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La quinta donna

Le inchieste del commissario Wallander 6

Di

Editore: Marsilio

4.0
(1194)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 560 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Svedese , Spagnolo , Francese , Sloveno , Olandese , Polacco , Portoghese

Isbn-10: 8831706691 | Isbn-13: 9788831706698 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Giorgio Puleo

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , eBook

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Maggio 1993: in Algeria i fondamentalisti islamici uccidono quattro suore. La quinta donna massacrata è una turista svedese. La polizia algerina cerca di insabbiare il caso. Settembre 1994: una serie di delitti scuote il sud della Svezia. Omicidi crudeli, perpetrati con una tecnica che non lascia dubbi sull'esistenza di un unico colpevole. Tocca ancora al commissario Kurt Wallander aprire un faticoso spiraglio tra le indagini e mettere insieme i pezzi di una storia incredibile.
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  • 5

    dopo aver letto il primo libro di Mankell dissi che non ne avrei mai più letto un altro (forse perchè era la pirma inchiesta e quindi i meccanismi non erano ancora ben oliati?). Poi un amico me ne ha prestato un altro e da lì è partito l'amore per questo autore e per il suo commissario. Un commis ...continua

    dopo aver letto il primo libro di Mankell dissi che non ne avrei mai più letto un altro (forse perchè era la pirma inchiesta e quindi i meccanismi non erano ancora ben oliati?). Poi un amico me ne ha prestato un altro e da lì è partito l'amore per questo autore e per il suo commissario. Un commissario così diverso dai detective americani: cavalieri dalla scintillante armatura, uomini tutti d'un pezzo senza dubbi e incertezze). Wallander è un uomo dei nostri giorni che vive tutte le paure e le incertezze dell'uomo moderno e le vive facendo un mestiere che lo porta a contatto con la parte più brutta dell'umanità. Un libro ben congeniato che crea suspence dalla prima all'ultima pagina. E adesso sotto con un'altra inchiesta

    ha scritto il 

  • 5

    "Come mai tutto è diventato così terribile?"

    Non è un gran periodo per il commissario Wallander, non ha avuto nemmeno il tempo di accantonare l'ultimo caso, quando improvvisamnete muore suo padre... "Doveva succedere più tardi. Non ora. Non in quel modo."
    ... ma non c'è mai un tempo giusto, inevitabilmente le parole non dette rimarran ...continua

    Non è un gran periodo per il commissario Wallander, non ha avuto nemmeno il tempo di accantonare l'ultimo caso, quando improvvisamnete muore suo padre... "Doveva succedere più tardi. Non ora. Non in quel modo."
    ... ma non c'è mai un tempo giusto, inevitabilmente le parole non dette rimarranno sospese e le risposte non arriveranno più, si sentirà solo un grande vuoto che il tempo riempirà con qualche ricordo.
    Questa è una storia di violenze, soprusi, botte, silenzi e paura, donne che raramente riescono a difendersi, e se riescono a farlo difficilmente riusciranno a dimenticare.
    Un passato che ritorna, una miccia che si accende, una rabbia che esplode in vendetta.
    Indagini estenuanti, niente viene lasciato al caso nemmeno in questa indagine, la gente è sempre più spaventata ed esasperata, il commissario e la sua squadra dovranno vedersela anche con alcuni cittadini che si organizzano in ronde di autodifesa.
    ... e poi una fine c'è sempre, per quanto amara, ma arriva, tristezza e sensi di colpa non mancheranno a questo commissario sempre più solo e disilluso, purtroppo niente è mai o quasi mai... prevedibile.

    grazie 28,08,14

    ha scritto il 

  • 5

    Capolavoro!

    Cinque stelle? Troppo poche per esprimere il mio giudizio su questo capitolo della saga di Wallander! Guai a chi, amando i gialli raffinati che Mankell sa costruire con grande maestria, non legge questo romanzo!

    ha scritto il 

  • 4

    Otra espléndida novela negra.
    Mankell vuelve a demostrar que es uno de los grandes.
    La inquietante y angustiosa trama, viene acompañada de una gran labor de investigación policial por parte de todo el equipo.
    La acción y el suspense se entremezclan con la vertiginosa vida del in ...continua

    Otra espléndida novela negra.
    Mankell vuelve a demostrar que es uno de los grandes.
    La inquietante y angustiosa trama, viene acompañada de una gran labor de investigación policial por parte de todo el equipo.
    La acción y el suspense se entremezclan con la vertiginosa vida del inspector Wallander, haciéndonosle cada vez más cercano, ameno y entrañable.
    Esta serie en su conjunto es francamente buena y recomendable.

    ha scritto il 

  • 0

    Il tempo della morte sembra essere lunghissimo. Forse più lungo del tempo della vita.

