La ragazza dai capelli strani

Di

Editore: Minimum Fax

3.9
(2156)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 216 | Formato: eBook | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: 8875213100 | Isbn-13: 9788875213107 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Martina Testa

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
Formato EPUB
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  • 4

    Pochissimi di noi hanno un bagaglio culturale sufficiente a comprendere le cose ovvie.

    Julie scuote la testa. - Puoi raccontare che avevi otto anni. Tuo fratello stava sempre zitto e aveva cinque anni. Racconta che il viso di tua madre le era appassito addosso, che prima gli uomini e po ...continua

    Julie scuote la testa. - Puoi raccontare che avevi otto anni. Tuo fratello stava sempre zitto e aveva cinque anni. Racconta che il viso di tua madre le era appassito addosso, che prima gli uomini e poi se stessa l’avevano resa orribile. Che il suo viso era appassito per amore di un uomo indifferente e silenzioso che ti ha lasciata per sempre appoggiata a uno steccato di legno vicino all’autostrada. Racconta di come tua madre ti ha lasciata vicino a un campo di erba secca. Racconta che il campo, il cielo, l’autostrada, ogni cosa aveva il colore del bucato vecchio. Racconta che la tua mano è stata appoggiata a un palo tutto il giorno, la tua mano e la mano pallida di un bambino malato, aspettando qualcuno che prima, ogni volta, era sempre tornato. Faye sta mettendo la cipria.
    - Racconta che c’era una mucca, - Julie deglutisce. - Stava nel campo, vicino al recinto su cui tu tenevi appoggiata la mano. Racconta che la mucca è rimasta lì tutto il giorno, continuando a masticare qualcosa che aveva ingoiato chissà da quanto, e ti guardava. Racconta che il muso della mucca non aveva espressione. E che è rimasta lì tutto il giorno a guardarti con un muso enorme senza nessuna espressione -.
    Julie sospira. -Racconta come tutto questo a un certo punto ti ha fatto venire voglia di urlare. Il vento sembra che urli. Stare lì con la mano appoggiata a uno steccato di legno tutto il giorno con un bambino che è il silenzio impersonificato. Che può, e tu lo sai, restare lì per sempre, ad aspettare l’unica macchina che conosce, senza poterci capire mai niente. E una mucca che sta lì e ti guarda, nello stesso modo in cui guarda ogni altra cosa.
    Faye con un fazzoletto le toglie la cipria in eccesso. Poi Julie si asciuga il rossetto.
    - Racconta che ancora adesso non sopporti gli animali, perché il muso degli animali è senza espressione. Non c’è la minima possibilità che ne abbiano una. Di’ loro di guardare, ma veramente, il muso di un animale, una volta.
    Faye passa un pettine nei capelli morbidi e bagnati di Julie. Julie guarda Faye attraverso lo specchio incorniciato da lampadine.
    - Poi di’ loro di provare a guardare da vicino le facce degli uomini. Di’ loro di restare perfettamente immobili, per un po’, e di guardare dritto in faccia un uomo. La faccia di un uomo non ha niente. Guarda da vicino. Di’ loro di guardare. E non pensare a come si muove la faccia - le facce degli uomini non smettono mai di muoversi, sono come le antenne. Ma non fanno altro che muoversi tra differenti configurazioni di inespressività. Faye cerca gli occhi di Julie nello specchio. Julie dice: - Racconta che non esistono buchi dove infilare le dita nelle facce degli uomini. Racconta che forse speri di riuscire a non amare mai quel che non puoi afferrare. [...]
    - Te lo ricordi? Ricordi l'oceano? Il nostro oceano all'alba, come lo adoravamo? Lo adoravamo perchè era come noi, Faye. L'oceano era una cosa ovvia. Noi siamo rimaste a guardare una cosa ovvia, per tutto il tempo. - Sfiora un capezzolo di Faye, in modo troppo soffice perchè Faye possa accorgersene - Gli oceani sono solo oceani quando si muovono, - sussurra Julie. - Sono le onde a fare in modo che gli oceani non siano soltanto pozzanghere gigantesche. Gli oceani sono le loro onde. E ogni onda dell'oceano incontrerà alla fine quello verso cui si muove, e allora si potrà infrangere. Tutto ciò che vedevamo, tutto il tempo che chiedevi, era ovvio. Anche una poesia era ovvia perchè era come noi. Guarda le cose in questo modo, Faye. La tua stessa faccia si muove con espressione. Un'onda, che si infrange su uno scoglio, rinunciando alla sua forma in un gesto che è espressione di quella forma. Capisci?

