La quarta dimensione

Un viaggio guidato negli universi di ordine superiore

Di

Editore: Adelphi

4.0
(141)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 288 | Formato: Copertina morbida e spillati

Isbn-10: 884591075X | Isbn-13: 9788845910753 | Data di pubblicazione:  | Edizione 4

Traduttore: Giuseppe Longo

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback

Genere: Fumetti & Graphic Novels , Narrativa & Letteratura , Scienza & Natura

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Descrizione del libro
Agguerrito esploratore di "un territorio oscuro e sconosciuto di ciò che egli chiama Menterama" (Martin Gardner) Rudy Rucker si dedica in questo libro a un tema che ha sempre affascinato "chiunque abbia un minimo di interesse per la matematica e per la fantasia": le dimensioni che si aprono al di là delle tre che siamo convinti di conoscere, a partire dalla quarta (il tempo?) sino alle infinite dello spazio hilbertiano. Rucker riesce in questa impresa coniugando le divergenti virtù del narratore e dello scienziato rigoroso. Pur di rendere evidenti i più ardui problemi, l'autore è anche ricorso ad appositi stratagemmi: così il libro è accompagnato da disegni e problemi, dei quali vengono offerte alla fine anche le soluzioni.
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  • 4

    Verso l'infinito e oltre

    Sì sì è un bel libro di fisica, divulgativo e per fortuna lontano anni luce da un altro adelphi con la copertina azzurrina tanto in voga in questi mesi. Il bello è che è anche un libro di logica con l ...continua

    Sì sì è un bel libro di fisica, divulgativo e per fortuna lontano anni luce da un altro adelphi con la copertina azzurrina tanto in voga in questi mesi. Il bello è che è anche un libro di logica con l'autore che si scatena in particolare con i paradossi delle macchine del tempo. Il bello è che è anche un libro di filosofia (facile! l'autore è il pronipote di Hegel) che esplora concetti metafisici con uno stile impeccabilmente piano, ma mai piatto.il bello è che è anche un libro si psicologia e, umoristicamente, di parapsicologia. Il bello è che è un libro di letteratura che cita Borges, Carroll (ovviamente), Shakespeare, Nabokov, Omero... Il bello è che è un libro folle perché nel testo sono inframezzate citazioni lunghe anche una pagina di vari autori, molti a me sconosciuti, disegnini a volte chiarificatori a volte irritanti e, come in un testo scolastico, problemini con tanto di soluzione da sbirciare alla fine del libro. Il bello è che è un libro serio, seppur non contenga neppure una formula (per mia fortuna), documentato, con una bibliografia ben fatta, in grado di stimolarmi la salivazione, e un indice analitico curato seppur sintetico.
    Pochi i difetti se non talvolta una certa tendenza a disperdersi nel suo dichiarato ed evidente enciclopedismo culturale e per il fatto che richiede di aver letto (e io per fortuna l'avevo fatto) almeno il mitico racconto "Flatlandia" di Abbott da cui prende le mosse per provare a farci immaginare, più che visualizzare la quarta dimensione (e pure quelle successive), in tutti i suoi straordinari travestimenti.

    ha scritto il 

  • 5

    Ottimo complemento a Flatlandia (Abbott) e Flatterlandia (Stewart) guidati dall'autore che lascia cadere un "Quando ne parlai con Gödel..." qui e là. Insomma un libro serio ma dove la teoria viene avv ...continua

    Ottimo complemento a Flatlandia (Abbott) e Flatterlandia (Stewart) guidati dall'autore che lascia cadere un "Quando ne parlai con Gödel..." qui e là. Insomma un libro serio ma dove la teoria viene avvicinata passo a passo con simpatia e leggerezza (e con dei divertenti disegnini). L'ultima parte del libro scivola invece un po' sul filosofico per dimostrare che noi viviamo in uno spazio a infinite dimensioni. Se ne può discutere, ma le argomentazioni a mio avviso non mancano di logica. Ritornando al testo vero e proprio, ho apprezzato molto gli esercizi sparsi nel testo che provano a fermarti un momento a pesare per tuo conto sui temi appena trattati. Mi direte che è quello che deve fare un qualunque libro, ma suvvia! Non siate così rigidi.

