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La prosivendola

Di

Editore: Feltrinelli (I Canguri)

4.2
(8103)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 303 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo , Inglese , Tedesco , Catalano

Isbn-10: 8807700220 | Isbn-13: 9788807700224 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Yasmina Mélaouah

Disponibile anche come: eBook

Genere: Fiction & Literature , Humor , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Per rilanciare le vendite del suo autore di maggior successo, del qualenon si devono conoscere né il nome né il viso, la regina Zabo, tirannicaregina e geniale 'prosivendola' della casa editrice Taglione, decide direclutare un sostituto che incarni pubblicamente il misterioso J. L. B.L'operazione riesce, ma il sostituto rimane vittima di un attentato durante uno show delirante. Bloccato in ospedale in stato di coma, Benjaminviene ciò nonostante informato degli sviluppi del caso dalla sua tribù,resa tranquilla sulla sua salute dall'affermazione della sorellina astrologa secondo cui Ben vivrà fino a 93 anni.
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  • 3

    Geniale, ma Il troppo stroppia

    Che dire di Pennac? Geniale, vulcanico, folle, pirotecnico. estremo, esagerato...
    L'idea del "capro espiatorio" è geniale, così come la scombinata famiglia Malaussene e altre trovate, ma - come dice il proverbio - il troppo stroppia.
    Con i personaggi, gli eventi e le azioni che Pennac ...continua

    Che dire di Pennac? Geniale, vulcanico, folle, pirotecnico. estremo, esagerato...
    L'idea del "capro espiatorio" è geniale, così come la scombinata famiglia Malaussene e altre trovate, ma - come dice il proverbio - il troppo stroppia.
    Con i personaggi, gli eventi e le azioni che Pennac mette in scena in uno dei suoi libri se ne potrebbero scrivere 3 o 4 tranquillamente. Certo, tutta questa fantasia è un pregio, ma alla fine la sensazione che mi resta è quella di aver "fatto il pieno", come alla fine di un pasto composto da ottimi ingredienti, ma in quantità esagerata.

    ha scritto il 

  • 5

    Sublime

    Quand un roman vous bascule, vous jette dans le désarroi, vous coupe le souffle, mais à la fin vous remet le sourire sur les lèvres parce que tout porte vers une logique incontestable, même si surréelle, alors si, c'est un grand roman. Et Pennac sait jouer magistralement avec ses lecteurs et les ...continua

    Quand un roman vous bascule, vous jette dans le désarroi, vous coupe le souffle, mais à la fin vous remet le sourire sur les lèvres parce que tout porte vers une logique incontestable, même si surréelle, alors si, c'est un grand roman. Et Pennac sait jouer magistralement avec ses lecteurs et les guide à travers son récit avec un talent inouï.

    ha scritto il 

  • 3

    Ho cancellato il mio primo commento perché spero davvero che mi stia sfuggendo qualcosa di lampante. E perché a quanto pare le mie semplici affermazioni vengono lette come qualcosa scritto con “rabbia e cattiveria”, quindi essere reduci di 10 ore di umana idiozia non avrebbe operato a mio favore. ...continua

    Ho cancellato il mio primo commento perché spero davvero che mi stia sfuggendo qualcosa di lampante. E perché a quanto pare le mie semplici affermazioni vengono lette come qualcosa scritto con “rabbia e cattiveria”, quindi essere reduci di 10 ore di umana idiozia non avrebbe operato a mio favore.