    ha scritto il 

  • 1

    Viene descritto come un genio ma a me non ha particolarmente entusiasmato. Lo stile narrativo è effettivamente originale e i personaggi raffigurano un quadro di umanità grottesca e afflitta dalla soli ...continua

    Viene descritto come un genio ma a me non ha particolarmente entusiasmato. Lo stile narrativo è effettivamente originale e i personaggi raffigurano un quadro di umanità grottesca e afflitta dalla solitudine ma non è stato facile prendere il giusto ritmo di lettura, spesso non era mi era chiaro dove i racconti volessero andassero a parare, forse da nessuna parte… ecco il colpo di genio.
    Chissà se leggerò un romanzo più lungo, al momento non credo.

    ha scritto il 

  • 3

    ci sono alcuni racconti strepitosi, il primo ad esempio, ma non tutti sono alla stessa altezza. devo dire che mi aspettavo di più da questa raccolta, approfondirò comunque ulteriormente DFW

    ha scritto il 

  • 4

    Raccolta di racconti decisamente innovativa, per contenuti e per stile. Quello che presta il titolo alla raccolta è quello che ho apprezzato di meno ma "Lyndon", "Da una parte all'altra", "Piccoli ani ...continua

    Raccolta di racconti decisamente innovativa, per contenuti e per stile. Quello che presta il titolo alla raccolta è quello che ho apprezzato di meno ma "Lyndon", "Da una parte all'altra", "Piccoli animali senza espressione" e "Dire mai" sono delle chicche oltre, naturalmente, a quello che chiude il libro ("È tutto verde", una paginetta e mezza in tutto che alcuni sostengono fosse dedicato non a una donna ma alla scrittura, l'unica vera musa di DFW.

    ha scritto il 

  • 3

    E' una prova da maestro. Una specie di klavierbuch che contiene una serie di pezzi per saggiare l'abilità dello scrittore nel variare lo stile narrativo in base alle qualità, al carattere, alla fisici ...continua

    E' una prova da maestro. Una specie di klavierbuch che contiene una serie di pezzi per saggiare l'abilità dello scrittore nel variare lo stile narrativo in base alle qualità, al carattere, alla fisicità dei personaggi descritti. Ma, a parte le capacità tecniche, in questi ritratti c'è sempre qualcosa fuori posto, qualcosa che stride, un particolare psicologico che contrasta con il paziente lavoro di cesello desecrittivo per il quale tutto sembrerebbe a posto e ben levigato. All'inizio sembrano solo dei bei racconti, scritti molto bene, poi si avverte qualcosa che contrasta e che man mano diventa più evidente. Qualcosa che rende instabile l'equilibrio ed è proprio quel "qualcosa" a rendere piacevoli questi pezzi.

    ha scritto il 

  • 4

    Il racconto che dà il titolo all'intera raccolta mi ha ricordato, per lo stile e per il tema, certe parti del mio amato Infinite Jest. Bei ricordi.
    L'ultimo racconto, "Piccoli animali senza espression ...continua

    Il racconto che dà il titolo all'intera raccolta mi ha ricordato, per lo stile e per il tema, certe parti del mio amato Infinite Jest. Bei ricordi.
    L'ultimo racconto, "Piccoli animali senza espressione" è di una bellezza disarmante, davvero. Non ho altre parole per descriverlo.
    Degno di nota anche "Dire mai" e simpatico "La mia apparizione in TV".
    Wallace ha iniziato proprio bene, non c'è che dire.

    ha scritto il 

  • 3

    3 stelline striminzite.

