La quinta stagione

di | Editore: Rizzoli
Voto medio di 192
| 29 contributi totali di cui 24 recensioni , 5 citazioni , 0 immagini , 0 note , 0 video
Il maresciallo dei carabinieri Pietro Binda è in pensione, soffre per lalontananza del figlio Umberto che lavora a Londra e pare si sia dimenticato dilui, ma riesce a farsi coinvolgere in un'indagine che rischia di costargli lavita. Una sua ve ...Continua
Raph
Ha scritto il 04/12/17
Scorrevole

Un libro che si fa leggere,un personaggio d'altri tempi ambientato in altri tempi. Lettura non impegnativa ma interessante

Simona dalle...
Ha scritto il 29/11/13
Il capolavoro di Colaprico. Ha quello stile antico che non fa concessioni alle mode contemporanee, ma forse proprio per questo stride maggiormente con il vero tema del romanzo: come si è ridotta l'Italia di oggi e quanto faticano i suoi vecchi abitan...Continua
Stefanino
Ha scritto il 24/10/12
"Pensò che tutti gli esseri umani sono geneticamente programmati a lottare per la sopravvivenza. Non per il potere o per la ricchezza. «È questo che i ricchi e i potenti non capiranno mai. L'avidità è il loro pane, campare la vita è il nostro»" ...Continua
ziacassie
Ha scritto il 02/02/12
Un'altra avventura per Binda, maresciallo dei carabinieri in pensione, questa volta a contatto con una banda di feroci albanesi, ambientata nella milano di oggi. Colaprico scrive un romanzo, ma potrebbe benissimo trattarsi di un episodio di cronaca. ...Continua
mafalda0250
Ha scritto il 04/10/11
Il maresciallo Binda invecchia

Bel racconto serrato, dove Colaprico con la consueta maestria descrive l'ambiente della criminalità milanese e si permette anche il colpo di scena finale.
La vecchiaia del maresciallo viene descritta con affettuosa partecipazione.


Shabby
Ha scritto il Nov 16, 2010, 12:40
Il suo tempo era stato speso per gli altri e, adesso che gli altri non avevano più bisogno, faticava a riconoscere se stesso.
Pag. 205
Shabby
Ha scritto il Nov 16, 2010, 12:39
Ecco, ai nostri tempi la libertà era fatta di piccole conquiste, non c'era questo delirio di dover esplorare i limiti estremi dove possiamo spingerci con il sesso, con le droghe, con la velocità, come vedo purtroppo fare agli amici delle mie figlie....Continua
Pag. 192
Shabby
Ha scritto il Nov 16, 2010, 12:37
Sul muro, appena sotto la rampa, si leggeva una scritta in pennarello: "non pensare/se pensi ricordi/e se ricordi/piangi".
Pag. 181
Shabby
Ha scritto il Nov 16, 2010, 08:02
Erano state sedi di apparecchi elettrogeni, capannoni, caldaie, sedi di magazzini dove gli uomini un tempo sudavano, lavoravano, producevano, credevano, sì, avevano fiducia nel futuro e avrebbero comprato i libri ai figli. Quei capannoni diroccati er...Continua
Pag. 158
Shabby
Ha scritto il Nov 16, 2010, 07:26
Ci doveva riuscire. S'incitò ad agire. Pensò che tutti gli esseri umani sono geneticamente programmati a lottare per la sopravvivenza. Non per il potere o per la ricchezza. "E' questo che i ricchi e i potenti non capiranno mai. L'avidità è il loro pa...Continua
Pag. 174

- TIPS -
Nessun elemento trovato
Aggiungi per primo una immagine!

- TIPS -
Nessun elemento trovato
Aggiungi per primo una nota!

- TIPS -
Nessun elemento trovato
Aggiungi per primo un video!

Lorem Ipsum Color sit Amet
di Nome Autore
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur Suspendisse varius consequat feugiat.
Scheda libro
Aggiungi