    Noi Italiani non sapremo venderci e avremo il brutto vizio di mettere in piazza solo le cose negative, ma non si può dire che gli Svedesi siano da meno.
    Questo romanzo del 1996 esprime un pun ...continua

    Il tempo della morte sembra essere lunghissimo. Forse più lungo del tempo della vita.

    Noi Italiani non sapremo venderci e avremo il brutto vizio di mettere in piazza solo le cose negative, ma non si può dire che gli Svedesi siano da meno.
    Questo romanzo del 1996 esprime un punto di vista, che si ritrova in tutta la letteratura di genere proveniente dalla Svezia ancora oggi, molto duro: che la Svezia non sia altro che un grande bluff, una società apparentemente idilliaca, pacificata da decenni di socialdemocrazia, che fa da facciata a un disagio che inesorabilmente impregna l’intero tessuto sociale. Incomunicabilità, violenza repressa, desiderio di farsi giustizia da sé, sfiducia nelle istituzioni.
    Mankel esplora tutto questo sottobosco, in cui maturano i delitti su cui Kurt Wallander deve indagare, ma che può produrre conseguenze ancora più devastanti.
    Forse un po’ pletorico, comunque ben scritto, “La quinta donna” è una bella lettura anche quando divaga oltre la trama gialla: personaggi ben costruiti, divagazioni storiche e sociologiche, ne fanno un ottimo romanzo a prescindere dall’intreccio, che è comunque appassionante. E non semplice: non si tratta di un giallo manicheo dove ci sono i buoni e i cattivi.
    Un ulteriore punto a favore dell’idea che questi scrittori svedesi ci vogliono dire qualcosa. Tutta questa inquietudine non può essere semplice fiction.

    Del resto, l’obiettivo ultimo del lavoro di un poliziotto era di riuscire a interpretare i segni dei tempi. Capire i cambiamenti, interpretare i movimenti della società.
    Per estensione, è quello che deve fare anche un bravo scrittore di gialli.

    ha scritto il 

  • 4

    e 1/2

    Indagini lunghe e minuziose per scartare montagne di indizi inutili e fuorvianti, in snervante attesa dell'unico elemento che consentirà la svolta verso la soluzione del caso.
    Sensazioni, istinto, duro lavoro, santa pazienza.
    E intanto appuntamenti dall'oculista e dal meccanico, la ri ...continua

    Indagini lunghe e minuziose per scartare montagne di indizi inutili e fuorvianti, in snervante attesa dell'unico elemento che consentirà la svolta verso la soluzione del caso.
    Sensazioni, istinto, duro lavoro, santa pazienza.
    E intanto appuntamenti dall'oculista e dal meccanico, la ricerca di una baby sitter o di una casa nuova, la telefonata sempre rimandata a una persona cara, calzini bucati, cosa mangio a pranzo...
    L'assurda atrocità degli omicidi compiuti nella piccola città di Ystad (che dopo tre libri comincia ad avere un tasso di violenza simile a San Pedro Sula) viene compensata dalla realistica narrazione di Mankell che ti trascina nelle vicende grazie ai suoi personaggi così simili alla gente comune che finisci per considerarli dei veri amici.
    A proposito Kurt: un grande abbraccio per quello che ti succede in questa storia.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    bello, ma ho alcuni dubbi...

    ...cioè: perchè tutta la trafila del personaggio mercenario omosessuale (credo che a questo tema siano dedicate almeno 150 pagg delle quasi 600 del romanzo), se poi non c'entra assolutamente niente con la storia? Perchè il vecchio poeta-ornitologo-bastardo aveva 'sto diario in cassaforte e pure l ...continua

    ...cioè: perchè tutta la trafila del personaggio mercenario omosessuale (credo che a questo tema siano dedicate almeno 150 pagg delle quasi 600 del romanzo), se poi non c'entra assolutamente niente con la storia? Perchè il vecchio poeta-ornitologo-bastardo aveva 'sto diario in cassaforte e pure la testa imbalsamata? Da nessuna parte c'è uno straccio di connessione con le motivazioni di tutta la storia... Uffa! Non mi piace restare con degli interrogativi aperti in un romanzo poliziesco: i gialli si leggono anche per questo: la soddisfazione di vedere tutte le tessere del puzzle che, alla fine, si incastrano per dare una visione d'insieme che cambia e fa comprendere tutte le precedenti... per restare in sospeso dovrei leggere dei saggi di filosofia!
    Però Mankell è sempre davvero bravo e piacevole da leggere e da "seguire" nei suoi percorsi mentali!

    ha scritto il 

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