La ragazza dai capelli strani

Di

Editore: Minimum Fax

3.9
(2216)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 216 | Formato: eBook | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: 8875213100 | Isbn-13: 9788875213107 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Martina Testa

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Scienze Sociali

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  • 4

    DFW, decisamente un grande.
    A differenza della gran parte delle raccolte di racconti, che hanno un filo conduttore nei temi o, almeno, nella scrittura, questi racconti sono completamente diversi uno d ...continua

    DFW, decisamente un grande.
    A differenza della gran parte delle raccolte di racconti, che hanno un filo conduttore nei temi o, almeno, nella scrittura, questi racconti sono completamente diversi uno dall’altro, nello stile e nel linguaggio.
    Spiazzanti, innovativi, malinconici, ironici, dissacranti, teneri. Belli.
    I miei preferiti: Piccoli animali senza espressione, Lyndon e La mia apparizione.

    ha scritto il 

  • 4

    Segundo libro de D.F. Wallace que leo, y me reafirmo en mi opinión, su estilo me encanta en cuentos cortos o artículos periodísticos, es a veces agobiante la forma de construir frases sin fin, pero ti ...continua

    Segundo libro de D.F. Wallace que leo, y me reafirmo en mi opinión, su estilo me encanta en cuentos cortos o artículos periodísticos, es a veces agobiante la forma de construir frases sin fin, pero tiene un punto de mala leche e ironía que me encanta. Confunde a veces, con la forma de construir los personajes y su situación a medida que va transcurriendo la historia, por lo que aspectos fundamentales de los protagonistas se revelan más adelante, en ocasiones casi al final, pero en los cuentos cortos no pierdo mucho el hilo.
    Ahora, no me atrevo con sus novelas largas. En esta recopilación todos los cuentos, salvo el último, son cortos, y me ha encantado, pero el último se me ha hecho eterno y muy enrevesado, las tramas se superponen, la elección del vocabulario está realizada para confundir y reírse del lector y los críticos literarios (o al menos eso he interpretado) y aunque ha habido momentos en que me ha fascinado la construcción y la ironía, lo he terminado de leer a duras penas. Por eso creo que no me animaré nunca con las novelas, me gusta leer para que me cuenten una historia, los ejercicios de estilo están bien en pequeñas dosis, no más allá.

    ha scritto il 

  • 4

    Segundo libro publicado por David Foster Wallace después de "La escoba del sistema", aunque este fue el último publicado en español. Es un libro de relatos, diez en total, aunque el último, por su lon ...continua

    Segundo libro publicado por David Foster Wallace después de "La escoba del sistema", aunque este fue el último publicado en español. Es un libro de relatos, diez en total, aunque el último, por su longitud, 162 páginas, podría considerarse una novela corta.

    De difícil lectura alguno de ellos, sorprende como siempre en DFW su profunda erudición, su manera de tratar hechos cotidianos con una capacidad narrativa muy compleja. Todos estos relatos, por el lenguaje, la estructura, la temática, anticipan la monumental, compleja y al mismo tiempo apasionante "La broma infinita".

    Resulta muy difícil hablar de DFW pues como él mismo su obra es tremendamente compleja, o la amas o la odias. Yo estoy por ahí en medio, no se a que carta quedarme.

    ha scritto il 

  • 4

    "Racconta che ancora adesso non sopporti gli animali, perché il muso degli animali è senza espressione. Non c'è la minima possibilità che ne abbiano una.
    Poi dì loro di restare perfettamente immobili, ...continua