    ha scritto il 

  • 3

    In occasione del centesimo compleanno del Quadrato, protagonista della memorabile fiaba geometrica "Flatlandia" di Edwin Abbott che in queste pagine viene più volte ripresentata e multidirezionalmente ...continua

    In occasione del centesimo compleanno del Quadrato, protagonista della memorabile fiaba geometrica "Flatlandia" di Edwin Abbott che in queste pagine viene più volte ripresentata e multidirezionalmente espansa, il matematico e scrittore di fantascienza Rudy Rucker (Ware) prova a proiettarci, dalle nostre tre dimensioni originarie, verso una quarta, adoperando in maniera simultanea la geometria dei piani e dei solidi, la trama di "Flatlandia", frammenti di tutto un secolo di science fiction, di dissertazioni metafisiche su mondi fisicamente superiori, di meccanica quantistica e riferimenti alla teoria della relatività ristretta di Einstein. Da Flatlandia in giù verso una Linelandia ad una dimensione, per poi tendere verso questa quarta, questo nuovo livello di realtà, e chiudendo il circolo con le teorie sulla quinta, sesta, settima, e un modello di universo ad infinite dimensioni.
    In tutto questo, i punti di partenza (figure e solidi) sembrano ben poca cosa, ma sono gli irrinunciabili modelli di riferimento, gli oggetti da muovere lungo le assi spaziali e temporali. Il rischio di confusione è dietro l'angolo, considerato che Rucker non riesce mai, chiaramente, a permetterci di visualizzare la quarta dimensione in maniera cristallina (essa è sia il tempo, sia la curvatura nello spazio, sia il modello di universo a blocco nel quale spazio e tempo operano congiuntamente come una sola forza e non esistono passato, presente e futuro, sia molte altre cose), e poi tutto il testo è infarcito, forse in virtù di questa agognata simultaneità, di illustrazioni non sempre chiarificatrici, problemi di logica matematica da risolvere (le soluzioni sono alla fine del libro), frammenti di altri testi con lo stesso font, la stessa dimensione (sic) del testo principe. E fino alla fine, sprovvisti dello sguardo superiore con il quale guardare al nostro mondo, al modello di universo a tre (quasi quattro...pigreco, dunque!) dimensioni, relegati nell'inganno percettivo che Rucker sembra denunciare, nella metafora del Quadrato che non riesce a spiegare ai propri concittadini il suo mondo superiore (il nostro), sembra impossibile per noi capire. O anche solo vedere. Ci viene in aiuto, all'insaputa di Rucker, la videoarte, con Zbigniew "Zbig" Rybczynski e la sua "The Fourth Dimension", potenziale video-integrazione di questo bel libro e di dis-integrazione di quel concetto di realtà per chiunque di noi piuttosto vago: http://www.dailymotion.com/video/xjbiop_zbigniew-rybczynski-the-fourth-dimention_shortfilms?fbc=638

    ha scritto il 

  • 3

    Beh, forse è un po' più di così così... diciamo che il vero giudizio sarebbe "bellino" o "non male". Non che Rudy Rucker (di cui ho amato tantissimo il visionario romanzo "Luce Bianca") non sia un mat ...continua

