Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

La prosivendola

Di

Editore: Feltrinelli (I Canguri)

4.2
(8207)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 303 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo , Inglese , Tedesco , Catalano

Isbn-10: 8807700220 | Isbn-13: 9788807700224 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Yasmina Melaouah

Disponibile anche come: eBook

Genere: Fiction & Literature , Humor , Mystery & Thrillers

Ti piace La prosivendola?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Per rilanciare le vendite del suo autore di maggior successo, del qualenon si devono conoscere né il nome né il viso, la regina Zabo, tirannicaregina e geniale 'prosivendola' della casa editrice Taglione, decide direclutare un sostituto che incarni pubblicamente il misterioso J. L. B.L'operazione riesce, ma il sostituto rimane vittima di un attentato durante uno show delirante. Bloccato in ospedale in stato di coma, Benjaminviene ciò nonostante informato degli sviluppi del caso dalla sua tribù,resa tranquilla sulla sua salute dall'affermazione della sorellina astrologa secondo cui Ben vivrà fino a 93 anni.
Ordina per
  • 5

    La morte è un processo rettilineo.

    Questa volta, Pennac, ci offre una prospettiva della storia diversa dal consueto, così da offrirci il moto, l'avvio, di alcuni ''ingranaggi'' in casa Malaussène previa un'avvenimento che toccherà tutt ...continua

    Questa volta, Pennac, ci offre una prospettiva della storia diversa dal consueto, così da offrirci il moto, l'avvio, di alcuni ''ingranaggi'' in casa Malaussène previa un'avvenimento che toccherà tutti i membri della famiglia. Geniale e burlesco.

    ha scritto il 

  • 3

    Questo romanzo è la terza chance che ho dato a Pennac, ma devo infine ammettere che io e lui non siamo compatibili. La sua ironia per me è solo tristezza, i suoi personaggi sono macchiette, le sue tra ...continua

    Questo romanzo è la terza chance che ho dato a Pennac, ma devo infine ammettere che io e lui non siamo compatibili. La sua ironia per me è solo tristezza, i suoi personaggi sono macchiette, le sue trame sono inutilmente surreali, la sua prosa troppo verbosa. Adieu!

    ha scritto il 

  • 4

    Una storia a tratti surreale che appaga come un giallo

    Sua sorella Clara sta per sposare il direttore di un carcere all'avanguardia e Malaussène decide di lasciare il suo lavoro di capro espiatorio nella casa editrice Taglione. Il direttore viene ucciso d ...continua

    Sua sorella Clara sta per sposare il direttore di un carcere all'avanguardia e Malaussène decide di lasciare il suo lavoro di capro espiatorio nella casa editrice Taglione. Il direttore viene ucciso da uno dei suoi detenuti, il matrimonio salta, Clara è incinta e a Malaussène non resta che tornare a fare il capro espiatorio. Dovrà spacciarsi per JLB, un autore di best-seller che vuole restare anonimo, per il lancio dell'ultima fatica letteraria. Tutto ciò in cambio di laute percentuali sulle vendite che gli permetteranno di provvedere alla sua famiglia e al nascituro, ma non ci sono solo campagne promozionali e interviste, c'è anche un attentato che manda Malaussène in coma. Mentre Malaussène è in ospedale protetto dalla sua famiglia, la sua compagna Julie comincia un'indagine in solitaria con i contorni di una vendetta fino a scoprire gli altarini dietro l'attentato.
    Daniel Pennac ha uno stile peculiare e una fluidità ammirevole; la sua vena comica, a tratti surreale, pervade quasi tutta la storia e sospende il lettore a mezz'aria, in uno stato di leggerezza e divertimento; ciò che sorprende più di tutto è una trama congeniata al pari di un giallo che alla fine appaga il lettore nella scoperta di retroscena insospettati. L'unica pecca potrebbe essere una carenza di forti motivazioni nell'attentatore, comunque tutte da scoprire.

    ha scritto il 

  • 1

    Primo e ultimo libro di Pennac che leggo. Non mi è piaciuto e non mi ha dato niente sotto nessun punto di vista: non mi ha divertito, orrificato, interessato, istruito.. niente.. solo annoiato a mort ...continua

    Primo e ultimo libro di Pennac che leggo. Non mi è piaciuto e non mi ha dato niente sotto nessun punto di vista: non mi ha divertito, orrificato, interessato, istruito.. niente.. solo annoiato a morte....

    ha scritto il 

  • 5

    Pennac sei un genio

    Terzo capitolo della saga Malaussène e penso sia quello che finora mi è piaciuto di più.
    Bravissimo l'autore nel prendere in giro il lettore facendogli credere una cosa che dopo un po' stravolge prop ...continua