    "Racconta che ancora adesso non sopporti gli animali, perché il muso degli animali è senza espressione. Non c'è la minima possibilità che ne abbiano una.
    Poi dì loro di restare perfettamente immobili, per un po', e di guardare dritto la faccia di un uomo. La faccia di un uomo non ha niente. Guarda da vicino. Dì loro di guardare. E non pensare a come muove la faccia - le facce degli uomini non smettono mai di muoversi, sono come antenne. Ma non fanno altro che muoversi tra differenti configurazioni di inespressività.
    Ricordi l'oceano? Il nostro oceano all'alba, come lo adoravamo? Lo adoravamo perché era come noi, Faye. L'oceano era una cosa ovvia. Noi siamo rimaste a guardare una cosa ovvia per tutto il tempo.
    Gli oceani sono solo oceani quando si muovono. Sono le onde a fare in modo che gli oceani non siano soltanto pozzanghere gigantesche. Gli oceani sono le loro onde. E ogni onda dell'oceano incontrerà alla fine quello verso cui si muove, e allora si potrà infrangere.
    La tua stessa faccia si muove con espressione. Un'onda, che si infrange su uno scoglio, rinunciando alla sua forma in un gesto che è espressione di quella forma. Capisci?"

    ha scritto il 

  • 3

    Nove racconti diversi, diversi per argomento, per forma e stile narrativo, per lunghezza (dalla pagina e mezza di “E’ tutto verde” alle più di sessanta di “Lyndon” ), nove modi diversi di interpretare ...continua

    Nove racconti diversi, diversi per argomento, per forma e stile narrativo, per lunghezza (dalla pagina e mezza di “E’ tutto verde” alle più di sessanta di “Lyndon” ), nove modi diversi di interpretare e (forse) esplorare la “forma racconto” da parte di uno scrittore potenzialmente (secondo me non aveva ancora raggiunto la sua piena maturazione neanche dopo “Infinite Jest”) molto grande, allora ancora ai suoi esordi.
    Non è certamente il miglior DFW, ma si legge volentieri, e si fa apprezzare pure tra gli alti e bassi di qualche discontinuità.

    ha scritto il 

  • 5

    Pochissimi di noi hanno un bagaglio culturale sufficiente a comprendere le cose ovvie.

    Julie scuote la testa. - Puoi raccontare che avevi otto anni. Tuo fratello stava sempre zitto e aveva cinque anni. Racconta che il viso di tua madre le era appassito addosso, che prima gli uomini e po ...continua

