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La qualità della vita

Di

Editore: Italic

3.9
(41)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 128 | Formato: Altri

Isbn-10: 8896506123 | Isbn-13: 9788896506127 | Data di pubblicazione: 

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Humor

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Descrizione del libro
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  • 4

    40 anni, tempo di bilanci

    Un tuffo nel passato per riuscire ad affrontare presente e futuro.
    La storia è ben costruita, mai gridata. La scrittura è ottima, alcune frasi poesia.
    Il tono è malinconico, sobrio, misurato.
    Un esordio molto buono, anche se forse manca qualcosa, cosa però non saprei dire, per renderlo più incisi ...continua

    Un tuffo nel passato per riuscire ad affrontare presente e futuro. La storia è ben costruita, mai gridata. La scrittura è ottima, alcune frasi poesia. Il tono è malinconico, sobrio, misurato. Un esordio molto buono, anche se forse manca qualcosa, cosa però non saprei dire, per renderlo più incisivo.

    ha scritto il 

  • 0

    L'universo si svela nel particolare. In fondo, a pensarci bene, la nostra vita è un insieme di momenti, incontri, situazioni, stati d'animo, a cui quasi mai si riesce a dare una visione d'insieme. Il dettaglio conta e fa la differenza. Il libro di Marasca è un po' così. Pur essendoci un filo cond ...continua

    L'universo si svela nel particolare. In fondo, a pensarci bene, la nostra vita è un insieme di momenti, incontri, situazioni, stati d'animo, a cui quasi mai si riesce a dare una visione d'insieme. Il dettaglio conta e fa la differenza. Il libro di Marasca è un po' così. Pur essendoci un filo conduttore, non è fondamentale. Eppure il libro non manca di coesione e non risulta slegato. La scrittura è asciutta ed efficace. Un buon esordio. Tre stelle e 1/2.

    ha scritto il 

  • 4

    no, questo libro non va letto tutto d'un fiato.
    andrebbe letto piano piano, non più di un capitolo per volta, per gustare quelle frasi e quelle pause, una ad una.


    è una storia che ti accompagna dove vuole lei, ma in modo così naturale che ti ci perdi dentro e ti dispiace solo quando arrivi ...continua

    no, questo libro non va letto tutto d'un fiato. andrebbe letto piano piano, non più di un capitolo per volta, per gustare quelle frasi e quelle pause, una ad una.

    è una storia che ti accompagna dove vuole lei, ma in modo così naturale che ti ci perdi dentro e ti dispiace solo quando arrivi all'ultima pagina. però, non fatevi ingannare dal numero di pagine, perchè il libro contiene le parole giuste e riempono tutto quello che c'è da riempire.

    unica cosa che cambierei è il titolo; ma io non scrivo romanzi, per fortuna.

    e infine grazie, mi ha fatto riscoprire un sapore da tempo dimenticato: la sambuca. gelata.

    ha scritto il 

  • 4

    La qualità della vita

    “È il mio compleanno: ne faccio quaranta.
    A dieci festeggiavo con gli amici; a venti con la ragazza. A trenta riunivo conoscenti, finché, a quaranta, uno sconosciuto si getta sotto un treno.
    È una giornata di merda. Una vera giornata di merda.
    Dimenticavo: sto andando a un funerale.”
    Il romanzo ...continua

