così ordinato ciascuno ha il dovere di crearsi delle piccole isole di disordine, sia pure di nascosto.”

    Le regole, sia che presiedano all’organizzazione della rigida Confederazione Svizzera, sia che salvaguardino l’ortodossia del genere che definiamo “giallo”, esistono affinché qualcuno abbia il coraggio di sovvertirle; anzi, secondo Durrenmatt che si ...(continue)

    Le regole, sia che presiedano all’organizzazione della rigida Confederazione Svizzera, sia che salvaguardino l’ortodossia del genere che definiamo “giallo”, esistono affinché qualcuno abbia il coraggio di sovvertirle; anzi, secondo Durrenmatt che si esprime attraverso il suo personaggio/Commissario narrante, si ha il dovere (!) di creare disordine, e la frase termina con un geniale “…sia pure di nascosto” perché la rispettabilità elvetica va comunque tutelata!

    Lo sapeva bene Simenon che salvaguardava le regole del buon giallo attraverso le inchieste del suo Commissario ma contemporaneamente scriveva altri romanzi dove i “paletti” del poliziesco venivano sradicati spesso e nei modi più disparati.

    In questo romanzo pubblicato, si badi bene, nel 1958 e cioè nel pieno dell’epoca classica del giallo quando le regole conservavano l’ineluttabilità di un dogma, si professa con grande lucidità e determinazione la superiorità del caso (inteso come casualità) rispetto alla presunta infallibilità dell’indagine e ai suoi strumenti, perfino quando l’indagine stessa si avvale di un investigatore di massimo intuito e intelligenza.

    Nella parte centrale del romanzo, allorché l’investigatore all’apice della sua ostinazione si dimette di fatto dal Corpo di Polizia per meglio perseguire le indicazioni della propria acuta perspicacia, e noi sappiamo in cuor nostro che egli ha ragione e in torto sono invece gli ottusi persecutori del primo mentecatto capitato nel posto sbagliato (il tipico “indiziato”), si viene rapiti da un crescendo di tensione intellettuale ed emotiva.

    Ma il finale sarà sovvertito perché, come si suol dire, il diavolo ci ha messo la coda o, per usare le medesime parole del Commissario, ”…i fattori di disturbo che si intrufolano nel gioco sono così frequenti che troppo spesso sono unicamente la fortuna e il caso a decidere a nostro favore. O in nostro sfavore.” Con buona pace di Marlowe, Poirot, Sherlock Holmes & co.

    Pur riconoscendo che lo stile dell’autore appare a tratti un po’ datato e polveroso e, soprattutto nella prima e nell’ultima parte, non agevola la scorrevolezza della lettura (si veda ad esempio l’esortazione, quasi un fastidioso mantra, “racconti, signora Schrott racconti” che nel finale il prete rivolge più volte all’anziana signora), questi veniali difetti non pregiudicano la lucidità e l’originalità di un’opera che conferma Durrenmatt come autore davvero fuori dall’ordinario.

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    Ubik said on Oct 1, 2014 | 3 feedbacks

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    Un libro che mi è piaciuto tantissimo. La storia del commissario Matthäi è triste, ma testimonia la caparbietà di trovare il colpevole sacrificando tutto, carriera, onore e persino la salute. Verso la fine, prima dell'identificazione del colpevole, u ...(continue)

    Un libro che mi è piaciuto tantissimo. La storia del commissario Matthäi è triste, ma testimonia la caparbietà di trovare il colpevole sacrificando tutto, carriera, onore e persino la salute. Verso la fine, prima dell'identificazione del colpevole, una notevole riflessione sulle componenti imponderabili e dettate dal caso che si verificano nelle indagini reali e che spesso in quelle "letterarie" non vengono tenute in considerazione.

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    Francesco Giudici said on Sep 28, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Peccato per lo spoiler che fa Francesco Piccolo quando ne parla nel suo ultimo libro... forse senza di lui non lo avrei mai letto, però mi sarebbe piaciuto molto di più se non conoscevo il finale.

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    Serena said on Sep 15, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    L'imponderabilità del caso

    La cattura di un assassino non è quasi mai un teorema perfetto, il più delle volte dipende da un insperato colpo di fortuna.
    L'affermazione "il delitto non paga", purtroppo, è una grande corbelleria.

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    Acquamarina07 said on Sep 5, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Da un simile non facile argomento sono nati molti thriller, ma solo un grande autore come questo poteva scriverne senza entrare nei dettagli morbosi e, soprattutto, poteva condurre ad un finale del genere.
    Un buon libro.

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    Paolo Gibellini said on Aug 24, 2014 | 1 feedback

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