    Beh, forse è un po' più di così così... diciamo che il vero giudizio sarebbe "bellino" o "non male". Non che Rudy Rucker (di cui ho amato tantissimo il visionario romanzo "Luce Bianca") non sia un matematico in gamba... anzi, ha una capacità divulgativa fuori dal comune, se consideriamo la complessità dell'argomento, riuscendo a dare persino spunti su come visualizzare un'ipotetica quarta dimensione (roba da emicrania)... Quindi cos'ha che non va questo libro? Io penso la struttura.. le citazioni letterarie e i simpatici (a volte) disegni appesantiscono di molto la lettura e purtroppo Rucker ha il vizio di piazzarli in posti strategici che sembrano studiati per spezzare l'attenzione. Certo, non tutti possono essere geniali nell'unire narrativa, scienza, matematica e ironia quanto lo è stato Hofstadter nel suo leggendario "Godel, Escher, Bach", ma magari, se Rucker avesse tenuto presente la lezione del suo collega, avrebbe ottenuto un libro molto migliore, perché quando si scrive, la forma conta quanto i contenuti!!

    ha scritto il 

  • 1

    Da dove è possibile vedere meglio se non dall'alto? A giudicare dai primi capitoli sembra questo libro lo scalino verso la 5a dimensione, la più vicina per apprezzare davvero la 4a ;) Purtroppo poi il ...continua

    Da dove è possibile vedere meglio se non dall'alto? A giudicare dai primi capitoli sembra questo libro lo scalino verso la 5a dimensione, la più vicina per apprezzare davvero la 4a ;) Purtroppo poi il testo si rivela una delusione. La buona idea iniziale, vedere la nuova dimensione da differenti punti di vista, ci porta in realtà verso un'aurea di esoterismo latente che culmina in un commento ad una pratica divinatoria inaccettabile per qualunque mente razionale per quanto aperta!

    ha scritto il 

  • 3

    L'obiettivo di partenza, motivo per cui ho comperato questo libro, era non poco ambizioso: riuscire finalmente non solo a pensarla, ma anche a visualizzarla, questa benedetta quarta dimensione.
    Non ch ...continua

    L'obiettivo di partenza, motivo per cui ho comperato questo libro, era non poco ambizioso: riuscire finalmente non solo a pensarla, ma anche a visualizzarla, questa benedetta quarta dimensione.
    Non che ci sia riuscito; ma il testo offre ottimi spunti d'esercizio e riesce a mantenere l'interesse lungo i diversi argomenti che tocca.
    Unico neo, la quantità di immagini inutili (e pure bruttine) che "sporcano" le pagine e la presentazione di lunghe e numerose citazioni piazzate nel bel mezzo della pagina, citazioni che spesso interrompono il corso della lettura.

    ha scritto il 

  • 2

    Peccato...

    Peccato, sarebbe potuta persino essere un'opera interessante, non fosse per tutto quello sproloquiare di fenomeni trascendenti, in fin dei conti si ha la netta impressione di avere a che fare con un i ...continua

    Peccato, sarebbe potuta persino essere un'opera interessante, non fosse per tutto quello sproloquiare di fenomeni trascendenti, in fin dei conti si ha la netta impressione di avere a che fare con un imbonitore da fiera, che con alcuni noti trucchi gabelli agli sprovveduti le solite patacche.
    Dico peccato perché la sfida era eccitante e leggendo le prime pagine si ha una buona sensazione, con i riferimenti a Flatland di Abbot ed a Attraverso lo specchio di Carroll.
    Non credo sia chiedere la luna il pretendere un briciolo di rigore non dico scientifico, ma almeno argomentativo quando si affronta un argomento complesso ed oggettivamente al limite, il rischio è evidentemente quello di scadere nel ridicolo, o peggio, nel banale e nel trito e qui non ci si fa mancare niente.
    La cosa peggiore del libro è che Adelphi ha pensato bene di metterlo nella collana "scientifica", davvero il colmo del ridicolo.

    ha scritto il 

  • 2

    Deludente. Molto dispersivo, e non sono riuscito a trovare un vero filo conduttore. Secondo me non è un vero libro di divulgazioen scientifica. Eppoi l'ultimo capitolo mi pare davvero debole, anche da ...continua

    Deludente. Molto dispersivo, e non sono riuscito a trovare un vero filo conduttore. Secondo me non è un vero libro di divulgazioen scientifica. Eppoi l'ultimo capitolo mi pare davvero debole, anche dal punto di vista logico

    ha scritto il