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La quarta verità

Di

Editore: TEA

3.7
(646)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 764 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco , Svedese

Isbn-10: 885021314X | Isbn-13: 9788850213146 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: A. Tutino , R. Ambrosini

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Oxford, 1663: un luogo e un periodo di grandi fermenti politici, scientifici ereligiosi. Un docente del New College viene trovato morto in circostanzemisteriose. Una ragazza accusata dell'assassinio e condannataall'impiccagione. Quattro testimoni raccontano la loro "verità": un cattolicoveneziano, Marco da Cola; uno studente in medicina, Jack Prestscott; uninsegnante, matematico e teologo, John Wallis; uno studioso dell'antichità,Anthony Wood. Ma uno soltanto di loro dice tutta la verità...
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  • 3

    LA QUARTA VERITA'

    Iain Pears, storico dell’arte inglese, dopo aver lavorato per diversi anni come giornalista, decide di dedicarsi unicamente alla scrittura, principalmente di romanzi a sfondo storico.
    “La quarta verità” è un libro dalla struttura molto particolare: siamo a Oxford, nell’anno 1663 e dopo il ...continua

    Iain Pears, storico dell’arte inglese, dopo aver lavorato per diversi anni come giornalista, decide di dedicarsi unicamente alla scrittura, principalmente di romanzi a sfondo storico.
    “La quarta verità” è un libro dalla struttura molto particolare: siamo a Oxford, nell’anno 1663 e dopo il rovesciamento della monarchia di Cromwell, re Carlo II è ritornato sul trono d’Inghilterra. Un noto professore dell’Università, il Dott. Grove, viene trovato morto nella sua stanza e si sospetta un omicidio. Un fatto gravissimo che suscita clamore e sconcerto nella comunità. Sono quattro i personaggi che ci racconteranno con ottiche diverse la loro versione dei fatti: il “quasi medico” Marco da Cola, veneziano approdato in Inghilterra per risolvere problemi inerenti al commercio del padre, lo studente Jack Prescott il cui nome è stato infangato da un padre dichiarato traditore a causa di prove schiaccianti, il matematico John Wallis massimo esperto in decrittazione, Anthony Wood storico e studioso dell’antichità.
    Ognuno di loro, presente sul luogo al momento dei fatti, ci dirà la sua verità con dovizia di particolari, ma tre di loro mentono e uno solo è sincero e autentico nel presentare la realtà oggettiva dei fatti. Ma soprattutto ci parleranno dell’enigmatica Sara Blundy, una donna misteriosa circondata da un alone di magia, capace di tessere intorno ai narratori delle vicende un influsso che inconsapevolmente li attrae, richiamandoli ad incrociare le loro vite con la sua. Presentato come un thriller storico (senza il ritmo attribuibile ad un thriller) il libro presenta un intreccio fitto di avvenimenti e personaggi: omicidi, spionaggio, filosofia, storia, medicina e soprannaturale. Sono i tempi in cui la lotta tra i sostenitori del movimento scientifico e quelli del metodo filosofico e teologico ha raggiunto il suo apice. Nella trama coesistono molti personaggi realmente vissuti (come il filosofo Locke, il padre della chimica Boyle, numerosi personaggi che influirono sulla politica del tempo come il segretario del Consiglio di Stato di Cromwell, John Thurloe, in seguito organizzatore di un forte sistema di spionaggio) e alcuni personaggi di fantasia come quello di Sara Blundy o di Jack Prescott, anche se ispirati alle vicende di personaggi dell’epoca.
    757 pagine fitte fitte, dense di dettagli e circostanze che arricchiscono sempre più la storia rendendola però, ad un certo punto, caotica ed eccessiva nella sua lunghezza e aggiungendo una difficoltà crescente di gestione di nomi e informazioni che spesso costringono a scorrere le pagine con una velocità più alta del dovuto per non incorrere in disagio e perdita di pazienza. Nonostante la buona scrittura, il libro a volte si inceppa perdendo armonia e soprattutto nella parte riguardante gli intrighi politici e le dissertazioni filosofico religiose annoia chi, come me, non conosce a fondo le vicende storiche di quel periodo di storia inglese. E’ quindi con fatica che si arriva alle pagine finali dove l’autore riscatta la nostra confusione esponendoci nel finale, in modo chiaro e preciso, la realtà dei fatti circostanziata con minuzia. Forse qualche pagina in meno avrebbe fatto la differenza e non per questo avrebbe sminuito il gran lavoro di ricerca e la cultura storica dell’autore che è chiaramente palese dalla prima all’ultima pagina.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro che rispecchia perfettamente la mentalità dell'epoca, che, nonostante le innovazioni scientifiche resta ancorata alla religione e alle superstizioni popolari.
    I veri eroi del romanzo non sono i quattro narratori, ognuno con i propri difetti e le proprie debolezze, ma le donne, cond ...continua

    Un libro che rispecchia perfettamente la mentalità dell'epoca, che, nonostante le innovazioni scientifiche resta ancorata alla religione e alle superstizioni popolari.
    I veri eroi del romanzo non sono i quattro narratori, ognuno con i propri difetti e le proprie debolezze, ma le donne, condannate e malviste dagli uomini e disposte ugualmente a perdonarli.