    “È il mio compleanno: ne faccio quaranta. A dieci festeggiavo con gli amici; a venti con la ragazza. A trenta riunivo conoscenti, finché, a quaranta, uno sconosciuto si getta sotto un treno. È una giornata di merda. Una vera giornata di merda. Dimenticavo: sto andando a un funerale.” Il romanzo di Paolo Marasca, La qualità della vita, cattura immediatamente il lettore grazie ad un accattivante tono noir; la vicenda intriga da subito: immaginiamo un protagonista alla Bogart, con sigaretta e voce suadente. Ci accorgiamo presto però, che all’eroe in questione manca un’ avventura e, soprattutto, manca di essere eroe. Così, smesso l’impermeabile ed il Borsalino, ecco che lo vedremmo meglio in vestaglia e sandali stile grande Lebowski. Marasca indovina una melodia che parla molto più per pause e silenzi che negli accordi (minori) di cui è composta. L’autore (ri)scopre il valore di una scrittura essenziale che si realizza per sottrazione del superfluo. Si guadagna così la possibilità di rappresentare un tempo difficile da raccontare proprio perché orfano di eroi e ideali. “Ho voluto raccontare la mia generazione, quella di chi oggi ha quarant’anni. Una generazione che si è trovata per prima ad affrontare il vuoto di idee, simboli e valori bruciati dalle generazioni precedenti. Una generazione muta e nascosta, vittima della sua stessa difficoltà di comunicare”. Il tentativo di dare voce alla silenziosa categoria dei suoi coetanei è perfettamente riuscito. Nelle ansie, nei dubbi, nell’azione continuamente rimandata e spesso annullata nell’alcool del protagonista, c’è tutto un mondo costretto all’incomunicabilità da un tempo meschino che ha deluso una ad una tutte le promesse di cui si era illuso. Ciò che rimane è una malinconia che non riesce a diventare tristezza e un’ironia che non rende felici. L’amore e l’amicizia contano ancora molto, forse più di prima, ma spesso non bastano a fare andare le cose “come dovrebbero” ed ogni scelta compiuta si lascia alle spalle l’eco delle possibilità sfumate, di tutti i “se solo…” e “ma forse…” che inevitabilmente costellano il cammino di un uomo. Insomma, Marasca ci insegna che la qualità della vita è data da un sottile equilibrio del quale si è persa la regola segreta, ma che si può conquistare lo stesso con pazienza, dedizione e, soprattutto delicatezza. Questa la principale qualità del libro che non urla la sua verità, ma la lascia cogliere con garbo, lo stesso con cui l’autore descrive le figure femminili, semplici eroine destinate a rimanere a lungo nella nostra memoria.

    ha scritto il 

  • 4

    la qualità della vita è una parentesi non chiusa

    Gentile cliente
    Il tuo ordine 20100007400910 non è stato ancora spedito in quanto in attesa del reperimento di un unico articolo.
    Al fine di snellire la spedizione, puoi eliminarlo dall'ordine per ricevere quanto prima il resto, che è pronto per la spedizione.


    Questo era il messaggio del ...continua

    Gentile cliente Il tuo ordine 20100007400910 non è stato ancora spedito in quanto in attesa del reperimento di un unico articolo. Al fine di snellire la spedizione, puoi eliminarlo dall'ordine per ricevere quanto prima il resto, che è pronto per la spedizione.