    Terzo capitolo della saga Malaussène e penso sia quello che finora mi è piaciuto di più.
    Bravissimo l'autore nel prendere in giro il lettore facendogli credere una cosa che dopo un po' stravolge propinandogli tutta un'altra cosa..
    Ho letto un po' in giro critiche riguardo l'assurdità della storia; ma che la famiglia Malaussène sia surreale è ormai noto ed è proprio questo il bello di Pennac: scrivere storie (infiocchettate con una buona dose di cinismo) con personaggi assolutamente improbabili.

    ha scritto il 

  • 3

    Geniale, ma il troppo stroppia

    Che dire di Pennac? Geniale, vulcanico, folle, pirotecnico. estremo, esagerato...
    L'idea del "capro espiatorio" è geniale, così come la scombinata famiglia Malaussene e altre trovate, ma - come dice i ...continua

    Che dire di Pennac? Geniale, vulcanico, folle, pirotecnico. estremo, esagerato...
    L'idea del "capro espiatorio" è geniale, così come la scombinata famiglia Malaussene e altre trovate, ma - come dice il proverbio - il troppo stroppia.
    Con i personaggi, gli eventi e le azioni che Pennac mette in scena in uno dei suoi libri se ne potrebbero scrivere 3 o 4 tranquillamente. Certo, tutta questa fantasia è un pregio, ma alla fine la sensazione che mi resta è quella di aver "fatto il pieno", come alla fine di un pasto composto da ottimi ingredienti, ma in quantità esagerata.

    ha scritto il 

  • 5

    Sublime

    Quand un roman vous bascule, vous jette dans le désarroi, vous coupe le souffle, mais à la fin vous remet le sourire sur les lèvres parce que tout porte vers une logique incontestable, même si surréel ...continua

    Quand un roman vous bascule, vous jette dans le désarroi, vous coupe le souffle, mais à la fin vous remet le sourire sur les lèvres parce que tout porte vers une logique incontestable, même si surréelle, alors si, c'est un grand roman. Et Pennac sait jouer magistralement avec ses lecteurs et les guide à travers son récit avec un talent inouï.

    ha scritto il 

  • 3

    Ho cancellato il mio primo commento perché spero davvero che mi stia sfuggendo qualcosa di lampante. E perché a quanto pare le mie semplici affermazioni vengono lette come qualcosa scritto con “rabbia ...continua

    Ho cancellato il mio primo commento perché spero davvero che mi stia sfuggendo qualcosa di lampante. E perché a quanto pare le mie semplici affermazioni vengono lette come qualcosa scritto con “rabbia e cattiveria”, quindi essere reduci di 10 ore di umana idiozia non avrebbe operato a mio favore.

    Io sono delusa.
    Ora come ora, questo libro sembra la parodia della storia che contiene.
    All'inizio era scorrevole, ma non aveva lo stesso mordente delle altre volte. Ho trovato solo vaghi accenni del cinismo che mi piace tanto, la storia è scialba.
    Io non so quanto conti per Pennac la connotazione gialla nelle sue storie, né l'ho mai considerata un fattore determinante nei miei giudizi, ma qui muore nelle prime pagine per riesumarsi nelle ultime. Nei libri precedenti non c'era una vera indagine, Malaussene si trovava coinvolto suo malgrado, ma almeno c'erano dei fili invisibili che venivano tesi e tutto assumeva senso. Qui c'è un vuoto.
    Diciamo che a partire dalla serie di omicidi la storia un po' si riprende, o almeno ho avuto un obbiettivo da raggiungere, ma a quel punto c'è il mio personale colpo di grazia: il lato medico.
    .
    .
    .
    .
    .
    .
    .
    SPOILER
    Quindi io dovrei accettare senza batter ciglio che un medico si intrufoli nella stanza di un paziente in coma, usi quest'ultimo come supermarket di organi, senza consenso della famiglia né niente (se non una qualche incredibile presunzione di non essere scoperto); che tale paziente si risvegli, necessitando quindi della restituzione dei suddetti organi saccheggiati, e per puro caso il tizio che gli va a morire in braccio è totalmente compatibile, dando quindi il via a un trapianto cuore-polmoni-reni-pacreas simultaneo? Tutto senza seguire le normali vie che regolano la donazione di organi? (che è proprio il minimo minimo problema da porsi. Chessò, anche dare il bando in tv senza che nessuno sollevi la minima obbiezione lascerebbe perplesso chiunque). Perché? Non capisco.
    Per questo parlo di parodia. Julia incarna lo stereotipo di wonder woman, se ne accorge il “cattivo” stesso, perciò Malaussene deve essere un eroe a cui capitano le cose più impensabili e che comunque riesce a salvarsi grazie a un deux ex machina piuttosto discutibile? Lui e il gemello sono compatibili perché portati a farsela mettere in quel posto da tutti?
    Ok, ho apprezzato il passato di sua Maestà e l'idiozia di chi chiaramente non è nato per fare il genitore, ma non mi basta. Forse c'era troppo poco Benjamin.

    ha scritto il 

Ordina per