    ha scritto il 

  • 3

    Non è proprio il mio genere

    In sè, come idea, non è affatto male, sembra quasi un libro game con molteplici finali a disposizione, ma è lo stile che, a parer mio, lascia un po' a desiderare.
    Forse perchè ambientato nell'Inghilterra del 1600, si usa un tono narrante proprio di quell'epoca, un modo di descrivere le scen ...continua

    In sè, come idea, non è affatto male, sembra quasi un libro game con molteplici finali a disposizione, ma è lo stile che, a parer mio, lascia un po' a desiderare.
    Forse perchè ambientato nell'Inghilterra del 1600, si usa un tono narrante proprio di quell'epoca, un modo di descrivere le scene pedante e prolisso, con il risultato di annoiare e far desiderare di arrivare alla fine il prima possibile, non per scoprire come va a finire, ma per finire finalmente la lettura...
    Non credo che leggerò altri libri di questo autore, ma dagli amanti di questo tipo di scrittura scommetto che questo libro sarà molto apprezzato, come ho detto, la trama non è affatto male.
    Una ragazza viene accusata di stregoneria e verrà giustiziata, il libro è diviso in quattro parti, ognuna con una voce narrante diversa, ognuna racconta una versione della verità...da qui il titolo del libro.
    L'ultima verità, la quarta, sarà la "vera verità" e svelerà cosa è realmente accaduto.
    Durante tutto il libro il lettore si fa diverse idee e verrà sicuramwnte smentito, mi spiace davvero che questo libro sia scritto con questo stile che io non apprezzo per nulla, perchè altrimenti mi sarebbe piaciuto molto.

    ha scritto il 

  • 4

    Thriller storico ( 1600 )Lo stesso omicidio,visto e raccontato da 4 persone.Ognuno lo descrive in modo diverso raccontando la propria versione,ma solo uno dice la verità.Ben ambientato e scritto bene,lettura piacevole

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro con una struttura particolare; un fatto raccontato da quattro persone diverse: Marco da Cola gentiluomo veneziano,Jack Prestcott giovane rampollo di una famiglia decaduta questi sono due personaggi inventati.
    Mentre le atre due voci John Wallis e Anthony Wood sono due studiosi vera ...continua

    Un libro con una struttura particolare; un fatto raccontato da quattro persone diverse: Marco da Cola gentiluomo veneziano,Jack Prestcott giovane rampollo di una famiglia decaduta questi sono due personaggi inventati.
    Mentre le atre due voci John Wallis e Anthony Wood sono due studiosi veramente esistiti specializzati in campi discipline diversenell'Inghilterra della restaurazione.
    Tutto ruota intorno alla figura di Sara Blundy e qui abbiamo anche un pizzico di sopranaturale che per i tempi narrati non disturba.
    Un intreccio un po' complicato da seguire ma veramente gradevole: omicidio, spionaggio,storia, medicina, che fa inorridire ma anche sorridere.

    ha scritto il 

  • 0

    Non avrei voluto ma non ce la faccio più, devo abbandonarlo... la noia ha preso il sopravvento sulla curiosità di sapere chi ha ucciso il povero dottor Grove, probabilmente, se avesse letto i resoconti dei personaggi vari, sarebbe morto di noia anche lui!

    ha scritto il 

  • 0

    La stessa storia raccontata da tre personaggi si dipana per 700 pagine acquistando da una parte sempre piu' particolari,ma dall'altra rivelando un intreccio che per quanto affascinante diventa sempre piu' caotico e fuorviante. Ed e' questa incapacita' a tenere le fila di tanti diversi 'punti di v ...continua

    La stessa storia raccontata da tre personaggi si dipana per 700 pagine acquistando da una parte sempre piu' particolari,ma dall'altra rivelando un intreccio che per quanto affascinante diventa sempre piu' caotico e fuorviante. Ed e' questa incapacita' a tenere le fila di tanti diversi 'punti di vista' che si accavallano ,intrecciano, confondono continuamente il difetto peggiore del romanzo. Se fosse stato concentrato in 200 pagine il lettore avrebbe potuto conservare e gestire le decine di informazioni, ma la lunghezza eccessiva e soprattutto il linguaggio scelto dall'autore ne fanno un grosso guazzabuglio.Scritto a tratti con le divagazioni moraleggianti,teologico-scientifiche di un romanzo settecentesco risulta ostico e noioso specialmente nelle prime 150 pagine dove l'insipiente banalita' del racconto non aiuta certo il lettore.Quando la trama viene ripresa dal secondo personaggio la storia comincia a prendere, anche se il linguaggio costringe spesso l'occhio a scorrere veloce su intere pagine.( Certi giochi di stile sono alla portata di un Umberto eco e pochi altri, non certo di Iain Pears.)Un bel romanzo mancato forse per un eccessivo sforzo di composizione della sua struttura.

    ha scritto il 

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