    Io sono delusa.
    Ora come ora, questo libro sembra la parodia della storia che contiene.
    All'inizio era scorrevole, ma non aveva lo stesso mordente delle altre volte. Ho trovato solo vaghi accenni del cinismo che mi piace tanto, la storia è scialba.
    Io non so quanto conti per Pennac la connotazione gialla nelle sue storie, né l'ho mai considerata un fattore determinante nei miei giudizi, ma qui muore nelle prime pagine per riesumarsi nelle ultime. Nei libri precedenti non c'era una vera indagine, Malaussene si trovava coinvolto suo malgrado, ma almeno c'erano dei fili invisibili che venivano tesi e tutto assumeva senso. Qui c'è un vuoto.
    Diciamo che a partire dalla serie di omicidi la storia un po' si riprende, o almeno ho avuto un obbiettivo da raggiungere, ma a quel punto c'è il mio personale colpo di grazia: il lato medico.
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    SPOILER
    Quindi io dovrei accettare senza batter ciglio che un medico si intrufoli nella stanza di un paziente in coma, usi quest'ultimo come supermarket di organi, senza consenso della famiglia né niente (se non una qualche incredibile presunzione di non essere scoperto); che tale paziente si risvegli, necessitando quindi della restituzione dei suddetti organi saccheggiati, e per puro caso il tizio che gli va a morire in braccio è totalmente compatibile, dando quindi il via a un trapianto cuore-polmoni-reni-pacreas simultaneo? Tutto senza seguire le normali vie che regolano la donazione di organi? (che è proprio il minimo minimo problema da porsi. Chessò, anche dare il bando in tv senza che nessuno sollevi la minima obbiezione lascerebbe perplesso chiunque). Perché? Non capisco.
    Per questo parlo di parodia. Julia incarna lo stereotipo di wonder woman, se ne accorge il “cattivo” stesso, perciò Malaussene deve essere un eroe a cui capitano le cose più impensabili e che comunque riesce a salvarsi grazie a un deux ex machina piuttosto discutibile? Lui e il gemello sono compatibili perché portati a farsela mettere in quel posto da tutti?
    Ok, ho apprezzato il passato di sua Maestà e l'idiozia di chi chiaramente non è nato per fare il genitore, ma non mi basta. Forse c'era troppo poco Benjamin.

    ha scritto il 

  • 4

    La prosivendola

    Leggendone i primi capitoli, mi sembrava inferiore qualitativamente ai precedenti "La fata carabina" e " Il paradiso degli orchi": eccessivamente descrittivo e lento nella narrazione.
    A mio avviso il miglioramento avviene nella seconda metà, quando la trama si infittisce, i colpi di scena s ...continua

    Leggendone i primi capitoli, mi sembrava inferiore qualitativamente ai precedenti "La fata carabina" e " Il paradiso degli orchi": eccessivamente descrittivo e lento nella narrazione.
    A mio avviso il miglioramento avviene nella seconda metà, quando la trama si infittisce, i colpi di scena si susseguono e minori le complicate e tormentate riflessioni del protagonista.
    Tre stelline e mezzo.

    ha scritto il 

  • 3

    Ma chi è Asdrubale?, ho chiesto io ad Amilcare che era il fratello di mio nonno. Asdrubale era un combattente e un conquistatore, mi ha risposto lui. A differenza degli altri vecchi, il fratello di mio nonno non amava raccontare storie, non si perdeva mai in prose passate a lui non gliene fregava ...continua

    Ma chi è Asdrubale?, ho chiesto io ad Amilcare che era il fratello di mio nonno. Asdrubale era un combattente e un conquistatore, mi ha risposto lui. A differenza degli altri vecchi, il fratello di mio nonno non amava raccontare storie, non si perdeva mai in prose passate a lui non gliene fregava niente lui diceva, non preoccuparti del passato né tantomeno del futuro, dimentica di entrambi e tira fuori i coglioni, e poi metteva il tuo nome alla fine della frase, ma spesso non lo ricordava e allora ti chiamava Asdrubale. Conquistatore di che?, ho chiesto io, che al contrario sono un cercatore di prose passate presenti e future e i coglioni li so rompere. Era un comandante cartaginese, ha detto Amilcare, e io me ne sono improvvisamente ricordato, ah, adesso me lo ricordo, ho detto io, a scuola ce ne stanno parlando ma la maestra lo chiama Asdrubale il Bello, perché dice che era molto, - un cazzo bello, mi ha interrotto il fratello di mio nonno, quelle sono solo storiacce, non dare retta alle voci, non stare a sentire i pettegoli, e ha continuato così per un altro po' e alla fine ha quasi perso la voce. Era tutto rosso, come i pomodori dell'orto, ricordo di aver pensato, è rosso come i pomodori di papà, tutto tondo e rosso e non capisco ancora perché. Quel giorno ho cercato di darmi una spiegazione ho pensato che forse a stare troppo vicino ai pomodori ti colori di rosso. Ero curioso di sapere se avevo ragione, ma non ho fatto in tempo a chiederglielo.

    ha scritto il 

  • 3

    Carino ma forse troppo surreale

    Stavolta Pennac un po' mi ha deluso: personaggi troppo incredibili (ed un po' stereotipati) anche per lui. Per fortuna una trama ben congegnata e mai scontata, unita al suo solito cinismo epocale, rende la lettura comunque gradevole.

    ha scritto il 

  • 4

    dopo un bel tot di anni sono tornata a belville con la tribù dei malaussene. un buon ritorno che ti immerge in ironia, surreale, un pò grottesco, ma ti affascina e ti fa affezionare ai personaggi.
    molto piacevole.

    ha scritto il 

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