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La psichiatra

Di

Editore: Corbaccio

3.6
(1935)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 400 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Olandese , Spagnolo

Isbn-10: 8863800758 | Isbn-13: 9788863800753 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Alessandra Petrelli

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Fiction & Literature , Health, Mind & Body , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
«Promettimi che non mi lascerai quando lui verrà.»
Il caso di una paziente maltrattata e impaurita diventa l’incubo della psichiatra Ellen Roth. La donna ha il terrore di essere rapita dall’Uomo Nero. Lo bisbiglia a Ellen ma poi sparisce dall’ospedale senza lasciare traccia. Nessuno l’ha vista, nessuno ha avuto modo nemmeno di registrarne il nome. Ellen la vuole trovare a tutti i costi ma viene coinvolta in un macabro gioco da cui non sa come uscire salvando la paziente e se stessa. Chi è veramente l’Uomo Nero e come fa a sapere tante cose sul passato di Ellen? Cosa è successo alla donna scomparsa? Ellen non può far altro che tentare di mettere insieme le tessere di un puzzle diabolico, mentre precipita in un abisso di violenza, paranoia e terrore. Eppure sa che alla fine tutti i nodi verranno al pettine…
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  • 2

    2.5 stelline

    Una storia che non mi ha soddisfatta granchè. Parte bene, intriga, poi cala un po'. Il finale, a sorpresa, spiega tutto ma ho letto libri meglio orchestrati. Comunque più che sufficiente

    ha scritto il 

  • 3

    Il libro secondo me è scritto molto bene, ma non mi è piaciuto molto. Il finale mi ha un po' deluso, e alcune cose non tornano, non vengono spiegate bene.
    (cioè, davvero, quel software trova correlazi ...continua

    Il libro secondo me è scritto molto bene, ma non mi è piaciuto molto. Il finale mi ha un po' deluso, e alcune cose non tornano, non vengono spiegate bene.
    (cioè, davvero, quel software trova correlazione con la bambina ma NON con l'adulta? mah)

    ha scritto il 

  • 3

    Tra realtà e immaginazione

    Una lettura avvincente, nonostante la trama non sia tra le più originali che io abbia letto nei thriller. Infatti ho trovato la conclusione un pò scontata, ma sono comunque incuriorita dal seguito del ...continua

    Una lettura avvincente, nonostante la trama non sia tra le più originali che io abbia letto nei thriller. Infatti ho trovato la conclusione un pò scontata, ma sono comunque incuriorita dal seguito della trilogia. E' da riconoscere, però, all'autore la capacità di creare suspense e confondere il lettore immegergendolo direttamente nella coscienza della protagonista tra realtà e immaginazione. Un libro scorrevole che con le sue descrizioni essenziali è stato capace di suscitare ansia. Ne consiglio la lettura di sera per godere al massimo questo thriller psicologico.

    ha scritto il 

  • 3

    Ho letto questo libro in un giorno e mezzo, la prima parte è stata davvero davvero pesante, in certi punti l autore è quasi logorroico con continue precisazioni sul comportamento dei personaggi. La pr ...continua

    Ho letto questo libro in un giorno e mezzo, la prima parte è stata davvero davvero pesante, in certi punti l autore è quasi logorroico con continue precisazioni sul comportamento dei personaggi. La protagonista ellen certe volte sembra un genio altro una vera scema ma tra le due non c'è equilibro. Nell'ultima parte il libro sembra movimentarsi un pò con qualche colpo di scena inaspettato ma niente di particolare a parte le ultime 30 pagine dove in realta sta tutto il succo della storia. direi che se l autore avesse tolto le pagine ripetitive ed inutili il libro sarebbe stato solo la metà.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    1

    EMICRANIA

    L'emicrania è uno dei personaggi chiave della storia, perché non è scritto nella quarta di copertina??! Credo ci sia un numero massimo di volte in cui un personaggio può parlare della sua emicrania se ...continua