    Julie scuote la testa. - Puoi raccontare che avevi otto anni. Tuo fratello stava sempre zitto e aveva cinque anni. Racconta che il viso di tua madre le era appassito addosso, che prima gli uomini e poi se stessa l’avevano resa orribile. Che il suo viso era appassito per amore di un uomo indifferente e silenzioso che ti ha lasciata per sempre appoggiata a uno steccato di legno vicino all’autostrada. Racconta di come tua madre ti ha lasciata vicino a un campo di erba secca. Racconta che il campo, il cielo, l’autostrada, ogni cosa aveva il colore del bucato vecchio. Racconta che la tua mano è stata appoggiata a un palo tutto il giorno, la tua mano e la mano pallida di un bambino malato, aspettando qualcuno che prima, ogni volta, era sempre tornato. Faye sta mettendo la cipria.
    - Racconta che c’era una mucca, - Julie deglutisce. - Stava nel campo, vicino al recinto su cui tu tenevi appoggiata la mano. Racconta che la mucca è rimasta lì tutto il giorno, continuando a masticare qualcosa che aveva ingoiato chissà da quanto, e ti guardava. Racconta che il muso della mucca non aveva espressione. E che è rimasta lì tutto il giorno a guardarti con un muso enorme senza nessuna espressione -.
    Julie sospira. -Racconta come tutto questo a un certo punto ti ha fatto venire voglia di urlare. Il vento sembra che urli. Stare lì con la mano appoggiata a uno steccato di legno tutto il giorno con un bambino che è il silenzio impersonificato. Che può, e tu lo sai, restare lì per sempre, ad aspettare l’unica macchina che conosce, senza poterci capire mai niente. E una mucca che sta lì e ti guarda, nello stesso modo in cui guarda ogni altra cosa.
    Faye con un fazzoletto le toglie la cipria in eccesso. Poi Julie si asciuga il rossetto.
    - Racconta che ancora adesso non sopporti gli animali, perché il muso degli animali è senza espressione. Non c’è la minima possibilità che ne abbiano una. Di’ loro di guardare, ma veramente, il muso di un animale, una volta.
    Faye passa un pettine nei capelli morbidi e bagnati di Julie. Julie guarda Faye attraverso lo specchio incorniciato da lampadine.
    - Poi di’ loro di provare a guardare da vicino le facce degli uomini. Di’ loro di restare perfettamente immobili, per un po’, e di guardare dritto in faccia un uomo. La faccia di un uomo non ha niente. Guarda da vicino. Di’ loro di guardare. E non pensare a come si muove la faccia - le facce degli uomini non smettono mai di muoversi, sono come le antenne. Ma non fanno altro che muoversi tra differenti configurazioni di inespressività. Faye cerca gli occhi di Julie nello specchio. Julie dice: - Racconta che non esistono buchi dove infilare le dita nelle facce degli uomini. Racconta che forse speri di riuscire a non amare mai quel che non puoi afferrare. [...]
    - Te lo ricordi? Ricordi l'oceano? Il nostro oceano all'alba, come lo adoravamo? Lo adoravamo perchè era come noi, Faye. L'oceano era una cosa ovvia. Noi siamo rimaste a guardare una cosa ovvia, per tutto il tempo. - Sfiora un capezzolo di Faye, in modo troppo soffice perchè Faye possa accorgersene - Gli oceani sono solo oceani quando si muovono, - sussurra Julie. - Sono le onde a fare in modo che gli oceani non siano soltanto pozzanghere gigantesche. Gli oceani sono le loro onde. E ogni onda dell'oceano incontrerà alla fine quello verso cui si muove, e allora si potrà infrangere. Tutto ciò che vedevamo, tutto il tempo che chiedevi, era ovvio. Anche una poesia era ovvia perchè era come noi. Guarda le cose in questo modo, Faye. La tua stessa faccia si muove con espressione. Un'onda, che si infrange su uno scoglio, rinunciando alla sua forma in un gesto che è espressione di quella forma. Capisci?

    ha scritto il 

  • 1

    Viene descritto come un genio ma a me non ha particolarmente entusiasmato. Lo stile narrativo è effettivamente originale e i personaggi raffigurano un quadro di umanità grottesca e afflitta dalla soli ...continua

    Viene descritto come un genio ma a me non ha particolarmente entusiasmato. Lo stile narrativo è effettivamente originale e i personaggi raffigurano un quadro di umanità grottesca e afflitta dalla solitudine ma non è stato facile prendere il giusto ritmo di lettura, spesso non era mi era chiaro dove i racconti volessero andassero a parare, forse da nessuna parte… ecco il colpo di genio.
    Chissà se leggerò un romanzo più lungo, al momento non credo.

    ha scritto il 

  • 3

    ci sono alcuni racconti strepitosi, il primo ad esempio, ma non tutti sono alla stessa altezza. devo dire che mi aspettavo di più da questa raccolta, approfondirò comunque ulteriormente DFW

    ha scritto il 

  • 4

    Raccolta di racconti decisamente innovativa, per contenuti e per stile. Quello che presta il titolo alla raccolta è quello che ho apprezzato di meno ma "Lyndon", "Da una parte all'altra", "Piccoli ani ...continua

    Raccolta di racconti decisamente innovativa, per contenuti e per stile. Quello che presta il titolo alla raccolta è quello che ho apprezzato di meno ma "Lyndon", "Da una parte all'altra", "Piccoli animali senza espressione" e "Dire mai" sono delle chicche oltre, naturalmente, a quello che chiude il libro ("È tutto verde", una paginetta e mezza in tutto che alcuni sostengono fosse dedicato non a una donna ma alla scrittura, l'unica vera musa di DFW.

    ha scritto il 

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