    Primo approccio con David Foster Wallace -più spesso abbreviato in DFW.
    Ho scelto questo libro di racconti del tutto a caso (no, in realtà era l'unico che c'era in biblioteca, a parte 'Infinite Jest', ...continua

    Primo approccio con David Foster Wallace -più spesso abbreviato in DFW.
    Ho scelto questo libro di racconti del tutto a caso (no, in realtà era l'unico che c'era in biblioteca, a parte 'Infinite Jest', che prevedo di leggere, ma anche non adesso).
    Vengono quindi narrate sette storie diverse:
    -Lyndon
    -E menomale che il Resonsabile delle Vendite sapeva fare il massaggio cardiaco
    -La mia apparizione in TV
    -La ragazza con i capelli strani
    -Dire mai
    -E' tutto verde
    -Piccoli animali senza espressione.

    Diciamo che Wallace, per me, è già partito male con il primo racconto. L'ho trovato noioso, l'ho letto pochi giorni fa e neanche lo ricordo più. Con il secondo non è migliorato, in quanto l'ho trovato futile, proprio inutile. Il terzo racconto è passabile, dato che narra del David Letterman Show ed io ne sono un'appassionata (non è comunque niente di che). Il quarto racconto -che da titolo all'opera- l'ho trovato parecchio "Bukowski style", e non amando particolarmente la scrittura volgare e tutta 'droga/sesso/personaggisballati' non è che mi sia piaiuto granchè. Con il quinto racconto, finalmente, ci siamo. L'ho trovato molto malinconico e dolce, la descrizione dell'affetto tra i due anziani personaggi è davvero tenera, e molto triste e controversa la storia di Lenny. Il sesto è un po' nonsense, non sono sicura di averlo capito bene. E l'ultimo, come il quinto, è una piccola perla, davvero poetico.

    Per cui, ricapitolando: due racconti mi sono piaiuti molto, gli altri mi son rimasti bene o male indifferenti (o non mi son piaciuti). Sicuramente leggerò altro, magari un romanzo, per capire meglio questo scrittore che, ricordiamolo, si è suicidato a soli 46 anni. E quando una persona fa un gesto simile, molto probabilmente lascia delle tracce nei sui scritti. Io voglio scovarle.

    ha scritto il 

  • 4

    L'origine di un genio

    Questi racconti introducono al mondo letterario di David Foster Wallace. E fin da subito si tratta di un mondo non facile ma incredibilmente affascinante. Due racconti su tutti Lyndon e piccoli aniame ...continua

    Questi racconti introducono al mondo letterario di David Foster Wallace. E fin da subito si tratta di un mondo non facile ma incredibilmente affascinante. Due racconti su tutti Lyndon e piccoli aniameli senza espressione i cui risalta prepotentemente la prosa fredda e alienata ma al contempo profonda e rivelatrice di Wallace. In questi racconti c'è la sua vita, quella di un giovane cresciuto nell'era dell'intrattenimento televisivo, della cultura pop, dell'alienazione e dell'abuso di sostanze psicotrope.
    Leggendi i racconti sembra di leggere a tratti DeLillo, McCarthy, Carver; sembra essere uno straordinario imitatore di stili con la sua impronta stilistica sempre in primo piano. E' difficile, a volte frustrante leggere e capire DFW perchè la sua prosa è iperbolica, con un linguaggio ricercato e ambigua ma, con la dovuta pazienza e una volta imparato il modo in cui leggerlo regala quella soddisfazione ch eogni lettore cerca quando apre un libro. Che tragedia la sua prematura perdita, chissà quanto altro di merviglioso ci avrebbe regalato.

    ha scritto il 

  • 4

    Da leggere

    Dopo aver a lungo tergiversato ho deciso di "attaccare" Wallace partendo da una raccolta di racconti, in quanto i suoi romanzi, tutt'ora, mi spaventano un po'.
    In questa raccolta ho trovato una voce i ...continua

    Dopo aver a lungo tergiversato ho deciso di "attaccare" Wallace partendo da una raccolta di racconti, in quanto i suoi romanzi, tutt'ora, mi spaventano un po'.
    In questa raccolta ho trovato una voce interessante che in alcuni racconti mi è parso uno strano muscuglio fra Ammaniti e Safran Foer. Il libro è, ovviamente, disomogeneo nella qualità, ma vale assolutamente la pena conoscere questo scrittore fra le cui righe ho letto un acume ed una vitalità non indifferenti.
    Prima o poi forse affronterò i suo conclamati capolavori, ma intanto, questo primo incontro, direi che è andato ottimamente.

    ha scritto il 

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