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La ragazza del secolo scorso

Di

Editore: Einaudi

3.7
(679)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 385 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8806143751 | Isbn-13: 9788806143756 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 5

    Noi credevamo

    Le ultime 200 pagine le ho letteralmente divorate. Con lucidità e pacatezza di toni RR ripercorre le tappe più importanti della sua vita e della sinistra in Italia, o meglio del PCI, dal dopoguerra fi ...continua

    Le ultime 200 pagine le ho letteralmente divorate. Con lucidità e pacatezza di toni RR ripercorre le tappe più importanti della sua vita e della sinistra in Italia, o meglio del PCI, dal dopoguerra fino agli anni '70. Ed insieme ad essa ci fa immergere nei tumultuosi movimenti di cambiamento che caratterizzarono la società e la politica italiana, ma non solo. Quante occasioni perse, quante reticenze ed omissioni, quante volte, troppe, il PCI preferì distogliere lo sguardo per uno spirito di autoconservazione, per non alterare gli equilibri politici interni ed internazionali: il '53, il '56, l'Ungheria, il guevarismo, la successione di Togliatti, il '68 e i giovani, Dubcek, l'autunno caldo del '69. Astenersi, rimandare, ignorare. Il tramonto del PCI ha origini lontane, a prescindere dai successi elettorali degli anni '60 e'70. Non si poteva continuare a far finta di niente. Per questo, grazie Rossana.

    ha scritto il 

  • 5

    Lucio Magri e Rossana Rossanda condivisero sogni passioni studi, come quando insieme a Filippo Maone si recarono a Parigi nella primavera del 1968 per analizzare criticamente, con la consueta acribia ...continua

    Lucio Magri e Rossana Rossanda condivisero sogni passioni studi, come quando insieme a Filippo Maone si recarono a Parigi nella primavera del 1968 per analizzare criticamente, con la consueta acribia, i fatti di Maggio di Parigi, rivolte studentesche e occupazioni di fabbriche! Per quell'occasione Lucio Magri guidò la macchina, prestatagli dall'editore De Donato, fino a Parigi non avendo la patente, perché contestava il fatto stesso di avere una patente di guida. Da queste memorie traspare un ritratto di Magri molto vivo e molto intimo: il viaggio in macchina da Firenze a Roma del 1963, attraversando le colline senesi; il Magri riservatissimo e testardo che, allontanato dal PCI, visse per un anno poveramente in un piccolo appartamento messogli a disposizione da un'amica. Nel Sarto di Ulm Magri non parla di sè, tranne un breve cenno all'estate del 1962 quando andò in Sardegna con Luigi Pintor e c'era un mare bellissimo ed azzurrissimo! Sarebbe bello trovare e comprare su Ebay i primi numeri del Manifesto, la rivista mensile fondata dal gruppo irriverente ma super intellettuale composto da Magri, Rossanda, Pintor, Natoli! Questo libro si intreccia con altri, memorie e saggi storici e culturali che è un piacere percorrere, dal citatissimo Sarto di Ulm al libro sulla casa editrice De Donato scritto da Luca Di Bari, che ho letto poco tempo fa! Ho trovato su Ebay "le considerazione sui fatti di maggio", scritto proprio da Magri in occasione del viaggio a Parigi con Rossanda e Maone che, dimenticato sull'autostrada, venne recuperato dopo mezz'ora dai due distrattoni! La tesi di fondo del libro è la delusione per la scomparsa del PCI, tesi abbracciata anche nell'ultimo libro di Magri! L'italiano che usa la Rossanda, donna di grande cultura, è pregevolissimo e corre veloce la lettura fino alla fine con un leggero rimpianto, il concludersi del libro con la nascita del Manifesto nel 1969. Vorrei sapere il ricordo della Rossanda per quanto riguarda gli anni Settanta ed Ottanta! Sul fondo compare non impercettibilmente Giorgio Napolitano!

    ha scritto il 

  • 4

    Una vicenda umana profonda e sofferta di ha creduto in grandi ideali e in sperati cambiamenti, ma si è scontrata con la miopia del presente non capace di leggere i 'segni dei tempi'.
    "Non mi sarei las ...continua

    Una vicenda umana profonda e sofferta di ha creduto in grandi ideali e in sperati cambiamenti, ma si è scontrata con la miopia del presente non capace di leggere i 'segni dei tempi'.
    "Non mi sarei lasciata congelare a Montecitorio. Avevo poco più di quarant'anni, sapevo molte cose della politica, e di che cosa fosse un partito, sapevo tutto- e non solo dei meccanismi che mi avevano così gentilmente stritolato. Non sarei andata a mendicare una rielezione" (pag.328)

    ha scritto il 

  • 4

    mi ha riportato alla mente l'amatissimo Memorie di una ragazza perbene.
    suggestive e profonde le parti che riguardano la vita e le esperienze personali, la mia abissale ignoranza mi ha impedito di int ...continua

    mi ha riportato alla mente l'amatissimo Memorie di una ragazza perbene.
    suggestive e profonde le parti che riguardano la vita e le esperienze personali, la mia abissale ignoranza mi ha impedito di interessarmi appieno ai contorsionismi della politica italiana degli anni Cinquanta e Sessanta.

    ha scritto il 

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