    Questo era il messaggio della Feltrinelli.it e l’articolo mancante era “La qualità della vita”. Capita che manchi la qualità della vita. Aspetterò, a Firenze non si trova. Dopo vari giorni d’attesa l’illuminazione non sulla via di Damasco ma... io andrò a Milano per il concerto dei Muse e nella capitale padana in giugno e senza nebbia si trova di tutto.Infatti. Arrivo a Milano e mi dirigo verso piazza Duomo. Feltrinelli mi accoglie con la foto intelligente di Tabucchi. Chiedo al commesso la qualità della vita. È ciò che voglio. Ciò che vogliamo tutti. Lo vedo tornare a mani piene. Lo ripongo nello zaino soddisfatta come quando comprai quella felpa blu che tanto mi piaceva. Ore milanesi di caldo e cielo coperto poi di amici poi di musica e il giorno dopo ancora passi per strade sconosciute. Alle 17,20 il treno per Firenze accoglie il mio zaino sul portabagagli alleggerito della qualità della vita. Lo prendo in mano ne ammiro la carta della copertina e penso. Penso che dovrei sforzarmi di leggerlo mettendo da parte il mio affetto per l’autore. Ah lo conosci? Sì. Cioè no. Ma si.. conosco tanti suoi cieli mattutini. Leggo. A pg.20 già mi fermo e penso che sia stato un bel caso il ritardo, ritardo che mi ha permesso di leggere un libro abitato a Milano dopo aver rivisto quella città che non vedevo da anni e che comunque avevo visto con altri occhi e che fortuna dunque leggere di Milano dopo averla respirata per due giorni, è una fortuna che a pg. 20 leggo di un appartamento in viale Monza ed io in viale Monza, accidenti sembra incredibile, in viale Monza sono scesa con la metro che è lì che abita Giuseppe che mi ha ospitata, “scendi a Turro” mi ha detto “stiamo in viale Monza ma ti vengo incontro”. E ora qui a pagina 20 la incontro, questa strada percorsa dal personaggio e la riconosco. E sorrido che mi piacciono le coincidenze. Nello scompartimento oltre a me, mia figlia, dorme, stanca dei suoi girovagari milanesi ma felice del suo primo megaconcerto rock. È stato così bello vivere insieme questo momento almeno per me.oltre a Daria e alla sua mamma che sarei io c’è un'altra figlia e un'altra mamma, così diverse da noi non solo fisicamente. Sono attratta da loro perché da quando son salite alternano il mangiare caramelle patatine al formaggio e bere succhi di frutta con telefonate assurde ai loro fidanzati, e tutto un “amò dove sei?” dove vuoi che sia ti ha accompagnato due minuti fa “amò che fai?” cosa vuoi che faccia starà pensando a te no? ..E infatti “anch’io..sì anch’io ti amo amò”. Sono attratta da queste due donne e non posso fare a meno di fare il confronto, sono la solita snob del cazzo cosa mi fa pensare di essere migliore? Io sarei una buona mamma? Che invece di farle ascoltare canzoni d’amore allegre e ottimistiche le ho trasmesso la rabbia del rock che già a 12 anni mi cita gli Afterhours? È proprio questo che è meglio per lei? I miei valori sono i migliori? Il mio modo di vivere è il migliore? Riprendo a leggere, pg.21 “…ma chi decide la scala dei valori?”. Paolo Marasca che fai mi leggi nel pensiero? Il treno attraversa la pianura e io faccio il viaggio nella direzione contraria a quello del protagonista. già. Al quarto rigo c’è già il treno, un treno che porta verso una destinazione. capita di scegliere che sia l’ultima. E, questo Paolo Marasca che ci butta un uomo sotto il treno al quarto rigo, è lo stesso che conosci tu? Quello dei buongiorno delicati? Quello delle nuvole che sorridono? Quello che ti spinge a guardare il cielo per vedere se somiglia un po’ al suo? Le cose non sono come sembrano. La ragazza con le cuffie non amava gli Oasis, a volte si mente per contratto, a volte si mente per abitudine a volte si mente mentendo. Ma questo Paolo Marasca già a pagina dieci ci dice qualcosa sulla qualità della vita, la fa dire a Thea perché noi esseri umani siamo ancora così poco evoluti che succede che crescendo ci guastiamo e la qualità della vita non la sappiamo parlare non la sappiamo guardare non la sappiamo guidare. Thea si. Thea ha uno specchio.Thea è fiera di avere uno specchio.Thea sa guardarsi e riconoscersi. E invece a pg.11 il protagonista prende lo specchio e finge di guardarsi. Che a quarant’anni fingi tante cose, a quarant’anni i genitori invecchiano e muoiono a quarant’anni si dorme poco. Chiudo il libro, lo appoggio sul sedile e scendo ad avvelenarmi velocemente che il treno si ferma a Bologna magari un po’ di più, il tempo di buttare dentro nicotina. Due ragazzi giovani tossici e disperati si aggirano chiedendo soldi. Credevo di non rivedere mai più queste scene e invece l’eroina è tornata. Mi si aggroviglia tutto internamente è ancora peggio che negli anni passati perché questo per l’appunto viene dopo perché tanti hanno già dato il tributo ai sogni alla rabbia all’impotenza e l’eroina pensavo fosse chiaro a tutti che non ha niente di eroico e di poetico. Risalgo. Continuo a leggere ma l'immagine dei due ragazzi mi disturba mi ammala mi distrae mi atterrisce e lascio Mirko a pg.71 nel giorno del suo compleanno “lusingato e oltreché commosso”. Lo ritrovo la sera seguente nato da cinque minuti. E lo lascio soltanto quando ci sta riprovando. E ora son qui a scrivere di Mirko, di Milano che non conosco di Paolo Marasca di cui non conosco il colore degli occhi ma ne intuisco l’intensità dello sguardo, non ne conosco la voce ma mi sveglio con i suoi buongiorno. e ci sono riuscita a leggere rimanendo imparziale? non lo so come posso dire se il piacere della lettura che mi è stato dato in due tempi esattamente divisi per caso(solo alla fine ho scoperto che ho lasciato Mirko a pg.71 esattamente a metà delle sue 142 pagine , solo dopo solo alla fine so che le buste erano 48 ed io mi sono fermata alla 24, fine primo tempo, e l’ho già detto che le coincidenze mi sembra che esplodano vita, che la vita è questa, succede, è quella che succede, quella che vedi solo che più ne vedi più ne vivi e la qualità della vita aumenta se senti foglie sussurrare nuvole giocare e strade che ti interrogano e ti fanno domande e le persone che ti attraversano che ti sfiorano che ti ricordano che ti sorridono che ti dicono buongiorno che ti accolgono che ti vogliono vicino che ti abbandonano che ti si raccontano che non sono tutti uguali come sa Ahmed tutte queste disuguali vite ci danno la qualità della vita. E Paolo Marasca( che poi chi è questo tizio al suo primo romanzo? Io conosco baronerampant il suo personaggio, che questo gioco l’ho ritrovato con Giulia. Giulia, come stai? Io mi affeziono ai personaggi. ed è facile affezionarsi a questi personaggi lievi e profondi, cosi simili a noi, così noi. e anche quel povero Paolo che ha il nome dell’autore che con questo ci fa sorridere di tenerezza, anche quel Paolo di pagina 62 alla fine dico a chi dispiacerebbe se lo sapessimo su una spiaggia in Indonesia? Basta chiudo qui potrei andare avanti per ore e troverei altre cose da dire intorno su sopra sotto a queste 142 pagine. Si lo so son 143.lo so. ma la qualità della vita è sbagliare e riprovarci, la qualità della vita e l’amicizia che la sostiene e l’amore che l’accende. Ed è una pagina in più da leggere. ed è una parentesi non chiusa ed è un discorso non finito perché altro ti ha preso e ti ha distratto

