La psichiatra

Di

Editore: TEA

3.6
(2395)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 416 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Olandese , Spagnolo

Isbn-10: 8850226713 | Isbn-13: 9788850226719 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Salute, Mente e Corpo , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Lavorare in un ospedale psichiatrico è difficile. Ogni giorno la dottoressa Ellen Roth si scontra con un'umanità reietta, con la sofferenza più indicibile, con il buio della mente. Tuttavia, a questo caso non era preparata: la stanza numero 7 è satura di terrore, la paziente rannicchiata ai suoi piedi è stata picchiata, seviziata. È chiusa in se stessa, mugola parole senza senso. Dice che l'Uomo Nero la sta cercando. La sua voce è raccapricciante, è la voce di una bambina in un corpo di donna: le sussurra che adesso prenderà anche lei, Ellen, perché nessuno può sfuggire all'Uomo Nero. E quando il giorno dopo la paziente scompare dall'ospedale senza lasciare traccia, per Ellen incomincia l'incubo. Nessuno l'ha vista uscire, nessuno l'aveva vista entrare. Ellen la vuole rintracciare a tutti i costi ma viene coinvolta in un macabro gioco da cui non sa come uscire. Chi è quella donna? Cosa le è successo? E chi è veramente l'Uomo Nero? Ellen non può far altro che tentare di mettere insieme le tessere di un puzzle diabolico, mentre precipita in un abisso di violenza, paranoia e angoscia. Eppure sa che, alla fine, tutti i nodi verranno al pettine...
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Meh. Per le prime 50-100 pagine il dubbio che la psichiatra stia impazzendo ce l'hai, ma convive con altre ipotesi abbastanza plausibili (il fidanzato, l'amico). Poi viene giù il carrello.
    Comunque le ...continua

    Meh. Per le prime 50-100 pagine il dubbio che la psichiatra stia impazzendo ce l'hai, ma convive con altre ipotesi abbastanza plausibili (il fidanzato, l'amico). Poi viene giù il carrello.
    Comunque leggibile.

    ha scritto il 

  • 0

    Thriller psicologico che ti tiene incollata al libro fino all'ultima pagina. Narra di Ellen, una giovane psichiatra che lavora alla Waldklinik, e di ciò che le accade in seguito all'apparizione di una ...continua

    Thriller psicologico che ti tiene incollata al libro fino all'ultima pagina. Narra di Ellen, una giovane psichiatra che lavora alla Waldklinik, e di ciò che le accade in seguito all'apparizione di una paziente molto interessante. Dopo la visita di quest'ultima la donna si sente molto coinvolta dalla sua storia ed inizia ad esserne ossessionata. Ne parla con il suo collega e amico Mark, la sogna addirittura la notte, è sempre nei suoi pensieri. Il giorno dopo la sua comparsa però la paziente non è più nella sua stanza e sembra che nessuno oltre la dottoressa Ellen l'abbia mai vista. Inizia così la ricerca di questa misteriosa paziente, di cui non si sa neanche il nome, che porta con sé misteriosi ed inquietanti avvenimenti. È il primo thriller che leggo e devo dire che mi è piaciuto moltissimo. Mi ha tenuto con il fiato sospeso fino alla fine, quando credevo di aver scoperto qualcosa l'autore svelava qualcos'altro che contraddiceva il mio pensiero. Riesce a trasmetterti ciò che prova la protagonista, la sua paura e la sua volontà di ricercare la misteriosa donna. Arrivi quindi anche tu a voler scoprire chi sia, provando emozioni diverse. E alla fine si ribalta tutto ciò in cui credevi, succede ciò che non ti aspetteresti mai. Purtroppo non posso dire più nulla, altrimenti rovinerei la lettura. Comunque lo consiglio assolutamente anche a chi, come me, non ha mai letto un'opera di questo genere o autore.

    ha scritto il 

  • 3

    Intanto è scorrevole. Il che non è poco.
    L'idea non è originalissima, ma è posta bene e il tutto non diventa troppo demenziale, anche se la "causa scatenante" è trattata un po' un tanto al chilo.
    Comu ...continua

    Intanto è scorrevole. Il che non è poco.
    L'idea non è originalissima, ma è posta bene e il tutto non diventa troppo demenziale, anche se la "causa scatenante" è trattata un po' un tanto al chilo.
    Comunque, quantomeno si legge volentieri.