    L'emicrania è uno dei personaggi chiave della storia, perché non è scritto nella quarta di copertina??! Credo ci sia un numero massimo di volte in cui un personaggio può parlare della sua emicrania senza risultare irritante, e la dottoressa Roth l'ha decisamente superato. Non ci credete? Ecco a voi qualche esempio (presi da pagina 200 in poi): pagina 212: «L'emicrania intanto era tornata a farsi sentire», pagina 222: «Il dolore alle tempie era infernale», pagina 223: «Una suoneria davvero fastidiosa, che nonostante la nostalgia per il passato lacerava letteralmente i timpani. Soprattutto quando si era afflitti da una micidiale emicrania», pagina 240: «A questo si aggiungeva la micidiale emicrania, che era peggiorata appena scesa nelle gallerie», pagina 246: «Il mal di testa era diventato insopportabile», pagina 247: «A ogni battito del cuore le tempie le pulsavano come fossero trafitte da migliaia di spilli», pagina 264: «A questo si aggiungono l'emicrania, un pizzico di commiserazione e la sensazione di aver fallito su tutta la linea», pagina 280: «Ellen ispirò profondamente dal naso. "È tutto a posto adesso. La mia maledetta emicrania."», pagina 298: «Lo stress, le conseguenze delle sevizie e l'emicrania potevano scatenare un fenomeno del genere», pagina 299: «Mentre Mark faceva il pieno, Ellen rimase seduta perfettamente immobile per non peggiorare il mal di testa. Nonostante i farmaci, ormai era diventato un assolo di percussioni per dieci mazze da fabbro su tenero tessuto cerebrale » (sorvolo volentieri su questa descrizione) e, sempre a pagina 299, poche righe più avanti: «Tutta colpa di questa maledetta emicrania» ... e non aggiungo altro. Ma la cosa davvero fantastica in tutto questo, è che la protagonista rifiuta spesso gli antidolorifici. Certo, se si prendesse due aspirine poi non potrebbe più ricordarci ogni tre per due che ha mal di testa e sta soffrendo molto.
    Ma l'emicrania di Ellen Roth in fondo è soltanto uno dei dettagli ridicoli di questo "fenomeno letterario", coi suoi personaggi piatti, le trovate improbabili (vogliamo parlare dei sogni pilotabili?? No, lo immaginavo) e gli indimenticabili dialoghi («Ehi» mormorò Axel. «Lo senti anche tu?» «Sì, è un odore dolciastro e penetrante» - certo, tutti parlano così nella vita quotidiana!) (Mark emise un sospiro disgustato e nel contempo sollevato. Fece un passo indietro. «Puah! Una volta dovevano essere tortellini.» Axel guardò la pentola da sopra la sua spalla. «Direi piuttosto ravioli.» «Come fai a saperlo?» «Chris ne va matto.» - questo dialogo è tra due personaggi che si sono introdotti nella casa di un terzo personaggio per svelare il mistero della sua scomparsa. Sono in questa casa immersa nel buio in cerca di indizi, in tensione perché hanno avvertito che c'è qualcosa che non va... è il caso di puntualizzare la differenza tra tortellini e ravioli?).
    Alla fine di questa lettura penso solo che un vero editor, un editor competente, avrebbe potuto e dovuto correggere certi obbrobri e spiegare all'autore che semplice non significa BANALE. E questo prima di spedirlo a letto senza cena.

    ha scritto il 

  • 5

    Ho il ricordo delle vacanze di Natale di qualche hanno fa. Fuori il meteo vomitava freddo paralizzante e divano + libro al caldo era soluzione gradita. Prendo in mano questo libro ed entro in un emozi ...continua

    Ho il ricordo delle vacanze di Natale di qualche hanno fa. Fuori il meteo vomitava freddo paralizzante e divano + libro al caldo era soluzione gradita. Prendo in mano questo libro ed entro in un emozionante incubo inaspettato, rimango ore e ore paralizzato alla lettura. Dite che ho bisogno di un neurologo, o questo libro é propio bello?Non penso che sia nato un programmatore di realtà virtuale, capace di regalarmi pari emozioni

    ha scritto il 

  • 4

    Parte molto bene in quanto a ritmi e suspense, poi inizia a tirare la storia un po' troppo per le lunghe, fino a un colpo di scena che lascia qualche dubbio (oltre a non essere di certo originale...). ...continua

    Parte molto bene in quanto a ritmi e suspense, poi inizia a tirare la storia un po' troppo per le lunghe, fino a un colpo di scena che lascia qualche dubbio (oltre a non essere di certo originale...). Una lettura comunque piacevole.

    ha scritto il 

  • 2

    Non è certo un capolavoro di raffinatezza letteraria, la scrittura è senza spessore. Nessun coinvolgimento, nessuna suspense. Leggermente meglio gli ultimi capitoli; mi è piaciuta, in particolare, ...continua

    Non è certo un capolavoro di raffinatezza letteraria, la scrittura è senza spessore. Nessun coinvolgimento, nessuna suspense. Leggermente meglio gli ultimi capitoli; mi è piaciuta, in particolare, l'alternanza dei punti di vista tra la bambina e lo zio che alzano leggermente la media voto.
    Una domanda: ma il gatto sgozzato cosa c’entra? L’autore avrebbe potuto graziarlo! :-)

    ha scritto il 

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