    ha scritto il 

  • 4

    “E che dovrei fare io? guarirti?”

    In certe occasioni sei chiamato dalla vita a intervenire, a coinvolgerti, a dare quello che hai. E puoi decidere di risparmiarti o rispondere di si.
    “Il piano arriverà: mando avanti gli scout, poi si vedrà”. E il protagonista non si risparmia ma dà con generosità quello che possiede: presenza e p ...continua

    In certe occasioni sei chiamato dalla vita a intervenire, a coinvolgerti, a dare quello che hai. E puoi decidere di risparmiarti o rispondere di si. “Il piano arriverà: mando avanti gli scout, poi si vedrà”. E il protagonista non si risparmia ma dà con generosità quello che possiede: presenza e parole. Che curano. Presenzia al funerale che ha reso necessario il viaggio. Regala 48 lettere-capitoli nel tentativo di prendersi cura di quel “fiore che abbiamo tutti scordato di annaffiare”. Per questo i pesci si fideranno poi di lui e deporranno le uova, perché ha fatto un percorso, ha dimostrato di sapersi prendere cura di qualcuno. E alla fine ci riprova anche con la sua donna, perché ti può sembrare di aver giocato così-così finora ma non è detto che un rigore tirato al novantesimo non risollevi le sorti della partita :“se avessi il pallone ora, in terra, sbaglierei. Tirerei forte, d’interno destro senza prendere i pali. Ma non ho un pallone. Così tiro nel vuoto, e segno. Nell’angolino basso.” Non è un vinto e non si è arreso. La qualità della propria vita sta in questo.

    ha scritto il