    ha scritto il 

  • 4

    Dorn abile tessitore di trame psicologiche

    Psico-thriller ben riusciuto. Mi è piaciuto lo stile di scrittura che cattura il lettore e anche la trama risulta ben articolata in cui gli avvenimenti a volte di spiazzano. 4 stelle più che meritate. ...continua

    Psico-thriller ben riusciuto. Mi è piaciuto lo stile di scrittura che cattura il lettore e anche la trama risulta ben articolata in cui gli avvenimenti a volte di spiazzano. 4 stelle più che meritate.

    ha scritto il 

  • 0

    L' inganno come rifugio.

    Ho letto questo libro circa un anno e mezzo fa e nel post- it che scrissi per farmi una sua immagine c' è: narrazione lenta sulla paura dell' uomo nero ma penso che il giudizio della mia amica che mi ...continua

    Ho letto questo libro circa un anno e mezzo fa e nel post- it che scrissi per farmi una sua immagine c' è: narrazione lenta sulla paura dell' uomo nero ma penso che il giudizio della mia amica che mi ha consiglio questo libro,che ho appuntato sullo stesso, sia più adeguato :ottimo thiller con una narrazione molto avvicente e concreta ( in questa parte continuo a dissentire )basata sull' inganno ( qui concordo ) ovvero " a volte si riesce ad ingannare se stessi in modo cosi mirabile e a lungo da credere che questo nuovo contesto sia la vita vera e propria".Ovvero un rifugio per sentirsi sicuri con tanti cancelli e muri divisori dalle ferite della vita

    ha scritto il 

  • 1

    Noia mortale

    L’idea non è male ma la trama è macchinosa, lo stile è o sciatto o troppo pomposo, le situazioni poco credibili, in generale di una noia mortale.
    Forse il finale si salva, almeno lì un minimo di tensi ...continua

    L’idea non è male ma la trama è macchinosa, lo stile è o sciatto o troppo pomposo, le situazioni poco credibili, in generale di una noia mortale.
    Forse il finale si salva, almeno lì un minimo di tensione c’è. Il romanzo vira sull’horror, stile di Stephen King, ma mentre lo stile di King è sobrio e misurato, quello di Dorn è approssimativo e trascurato.
    Ancora, gli episodi dei sogni pilotati. Anche qui il trucco mi sembra troppo banale e purtroppo se il trucco si vede si perde il fascino della finzione.
    Non sopporto:
    a) Quando anche nei momenti di suspense, invece di farsela addosso i protagonisti fanno la battutina spiritosa o flirtano come se niente fosse, o peggio ancora l’Autore fa il commentino simpatico per alleggerire l’atmosfera. Qui molto spesso questi commenti sono messi in corsivo e sembrano i pensieri di Ellen Roth o una voce che le parla, ma sono puerili, di una banalità disarmante (pag. 22, pag. 23, pag. 297);
    b) Quando i protagonisti ascoltano musica, usano un certo profumo, mangiano qualcosa, ma non cose generiche ma il tal brano del tal musicista, Eternity di Calvin Klein, proprio quel cibo lì. Perché tutti quei nomi di pietanze giapponesi, per fare il figo? (pag. 288 per la musica, pag. 16 e pag. 366 il profumo, pag. 65 per il cibo);
    c) Quando l’Autore ti prende per mano e ti spiega cosa sta succedendo, ti mostra la strada, ti fa il pippone per spiegarti cosa vuole dire (pag. 154 “macchie di Rorschach”);
    d) Le esagerazioni, le iperboliche descrizioni che dovrebbero strapparti un sorriso, ma questo non è un romanzo umoristico! (pag. 119, pag. 279);
    e) Quando l’Autore la tira per le lunghe con situazioni che non c’entrano nulla, sembrano messe lì tanto per rimpolpare il romanzo (da pag. 274 a pag. 278 – tutto questo capitolo è inutile);
    f) Lo stile ridondante (pag. 373 – Gli ultimi raggi di sole si aggrappavano alla casa dei Lorch come le dita di un naufrago, poi lasciarono la presa e si fusero con l’oscurità).

    ha scritto il 

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